Via Ligea, il capolinea dei rifiuti

Erika Noschese

Autisti di Busitalia sul piede di guerra. Pomo della discorsia è il capolinea di via Ligea, una discarica a cielo aperto quotidianamente. Gli autisti dei mezzi pubblici lamentano, infatti, la totale assenza di sorveglianza e la mancata pulizia che, non di rado, impedisce le manovre dei mezzi su gomma. La situazione diventa insostenibile soprattutto il lunedì quando al porto di Salerno arrivano le navi con a bordo persone di nazionalità tunisina. Così, ecco servita la discarica a cielo aperto, tra avanzi di cibo, rifiuti di ogni genere e cartoni che vengono lasciati per strada. Tra i vari disagi che gli autisti si ritrovano ad affrontare anche il wc, l’unico a disposizione per gli autisti di Busitalia. Il bagno, infatti, non può essere utilizzato da più di due persone al giorno onde evitare allagamenti che vanno poi ad “invadere” la piazzola. Il parcheggio di via Ligea, inoltre, dovrebbe essere destinato solo ai mezzi Busitalia per facilitarli anche nelle manovre. Ma così non è. Spesso, infatti, gli autisti si vedono costretti a saltare corse, soprattutto negli orari di punta quando gli studenti escono da scuola, perchè le vetture in sosta non permettono l’uscita dei mezzi adibiti al trasporto pubblico. I maggiori disagi li creano, neanche a dirlo, i grossi tir che quotidianamente percorrono quel tratto di strada per entrare o uscire dal porto commerciale di Salerno, impedendo di fatto agli automobilisti di poter uscire dal parcheggio ed immettersi sulla strada per effettuare la corsa. Non è la prima volta, del resto, che gli stessi autisti denunciano l’assenza di spazi da utilizzare solo per Busitalia ma al momento nessun provvedimento è stato preso. Come sempre, queste situazioni penalizzano non solo gli autisti ma soprattutto gli utenti che si vedono costetti ad attendere ore alle fermate prima di veder passare un bus. Dal canto suo l’azienda che gestisce il servizio pubblico in città altro non può fare che denunciare le condizioni di disagio che si ritrovano a fronteggiare i dipendenti, non avendo altre alternative valide. Intanto, i dipendenti dell’azienda annunciano battaglia.




Cstp, quattro aziende in sopralluogo. Bando verso la proroga

di Marta Naddei

Quattro aziende hanno già bussato alla porta del Cstp. L’azienda di trasporto pubblico locale pare faccia gola a parecchie società del settore, tra cui anche alcuni colossi del tpl sia di carattere regionale che di carattere nazionale.
Si susseguono, infatti, le acquisizioni di atti ed i sopralluoghi presso i depositi aziendali di tecnici ed ispettori delle società che sarebbero interessate alla rilevazione del ramo d’azienda del Cstp. Fino a questo momento sarebbero quattro le aziende pronte a versare almeno 5 milioni e 802mila euro per prendersi i servizi offerti sul territorio cittadino e provinciale dallo storico Consorzio salernitano trasporti pubblici. Si tratta, nello specifico, del Cotrac (Consorzio trasporti aziende campane) guidato da Simone Spinosa – che già nel 2012 prese parte alla manifestazione di interesse indetta dalla Provincia di Salerno, risultando poi essere l’unica idonea prima che il progetto naufragasse.
In corsa anche A.Ir Avellino che, nel maggio dello scorso anno, già aveva avanzato l’ipotesi di acquistare le linee del Cstp.
Non ci sarà, invece, Arriva Italia, almeno non nelle vesti che conosciamo: il colosso dei trasporti, infatti, ha preso parte all’ispezione a Salerno per tramite di una sua società controllata, la Sia di Brescia.
Infine c’’è Bus Italia, da sempre interessata alle sorti del Cstp ed al mercato salernitano tanto da aver costituito un’Ati, alla fine del 2014, proprio con la società salernitana al fine di partecipare al bando regionale per l’affidamento dei servizi, all’epoca indetto dall’assessore ai trasporti Sergio Vetrella e poi ritirati dalla nuova amministrazione De Luca nel corso del 2015. E proprio l’interessamento di Bus Italia potrebbe portare ad uno slittamento dei termini di scadenza del bando di vendita.
L’azienda di tpl di  proprietà delle Ferrovie dello Stato avrebbe chiesto al Ministero dello sviluppo economico, che ha nelle mani tutte le decisioni inerenti al Cstp (in virtù del regime di amministrazione straordinaria), una proroga di oltre un mese della scadenza dei termini per presentare le offerte. La data attualmente fissata è quella del 19 aprile: entro quel giorno dovranno pervenire i plichi contenenti le offerte di acquisto per il Cstp.
Un periodo di tempo che, per Bus Italia, è concomitante con la partecipazione ad un altro bando di gara, indetto in Valle d’Aosta. Circostanza che ha indotto i vertici societari ad inoltrare istanza al Ministero al fine di ottenere uno slittamento dei tempi della procedura salernitana. Proroga che avrebbe ricevuto l’ok da Roma con la nuova data che sarebbe stata fissata al 20 maggio (la richiesta iniziale di Bus Italia era il 30 maggio). Dal Ministero, però, la palla sarebbe stata passata al Comitato di sorveglianza che si occupa del caso Cstp che, però, non avrebbe alcuna autorità se non quella di esprimere un semplice parere in merito.
Ma la strada verso la proroga del bando dovrebbe essere comunque spianata, anche se l’azienda di piazza Luciani necessita di chiudere la partita in tempi strettissimi.




