Pacco bomba al Comune di Montecorvino Rovella: gravemente ferito avvocato

di Erika Noschese
Attimi di paura stamattina a Montecorvino Rovella. Ignoti avrebbero fatto recapitare un pacco bomba pressol’abitazione di un noto avvocato di Montecorvino Rovella,residente a Macchia. Il giovane è un collaboratore del neo sindaco Martino d’Onofrio. L’esplosione del pacco ha ferito il giovane avvocato civilista, Giampiero Delli Bovi 29 anni. Il giovane è ricoverato presso l’ospedale Ruggi d’Aragona in gravi condizioni: potrebbe perdere entrambe le mani ma non sarebbe in pericolo di vita.



Scafati. Escalation criminalità: lo Stato balbetta, la camorra parla…e troppo. Lo sappia Minniti

Di Adriano Falanga

Stava approssimandosi l’alba di un nuovo giorno, a 24 ore di distanza dall’ultimo raid camorristico, quando una pattuglia dei carabinieri di Angri riscontrava l’ennesimo attentato. Via Monte Grappa è in pieno centro città, a cento metri dal Municipio, di spalle ad un noto istituto bancario. Saranno decine le videocamere di sorveglianza che avranno ripreso scene dell’attentato. Ma a Scafati servono a poco, non è azzardato dire a nulla. Dal 2012, anno in cui cominciò l’escalation delle bombe, non un solo mittente è stato identificato. E mentre l’antimafia da due anni cerca di arrestare l’ex sindaco Pasquale Aliberti (ancora non rinviato neanche a giudizio) la camorra s.p.a si adopera freneticamente. Ieri notte sul posto si è trovata una pattuglia di Angri, e non è la prima volta che questo comando interviene a Scafati. Questo mostra chiaramente la misura delle difficoltà in cui si trova lo Stato a imporre la legalità. La città è ferma alle parole di Salvatore Malfi, Prefetto di Salerno, pronunciate lo scorso 14 agosto. La commissione straordinaria prova a districarsi nei meandri burocratici per racimolare qualche centinaio di migliaia di euro per potenziare la videosorveglianza pubblica. E alla Tenenza dei Carabinieri di via Oberdan manca da mesi il nuovo Tenente. Può essere mai questa la risposta dello Stato? Eppure, dopo il vertice sulla sicurezza del 14 agosto la città si aspettava una risposta forte, decisa: posti di blocco, perquisizioni, fermi, controlli, e invece nulla. Non un arresto, non un indagato. E’ tutto facile a Scafati, come rapinare, da soli e senza pistola, in pieno giorno, l’ufficio postale centrale, situato sotto le finestre di Palazzo Mayer. Facile come sparare ben 13 colpi di arma da fuoco contro la serranda di un’attività commerciale e la sera dopo, piazzare un ordigno incendiario ai danni di un’altra attività. Se c’è qualcosa che contraddistingue la camorra scafatese è la mancanza di paura. Da queste parti si muovono con una sfacciata spavalderia, e i fatti lo dimostrano. Lo Stato balbetta, ma la criminalità “parla” e pure troppo. Lo sapia il ministro Minniti

DECRETO MINNITI APRE AL POTENZIAMENTO DELLE FORZE DI POLIZIA

Il decreto del ministro Marco Minniti, approvato il 14 agosto, ha come obiettivo la razionalizzazione dei compiti e dei presidi delle forza di polizia italiane. Il decreto ridisegna, in maniera chiara e definita, anche i requisiti e le condizioni territoriali affinché possano essere potenziati, chiusi, aperti o trasferiti presidi di forze dell’ordine. Ed è il caso di Scafati, dove sul territorio sussiste ancora solo una Tenenza dei carabinieri che funziona però come un presidio territoriale, quanto a organizzazione e soprattutto risultati prodotti. E’ chiaro che bisogna potenziare e rinnovare l’organico della struttura. La nuova geografia criminale richiede una rivisitazione delle strategie di prevenzione e contrasto di cui la dislocazione e il numero dei presidi delle Forze di polizia rappresentano indubbiamente un aspetto significativo. Secondo i dettami del decreto Minniti, potrebbe anche presentarsi la necessità di trasferire il presidio di Pubblica Sicurezza da Sarno a Scafati, mentre la Tenenza dei carabinieri potrebbe essere elevata a Comando Compagnia. Non sempre è questione di quantità di uomini, ma delle loro distribuzione territoriale. Minniti è stato chiaro. Ai prefetti la decisione.

