“Dona un’ora a settimana”, l’iniziativa di Progetto Famiglia Affido

“Dona un’ora a settimana”: è l’iniziativa lanciata dall’Associazione Progetto Famiglia Affido, ha sede ad Angri ed è impegnata nell’accoglienza temporanea di bambini e ragazzi in difficoltà. L’associazione cerca volontari che sappiano giocare con i bambini. “I bambini ti aspettano, hanno bisogno delle tue attenzioni. Basta poco. Dona un’ora a settimana del tuo tempo e farai felici tanti bambini – hanno spiegato – Cerchiamo persone che sappiano giocare – è una campagna promossa da Progetto Famiglia Affido per la realizzazione del Progetto Legami di Futuro, finanziato dalla Regione Campania con risorse statali del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali”.

Valorizzare e promuovere il volontariato è uno degli obiettivi che da sempre si pone l’Associazione Progetto Famiglia Affido, impegnata nel sostegno ai minori e alle famiglie in difficoltà.

Organizziamo attività settimanali a carattere ludico – didattico per bambini e ragazzi bisognosi di sostegno avvalendoci anche di figure specializzate come assistenti sociali e psicologi.

 




Vaccini, trecento bimbi non in regola con la norma

Pina Ferro

Sarebbero circa 300 le famiglie salernitane ancora non in regola con i vaccini obbligatori previsti dalla legge 119/2017 del Ministro Lorenzin. Famiglie che in questi giorni sono impegnate in queste settimane in serrati colloqui informativi presso l’Azienda sanitaria locale di via Vernieri. I genitori, che da tempo contestano le misure coercitive nonché il previsto divieto di accesso alle scuole dell’infanzia, sollevano numerosi dubbi circa l’opportunità di sottoporre i propri figli alle 10 vaccinazioni obbligatorie, per altro con un calendario vaccinale che prevede in tempi molto ravvicinati numerose inoculazioni, necessarie per il “recupero” – come dice la legge – dei soggetti non in regola. Ma nelle famiglie salernitane, come in tantissime in tutta Italia, permangono dubbi e domande senza risposta e complesse sono le critiche verso i farmaci proposti per gli adempimenti obbligatori. In particolare, riferisce il portavoce del Comitato “Libertà di scelta – Salerno”. Gianni Fontana, taluni vaccini proposti non sono stati formulati per la vaccinazione primaria di bimbi con età maggiore di 12 mesi, altri, addirittura, non sono raccomandati al di sopra dei 4 anni di età. E’ il caso del vaccino anti Haemophilus influenzae tipo b, più frequente e potenzialmente molto grave in bambini di età inferiore a 3 anni. In questo caso, prosegue il referente del Comitato, è palese il rischio, poco reale il beneficio essendo, quasi tutti i bimbi non in regola di età superiore ai 4 anni. Intanto, in città e nella vicina Cava De’ Tirreni sono apparsi manifesti dal tenore critico verso la legge Lorenzin, contenenti, in sintesi, il numero e la gravità delle sospette reazione avverse ai vaccini che, come affermato dall’Agenzia Italiana de Farmaco nel “Rapporto sulla sorveglianza post marketing dei vaccini in Italia” si attestano ad un numero totale di 4.766, di cui 753 gravi; alcune avrebbero portato addirittura al decesso del bimbo. Ma, a differenza di quanto accaduto nell’estate scorsa, quando era calda la protesta dei genitori e pochi medici sostenevano, seppur con moderazione, la tesi della libera scelta, nei giorni scorsi alla Società Italiana di Psico neuro endocrino immunologia (Sipnei), per prima a manifestare un atteggiamento critico nei confronti della legge 119 si è aggiunto anche l’ordine nazionale dei biologi, presieduto dal senatore Vincenzo D’Anna. Al discusso convegno del 2 marzo scorso, organizzato per festeggiare i 50 anni dell’Ordine, infatti, hanno partecipato l’israeliano Yehuda Shoenfeld, professore all’Università di Tel Aviv, Antonietta Morena Gatti dell’Università di Modena, il premio Nobel per la scoperta del virus dell’Aids Luc Montagnier e il professore dell’Università della Tuscia Paolo Maddalena, vice presidente emerito della Corte Costituzionale. Tutti in qualche modo schierati su posizioni che sostengono la pericolosità dei vaccini o l’inopportunità di renderli obbligatori. “Non ho votato la Legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale perché ritengo che laddove lo Stato imponga un obbligo, debba garantire che non ci sia un rischio” – dichiara il presidente dell’Ordine dei Biologi D’Anna. “Se impongo alle mamme e papà di vaccinare i bambini devo poter anche assicurare che questa pratica medica non abbia delle complicanze gravi, e ad oggi ci sono molte perplessità e molti casi di reazioni avverse”. I casi di reazione avverse riferite dal senatore sono evidentemente quelle “certificate” da tre gradi di giudizio presso diversi tribunali italiani che hanno obbligato, ad oggi, il Ministero a risarcire 602 bimbi danneggiati dai vaccini obbligatori. Diverse centinaia sono tuttora le richieste di riconoscimento del danno per l’ottenimento dell’indennizzo al vaglio della magistratura. La protesta contro l’obbligo vaccinale, nata in Italia proprio da quei genitori che hanno vissuto sulla salute dei propri figli gravi reazioni averse, è sempre più estesa e oggi riguarda migliaia di genitori in tutta Italia, impegnati nell’acquisizione e diffusione di tutte le informazioni utili a intraprendere, con riferimento alla salute dei propri figli, una scelta libera e consapevole.




