«Attendiamo risposte per tranquillizzare i lavoratori»

di Erika Noschese

Rinnovo della convenzione, passaggio da part time a full time e la ricollocazione dei 42 lavoratori: sono stati questi gli argomenti all’ordine del giorno dell’assemblea sindacale tenutasi ieri mattina presso la sede della società, in via Carlo Tiberio Felice, in presenza dei segretari della Fp Cgil Antonio Capezzuto, Raffaella Vitale della Fit Cisl e Angelo Rispoli della Fiadel. I sindacati, da sempre al fianco dei lavoratori, chiedono alla società di rinnovare, in tempi brevi, la convenzione con il Comune di Salerno. Tra le altre richieste, il passaggio da part time a full time per i lavoratori ex interinale e cooperativa che non hanno ancora ottenuto il passaggio a 38 ore ma, soprattutto, la ricollocazione dei 42 dipendenti impegnati presso gli uffici giudiziari. «Stiamo aspettando una risposta da parte del Comune e dell’amministrazione che possa tranquillizzare tutti i lavoratori», ha dichiarato il sindacalista della Fp Cgil Antobio Capezzuto. L’appalto per quanto riguarda il settore pulizie presso gli uffici giudiziari è, di fatti, passato sotto la competenza del ministero di Grazia e Giustizia che dovrà appaltare il servizio. «Salerno Pulita non ha partecipato al bando (in quanto non in regola con la certificazione Mepa, un albo professionale cui le aziende devono essere iscritte) ma il problema è che questi 42 devono essere ricollocati in altre posizioni e bisogna capire se si hanno commesse internamente o acquisirne altre per integrarne – ha poi aggiunto Capezzuto – Questi lavoratori restano della Salerni Pulita perchè sono dipendenti da 10 anni». Intanto, sono in corso tavoli tecnici tra Comune e società ma se non dovessero arrivare risposte, entro la prossima settimana, potrebbe partire una mobilitazione da parte dei lavoratori e dei sindacati che chiedono risposte certe, in tempi brevi.




Al voto tra i veleni Imprese spaccate Il ruolo della politica

Ance Aies Salerno va al voto tra veleni e divisioni. Stamattina c’è l’assemblea generale per il rinnovo del consiglio e la scelta del presidente. Ieri il presidente del collegio dei probiviri, Americo Montera, parlando con Cronache ha detto che “bisogna chiedere direttamente all’associazione se le urne saranno aperte, noi per il momento abbiamo aperto l’istruttoria sulle contestazioni”. Sono infatti pendenti dei ricorsi, il primo dei quali è stato presentato da Roberto Scermino, lo sfidante del presidente uscente Vincenzo Russo per la guida dell’associazione, che lamenta delle irregolarità nella composizione della lista. Successivamente anche Russo ha presentato una riserva sull’elenco di nominativi che appoggiano Scermino. I probiviri si sono riuniti mercoledì sera e hanno preso atto delle contestazione, ma per decidere avranno bisogno di un po’ di tempo. Un ostacolo che però non ferma la macchina organizzativa. Oggi, quindi, si conoscerà il nome del presidente e con esso quello dei consiglieri che andranno a comporre il direttivo. Le grandi aziende del territorio pare siano schierate al fianco di Russo ma questo potrebbe non bastare per garantirgli la conferma, visto che su Scermino stanno convergendo molti voti delle imprese che maggiormente avvertono il peso della crisi e che hanno dimensioni ridotte e un orizzonte lavorativo locale. Non sono mancate le polemiche alla vigilia dell’appuntamento elettorale. A molti non è piaciuta la presenza, all’incontro con i sostenitori organizzato da Russo all’hotel Lloyd’s Baia di Vietri sul Mare, del consigliere regionale e presidente della commissione Bilancio del parlamentino campano, Franco Picarone, e del consigliere comunale ex Forza Italia, ora Lega, Peppe Zitarosa. Molti hanno visto in questa doppia presenza una indebita ingerenza da parte della politica ma non c’è di che stupirsi. Spaccati anche i membri interni con il presidente della Cassa Edile di Salerno, 3.200 imprese affiliate, Mimmo Iennaco che ha deciso di schierarsi con Scermino. Un altro dirigente, il vice presidente di Edil Sicura, Gaetano Carratù, appoggia invece la candidatura di Russo. Questo per dire della situazione di grande incertezza che regna all’interno dell’associazione dei costruttori affiliata ad Ance. Per conoscere le liste, invece, bisogna recarsi direttamente in associazione oggi dal momento che nè i diretti interessati nè il direttore di Ance Aies Salerno, Giovanni Veneri, hanno voluto rendere pubblici i nomi degli imprenditori candidati ad un posto nel nuovo consiglio direttivo. In nome di quelle procedure burocratiche che tanto si contestano alle amministrazioni pubbliche e che, in questi contesti, sono ancora più tortuose.




