Al Santa Caterina/Amendola di Salerno torneranno tutti in classe

di Monica De Santis

Ha le idee ben chiare Annarita Carrafiello, dirigente scolastico dell’istituto d’istruzione superiore statale Santa Caterina/Amendola di Salerno, su come riportare in classe tutti i suoi 705 alunni. Sulla scia dell’esperienza acquisita in questi messi la dirigente, in accordo con il collegio docenti e con il consiglio d’istituto ha già stilato un piano di lavoro per il ritorno a scuola…. “Veniamo da un anno scolastico anomalo, inaspettato e sicuramente non facile. Ci siamo trovati ad affrontare la grande novità della didattica a distanza e mi permetta di dire che grazie alla grande professionalità dei docenti e di tutto il personale, la nostra scuola è riuscita a stare vicino ad ogni studente”.

Prima di parlare del futuro mi racconta come ha gestito questi tre mesi di chiusura scuola?

“Grazie al nostro animatore digitale siamo riusciti in maniera rapida ad iscriverci ad una piattaforma e ad utilizzarla per tutte le attività. Abbiamo creato le classi alunni, l’area docenti, quella dei genitori. In breve tempo su questa piattaforma siamo riusciti a trasferire tutta la scuola. Abbiamo distribuito circa 100 computer portatili a quegli studenti che non lo possedevano. A livello organizzativo la macchina ha funzionato bene”.

Tutti gli alunni hanno seguito sempre le lezioni?

“Guardi, all’inizio si. Si collegavano tutti, poi si è sparsa la voce che la Ministra Azzolina avesse detto che sarebbero stati tutti promossi ed abbiamo notato che qualcuno si è defilato. Però devo dire che anche in questo caso sono stati bravissimi i docenti, che subito hanno individuato i ‘latitanti’ e con telefonate, messaggi sul telefonino, gli hanno fatto capire che non era vero. Che non si veniva promossi per forza e quindi li hanno riportati tutti nelle classi virtuali”.

E i ragazzi delle quinti, come sono andati all’esame?

“Sono stati splendidi. Hanno seguito fino all’ultimo giorno le lezioni ed hanno sostenuto delle prove più che dignitose ottenendo anche i complimenti del presidente di commissione e degli stessi docenti”

Guardando al futuro, crede di riuscire a riportare tutti i ragazzi in classe a settembre?

“Sicuramente. Il nostro è un istituto molto grande, con aule grandi, 17 laboratori, due palestre, un aula magna, ed altri spazi. Quindi non ci saranno problemi da noi torneranno tutti a scuola. Inoltre noi abbiamo anche un’altra fortuna, quella di avere ben sette ingressi. Quindi proprio come abbiamo fatto per gli esami di stato che ogni classe ed ogni commissione entrava da un ingresso specifico, così faremo anche da settembre utilizzeremo tutti gli ingressi per far entrare le varie classi così da non creare nessun tipo di assembramento”

Adotterà altre misure per far si che i ragazzi rispettino il distanziamento imposto?

“Si. Proprio stamattina ho acquistato i banchi monoposto, utilizzando i fondi che ci sono stati assegnati. Ma non solo per garantire ancora maggior spazio in classe, ho deciso di eliminare le cattedre ed ho acquistato delle sedie polifunzionali, dotate di un cassetto posto sotto la seduta per metterci la borsa e di uno scrittoio ribaltabile grande abbastanza da potervi appoggiare il computer”.

Ma la piattaforma alla quale vi siete iscritti resterà attiva?

“Resterà attiva perché abbiamo anche pensato a dotare ogni classe con un computer con videocamera così da riprendere la lezione e da consentire a quegli alunni che si dovessero assentare per motivi personali di potersi collegare da casa tramite la piattaforma e di non perdere le lezioni. Inoltre la piattaforma resterà attiva anche per i collegi docenti, i consigli d’istituto e di classe e gli incontri scuola famiglia. Questa decisione è stata presa anche per venire incontro a quei docenti che viaggiano e che tante volte sono rimasti a scuola fino a sera tardi per questi incontri. Stesso discorso per i genitori dei ragazzi che vengono da fuori Salerno che con il sistema della piattaforma potranno partecipare agli incontri senza dover affrontare un viaggio o chiedere permessi di lavoro”.

Ma in classe i ragazzi dovranno indossare la mascherina?