Capodanno 2018: il cenone e la musica dell’Hotel Mediterranea

Ogni anno lo stesso quesito…cosa fare a Capodanno?
L’Hotel Mediterranea è la risposta, il 31 dicembre vi accompagnerà verso il nuovo anno con bollicine e vini di alta qualità nella sua elegante location a quattro stelle.

La serata sarà allietata da buona musica dal vivo e lo chef animerà le tavole con i suoi piatti.

Menù:
-Aperitivo di benvenuto con varietà di finger, vino prosecco “Villa Sandi” ed analcolico
-Antipasto:
Salmone fresco avvolto in camicia di speck tortino di verdure e crostoni di polenta
-Primi piatti:
Troccoli con aragosta a pezzettoni, vongole e pomodorino di collina
Cupoletta di riso ai sapori del amre con vellutata di patate
-Secondi piatti:
Orata su letto di patate con croccante di zucchine e misticanza agli agrumi
-Ananas guarnito ai frutti di bosco e piccolo babà alla crema
-Zampone e lenticchie
-Dolci natalizi
-Bibite:
Falanghina “Tenuta Cavalier Pepe”
Spumante Dolce Villa Sandi
Acqua e caffè

Per i bambini lo chef propone un menù classico.

L’ultima notte dell’anno, inizierà quindi da prelibate ricette e proseguirà con il party, dopo le cena infatti sarà allestita la sala per chi vorrà ballare fino a tarda notte.

Naturalmente per coloro che non potranno raggiungerci a cena, potranno recarsi al nostro hotel direttamente dopo la mezzanotte per trascorrere la serata fino alle prime ore del nuovo anno scatenandosi in pista.

La location è situata in via Generale Clark, 54, 84131 Salerno SA

Per prenotazioni e ulteriori informazioni questi sono i contatti: 0893066111/ info@mediterraneahotel.it




Sbarca a Salerno il più grande parco di divertimento al coperto del Sud Italia.

La dimensione dello svago si chiama Blu Park Salerno.

La nuova struttura si integra con il centro commerciale la Fabbrica, in apertura il prossimo marzo 2018, ricco di negozi, entertainment e centro fitness e wellness.

Il parco nasce dalla volontà di un gruppo di imprenditori esperti del settore ludico, che con determinazione e impegno mirano a regalare a grandi e piccoli uno svago senza precedenti.

 Proviamo a darvi qualche anticipazione:

Il Blu Park Salerno occupa un’area di oltre 2500 mt completamente al coperto, ricca di attrezzature volte all’intrattenimento; si va dalle piste da bowling ad un’ampia ed attrezzata area giochi per bambini, dai gonfiabili all’area feste private, fino ad arrivare alla più grande pista di Gokart elettrici d’Italia.

Una volta varcata la soglia del Blu Park sarà, quindi, difficile restare fermi.