«Gli uomini di De Luca? Tutti condannati ed indagati»

Andrea Pellegrino

Le condanne di Cantisani (compagna del governatore), di Alfieri (capostaff del presidente) e dello stesso Vincenzo De Luca rimbalzano a livello regionale e nazionale. I Cinque stelle con Valeria Ciarambino incalzano: «Nei curricula passati al vaglio di De Luca, nella scelta dei suoi più fidi collaboratori, il paragrafo più ricco non può che essere quello alla voce ‘pendenze giudiziarie’. Lo si deduce chiaramente a scorrere l’elenco di staffisti e consulenti direttamente nominati dall’ex sindaco, alcuni dei quali siedono oggi alla destra del Governatore. Che, dalla sua, può vantarsi di una lunga sfilza di pendenze. E’ attesa in primavera la sentenza Crescent, con accuse che vanno dall’abuso d’ufficio, al falso ideologico, alla lottizzazione abusiva. Ha aperto da poco i battenti un processo che lo vede imputato per falso per l’approvazione di una variante da 8 milioni di euro. Ed è dell’ultim’ora la condanna, a firma dei giudici d’Appello della Corte dei Conti, per la nomina dell’ex giardiniere Felice Marotta a vicesegretario comunale a Salerno, in palese assenza di requisiti. Una stangata da 424mila euro da spartirsi con un’allegra compagnia di dirigenti ed ex assessori. Tra questi ultimi, volti noti dell’attuale assise regio nale, come il consigliere Pd Nello Fiore, il presidente della commissione regionale Bilancio e deluchiano della prima ora Franco Picarone, il Psi Enzo Maraio, e Luigi Della Greca, attuale consigliere politico del presidente della Regione Campania su questioni, manco a dirlo, economiche. Tutti da oggi con una voce in più nei curricula che tanto piacciono al nostro presidente». «Si perde il conto di indagati e condannati alla corte di De Luca. Una collezione – sottolinea Ciarambino – lievitata a vista d’occhio negli ultimi giorni, con la condanna a 8 mesi di Maddalena Cantisani, dirigente al Comune di Salerno e compagna del governatore, per il rilascio di un’autorizzazione. La precede di appena un giorno la condanna in appello del capo della segreteria di De Luca, mister fritture di pesce Franco Alfieri, che dovrà restituire 40mila euro al Comune di Agropoli di cui è stato sindaco, per il mancato utilizzo di beni confiscati alla camorra. Lo stesso Alfieri prosciolto per prescrizione nel processo “Due Torri”, sul banco degli imputati in un altro processo per omissioni di atti d’ufficio e omessa custodia di atti sotto sequestro, e che oggi minaccia il suo partito, il Pd, di boicottaggio in campagna elettorale in caso di mancata candidatura. E come dimenticare il fido ex capostaff Nello Mastursi, inquisito per pressioni sul giudice Scognamiglio, relatore di due procedure legate all’applicazione della Severino nei confronti del governatore. Condanne e inchieste, ecco cosa producono le nomine con il metodo de Luca. Ma il Nostro ha oggi ben altro per la testa. C’è da spedire al parlamento il maggiore dei suoi rampolli, Piero De Luca, già dirigente Pd e con un curriculum, pure lui, di un certo prestigio. Il fiero erede è infatti imputato per bancarotta fraudolenta per il crac dell’immobiliare Ifil». E sulla condanna di Alfieri c’è anche il commento di Maurizio Gasparri: «Un personaggio assurto agli onori della cronaca come ‘mister frittura’ per la sua capacità di muovere voti in massa, a detta del presidente della regione Campania De Luca, in favore del Pd. La procura di Napoli, che ha aperto un’inchiesta, ha poi archiviato questo presunto caso di scambio di voti e Alfieri è diventato capo staff di De Luca in Regione. Ma poiché il diavolo fa le pentole e non i coperchi, adesso Alfieri è stato condannato in appello a restituire 40mila euro al comune di cui è stato sindaco per una storia di immobili e clan di Agropoli, oltre ad essere imputato in un altro procedimento penale al tribunale di Vallo della Lucania. Eppure resta in sella al suo posto in regione e pare addirittura proiettato alla Camera in quota Pd. Può De Luca avere come braccio destro un personaggio così discusso? Di questo, della necessità di liberare la Campania da un vero e proprio comitato che la sta affossando e del rilancio di una forte iniziativa del centrodestra unito sul territorio parleremo lunedì prossimo a Salerno, in una conferenza stampa che si terrà alle 12 al Polo Nautico».