GLI ONOREVOLI CHIEDONO AIUTO A MINNITI

<<Non ci sono più scuse dietro le quali lo Stato possa nascondersi. Proprio in una città, commissariata a seguito dello scioglimento per infiltrazione camorristica, lo Stato stesso deve farsi sentire ancora di più>>. Così Angelo Tofalo (in foto), deputato del M5S, che promette: <<Il prossimo 12 settembre riapriranno gli uffici della Camera dei Deputati e mi impegno a sottoporre al ministro degli interni Minniti un’interrogazione riguardante la “(in)sicurezza” di Scafati>>. Il salernitano grillino raccoglie le segnalazioni del meet up locale e non lesina critiche anche all’operato della commissione straordinaria: <<il cui lavoro sembrerebbe stia provocando malcontento e disservizi tra i cittadini. Scafati ha bisogno di crescita, sviluppo, investimenti, lo Stato non può venir meno in un campo come la sicurezza, ne va della credibilità delle istituzioni. La camorra si combatte anche con il lavoro e lo sviluppo – aggiunge Tofalo – Un maggior controllo con più forze dell’ordine sul territorio possono trasformare Scafati da “far west” a faro dell’Agro Nocerino Sarnese. Non un passo indietro contro la criminalità>>. Articolo Uno-Mdp, a Scafati rappresentato da Mirko Secondulfo e Ignazio Tafuro, fa leva sul deputato Michele Ragosta, che raccoglie l’invito: <<È necessario un intervento deciso del Prefetto di Salerno, Salvatore Malfi e del ministro dell’Interno, Marco Minniti, affinché venga rafforzata la presenza dello Stato in questa zona dove, nonostante il lavoro eccellente delle forze dell’ordine a disposizione, evidentemente serve uno sforzo maggiore per garantire sicurezza e rispetto della legalità>>. <<Ho chiesto personalmente a Peppe De Cristofaro, senatore Campano di Sinistra Italiana e membro della commissione parlamentare antimafia, di produrre un’interrogazione rivolta al Ministro degli Interni – così Raffaella Casciello – Questa situazione mette in serio pericolo oltre che le attività commerciali del nostro territorio anche la sicurezza di tutti i cittadini e le cittadine. Il problema della camorra a Scafati non può più essere trattato come un problema locale. È per questo che è urgente una risposta nazionale>>