La novità assoluta è il Gokart indoor, oltre 400 mt di pista al chiuso, dove sfrecciare tutto l’anno, che si sviluppa su due piani e si contraddistingue sia per innovazione che per sicurezza, infatti è adatta a grandi e piccini. I fedelissimi potranno prendere parte a dei veri e propri campionati del mondo karting.

L’area dedicata ai bambini di 1500 mt è pronta ad accogliere i piccoli birbanti e i genitori.
Le aree gioco sono suddivise per età, si va dalle pareti d’arrampicata agli scivoli, dai giochi per sperimentare la manualità ai percorsi sui gonfiabili. In particolare la playground è studiata con materiale anti-trauma per rendere sicuro e confortevole il gioco e per consentire ai più piccoli di divertirsi su costruzioni morbide senza alcun pericolo e rischi per la salute.

A queste attrazioni si aggiungono i punti ristoro, tutto ciò che serve per trascorrere una fantastica giornata all’insegna del divertimento e della spensieratezza senza rinunciare a uno snack, un pranzo o cena al tavolo.

Un luogo ideale per festeggiare compleanni ed eventi, insomma qualsiasi occasione per un divertimento senza freni.

Come tutti i pachi, anche il Blu Park si presente al pubblico attraverso una splendida mascotte: l’emoticon del sorriso, ma con un tratto distintivo che è quello della maschera, infatti a tutti gli effetti l’emoticon del Blu park è il supereroe del divertimento, Supermoji.

Novità e informazioni di ogni genere su questo splendido parco, saranno divulgate attraverso il sito ufficiale wwww.bluparksalerno.it e la pagina Facebook.

Restate sintonizzati!

Pubbliredazionale curato da Creatiwa studio




Torna libera la “ladra” di un neonato

NOCERA INFERIORE - Riconquisterà la completa libertà entro la fine del mese prossimo, maggio, l’infermiera che, sei anni fa, rapì un neonato dall’ospedale di Nocera Inferiore. Annarita Buonocore, nocerina, ritornerà donna libera avviandosi al completamento del percorso di affidamento ai servizi sociali in prova. La donna, infatti, aveva il permesso di andare a lavorare in ospedale, al Cardarelli a Napoli, per poi rincasare. Ora, a distanza di anni, il percorso giudiziario sembra avviarsi alla conclusione. La vicenda fece molto rumore assurgendo immediatamente agli onori della cronaca nazionale. Era il 7 giugno del 2010 quanto scattò l’allarme. Un neonato era stato portato via dalla culla del reparto ginecologico dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Al momento del rapimento il bimbo era nato da appena tre ore e l’allerta non fu proprio tempestivo. I genitori del piccolo Luca, papà Fabio e mamma Annalisa Fortunato, precipitare nella disperazione confidando nelle ricerche e nella mobilitazione generale. A dare una svolta alle ricerche fu l’identitkit fornito da un testimone: “Ho visto una infermiera portare via il bambino, somigliava alla mia vicina di casa”. Passano le ore, si susseguono le notizie. Poi in serata, il ritrovamento. Il piccolo Luca viene ritrovato. Era a casa della donna, in pieno centro cittadino.Con la Buonocore fu in un primo tempo fermata anche la figlia, poi rilasciata. Annarita, separata, vive con due figlie (una ragazza di 19 anni e una minore di 11all’epoca dei fatti), aveva preso un giorno di ferie. Annarita Buonocore di fronte agli inquirenti si sarebbe chiusa in un mutismo totale poi avrebbe spiegato il movente del suo folle gesto: conquistare il proprio compagno dopo un aborto. I protagonisti.Il medico. È stato un medico dell’ospedale Umberto I di Nocera a consentire alla polizia di arrivare ad Annarita Bonocore. L’uomo conosceva la Buonocore e stava uscendo dall’ospedale quando l’ha incrociata, con un bambino in braccio. Al momento non ha fatto caso alla cosa ma quando è stato diffuso l’identikit della «falsa» infermiera che aveva rapito un bimbo, ha riconosciuto la donna nell’immagine. A quel punto il medico ha immediatamente avvertito la polizia, che ha mostrato una foto della donna alla madre di Luca, che ha riconosciuto l’infermiera. Dopo la grande bufera mediateca, la donna ritornò in auge solo un anno dopo. Si seppe che avrebbe atteso la sentenza della Corte d’Appello di Salerno nel reparto di Medicina dell’ospedale Cardarelli dove è tornata a lavorare. Come infermiera. Un fatto di giudiziaria come tanti, sembrava, se la protagonista non fosse stata Annarita Buonocore. La donna si è riappropriata di una parziale normalità da oltre un mese. In silenzio. Per non destare ulteriore clamore. Rispettando, ovviamente, dei limiti imposti dai giudici. Come, per esempio, effettuare i turni solo di mattina. Ma pur sempre in reparto. I suoi avvocati, Giuseppe Bongiorno e Aldo Di Vito, dopo aver letto le motivazioni della condanna,fecero appello per avere una riduzione della pena contestando l’accusa e, non ultimo, una provvisionale (quantificata in 30mila euro) ritenuta «non equilibrata». La sentenza, emessa dal Gup Vincenzo Ferrara del tribunale di Nocera Inferiore, che accolse le richieste del pm Giancarlo Russo riconoscendo la donna colpevole di sequestro di persona e non, come avevano chiesto i difensori di Buonocore, di sottrazione di minore. «Una pena eccessiva, non proporzionata al reato commesso — spiegò l’avvocato Bongiorno». Il lavoro, dunque. Il ritorno in ospedale che fece tanto discutere. «Non capisco tutto questo clamore per un ritorno al proprio posto di lavoro. Un detenuto ha il diritto di farlo, almeno chiederlo, specie se questo rappresenta l’unica fonte di sostegno economico per la propria famiglia. Non dimentichiamo che la signora ha due figlie – spiegò Aldo Di Vito, difensore dell’infermiera -. Sembra strano solo perchè intorno alla vicenda c’è stato un clamore che definisco eccessivo».