«Salerno è un esempio di forza politica»

Erika Noschese

Un’assemblea molto partecipata quella che si è tenuta ieri mattina nel quartiere Pastena di Salerno da Articolo1-Mdp che ha visto la partecipazione di più di 200 persone. Tanti i temi trattati tra cui la creazione della lista unica di sinistra, per mettere insieme tutte le forze civiche a sinistra del Pd e presentarsi così alle prossime elezioni con un programma forte e coeso, in alternativa alle politiche degli ultimi anni, come sostenuto da Vincenzo Pedace, coordinatore cittadino di Vietri sul Mare. Tra gli altri temi quello del lavoro, delle nuove generazioni, delle infrastrutture, non solo a livello locale ma anche regionale, e l’università. Ed è proprio il lavoro uno dei punti principali di Articolo 1-Mdp, oltre alla proposta di reintrodurre l’articolo 18 con le dovute modifiche, da rimettere al centro dell’agenda politica del governo dei prossimi anni che dovrà occuparsi dello sviluppo del Mezzogiorno che, negli ultimi anni, è stato carente nelle attività del governo e poco rappresentato. «Salerno è un esempio di forza politica almeno per quanto riguarda Articolo1, con una forte presenza radicale. Dunque, puntiamo ad avere una forte rappresentanza politica all’interno di questo partito a livello nazionale», ha dichiarato Pedace. Intanto, domenica 3 dicembre si terrà l’assemblea nazionale a cui prenderà parte una folta delegazione dalla provincia di Salerno: «Andiamo a Roma per essere protagonisti attraverso le nostre esperienze e le nostre proposte», ha detto il coordinatore cittadino. Mdp resta concentrato sulla creazione della lista unica, in attesa delle prossime eleziomi.