Scafati. Caos in via Oberdan per un bus in avaria

SCAFATI. Caos e traffico in via Oberdan per un bus in avaria. Un autobus Sita della linea Napoli Salerno è rimasto bloccato lungo la carreggiata per un’avaria al motor, causando due ore di traffico, nonostante la presenza dei vigili urbani. Gli uomini del comandante D’Ambruoso però non  hanno potuto deviare il percorso dei Tir in transito lungo via Oberdan ed è per questo che si sono letteralmente incastrati l’autobus in panne e un autoarticolato che gli passava di fianco. Ci sono voluti circa venti minuti per far in modo che il camion potesse continuare il suo percorso.
L’autobus si è fermato alle 10 e  solo alle 12 è stato portato via da un apposito mezzo di soccorso .

Gennaro Avagnano




Sita Sud si è già fermata

di Marta Naddei

Sono rientrati, uno alla volta, nel deposito di via Pastore. I collegamenti da e per Napoli, per l’intera Costiera Amalfitana, per l’avellinese, rischiano di essere un lontano ricordo già a partire da queste ore. Già, perché dalla tarda mattinata di ieri, non circola più nessun bus della Sita per strada. I 439 lavoratori dell’azienda privata di trasporto pubblico locale sono in stato di agitazione, dopo che ieri mattina è stato ufficializzato l’avvio della procedura di messa in mobilità dell’intero personale. Dal prossimo primo di agosto, non avranno più il proprio posto di lavoro: la corda che teneva unita la ditta all’istituzione regionale e a quelle provinciali si è di fatto spezzata venerdì scorso, con il mancato rispetto degli accordi sottoscritti denunciato dalla Sita (mancata sottoscrizione dei contratti, proroga degli obblighi di servizio, mancato pagamento dei corrispettivi) e che ha mandato nuovamente in affanno l’azienda. Ieri mattina, il direttore Simone Spinosa ha incontrato le organizzazioni sindacali per comunicare loro la decisione: all’esito negativo della prima fase di conciliazione tra le parti, i lavoratori – che per la seconda volta nel giro di un solo anno si ritrovano a dover fare i conti con la minaccia di abbandono della Campania da parte della loro azienda e, di conseguenza, con il rischio del licenziamento – hanno deciso di fermare i propri autobus e tornare al deposito. Lì sono in assemblea permanente per decidere come procedere per far valere le proprie regioni Eppure, nel corso di questi primi mesi del 2014, fitta è stata la corrispondenza: la Sita che chiede cosa fare – tramite anche lettere inviate dal legale della società -, la Regione che non ha mai risposto ad una sola missiva e le Province di Napoli, Salerno e Avellino che – in tutto questo – fanno spallucce e chiedono di tagliare i servizi. Una situazione esasperante che ha indotto l’amministratore delegato dell’azienda, Giuseppe Francesco Vinella (nella foto), di rescindere il rapporto lavorativo – o quel che ne resta tra obblighi di servizi e proroghe – con tutti gli enti che hanno a che fare con la Regione Campania. Nel mezzo, i lavoratori che, ancora una volta, subiscono la confusione e le indecisioni della politica e che sono inevitabilmente legati a doppio filo alle decisioni della dirigenza della loro società. Anche oggi, per strada, non dovrebbero circolare i mezzi della Sita: con buona pace degli utenti.