Nocera. Ginecologia dell’“Umberto I” l’invasione delle napoletane

di Gianfranco Pecoraro

NOCERA INFERIORE. Il 30% delle partorienti proviene dal napoletano e il reparto di ginecologia dell’Umberto I è sottoposto a un superlavoro che potrebbe portarlo al collasso. Dati impressionanti per l’attività del reparto di ginecologia dell’ospedale  “Umberto I”, il secondo per nascite in Campania, destinati ad aumentare per l’arrivo in massa di donne provenienti da Cava de’ Tirreni e Mercato san Severino, il cui ospedale non offre più questo servizio.
Ad impressionare, in particolare, non sono solo i 1500 parti annui ma anche l’entità dei pronti soccorso ostetrico-ginecologici e delle prestazioni rese in urgenza, in porticolare per le gravidanze a rischio. A destare interesse è la provenienza delle donne. Il 30% delle partorienti, infatti è dell’area napoletana. Di queste, poco più del 50% proviene dalla fascia costiera, da Torre del Greco ­­­­a Torre Annunziata, l’area boschese e Castellammare di Stabia, e paesi limitrofi, dove insistono tre ospedali e diverse cliniche private, mentre la restante parte arriva da Somma vesuviana, San Giuseppe vesuviano e comuni confinanti. Una situazione diventata insoppportabile per il personale dell’Umberto I che va diminuendo e con maternità sempre più coplesse. Le media delle partorienti, infatti, supera i 30 anni di età e molte le donne in dolce attesa che sono a una seconda e terza gravidanza, specie quelle che, divorziate, sono incinte di un secondo compagno. Parti che si presentano, quindi, con maggiori difficoltà e che impegnano il personale in lunghe pratiche anche operatorie. Aumentano anche le  mamme che partoriscono senza legami stabili né con un compagno né tantomeno con un marito. Il 10% ha ricorso all’iseminazione artificiale, in alcuni casi fatta anche all’estero.
Il dato, quindi, su cui riflettere è l’alto numero di donne che sceglie di partorire all’ “Umberto I” e non nella provincia di Napoli. «Questo di Nocera è un ospedale all’avanguardia, che ha una rinomata Tin e molti buoni servizi -afferma una neo mamma di Torre Annunziata che ha scelto l’ospedale nocerino per dare alla luce il primo figlio-Molte mie amiche scelgono di venire qui perchè anche l’ambiente è più tranquillo».
Un po’ il passaparola sulla qualità del servizi resi, le notizie di salvataggi di bambini nati anche prematuri, e del buon esito anche di parti difficili richiama sempre più donne incinte all’ospedale nocerino. E ciò accade anche a causa dell’improvvida chiusura del “Mauro Scaralato” di Scafati e per i disservizi che i cittadini ritengono di ricevere dalle strutture sanitarie del napoletano.
Fatto è che l’ospedale nocerino non può reggere a questi ritmi di lavoro se non saranno incrementati il numero del personale addette al reparto e quello della Tin, la terapia intensiva neonatale, dove potrebbero esser curati più piccoli pazienti di quelli attualmente assistiti.
Va anche, però, ridisegnata e ricurata la sanità campana. Bisogna comprendere che l’area nord dell’Asl Salerno non serve più solo l’Agro nocerino come previsto in partenza con una popolazione di 300mila abitanti ma anche i cittadini della parte sud del napoletano arrivando ad un bacino di 800 mila persone.
La struttura sanitaria nocerina, quindi, dev’essere dimensionato non ai residenti della zona ma ad un’area più vasta.
A questo si aggiunge che vanno “rafforzati”, in termini di attrezzature e personale, le strutture sanitarie dell’area vesuviana per non costringere i cittadini a rivolgersi a quelle dell’Agro nocerino.




