Acqua non potabile, fake news L’ira del sindaco Monaco

di Erika Noschese

Una carica batterica microbiologica – riscontrata a seguito dei contolli periodici eseguiti sulle acque erogate dal Civico Acquedotto – ha generato il caos a Campagna. Nella serata di martedì, infatti, è stata diffusa una falsa ordinanza sindacale indicante la presenza di sostanze radioattive nelle risorse idriche comunali. «E’ stato mistificato un atto pubblico con copia-incolla del protocollo. E’ procurato allarme», ha dichiarato il sindaco Roberto Monaco che nella giornata di ieri ha provveduto a sporgere regolare denuncia presso le autorità competenti. Il primo cittadino ja inoltre lanciato un appello alla popolazione affinché aiutino l’amministrazione comunale a rintracciare l’autore «di questo gesto gravissivo», ha precisato Monaco. Intanto, è stata riscontrata nei campioni analizzati una carica batterica microbiologica che non genera manifestazioni cliniche di rilievo ed in via cautelativa. In attesa del ripristino dei valori predefiniti dalla normativa, è stata emessa l’ordinanza che vieta l’utilizzo temporaneo dell’acqua, per uso potabile e fino alla revoca dell’ordinanza in attesa del ripristino della situazione. Il Comune di Campagna, infatti, è in attesa dell’esito definitivo dopo i dovuti interventi per ripristinare l’acqua del civico acquedotto. A tentare di fare chiarezza in merito a quanto sta accadendo anche il leader dell’opposizione Andrea Lembo che, ieri mattina, ha visionato i documenti relativi alla contaminazione dell’acqua. Dalle analisi condotte dall’Arpac, emergono contaminazioni microbiologiche di batteri coliformi. «Come se ciò non bastasse, a turbarmi maggiormente è stata la scoperta del fatto che le analisi sono state fatte il 10 settembre e rese note all’amministrazione comunale il 16 settembre, ossia più di 15 giorni fa! Ci chiediamo (e chiederemo formalmente per iscritto): perché il Sindaco ha atteso più di 15 giorni per comunicare questo problema ai cittadini e adottare l’ordinanza di divieto d’uso dell’acqua erogata dal civico acquedotto per uso potabile? Perché si è consentito che i cittadini fossero esposti al pericolo dell’acqua contaminata per così tanto tempo, senza fornire nessuna informazione (pur avendola)? Chi risponde degli eventuali danni alla salute dei cittadini che questa tardiva decisione può avere causato, soprattutto ai soggetti più deboli (immunodepressi, anziani, bambini)? Andremo in fondo alla vicenda, con tutti i mezzi a disposizione, per chiarire alla città le responsabilità di tale gravissimo e, ad oggi, ingiustificato ritardo. Lo sappiano coloro che, anche stamattina, si affannavano a tacciarci di allarmismo nei messaggi privati inviati ai cittadini preoccupati. La salute pubblica non è un tema sul quale si può consentire incompetenza, negligenza e superficialità nell’adozione dei provvedimenti necessari. Come consiglieri di opposizione, saremo sempre vigili controllori dell’operato di chi amministra», ha dichiarato Lembo.   




Anna Rita Leonardi lascia il Pd per Renzi: «Scelta dolorosa»

di Erika Noschese

“È stata una scelta sofferta e dolorosa”: con queste parole Anna Rita Leonardi, l’ormai ex dirigente dem, annuncia l’addio al partito democratico e la conseguente adesione a Italia Viva, il neo partito fondato da Matteo Renzi. “Da quando, nel 2007, Veltroni mi convinse ad aderire al Partito Democratico candidandomi all’Assemblea costituente, non c’è stato un giorno in cui io non mi sia sentita parte di una grande e splendida comunità”, ha poi aggiunto la Leonardi, pronta a questa nuova avventura accanto a Renzi. “Ambiente, cultura, famiglia, diritti civili, lavoro, giustizia sociale, parità di genere e tanto altro: sono i temi sui quali incentreremo il nostro lavoro – ha poi aggiunto l’ex dirigente del Pd – Un partito, una Casa, in cui tutti sono uguali, tutti lavorano per il bene dell’Italia ed in cui tutti daranno un contributo fondamentale. In me avrete sempre una compagna leale, mai un’avversaria. Tanto già lo so: con molti di voi ci rivedremo presto”. Intanto, sarà Gennaro Migliore il coordinatore di Italia Viva che – per volontà del leader Matteo Renzi – dovrà essere affiancato da una donna, come per tutti i ruoli interni al neo partito. Il neo partito dell’ex segretario del Pd sembra già pronto ad entrare nel vivo delle attività il prossimo 8 ottobre con la prima riunione regionale, organizzata dai singoli circoli – non ancora riconosciuti ufficialmente – presenti su tutto il territorio campano. Numerose le richieste di adesione partite da tutta la provincia di Salerno, con richieste che sembrano aumentare giorno per giorno. Al momento le adesioni restano bloccate, tutto rinviato alla Leopolda 2019 – in programma dal 18 al 20 ottobre alla stazione Leopolda di Firenze – quando l’ex premier darà ufficialmente il via alle iscrizioni, lanciando – ufficialmente – il partito. Le adesioni, almeno nella fase iniziale, saranno online per permettere a tutti di aderire. «Non siamo ancora organizzati sui territori, ma abbiamo l’intenzione di costruire una casa in cui più che i protagonisti siano al centro i temi – ha poi dichiarato la Leonardi – L’ambiente sarà uno dei temi fondamentali nel programma di Italia Viva. Nella nostra casa ogni ruolo avrà come figura che lo rappresenterà un uomo e una donna che lavoreranno congiuntamente». E se la Leonardi lascia il Nazareno a favore di Renzi cosa ne sarà di suo marito, Andrea Lembo, storico militante del partito democratico: «Lui, al momento, resta nel Pd. Io ho comunicato la mia scelta ma è chiaro che, pur essendo sposati, ognuno è libero di fare ciò che vuole». Il figlio dell’ex procuratore capo, al momento, sta valutando l’ipotesi di aderire al partito di Renzi ma non sembra intenzionato a dire addio al Nazareno. Intanto, anche da Salerno molti dem sembrano pronti a partecipare alla Leopolda e dare una mano concreta a Renzi.