Bus, altro smacco dalle Province

di Marta Naddei

Il taglio c’è e ben presto si vedrà anche. Riduzione che si abbatterà non solo sui servizi ma anche sul personale: 140 i conducenti che di qui a breve potrebbero essere “di troppo”. Non c’è pace per il settore del trasporto pubblico locale. Dopo mesi di smentite, di rassicurazioni e promesse, le Province di Salerno, Napoli e Avellino, giocano l’ennesimo tiro mancino alle aziende di tpl della regione. Come? Con tre differenti note con cui si fa presente alle diverse aziende di trasporto che lo stanziamento delle risorse per effettuare i servizi per il corso del 2014 sarà privo del computo dell’Iva a carico degli enti locali. Insomma, i servizi saranno decurtati (con decorrenza retroattiva a partire dal mese di gennaio, per i cui corrispettivi sono state già richieste alle aziende le note di credito da parte delle Province per farsi, in sostanza, restituire i soldi dei chilometri di troppo come accaduto nel caso del Cstp) nella misura che varia dal 10% (per i territori di Salerno e Napoli) e del 13% (Avellino) sulla base delle percentuali del mancato stanziamento dei fondi a titolo di Iva. In pratica, alle aziende dei territori salernitano, napoletano ed avellinese, è stato richiesto di rimodulare i propri programmi di esercizio – con una sostanziale e sostanziosa contrazione delle percorrenze – al fine di rientrare nei limiti dello stanziamento delle risorse regionali, dunque senza fare affidamento su quelle aggiuntive che gli enti locali – nel caso di specie le Province – avrebbero dovuto affiancare per evitare ulteriori riduzioni di servizi. A sollevare, per l’ennesima volta, il caso è stato il presidente dell’Anav Campania, Simone Spinosa, che ha scritto una lettera alla Regione Campania ed alle Province in questione per segnalare la gravissima situazione, ma soprattutto per sottolineare le sostanziali incongruenze e le disattese speranze tra i dettami regionali e l’operato delle amministrazioni provinciali. Una nota con la quale il presidente Spinosa chiede una urgente convocazione, alla presenza dei sindacati, affinché si scongiuri l’ennesima batosta sul settore, sui suoi lavoratori e sugli utenti che dovranno contare su servizi ulteriormente ridotti all’osso. «Si confidava che, per la competenza 2014 – scrive il presidente dell’associazione che riunisce numerose ditte private di trasporto pubblico – fino al completamento delle procedure di gara per l’affidamento dei servizi, fossero mantenuti fermi i livelli 2013 e le risorse stanziate per il loro finanziamento. Ora le Province di Salerno, Napoli e Avellino mettono tutto in discussione». Eppure c’è ancora chi sostiene che il taglio non ci sia e che le risorse saranno trovate: al momento, negli uffici delle varie aziende, ci sono solo richieste di riduzioni e note di credito.




Unico addio, ticket urbano a 1 euro

Anche la Cstp, sulla strada della Sita e Trenitalia (che gestisce anche la metropolitana di Salerno) propone il biglietto aziendale. Nuovo anno, nuove tariffe insomma per i viaggiatori assidui di Cstp, che beneficheranno di un risparmio del 10/15%, a seconda del sistema di trasporto che si sceglie. I nuovi titoli di viaggio avranno la stessa struttura tariffaria dei biglietti “Unico”, ma con prezzi più convenienti. La quasi totalità delle aziende Unico stanno insomma uscendo dal consorzio per tornare all’antica autonomia. Novità anche per la metropolitana: il biglietto per la singola tratta costerà un euro, come è stato più volte annunciato. Ma è in vigore una tariffazione che prevede soluzioni diversificate a seconda delle esigenze degli utenti con biglietti giornalieri, per il weekend, settimanali, mensili e annuali. I ticket sono acquistabili nelle stazioni Centrale ed Arechi e già in diversi punti vendita in città. Resterà comunque valido fino alla fine di aprile il doppio regie di tariffazione con sistema Unico che continuerà a funzionare come sempre: 1,30 per 90 minuti e la possibilità di usufruire, nello stesso arco temporale, anche dei mezzi del Cstp. Il biglietto orario per l’area suburbana sarà di 1,10 euro, mentre 1,00 per l’area urbana. “Una volta approvata la delibera comunale, con il consenso anche della Provincia, aggiungeremo questo nuovo biglietto aziendale per fidelizzare i clienti e apportando loro un risparmio”-ha spiegato l’assessore comunale alla Mobilità, Luca Cascone. L’ assessore sta inoltre lavorando ad un accordo contrattuale che preveda un biglietto integrato Cstp-metropolitana: «È nell’interesse di tutti – ha detto – arrivare ad una soluzione unica e condivisa sia per agevolare l’utilizzo indistinto dei due sistemi di trasporto che per non gravare troppo sulle tasche dei viaggiatori. Con due singole bigliettazioni ogni spostamento costerebbe il doppio e questo potrebbe rappresentare un problema per molti». Una riunione operativa potrebbe tenersi già nei prossimi giorni per tracciare le linee guida dell’accordo. Intanto sono partite le agevolazioni con la bigliettazione autonoma, con 20 centesimi di risparmio e con la possibilità di abbonamenti e altre agevolazioni.