Mdp, parte la sfida elettorale A Salerno incassa consensi

Andrea Pellegrino

Circa 250 le persone registrate alla segreteria dell’assemblea, oltre una decina gli interventi. E’ stata ottima la risposta di Mdp Salerno all’assemblea tenutasi ieri mattina al Polo nautico, in vista dell’appuntamento del prossimo 3 dicembre a Roma per il lancio della lista di sinistra. Dopo l’introduzione del coordinatore provinciale di Mdp, Federico Conte, è stato il senatore Andrea De Simone a rilanciare i temi politici. “L’alleanza elettorale è solo un passaggio – ha detto De Simone – In Italia serve un riferimento per le piccole sinistre organizzate ma soprattutto per la nostra gente che negli ultimi anni ha abbandonato o ha votato altro a causa dell’assenza di un’offerta convincente. Bisogna parlare al popolo che si astiene e recuperare la credibilità perduta. In un paese dalle mille ingiustizie – ha continuato De Simone – deve esserci una formazione che si occupa delle persone che soffrono (5 milioni e più di poveri), delle persone che rinunciano alle cure (12 milioni) per difficoltà economiche, dei giovani senza lavoro, della scuola in crisi, del Mezzogiorno che non recupera, del ceto medio che vive drammaticamente la crisi”. Molto forte l’intervento di Michele Gravano, ex segretario regionale della Cgil. “Bisogna andare avanti con determinazione e bisogna fare di più per il lavoro, i pensionati, i giovani. La piattaforma su cui si sta lavorando deve suscitare l’interesse del nostra mondo.La sinistra deve assumere come priorità il tema del mezzogiorno”. Molti sono stati i giovani che hanno preso la parola nel corso dell’assemblea. Dopo l’intervento della candidata al Nucleo di valutazione dell’Ateneo, Sara Zaccagnino e di numerosi rappresentanti del territorio (Cilento, Piana del Sele, Vallo di Diano, Agro-nocerino-sarnese), è intervenuta Maria Di Serio,ex segretaria provinciale della Cgil, che ha posto con forza il tema della parità di genere e delle violenze sulle donne. Molto interesse ha suscitato l’intervento di Vincenzo Pedace, già segretario di Giovani Democratici ed oggi esponente di punta di Mdp. Pedace è molto accreditato per entrare a far parte della segreteria del nuovo soggetto politico. “Bisogna rilanciare temi che suscitano interesse ed entusiasmo tra la mia generazione – ha detto Pedace – Arrestare la fuga dei cervelli, premiare il merito e offrire occasioni di lavoro qualificato. Per farci capire bisogna modificare pratiche, i linguaggi, le proposte. La Sinistra può avere un futuro se riesce ad intercettare i bisogni, a coinvolgere le giovani generazioni, a governare e superare le crisi”. Dopo aver approvato all’unanimità il documento firmato da Speranza, Fratoianni e Civati, l’assemblea ha approvato, con un prolungato applauso, la delegazione salernitana che parteciperà all’assemblea del 3 dicembre che sarà composta da Federico Conte, Fernando Argentino, Valentina Botta, Andrea De Simone, Maria Cammarano, Enzo Gallo, Michele Gravano, Roberta D’Amico, Franco Massimo Lanocita, Maria Di Serio, Pasquale Mucciolo, Giuseppina Esposito, Vincenzo Pedace, Antonio Polichetti, Daniela Vocca, Antonio Procida, Maria Cianciulli.

Conte, Tavella, Di Serio Ecco i primi candidati Si corteggia Franco Roberti

Con la discesa in campo di Pietro Grasso non si esclude anche un coinvolgimento di Franco Roberti. L’uscente procuratore nazionale antimafia, e già a capo della Procura di Salerno, potrebbe essere il capolista di un collegio proporzionale di Mdp. E probabilmente potrebbe correre proprio in Campania. Quanto agli altri nomi, il tandem più forte sarebbe composto da Federico Conte e Andrea De Simone, il primo alla Camera, il secondo (seppure ancora con qualche perplessità, a suo dire) al Senato. Altri nomi in corsa con Mdp sono quelli di Franco Tavella e del consigliere comunale di Sinistra di Tutti, Gianpaolo Lambiase. Poi le donne, tra cui l’ex assessore comunale Rosa Egidio Masullo, l’ex numero uno della Cgil Maria Di Serio, ancora Maria Cammarano (già candidata al Consiglio regionale della Campania), Valentina Botta (ex assessore a Siano) e Pina Esposito di Nocera. Potrebbero essere della partita ex candidati regionali come Pasquale Mucciolo nel Cilento e Vincenzo Gallo nell’agro. Franco Mari scalda i motori su Salerno città.