Scafati. “Costretti a chiudere dopo 25 anni di attività”. Lo sfogo di Sergio

Di Adriano Falanga

<<Chiudiamo dopo 25 anni di attività. Impossibile andare avanti, manca ogni presupposto>>. A pochi metri dal Brick Lane Pub chiude i battenti lo storico negozio “Bomba”, dopo aver provveduto ai “corredi” e biancheria di centinaia di ragazze scafatesi. E’ molto amareggiato Sergio, che gestisce l’attività assieme alla moglie. <<La crisi non solo non è mai finita, ma a Scafati è stata anche accentuata dagli eventi degli ultimi tempi. Mancano le politiche di sviluppo, mancano iniziative comuni, manca qualsiasi tipo di sostegno e supporto dalle Istituzioni>>. Ciò che non manca però sono divieti e tasse altissime. E la delicata situazione finanziaria dell’Ente non permette certo una politica di sgravi fiscali, piuttosto si punta e si sta già puntando a portare al massimo le imposte e tributi locali. <<Una volta dovevamo difenderci dalla concorrenza, ma oggi a mancare sono proprio le condizioni più elementari. Siamo soli>>. Sergio sta svendendo tutto, appena esaurito il magazzino chiuderà definitivamente. Possibile che non ci sia una soluzione? <<Si potrebbe pensare ad un fondo salva crisi, oppure ad una “no tax area” per rilanciare il comparto. Al nord non è raro che questa misura sia applicata dai Comuni per venire incontro alle esigenze del proprio tessuto commerciale, in un periodo a breve termine>>. Non solo sgravi, ma anche iniziative mirate al rilancio sociale e urbano. I comuni limitrofi hanno fatto così. <<Si potrebbero fare delle iniziative comuni, come aree pedonali, gazebo, eventi ed altre iniziative per incentivare le vendite, attraverso il richiamo all’aggregazione. Assurdo che tutto questo deve essere offerto solo dai grossi centri commerciali>> chiosa un demoralizzato Sergio.




Scafati. Ancora bombe, schiaffo ai Ridosso

E’ sfida allo Stato. Una guerra a suon di bombe, nonostante l’attenzione delle forze dell’ordine sia altissima a Scafati. Non può essere certamente il racket il movente dell’attentato di ieri notte, quando una bomba carta che intorno le 3:30 ha mandato in frantumi l’entrata di un locale che ha ospitato fino a pochi mesi fa un centro scommesse, legato al clan Ridosso-Loreto. Il gestore è infatti Giacomo Casciello, classe 1988, cognato del boss Luigi Ridosso, attualmente in carcere. Il Casciello è stato colpito lo scorso dicembre da misura interdittiva del divieto di assumere incarichi direttivi presso persone giuridiche o imprese per un anno. L’accusa è di essere stato prestanome di società di fatto gestite dal clan, tra cui la Italia Service, già nota per la vicenda appalti Ex Copmes. Un boato fortissimo ha squarciato il silenzio della notte tra lunedì e martedì, facendo precipitare per strada i residenti di via Martiri D’Ungheria, dov’è ubicato il locale. Sul posto carabinieri e Vigili Del Fuoco, che hanno prontamente avviato le indagini. Non si esclude la pista della vendetta trasversale, quale risposta all’attentato, anch’esso dinamitardo, al Roxy Bar gestito dai Buonocore, familiari del boss Franchino Matrone, detenuto nel carcere di massima sicurezza di Opera, sotto regime del 41 bis. Sullo sfondo la gestione degli affari illeciti, in particolare delle slot machine e delle scommesse. Il centro avrebbe riaperto i battenti a momenti, sotto una nuova gestione, quelli dei fratelli Cestra, originari di Torre Annunziata che insieme ai cugini gestiscono già diversi punti scommesse. Un colpo portato a segno nel “fortino” dei Ridosso, le loro abitazioni distano infatti poche decine di metri dal centro scommesse, nato dove un tempo c’era una concessionaria di auto. I clan si riorganizzano, e piuttosto che cercare accordi, puntano alla violenza e all’uso della forza, senza esclusione di colpi. Segno evidente che in gioco vi è la leadership su affari illeciti da milioni di euro, quali droga, slot machine, scommesse, riciclaggio, usura ed estorsioni. Un equilibrio saltato dopo gli arresti dei principali esponenti dei clan Ridosso e Matrone. La città è scossa, neanche due settimane fa c’è stata la “marcia per la legalità” promossa dal parroco Don Peppino De Luca, che ha portato un sabato sera a sfilare per corso Nazionale diverse centinaia di scafatesi.