Maria Rainone




Cstp in retromarcia: domani si viaggia regolarmente. Stop all’urbano di Pontecagnano

di Marta Naddei

Cstp in retromarcia. Domani si viaggerà regolarmente sul territorio provinciale. Restano invece le soppressioni delle corse feriali serali della linea 7 (Stazione – Università e viceversa a partire da quella delle 18.30). La tregua, però, durerà comunque poco. Tanto che comunque da domani la riprogrammazione delle corse comincerà con l’eliminazione del servizio urbano del Comune di Pontecagnano, ovvero le linee 51 (Pontecagnano – Faiano) e 52 (Pontecagnano – Picciola). Nella giornata di ieri, infatti, l’azienda di trasporto pubblico salernitana ha deciso di sospendere l’esecutività della riprogrammazione dei servizi che sarebbe dovuta entrare ufficialmente in vigore a partire proprio da questa domenica, prevedendo l’abolizione di tutti i collegamenti extraurbani. Già giovedì sera, nello stilare i turni per il fine settimana, i conducenti hanno ricevuto il contrordine e sono stati richiamati tutti in servizio per domenica.
Una rimodulazione dell’esercizio, basata sul taglio chilometrico ed economico della Provincia di Salerno, che ha creato diversi malumori tra i cittadini ed i sindaci dei Comuni coinvolti dal provvedimento. La decisione del Cstp è scaturita a seguito della richiesta della Provincia stessa che, di fatto, ha revocato la propria autorizzazione (rilasciata con nota del 24 settembre) all’applicazione della rimodulazione ed ha al tempo stesso sospeso la procedura di attivazione dei poteri sostitutori. Questo, però, non significherà certamente stop ai tagli o ai disagi: la prossima settimana Ente e azienda si incontreranno per mettere a punto un programma di riorganizzazione, sulla base delle risorse disponibili, che non si ripercuota in maniera eccessivamente drastica sulla cittadinanza con la concentrazione dei tagli su una sola fascia di servizi, come invece previsto dalla proposta aziendale che era pronta a partire. In poche parole, il disagio resta solo che cambierà volto. Nei prossimi giorni, dunque, si saprà come cambierà il servizio del Cstp sul territorio provinciale.
Intanto, ieri, nel corso della Giunta provinciale, su relazione dell’assessore ai trasporti Michele Cuozzo, è stato deliberato di richiedere alla Regione Campania, in via urgente e straordinaria, il riconoscimento dell’aliquota Iva sui corrispettivi di servizio riconosciuti alle aziende al 31 dicembre 2012, in surroga di quella originariamente anticipata dall’Ente; la concessione urgente di risorse, aggiuntive a quelle già riconosciute annualmente, da destinarsi al trasporto pubblico locale su gomma. Lo stesso Cuozzo ieri ha poi replicato al direttore generale Antonio Barbarino: «Faccia il suo lavoro. L’unico taglio che avevamo votato era quello al suo ricchissimo stipendio. Basta con le polemiche, attendiamo con ansia il ritorno di Pasquino per dare un impulso positivo al percorso di risanamento intrapreso e programmato».