 




De Luca: «2018, anno di decollo»

Erika Noschese

Importante appuntamento ieri mattina al teatro Augusteo di Salerno, in occasione dell’assemblea pubblica organizzata da Confindustria Salerno. Tema centrale dell’incontro i giovani, le opportunità, il merito ed il talento per un Paese che vuole crescere. A prendere parte all’assemblea di Confindustria il ministro dell’Economia e Finanze, Pier Carlo Padoan; il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia ed il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. «Abbiamo due grandi criticità in Campania e nel Sud e cioè il tasso di emigrazione giovanile, soprattutto dei giovani scolarizzati, e il tasso di disoccupazione giovanile che rimane estremamente alto». È quanto dichiarato dal governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca che ha poi sottolineato l’importanza di continuare nella linea di investimento affinché nei prossimi mesi maturi l’idea di un piano per il lavoro dedicato al Sud che punti anche ad incrementare l’occupazione nella pubblica amministrazione. «I giovani non credono più in questo Paese perché è un Paese nel quale si fa fatica a concretizzare una qualunque idea, un qualunque slancio positivo, creativo, perché la vera cappa di piombo che pesa sull’Italia e il groviglio burocratico, amministrativo, giudiziario che rende quasi una impresa eroica tradurre qualunque progetto in realtà. Lancio, però, anche ai giovani della Campania un messaggio di fiducia. Siamo ripartiti come Regione. Il 2018 sarà l’anno di decollo anche di grandi progetti territoriali», ha aggiunto il governatore. Parla di crescita eccezionale il ministro Padoan che ha voluto sottolineare il contributo della Regione Campania che ha contribuito alla crescita. «La Campania è la prima del Sud perché ha fatto da acceleratore alle politiche economiche nazionali», ha dichiarato dal canto suo il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. «È un bellissimo segnale ed è un messaggio di un paradigma di pensiero che in questo Paese deve cambiare. Prima decidiamo che cosa vogliamo definire nell’economia reale, poi individuiamo strumenti, quindi risorse e poi interveniamo sui saldi di bilancio. Non interveniamo sui saldi di bilancio prescindendo dagli effetti sull’economia reale; primato alla politica e valutazione della politica in funzione dei provvedimenti e dei risultati che questi realizzano sull’economia reale. Mi sembra, questa, una società post-ideologica con la quale dobbiamo fare tutti i conti, a partire da noi corpo intermedio dello Stato». Per Andrea Prete, presidente di Confindustria Salerno, il futuro del Paese sono i giovani che «non sono un problema» ma «la soluzione del nostro Paese». In merito all’assemblea di Confindustria ha detto la sua anche il sindaco Napoli dichiarando che «Il tema “Fiducia ai giovani” individuato da Confindustria Salerno è stata una scelta coraggiosa e cruciale, perché la valorizzazione del talento dei giovani rappresenta una sfida decisiva per il futuro della nostra comunità, del Sud e dell’Italia intera. Un Paese che non offre fiducia e speranza alle nuove generazioni è un Paese condannato a morte, senza rimedio. E’ giunto il momento di porre i giovani al centro dell’agenda politica ed istituzionale del Paese, cercando di metter a frutto anche i timidi ma importanti segnali di ripresa economica che vedono il PIL crescere quasi del 2 per cento e la Campania “locomotiva” della ripresa con il 2,5 per cento. A Salerno da tempo abbiamo imparato a non fermarci alla semplice lamentela. Abbiamo dimostrato in questi anni di ottenere risultati importanti e concreti, puntando in particolare sulla trasformazione urbana e sull’industria turistica, ma anche grazie ad esperienze virtuose come quella dello Sportello Unico Attività Produttive, di Fabbrica Salerno, dello Sportello Impresa. Il nostro obiettivo è la creazione di un ecosistema tale da favorire la creazione di impresa e dunque di lavoro, al fine di scongiurare la disillusione, lo scoramento, la fuga delle risorse migliori».