GLI APPELLI: SERVONO PIU’ FORZE DELL’ORDINE

telecamera-videosorveglianzaLa questione sicurezza a Scafati è più che mai preponderante, sono anni che la città, anche attraverso le Istituzioni e le forze politiche, chiede con forza il potenziamento dei presidi di forze dell’ordine presenti sul territorio. Occorre una risposta veloce e soprattutto stabile della presenza dello Stato. Non basta lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, perché, a quanto pare, la criminalità organizzata è presente e tutta intenzionata a prendersi il controllo del territorio, nonostante le inchieste giudiziarie e gli arresti degli ultimi due anni. Servono uomini, mezzi, risorse, per controllare l’intero perimetro cittadino. Soprattutto di notte, quando la città diventa letteralmente terra di nessuno. Inutile anche parlare di videosorveglianza, perché l’impianto comunale è oramai superato e pressoché inutilizzabile. Presso i comandi di Polizia Municipale e Carabinieri sono presenti monitor con le proiezioni di 16 videocamere posizionate nei punti strategici della città. Fino alla settimana scorsa una decina di queste erano però fuori uso, e le restanti oramai vetuste e dotate di tecnologie superate.




Nocera Inferiore. Allarme bomba alla banca Carime. Le foto

AGGIORNATO ALLE 00.38

13219649_1139811646069125_1214743409_n (1)NOCERA INFERIORE. Allarme bomba in via Barbarulo. Nei pressi della Banca Carime, un passante ha notato uno scatolone sospetto ed ha avvertito i carabinieri. Chiusa l’importante arteria del centro cittadino mentre erano a passeggio un centinaio di persone.

I militari del reparto operativo di Nocera Inferiore hanno perquisito anche tutti i bar e locali pubblici della zona per eventuali pacchi sospetti, frugando anche tra le auto in sosta. Al momento, in tarda serata, non è stata trovata alcun ordigno. Accertamenti in corso per il pacco sospetto. Si attende l’arrivo degli artificieri.

Traffico deviato da piazza Guerritore e dalla strada statale 18. Via Barbarulo e via Garibaldi vuota dalle auto ma piena di curiosi.




Scafati. Aliberti: “denunciare sempre”. La paura degli scafatesi, e le pecche delle videocamere

Di Adriano Falanga

Il boato è stato fortissimo, gli scafatesi si sono svegliati di soprassalto e come spesso accade, sono corsi sui social network per chiedere e scambiare informazioni. Cosicché, pochissimi minuti dopo il forte boato, in rete già c’erano le prime foto con tanto di testimonianze dell’accaduto. L’esplosione è stata avvertita in tutta la città, anche a chilometri di distanza. “Hanno piazzato una bomba al bar My Love, quello appena aperto”, la voce gira, tanto che, con ogni probabilità, la stessa proprietaria l’avrà saputo prima dalla rete che dalle forze dell’ordine, considerato che a quell’ora erano in tanti gli scafatesi davanti al pc. La proprietaria è conosciuta in città anche perché prima di iniziare questa nuova attività, ha gestito una merceria in pieno centro storico. “Ancora una bomba, fortuna che nessuno passava per la zona a quell’ora” ha scritto in rete da Maria. Una fortuna si, perché il fortissimo spostamento d’aria avrebbe potuto causare danni anche ad eventuali auto di passaggio. “Oramai Scafati non è più una città sicura” è il commento di Antonio, svegliato da ciò che gli sembrava “un tuono”, nonostante abita verso il quartiere Bagni, dal lato opposto della città. “Scafati merita più sicurezza, non è possibile convivere con questa paura. E questo non è un episodio isolato” scrive Andrea, che invoca una maggiore presenza delle forze dell’ordine: “bisogna monitorare costantemente il territorio, cercando di intervenire prima che si possano concretizzare simili episodi”. L’ansia tra gli scafatesi cresce, e a far paura è anche la facilità con cui viene piazzata una bomba di simile portata in una zona densamente abitata: “poteva finire molto peggio. Non hanno considerazione neanche delle abitazioni circostanti” scrive una preoccupata Francesca.

Aliberti: “bisogna sempre denunciare”.