“Stando a quello che ci è stato detto i ragazzi dovranno indossare la mascherina quando andranno in bagno e quando si alzeranno dal loro banco per andare verso il docente o verso i propri compagni. Quando stanno seduti nel loro banco non dovranno indossarla”.

Ci saranno modifiche nell’orario scolastico?

“Il sabato non si verrà a scuola come sempre. Noi siamo un istituto professionale e molto spesso proprio nelle giornate di sabato e domenica i nostri ragazzi sono impegnati con le attività che rientrano nell’ex alternanza scuola lavoro. Poi le ore saranno di 45 minuti. L’ingresso sarà alle ore 8.15 per tutti. Per due giorni a settimana usciranno alle 13.30 e per gli altri tre alle 12.45. Questa decisione è stata presa da me e dal collegio docenti dopo che abbiamo analizzato anche gli orari degli autobus. Mi spiego la maggior parte dei nostri studenti viene da fuori Salerno, vengono da Acerno, Albanella, Buccino. Quindi abbiamo verificato gli orari di partenza dalle loro abitazioni e quelle di ritorno ed abbiamo notato che con le fasce orarie così come le abbiamo pensate diamo a tutti i ragazzi la possibilità di avere una o più alternative sia per l’arrivo a scuola che per il rientro a casa senza creare affollamenti alle fermate dei pullman”.

E i docenti?

“I docenti dovranno fare come da contratto 18 ore settimanali. Quindi riducendo le ore di lezione in classe, ogni docente mi dovrà garantire 24 unità orarie a settimana per coprire le 18 ore. Questo vorrà dire che io avrò sempre tutti i docenti a scuola ogni giorno ad eccezione di un’unica giornata per docente in cui o entrano un’ora dopo o escono un’ora prima. Avere tutti i docenti a scuola mi darà la possibilità, in caso di necessità anche di sdoppiare qualche classe e fare lezione differenziate”.

Ha personale Ata a sufficienza per garantire la sanificazione giornaliera della scuola?

“Ho 14 collaboratori. Avrei bisogno di rinforzi ma diciamo che con questo piano orario che abbiamo fatto ci bastano. Ogni collaboratore deve lavorare 7 ore e 12 minuti al giorno. Quindi facendo uscire i ragazzi nelle due fasce orarie che le ho detto, hanno due ore di tempo per la sanificazione della scuola. Per far sì che ognuno di loro sappia quello che deve fare ho diviso gli spazi, ho assegnato ad ognuno di loro una porzione di scuola, quindi una volta che alunni e docenti avranno lasciato l’istituto loro sapranno già quello che devono fare ed avranno tutto il tempo per farlo bene”.

E per le classi serali?

“Ho solamente due classi serali. Anche per loro ho previsto la riduzione delle ore a 45 minuti. Queste due classi saranno posizionate al piano terra dell’istituto, così da garantire che nessuno possa accedere alle altre stanze, bagni e corridoi, sanificati in precedenza”.

Riprenderete anche le uscite didattiche?

“Quelle sul territorio si. Abbiamo previsto nel monte orario 747 ore di didattica in classe, 33 ore da dedicare alle uscite scolastiche sul territorio all’aperto. Altre 20 ore le abbiamo previste per le visite guidate che faremo sempre sul territorio e sempre accertandoci che chi organizza rispetti tutte le norme di sicurezza. Abbiamo poi previsto 10 ore per eventuali partecipazioni a spettacoli teatrali o cinema, sempre però con la garanzia che ci deve essere data dagli organizzatori”.

E viaggi d’istruzione?

“Ho un finanziamento per un viaggio d’istruzione in Grecia che rientra nel progetto Scuola Viva. A causa di questa pandemia la scadenza è stata prorogata a dicembre 2021. Quindi ho pensato che se a giugno la situazione è tornata alla normalità e le famiglie sono favorevoli potrei organizzare questa gita, altrimenti aspetteremo fino a dicembre 2021. Tutte le altre uscite che facevano fuori dal territorio cittadino e che rientravano nell’ex alternanza scuola lavoro saranno invece ancora sospese, aspetteremo tempi migliori”.

Quindi da settembre la sua scuola ripartirà regolarmente?