Scafati. Finalmente parte la mensa scolastica, Aliberti: “giusta la protesta delle mamme”

Partirà la prossima settimana il servizio di mensa scolastica, il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti: “La partenza del servizio mensa ha subito un ritardo a causa della gara che avevamo in corso e che abbiamo dovuto espletare perché dopo quattro anni era scaduto il contratto con la ditta. Pur avendola avviata nel mese di luglio abbiamo avuto qualche difficoltà tecnica. La protesta delle mamme era giusta. Ci scusiamo per il ritardo. Confidiamo nella collaborazione di tutti anche per quanto riguarda la valutazione della qualità del servizio offerto per la quale contiamo sulla sinergia istituzionale tra Comune, scuole e Comitato dei genitori”.




Cava. Accusa i genitori di violenza sessuale: era una bugia

CAVA DE’ TIRRENI. Accusò i genitori di violenza sessuale per rimanere con la coppia che la teneva in affidamento: ma era tutta una bugia. Una bambina cavese di dieci anni è la protagonista di una triste storia di disagio, di accuse gravissime, di indagini, perizie mediche, incidenti probatori, conclusasi con la richiesta di archiviazione da parte del sostituto procuratore che indaga.

Alla procura nocerina nei mesi scorsi è arrivata la segnalazione di una bambina che aveva accusato il padre e la madre di averla fatta assistere alla visione di film pornografici e di averla poi costretta a pratiche erotiche, fornendo anche particolari che, una minorenne di quell’età, non dovrebbe nemmeno sapere.

Nonostante questa descrizione, la procura è andata alla ricerca di riscontri, anche perché dal racconto della bambina c’era qualcosa che non quadrava. Intanto, è intervenuta anche la procura per i minorenni di Salerno per accertare cosa stesse accadendo.

La piccola aveva raccontato questi episodi mentre era già stata affidata ad un’altra coppia di cavesi.

Disposto una perizia da parte di uno psicologo la bimba non è stata creduta e i dubbi si sono rafforzati quando c’è stato un incidente probatorio nella quale l’accusatrice ha confermato quanto da lei raccontato. Un team di investigatori e di esperti ha concluso per la falsità delle dichiarazioni della bimba.

La piccola era stata data in affidamento perché viveva in una situazione di disagio a una coppia affidataria. Probabilmente, visto come era trattata dagli affidatari, la bimba non voleva ritornare nella situazione disagiata da quale proveniva alla fine del periodo di affidamento e avrebbe inventato le accuse mosse ai genitori naturali. Alcuni elementi emersi dal suo racconto e dalle sue dichiarazioni hanno fatto propendere il sostituto procuratore Giuseppe Cacciapuoti per archiviazione delle gravi accuse, evitando un nuovo caso di ingiustizia come lo fu quello storico del fotografo Gino Girolimoni a Roma, che ha ispirato anche un film.

Rimane in piedi l’indagine della procura per i minorenni che dovrà soffermarsi sulla situazione di disagio dalla quale proveniva la bambina.