“Un episodio da condannare ferocemente. Più volte abbiamo invitato a denunciare e a ribellarsi, insieme, con un lavoro sinergico tra imprenditori, cittadini e istituzioni, da sempre dichiaratamente dalla parte di chi denuncia, è possibile combattere la camorra”. Così il sindaco Pasquale Aliberti, dopo aver appreso dell’ennesimo attentato, su cui restano ancora da chiarire dinamica e motivazioni. “Auspichiamo che presto si faccia chiarezza su quanto accaduto, siamo fiduciosi nelle azioni delle Forze dell’Ordine che già in altre occasioni si sono dimostrate indispensabili”, l’ottimismo del primo cittadino. Preoccupato invece Michele Grimaldi, consigliere del Pd: “Stanotte nella nostra Scafati è esplosa un’altra, l’ennesima, bomba. Solo qualche giorno fa si è insediata la commissione d’accesso, con lo scopo di verificare se vi siano stati e vi siano condizionamenti di stampo mafioso nella macchina amministrativa. Nel frattempo la Giunta comunale approva una delibera nella quale stabilisce l’uso e la destinazione di circa 10 milioni di euro di fondi europei. Il Puc è bloccato, i Pip pure, i lavori per la rete fognaria termineranno forse nel 2018. In tutto questo il nostro Sindaco continua a non ritenere opportuno, doveroso, spiegare in Consiglio comunale alla Città cosa stia succedendo: alle sedi istituzionali e al confronto democratico, continua a preferire i monologhi televisivi”.

 Sotto accusa ancora una volta il sistema di videosorveglianza

“Secondo l’assessore alla Sicurezza Diego Chirico, le telecamere sono funzionanti e regolarmente monitorate dal comando di Polizia – spiega Angelo Matrone – Intanto i delinquenti continuano a terrorizzare i cittadini di Scafati con atti di violenza e criminalità. Dato che tutto funziona, tirassero fuori i filmati delle telecamere. Questo lassismo ci sta portando al Far West”. Il consigliere di Fdi sta denunciando da tempo il precario funzionamento del sistema, mai risultato utile nelle diverse indagini in corso per episodi criminosi. “Scafati è ancora Baghdad – secondo gli attivisti di Scafati in Movimento – Chiediamo al sindaco Alberti e ai suoi assessori, soprattutto a chi è delegato per la sicurezza di dare spiegazioni del perché i continui crimini commessi a Scafati siano ancora senza colpevoli”. Anche i pentastellati puntano l’indice contro il sistema di videosorveglianza, a parole efficiente ma nei fatti nessuno riesce ad averne certezza. “L’assessore Diego Chirico pochi giorni fa ha dichiarato che l’impianto è efficiente ma a quanto pare non è in grado mai di filmare i delinquenti e per di più sembra non essere utile alle forze dell’ordine – continuano gli attivisti – ci risulta che anche in occasione dell’omicidio dell’extracomunitario  avvenuto a San Pietro poche settimane fa, ad una richiesta dei carabinieri  di visionare le immagini di una telecamera posta nelle vicinanze il comando di polizia locale abbia risposto che non era possibile perché non funzionante dal novembre scorso”. Parole gravi e tutte da verificare quelle di Scafati in Movimento, in quanto, secondo l’assessore Chirico, l’impianto è perfettamente funzionante.




Scafati. Paura nella notte, bomba al bar My love

Scafati. Raid incendiario a Mariconda (via Santa Maria la Carità) a Scafati dove è stata piazzata una bomba che ha terrorizzato gli abitanti delle palazzine Iacp di Via Bernini. Lo scoppio, fortissimo, è avvenuto all’una circa ed è stato avvertito per centnaia di metri. Sul posto sono intervenuti subito i vigili del fuoco insieme ai carabinieri della locale tenenza ed un ambulanza. Le fiamme hanno invaso anche un’auto, e i vetri di diverse abitazioni sono andati in frantumi. Qualche mese fa lo stesso episodio era avvenuto nelle palazzine di Mariconda ma la bomba era stata piazzata all’auto di un pregiudicato della zona. Le indagini per accertare la dinamica e il motivo delll’attentato sono sibuto partite. Il bar è stato aperto da poche settimane, bisognerà capire prima se si tratta davvero di un gesto intimidatorio o se vendicativo. Le fiamme hanno avvolto e distrutto l’ingresso del bar della zona, il My love. Dopo il pentimento di Alfonso Loreto (Mariconda è il quartiere dove storicamente sono originari i Loreto), figlio dell’ex boss, la città sembrava verso una svolta che avrebbe cercato di accendere i riflettori su quanto accade ai gruppi criminali locali ma ora ci potrebbe essere un nuovo giallo per le forze dell’ordine.