“Da settembre, per la data di inizio aspettiamo indicazioni dalla Regione, al Santa Caterina/Amendola tornerà a suonare la campanella”




Profagri a settembre rientrano in classe gli alunni di Salerno e Capaccio

di Monica De Santis

Alessandro Turchi dirigente scolastico del Profagri, l’Istituto professionale Servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale è a lavoro, proprio come tutti i suoi colleghi, impegnati a trovare una soluzione per far tornare in classe il prossimo settembre i propri alunni…. “Lavoreremo senza sosta fino alla metà di luglio 2021. Quest’anno le ferie saranno un miraggio per tutti noi”. Esordisce con una battuta che poi purtroppo rispecchia la realtà del fatti. Si, perché quest’anno per i dirigenti scolastici sarà molto difficile lasciare il loro posto di lavoro. Rientrati da pochi giorni nelle loro sedi, perché impegnati altrove come presidenti di commissione degli esami di maturità, ora dovranno affrontare la prova più dura: riuscire a riportare a scuola i loro alunni…. “Cosa per nulla facile” prosegue Turchi.

Ma prima di guardare a settembre mi dice come sono andati gli esami di Stato?

“Bene. Io ero presidente di commissione in un Liceo di Cava de’ Tirreni. Ovviamente tenevo sotto controllo anche la situazione nella mia scuola e devo dire che il risultato finale da entrambe le parti è stato molto buono. Sia i docenti che noi presidenti di commissione siamo stati molto comprensivi, abbiamo cercato di mettere a proprio agio tutti i ragazzi. Infondo per loro non è stato facile. Sono stati allontanati da scuola così all’improvviso. Si sono ritrovati ad affrontare una situazione ed una metodologia di studio completamente nuova, non solo per loro anche per gli stessi docenti”.

Ha riscontrato qualche difficoltà organizzativa?

“Solo nella sede di Angri. Purtroppo questo plesso è situato nel cuore del centro storico della cittadina dell’agro. Ha aule molto piccole e non avevamo nessuna possibilità di rispettare le norme che ci erano state imposte così abbiamo deciso di trasferire docenti ed alunni di Angri nella sede di Salerno per sostenere l’esame”.

Come ha gestito questi 3 mesi di chiusura?

“Come tutti. Ovviamente i primi giorni sono stati quelli più confusionari, nel senso che ci davano delle disposizioni, poi venivano cambiate, e poi cambiate ancora. Poi siamo partiti con la didattica a distanza attraverso una piattaforma dedicata che già usavamo per alcune discipline”.

Nessuna difficoltà per i docenti ad utilizzare la didattica a distanza?

“Noi siamo un istituto con ben sette sedi distaccate e dislocate su tutto il territorio salernitano. Siamo abituati ad interloquire a distanza. Spesso abbiamo fatto riunioni o collegi dei docenti in videoconferenza utilizzando proprio la piattaforma usata in questi tre mesi con gli studenti. Sotto questo aspetto non abbiamo avuto nessun problema”.

Quanti alunni conta il suo istituto?

“Abbiamo 1000 alunni suddivisi nei sette plessi che si trovano a Salerno, Capaccio, Battipaglia, Angri, Castel San Giorgio, Fisciano e Sarno”

Veniamo a settembre come sarà il ritorno a scuola per i suoi studenti?

“Stiamo cercando di organizzarci. Ogni plesso ha le sue caratteriste e le sue esigenze. Non è facile da gestire. Dobbiamo rimodulare il tutto in base ad ogni singolo plesso”.

Ma si tornerà in classe?

“Ad oggi posso dire che gli alunni dei plessi di Salerno e Capaccio torneranno tutti in classe sicuramente. In questi due istituti gli spazi ci sono, le aule sono grandi e quindi possiamo garantire la massima sicurezza per tutti”

E negli altri plessi?

“Stiamo ancora valutando. Diciamo che ci sono buone possibilità di ritorno in classe per tutti anche in altri due plessi. Ma è presto per dirlo. Dobbiamo fare ancora altre verifiche, suddividere gli spazi. E’un lavoro complesso che richiede tempo e che deve essere fatto con molta precisione se si vogliono rispettare tutte le regole che ci sono state imposte”.

Chi invece sa già che non potrà tornare in classe?