Purtroppo, troppo spesso ci sono casi in cui minori raccontano falsità, a volte subornate da uno dei genitori (come accade in tanti casi di separazione e divorzi) altri per assicurarsi piccoli agi. E non è sempre facile distinguere tra verità e bugia.




Scafati. Smantellata un’associazione dedita alla contraffazione di abbigliamento per bambini

di Giovanni Sapere

sequestro guardia di finanza a Scafati

sequestro guardia di finanza a Scafati

All’esito di approfondite indagini di polizia giudiziaria, coordinate dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Salerno hanno sottoposto a sequestro, tra Poggiomarino e San Giuseppe Vesuviano, due opifici dediti alla produzione e al confezionamento di capi d’abbigliamento per bambini recanti loghi, personaggi e marchi d’impresa contraffatti.

Le indagini condotte dai militari della Compagnia di Scafati – originate da un sequestro di merce fallace effettuato nei mesi addietro ad un venditore ambulante operante nel mercato comunale di Sarno – sono state indirizzate all’individuazione dell’origine dei prodotti, ed hanno trovato riscontro in una vasta operazione di servizio svolta nei giorni scorsi nei confronti di un’associazione criminale dedita alla produzione ed alla vendita di tali capi d’abbigliamento.

Di fatto, in un seminterrato di una civile abitazione, sita nel Comune di Poggiomarino, è stata constatata la presenza di un primo opificio ove, al momento dell’intervento, vi erano diverse persone, tra cui cittadini extracomunitari privi di permesso di soggiorno sul territorio nazionale, intente alla lavorazione ed al confezionamento dei tessuti e delle stoffe recanti stampe di personaggi e loghi noti ai teenager contraffatti I militari, nella circostanza, hanno sottoposto a sequestro l’intero locale adibito a tal fine, comprensivo dei macchinari in esso presenti (macchine cucitrici, ferri da stiro professionali, banchi da lavoro), nonché 6.200 capi contraffatti (vestitini, magliette ed etichette pronte per essere apposte) e circa quarantottomila euro in contanti, sicuro profitto dell’illecita attività.

Le attività di servizio, inoltre, hanno interessato – nel Comune di San Giuseppe Vesuviano – un ulteriore fabbrica, con annesso deposito, ove la merce contraffatta veniva stoccata e confezionata per rifornire, successivamente, diversi negozi ubicati tra le provincie di Napoli e Salerno.

Qui, i militari di Scafati, hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro circa 2.000 capi contraffatti e posto i sigilli al locale commerciale controllato ed una decina di macchinari presenti al suo interno.

Infine, in un noto negozio esercente la vendita all’ingrosso di abbigliamento per bambini del Comune di San Giuseppe Vesuviano, le Fiamme Gialle hanno sequestrato ulteriori 700 vestiti della stessa specie e qualità di quelli rinvenuti nei due opifici, recanti, tra gli altri, i marchi ed i personaggi Disney, Violetta, Masha e l’Orso, Chica Vampiro e Spiderman.

All’esito della incisiva attività di servizio, posta in essere nei confronti dei diversi soggetti ed imprese costituenti l’intera filiera del falso, i finanzieri di Scafati hanno segnalato alla competente Autorità Giudiziarie dodici persone per associazione a delinquere finalizzata alla produzione e vendita di capi d’abbigliamento recanti loghi e marchi d’impresa contraffatti.

Il bilancio dell’operazione condotta dai militari in forza al Comando Provinciale Salerno, oltre ad essere l’ennesima conferma della cura con cui la Guardia di Finanza procede al controllo economico del territorio, sottolinea la costante attenzione posta dal Corpo ad un fenomeno in continua evoluzione che sembra non conoscere crisi.




Immigrazione: 320 profughi sbarcati a Salerno. Preso lo scafista

L’ultimo sbarco è avvenuto  nel porto commerciale di Salerno, dove sono arrivati circa 320 profughi, la maggior parte provenienti dalla Libia. Stando alle prime informazioni, tra questi ci sarebbero 19 bambini e 30 donne, alcune delle quali in stato di gravidanza. A trasportare i migranti è stata la nave della Marina militare ‘Durand de La Penne’.La polizia ha condotto in caserma un uomo sospettato di essere un presunto scafista; l’uomo verra’ interrogato e identificato.