Nocera I. Bomba all’Oasi della Casa

NOCERA INFERIORE. Bomba carta contro “Oasi per la Casa”, negozio in via Sant’Anna intorno alle 4.30 di ieri mattina. Sembra che una sola persona, giunta presumibilmente a piedi, abbia piazzato un ordigno davanti alla saracinesca della rivendita di lampadari e altri oggetti per la casa per poi scappare via. Una ventina di secondi dopo, la bomba è deflagrata danneggiando non solo la serranda ma mandando in frantumi sia i vetri all’interno che quelli di una veranda posta all’altro lato della strada.

L’onda d’urto è rimbalzata nella palazzina di fronte ed è tornata indietro rompendo i vetri di un balcone al primo piano posto sopra il negozio preso di mira.

Fortunatamente non c’è stato alcun ferito ma solo tanto spavento. L’esplosione, infatti, ha svegliato tutta l’area compresa tra il “Borgo” e  via Sant’Anna.

Sul posto è intervenuto poco dopo una volante del commissariato di polizia di Nocera Inferiore, diretto dal vice questore Giuseppina Sessa.

Le indagini sono condotte dalla sezione di polizia giudiziaria presso il commissariato agli ordini del sostituto commissario Attilio Iannone.

Dopo il sopralluogo della polizia scientifica sono stati acquisiti diversi filmati di telecamere impiantate nella zona e in più d’una viene ripresa lo sconosciuto mentre piazza l’ordigno e la conseguente deflagrazione.

I proprietari dell’attività commerciale aperta nel dicembre scorso sono stati ascoltati dagli investigatori e hanno riferito di non aver ricevuto minacce.

Sul fatto indaga il pm Giuseppe Cacciapuoti della procura della repubblica di Nocera Inferiore.

Nelle prossime ore saranno visualizzate altre immagini delle telecamere.

La pista del racket non è l’unica al vaglio degli inquirenti.

Qualunque siano i motivi dietro questo gesto, è importante non sottovalutare l’episodio.

La cittadinanza è preoccupata e cerca, giustamente, delle risposte dagli organi competenti in grado di tranquillizzare la vita quotidiana.

Nello specifico, il fatto accaduto è particolarmente allarmante in quanto si tratta di un esercizio commerciale aperto da pochi mesi e già preso di mira da qualche malintenzionato.

In questi casi, è sempre importante denunciare alle autorità se si subiscono minacce, ricatti o estorsioni per prevenire fatti del genere e dare la possibilità alla polizia e alla magistratura di fare il loro lavoro.

Giantonio Gigantino




Pompei. Allarme bomba al santuario

Pompei. Allarme bomba davanti al santuario mariano: panico tra i fedeli. In corso l’intervento degli artificieri per appurare il contenuto di una valigia ventiquattrore ritrovata negli affollati giardinetti di piazza Bartolo Longo. La zona è stata transennata dalla polizia. Allontanati fedeli e le tante persone che passeggiavano in zona.




Mercato San Severino. Ordigno esplode al corso Umberto I

Mercato San Severino. Esplosione davanti a un portone di corso Umberto I, a pochi passi dalla caserma dei vigili del fuoco. Un potente ordigno ha divento il portone. Indagano i carabinieri. La deflagrazione è accaduta ieri sera, intorno alle 23,45. Paura nei residenti della zona, scesi in strada