Salernitani, tutti a piedi: niente più autobus la domenica

di Marta Naddei

La Provincia lascia a piedi i salernitani. Niente più linee extraurbane nei giorni festivi a partire dalla prossima domenica e significative rimodulazioni per alcune corse feriali rientranti nel circuito di competenza dell’ente di palazzo Sant’Agostino. Il trasporto pubblico locale si avvicina velocemente al baratro e a scavargli una profonda fossa ci hanno pensato i tagli giunti dall’amministrazione provinciale che tra adeguamento di corrispettivo e mancata erogazione dell’Iva, ha applicato un taglio su base annua alle risorse per il Cstp della bellezza del 13,2% che, numericamente parlando, si trasforma in cifre spaventose: un milione e 260 mila chilometri in meno da effettuare e un milione e 800 mila euro in meno in termini di fondi stanziati. Numeri a parte, tutto questo si traduce con una semplicissima “soluzione”: nei giorni festivi non transiterà nemmeno più un autobus sul territorio provinciale, con conseguente interessamento anche del servizio a livello urbano con l’interessamento di alcune cruciali linee (ad esempio la 8 e la 10) che transitano proprio per Salerno. Chiudono la domenica i depositi di Pagani e Cava de’ Tirreni. Non ci saranno più principali linee di collegamento tra Salerno e i più importanti centri della provincia: via le linee 4 e 9 che collegano con l’Agro nocerino sarnese; via anche la 8 che raggiunge la Piana del Sele, la 24 che arriva fin a Campolongo e la 10 che porta nella Valle dell’Irno. Stop anche ai già rari collegamenti con il Cilento, con l’eliminazione della linea 34 e addio anche alle linee 22 e 23 che trasportano i passeggeri e Capriglia e Calvanico. Insomma, i cittadini della provincia di Salerno la domenica saranno obbligati a restare ognuno nel proprio Comune di residenza: raggiungere Salerno o spostarsi liberamente, se già fino a ieri era impresa per pochi coraggiosi, dalla prossima sarà veramente una sfida degna del miglior Indiana Jones. Non andrà meglio nei feriali con, ad esempio, la linea 7 che sparirà dalle 19.30 in poi ogni giorno o con l’accorpamento delle linee 22 e 23. Una rimodulazione a cui ha dovuto procedere il Cstp su indicazione della Provincia di Salerno che aveva richiesto la riprogrammazione dei servizi di competenza provinciale sulla base delle risorse disponibili, tenendo conto della mancata erogazione dell’Iva e dell’adeguamento del corrispettivo passato da 2,09 euro al chilometro a 2,20. Una rivoluzione dell’esercizio che non solo rappresenterà un dramma per i cittadini, ma per gli stessi dipendenti del Cstp: in base ai nuovi numeri saranno 55 i conducenti ora in esubero. A questo quadro infernale potrebbe ben presto aggiungersi la vera condanna di morte per il tpl salernitano con l’applicazione dei tagli da parte dell’Acam, l’agenzia regionale per la mobilità. Una situazione disastrosa a cui si aggiunge l’ennesima beffa per lo stesso personale di guida del Cstp: nella giornata di ieri, azienda e sindacati sono pervenuti all’accordo per quanto concerne la cassa integrazione per gli autisti. Si comincerà con due giorni al mese a zero ore che potranno aumentare a tre con il tempo. In totale, quotidianamente, verranno meno 18 autisti. Intanto la Filt Cgil chiede la testa dell’assessore provinciale Michele Cuozzo: «Adesso si deve dimettere».




Vincenzo Giordano, il sindaco della gente che andava al Comune in autobus

di Andrea Pellegrino

Gaetano Fasolino, già senatore e presidente della Repubblica ricorda con affetto Vincenzo Giordano. «Era un sindaco – ricorda – che da Mercatello a Palazzo di Città andava in autobus. Ricordo che quando andavo a casa sua, lui era sempre nel cortile del palazzo della sua cooperativa con quattro amici a giocare a carte napoletane». E sull’esperienza politica racconta: «Fu lui che mi incitò a propormi presidente della Provincia di Salerno». «Uno dei migliori sindaci di Salerno», dice l’ex senatore di Forza Italia che sostiene con «convinzione» la proposta di Cronache di intitolare al sindaco socialista una strada o una piazza della città. «Credo che si renda omaggio – dice – ad una persona di alta qualità, seria, determinata e pragmatica. Una persona che andava subito al sodo. Certo – prosegue Fasolino – che aveva anche i suoi nemici ma la sua amministrazione ha lavorato bene. Tant’è che ha fatto ottenere i finanziamenti più significativi». Giordano in cima alla classifica dei «miglior sindaci», anche per Michele Ragosta, un tempo assessore proprio di quella giunta, oggi deputato di Sel: «E’ giusto che la città gli dia un riconoscimento. Ad oggi non ha avuto neppure una degna sepoltura nel cimitero della città. Sono favorevole all’iniziativa e penso che De Luca o chi verrà dopo di lui possa rapidamente provvedere all’intitolazione di una strada o una piazza a Vincenzo Giordano». Dai banchi consiliari il sostegno alla proposta giunge da Roberto Celano (Fratelli d’Italia) e dai consiglieri comunali di maggioranza Augusto De Pascale e Marco Petillo, quest’ultimo storico esponente socialista cittadino. «Giordano ha pagato colpe non sue», dice De Pascale: «Credo che si possa intitolare anche la strada dove lui ha vissuto». «Importante, ma non soltanto con un’intitolazione – dice Marco Petillo – ricordare sempre l’onestà e la rettitudine morale e politica di Vincenzo Giordano e la svolta urbanistica che ebbe la città con la sua amministrazione». «Bene l’idea dei giovani socialisti di dedicare a Giordano la Lungoirno», dice Vincenzo Pedace, segretario provinciale dei Giovani Democratici: «Penso sia giusto per la città di salerno ricostruire il suo rapporto con il passato ante-De Luca. È un giusto riconoscimento verso un salernitano illustre e un politico importante per la storia della città e dei partiti salernitani». Sì alla proposta Cronache, anche da Lorenzo Forte, ex consigliere comunale e già presidente della commissione cultura: «Pur appartenendo ad un’altra parte politica, ritengo che Giordano sia stato una persona che ha dato segnali forti, con una cultura ambientale abbastanza marcata. Anche l’approccio con la città era leale e semplice. E’ stato un sindaco importante, il primo alla guida di una giunta laica e di sinistra».