“Purtroppo gli alunni del plesso di Angri. Come le dicevo è un istituto che si trova nel centro storico cittadino, ha aule piccole e nessun altro spazio da poter utilizzare. Ecco nel caso di Angri stiamo valutando che tipo di turnazione effettuare. Le ipotesi sono due. O per ogni classe metà alunni saranno in presenza e l’altra metà in collegamento, oppure faremo che un gruppo di classi saranno in presenza per un paio di mesi e le altre useranno la didattica a distanza per poi scambiarsi”.

Questo vale solo per Angri o anche per gli altri 4 plessi?

“Per Angri sicuramente, degli altri 4 plessi che mancano, come le dicevo spero per due di riportare tutti in classe, per gli altri due utilizzeremo lo stesso sistema che adotteremo per Angri”.

Ci saranno classi che avranno la priorità sulle altre?

“Sicuramente le nuove prime rientreranno tutte in classe. Poi le quinte. La nostra è una scuola del fare, non possiamo pensare di andare avanti solo con la didattica a distanza. I nostri ragazzi hanno la necessità di vedere, di mettere in pratica quello che studiano. Soprattutto quelli che dovranno frequentare l’ultimo anno dovranno avere la possibilità di imparare in modo pratico quello che si insegna nel nostro istituto. Non possiamo chiedere a questi ragazzi di passare un altro anno davanti ad un computer”.

Anche nel suo istituto mancano docenti e personale Ata?

“Si. Anche noi avremmo bisogno di più docenti e di più personale Ata, ma tanto non cambierà nulla. Quest’anno mi sono state tagliate altre tre classi prime. Capisce bene che gli alunni che si sono iscritti li dovrò ovviamente distribuire nelle classi che avrò a disposizione. E poi mi parlano di classi pollaio? Ma è normale che le classi diventano dei pollai. Se anche con un’emergenza come questa pensano a tagliare classi invece che aumentare come possono pensare che le classi non saranno più dei pollai”.

Ha partecipato all’incontro di lunedì con il referente della Provincia?

“No. Un incontro inutile, dal mio punto di vista. Di chiacchiere ne sono state fatte fin troppo, ora servirebbe un po’ più di concretezza. Sinceramente che senso aveva partecipare ad un incontro con un ente che nei giorni scorsi ha avuto il coraggio di inviarci un questionario nel quale voleva sapere da noi dirigenti come erano i nostri istituti, che metratura avevano le classi, quanti bagni erano disponibili. Tutte domande inutili, perché loro sono i proprietari di questi edifici, hanno le piantine e sanno benissimo come sono fatte le scuole salernitane”.

Non ha risposto neanche al loro questionario?

“Ho risposto a modo mio. Dicendogli tutto quello che non andava nel loro questionario. Non è la prima volta che si fanno incontri del genere e non è la prima volta che riceviamo dalla provincia dei questionari che ci chiedono cosa serve con promesse che poi ci verrà dato ciò che richiediamo. Ma alla fine non cambia mai nulla. Nella sede di Salerno mi è rimasto un unico soffitto intatto, gli altri sono tutti spicconati. Ho scritto più volte alla provincia chiedendo di sistemare i soffitti. La risposta è sempre la stessa, non abbiamo i fondi”.

Adesso hanno detto che i fondi ci sono?

“Staremo a vedere. Io nel frattempo con i soldi della scuola e non della provincia ho acquistato 450 banchi monoposto e sempre con i soldi della scuola ho sistemato il laboratorio di Battipaglia dove i ragazzi preparano i succhi di frutta”.

Cosa ne pensa del piano scuola presentato dalla Ministra Azzolina?

“Non faccio parte di quella categoria che vuole criticare la Ministra a tutti i costi. Credo che chiunque si fosse trovato al suo posto non sarebbe riuscito a fare di meglio. Quella che si è presentata è stata una situazione eccezionale, che nessuno poteva prevedere. Fuori da ogni immaginazione. Lei ha cercato di gestire la situazione alla meno peggio. Sicuramente è un ministro inadeguato ma non sono sue tutte le colpe. La scuola se è in queste condizioni è perchè chi l’ha preceduta ha pensato solo a fare tagli. Sono decenni che non si investe nella scuola. Adesso, a causa del Covid-19, ci hanno dato un po’ di liquidità che dobbiamo spendere entro la fine di settembre. Sono soldi che spenderemo sicuramente. Io comprerò altri banchi, computer, sedie. Ma questi soldi non risolvono il problema scuola. Non basta dare un contributo per pensare di risolvere tutto. Serve un piano economico per le scuole che duri nel tempo”.