Agroinvest. Canfora chiede la convocazione dell’assemblea

AGRO. Il presidente della Provincia chiede la convocazione dell’assemblea dei soci di Agroinvest. La società di tarsformazioen urbana versa in gravi condizioni societarie e 23 lavoratori riischiano il posto.
Dopo l’incontro di ieri con i sindaci dei Comuni soci di Agroinvest, Giuseppe Canfora ha inviato una nota al presidente del Cda di Agroinvest, Felice Luminello, chiedendo l’immediata convocazione dell’Assemblea dei soci con all’ordine del giorno la proposta di nomina di un amministratore unico, in sostituzione del Consiglio di amministrazione. «Nell’incontro di ieri –afferma Canfora-, sia la Provincia di Salerno che i sindaci dei Comuni soci di Agroinvest, hanno convenuto di avviare e concludere in brevissimo tempo una radicale azione di ristrutturazione dell’assetto societario ed organizzativo della Società che, ovviamente, prescinde da una valutazione di merito sull’attività svolta in una situazione contingente difficile dagli attuali organi di amministrazione».




Studenti del Nautico in rivolta: Siamo qui per studiare e non per morire!

Mattinata di presidio per gli studenti dell’istituto Nautico di Salerno: dopo il crollo del soffitto di ieri, ed una tragedia sfiorata, i ragazzi della struttura hanno deciso di radunarsi di fronte i cancelli dell’edificio e manifestare il proprio disappunto con uno striscione ed una assemblea. In corso i lavori di risanamento delle lesioni e del cedimento del soffitto crollato.




Occupy Sant’Agostino dipendenti contro Renzi

di Francesco Carriero

Un venerdì nero per i lavoratori della Provincia. La giornata di ieri ha visto alternarsi sotto i cancelli di palazzo (mentre a pochi metri di distanza gli operai di Montecorvino occupavano gli uffici del Consorzio di bacino)Sant’Agostino da prima i lavoratori dell’Arechi Multiservice e poi gli stessi dipendenti dell’ente, ancora in assemblea permanente, hanno manifestato la loro preoccupazione per il futuro, visto i tagli alle risorse e le dichirazioni provenienti dal governo centrale, rigurdante gli esuberi di personale. Solo in Campania, diviso tra le cinque province, sarebbero a rischio 1.700 lavoratori, il tutto nella totale indifferenza del Governo Renzi. Di qui la decisione di occupare le sedi della Provincia da parete dei lavoratori. Intanto, si è svolto a palazzo Santa Lucia un incontro tra l’assessore alle Autonomie locali Pasquale Sommese, il presidente dell’Anci Campania Francesco Iannuzzi e i segretari delle organizzazioni sindacali di categoria della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil Alfredo Garzi, Doriana Buonavita e Enzo Martone, il cui scopo è quello di siglare un protocollo che garantisca il ricollocamento dei lavoratori in eccesso: «Lavoriamo – ha detto l’assessore Sommese al termine della riunione – d’intesa con l’Anci e con le organizzazioni sindacali nel solco di un percorso di condivisione che la Giunta Caldoro si è dato e che ha prodotto importanti risultati in questi anni. L’obiettivo è scongiurare gli esuberi e valorizzare al meglio il personale di ruolo degli enti locali provinciali». Lo stesso presidente Canfora ha voluto incontrare i lavoratori per portar loro solidarietà ed informarli sulle ultime decisioni provenienti da Roma, relative all’iter di approvazione della Legge finanziaria al Senato. Il Governo, recependo le numerose preoccupazioni espresse da più parti e accogliendo le proposte migliorative, si avvia a licenziare un testo con misure meno drastiche per il personale delle Province: ossia il rinvio della mobilità alla fine del 2016 e ulteriori 2 anni di stabilità lavorativa. Un duro attacco al Governo Renzi arriva dall’ex inquilino di palazzo sant’Agostino Antonio Iannone, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia – An: «Ho denunciato per due anni gli effetti disastrosi che avrebbero avuto i tagli del governo centrale sulle Province: caduta dei servizi per i Cittadini e gravi rischi occupazionali per i dipendenti. Ho passato nottate all’Unione delle Province a sollecitare l’interesse di forze parlamentari e sindacati ma c’è stato un assordante silenzio perché non doveva disturbare la demagogia del manovratore: è una responsabilità storica che peserà su Renzi ed il Pd nelle sua articolazioni locali e nazionali. È ridicolo, infatti, che oggi i Presidenti delle Province del Pd si schierano (a comunicati stampa) con i dipendenti e contro i tagli; sono complici politicamente dell’azione del governo che sostengono; sono le stesse persone che prima di entrare nel ruolo di governo delle Province le etichettavano come inutili ed osannavano la riforma Delrio; hanno fatto campagna elettorale alle europee con la storia degli 80 euro in busta paga che sono stati pagati praticando 1miliardo di tagli ai servizi erogati dalle Province. Se vogliono essere credibili e schierarsi al fianco dei dipendenti debbono fare ammenda chiedendo scusa per ciò che hanno sostenuto ed uscire dal partito di Renzi. Diversamente ci risparmino altre pagliacciate perché il tempo è sempre galantuomo e già ci sta fornendo dimostrazioni»