Cstp, stipendi di luglio per interno: missione compiuta da sei dipendenti. La minaccia di Santocchio: «Ora cassa integrazione o gente a casa»

di Marta Naddei

I dipendenti per i dipendenti. Le maestranze del Cstp avranno per intero lo stipendio del mese di luglio. La missione è stata compiuta: il giudice della sezione feriale del Tribunale civile di Salerno, Mario Pagano, ha rilasciato l’autorizzazione al pagamento delle spettanze anche per il periodo dal primo al 16 di luglio con relativi accessori. Le somme saranno poste in pagamento il prossimo 7 agosto. Merito, sostanzialmente, di sei dipendenti del Cstp (cinque conducenti ed un amministrativo) che, facendo anche le veci dei colleghi, sono andati a prendersi il frutto del loro lavoro. Sei lavoratori che hanno incessantemente fatto la spola tra la sede del tribunale fallimentare di via Papio e quella della sezione feriale del tribunale civile, per poi spostarsi prima in azienda e poi presso la tesoreria del Cstp a portare i mandati di pagamento ad integrazione dei 14 giorni di spettanze già previsti. Hanno “tormentato”funzionari, hanno atteso dinanzi la stanza 101 del giudice Pagano, hanno fatto avanti e indietro, ma ce l’hanno fatta. C’è voluto, dunque, l’intervento diretto dei dipendenti stessi dell’azienda di trasporto pubblico locale affinché si potesse sbrogliare la matassa dopo giorni in cui gli stessi vertici societari non erano riusciti a venirne a capo. Giorni fatti di ben due istanze sbagliate dall’azienda e una terza, approntata nella giornata di giovedì con l’aiuto del commissario giudiziale Raimondo Pasquino, protocollata per l’appunto nella mattinata di ieri. A far sì che l’iter di accettazione da parte del magistrato avvenisse nel più breve tempo possibile ci hanno pensato, poi, cinque conducenti ed un impiegato, con tutti gli altri lavoratori pronti a dare battaglia, già da qualche giorno, nel caso in cui le cose non si fossero sbloccate. Come sottolinea anche il giudice Pagano nel suo provvedimento: «Il mancato pagamento potrebbe compromettere il normale svolgimento del servizio pubblico e pregiudicare gli interessi del consorzio». Riassumendo: se questa mattina non fossero scesi in campo i lavoratori, probabilmente, il prossimo 7 agosto lo stipendio sarebbe arrivato monco, il servizio avrebbe rischiato il blocco e l’azienda ne avrebbe pagato in termini di perdite.
Il liquidatore unico del Cstp, Mario Santocchio, ha colto la palla al balzo, dopo la notizia dell’autorizzazione da parte del tribunale per imbeccare i sindacati in merito alla questione della cassa integrazione: «Ciò risulta necessario per evitare non solo che quanto di buono fatto finora vada perso, ma soprattutto che vengano adottare misure piu’ drastiche, che in caso di mancata attuazione della Cig, risulteranno inevitabili». Una “minaccia” nemmeno troppo velata: o accettate la cassa integrazione o mandiamo la gente a casa.