L’assemblea di Fdi parla salernitano «L’impegno paga»

di Francesco Carriero

C’è tanta Salerno nella nuova assemblea nazionale di Fratelli d’Italia. Sono ben 18 infatti i membri provenienti dalla nostra provincia, eletti la scorsa settimana a Fiuggi, che affiancheranno Giorgia Meloni nella guida del partito. Oltre ai tre membri entrati di diritto nell’organo di vertice di Fdi, gli onorevoli Edmondo Cirielli (che è anche membro dell’Ufficio politico del partito), Giovanni Romano e Fernando Zara, ci saranno anche i 18 partecipanti alle primarie provinciale che hanno accumulato più consensi, tra i quali spunta il nome anche dell’inquilino di Palazzo Sant’Agostino, Antonio Iannone. «Questi risultati e il numero di delegati ottenuti dal partito salernitano all’interno dell’assemblea nazionale – spiega il presidente della Provincia – sono il riconoscimento di quanto questa realtà ha fatto sul territorio. Siamo la provincia più rappresentata all’interno di fratelli d’Italia e questo è merito della nostra classe dirigente, dei nostri militanti e simpatizzanti. Siamo il vero centro destra, che lavora per i bisogni dei cittadini a contatto con le esigenze dei territori: questo è il nostro modo di fare politica e ci premia. Adesso, con l’assemblea nazionale di sabato, inizia una fase di preparazione alle elezioni europee ed amministrative, nel corso delle quali potremmo testare definitivamente la nostra forza. Quello per Fdi è l’unico voto utile per il territorio. La nostra leader, Giorgia Meloni rappresenta il vero rinnovamento della classe politica, al contrario della mera operazione mediatica fatta da Renzi». Dello stesso avviso anche l’onorevole Edmondo Cirielli, che già guarda ai prossimi impegni politici, delineando le strategie anche per la tornata elettorale nel capoluogo di provincia, senza risparmiare una stoccata a Mara Carfagna: « Siamo una forza di centro destra – spiega Cirielli – e naturalmente in quello spazio politico cercheremo i nostri alleati per l’elezione del sindaco, nonostante qualche atteggiamenti pregiudiziali nei nostri confronti e qualche polemiche inutile innescata mezzo stampa da qualche alfiere politico dell’onorevole Carfagna. Vorremmo scegliere il nostro candidato attraverso le primarie, solo così saremo in grado di proporre una persona seria pronta a risanare i conti del Comune ed evitare un disastroso aumento delle tasse». Mentre sulla direzione che prenderà il partito, a livello nazionale, nei prossimi mesi, Cirielli ha le idee ben chiare: «Non siamo una nuova Alleanza Nazionale – dichiara – ma ci sentiamo gli eredi di quella esperienza nazionale. Siamo un partito di centro destra patriottico, che fa dell’appartenenza e del servizio al territorio i propri valori fondamentali. Siamo usciti dal Pdl perché in quel contenitore politico il consenso era poco considerato e di conseguenza anche gli individui».