«Muori. Guardati alle spalle, serpente»

Erika Noschese

«Muori ho detto, altro che minacce. Guardati alle spalle, serpente». Parole dure, oltre che terribili, quelle che un militante di Casapound, italiano che vive a Londra, ha rivolto ad Anna Rita Leonardi, esperta di comunicazione politica e dirigente del Partito democratico, ormai da anni sotto attacco diretto dei cosiddetti haters, persone che esternano e diffondono odio nei confronti di altri individui per mezzo delle reti sociali. «Sono appena stata minacciata di morte da un militante di Casapound, sostenitore del ministro Salvini. È normale tutto questo? È accettabile vivere così?», ha detto la Leonardo, compagna del leader dell’opposizione al Comune di Campagna Andrea Lembo che ha già provveduto a denunciare l’esponente politico. A scatenare la rabbia dell’esponente di estrema destra sarebbe stato un commento, pubblicato sui social, dalla stessa Leonardi, alla proposta di candidare il ministro Salvini al Nobel per la pace. «Sono consapevole di essere sotto attacco ma così è troppo – ha poi detto la giovane esperta di comunicazione politica – Queste persone non mi fanno paura anzi, mi invogliano a lottare di più per un mondo libero da questo schifo». La dirigente del partito democratico non è nuova a questo minacce e insulti, soprattutto da parte di esponenti appartenenti all’estrema destra o dai simpatizzanti del Movimento 5 Stelle: «Pochi giorni fa mi hanno detto che sono manutenuta da Di Battista, io ormai ci rido sù». La dem ha già provveduto a dare mandato al suo avvocato di procedere nei confronti di Mirko, l’uomo che le ha augurato la morte e che le ha imposto di “guardarsi le spalle”.




Ancora un’inchiesta e poi il meritato riposo

Erika Noschese

Un incontro presso la Procura di Napoli per un’inchiesta, ancora agli inizi congiunta con Salerno. Sarà questo l’ultimo atto del procuratore capo di Salerno, Corrado Lembo che dopo 43 anni – 4 alla guida della Procura di Salerno – di onorata carriera si appresta a salutare il mondo della magistratura. Prima giudice, poi pm, poi ancora componente della Direzione Nazionale Antimafia ed infine a capo della Procura prima di Santa Maria Caputa Vetere e poi Salerno, Corrado Lembo ha sempre servito lealmente lo Stato. Come hanno ricordato le personalità istituzionali presenti ieri mattina nella gremita aula Parrilli del Tribunale di Salerno. Prima di dedicarsi alle celebrazioni di rito, il capo della Procura di Salerno si è concesso alla stampa, ringraziandoli per l’operato svolto, nonostante gli attacchi a lui rivolti. «Voi siete davvero la stampa libera», ha dichiarato Lembo che ha poi tracciato un bilancio di questi anni di servizio a Salerno: «E’estremamente positivo. In cuor mio ho dei bilanci da registrare ma anche da valutare come persona oltre che come magistrato», ha poi aggiunto il procuratore capo che ha voluto togliersi qualche “sasso lino dalla scarpa”, come si suol dire, a proposito delle critiche ricevute «che ritengo un tantino ingiustificate», proprio in riferimento ai concerti che gli son valse aspre critiche: «Abbiamo fatto solo 3 concerti in 4 anni e la musica classica è stata veicolo di serenità interiore oltre che un messaggio simbolico nel senso più culturale del termine – ha spiegato Corrado Lembo – Non si tratta di schizzinosa cultura come apparso sui giornali: cultura significa dare a tutti la possibilità di valutare ciò che ci circonda attraverso l’interpretazione anche dell’occhio e dell’intelligenza umana. Sostanzialmente la stampa è stata un alleato e la critica ci ha sempre incalzato positivamente, mai umiliato o afflitto e di questo vi sono particolarmente grato». Tra i presenti anche Leonida Primicerio che già nel 2014, il 3 luglio per l’esattezza, si è visto sottrarre il ruolo di capo della Procura della Repubblica proprio da Corrado Lembo, da Primicerio definito un amico più che un collega, con 12 voti per Lembo ed otto per colui che sembra già essere il prescelto per ricoprire l’ambiziosa carica di guidare la Procura della Repubblica di Salerno. «Quel giorno – ricorda Leonida Primicerio – Corrado venne da me, nel mio studio e mi abbracciò». Ricordi commoventi quelli che si sono susseguiti, tra cui anche quello di Amerigo Montera, presidente dell’Ordine Forense della Campania: «Ovunque è stato, Corrado ha lasciato il segno per la sua professionalità, per il suo lato umano e per il suo stile», ha detto emozionato Montera che ha poi ceduto la parola all’avvocato Michele Sarno; al presidente del Tribunale di Napoli, Ettore Ferrara; al Procuratore di Napoli, Giovanni Melillo; al presidente dell’associazione nazionale dei magistrati, il giudice Pietro Indinnimeo; al magnifico rettore dell’Unisa, Aurelio Tommassetti; al presidente emerito della Corte Costituzionale di Napoli, Giuseppe Tesauro che ha ripercorso tappe importanti del loro trascorso personale più che professionale. Tra i presenti anche il sindaco Napoli che non ha però preso la parola per ringraziare il capo della Procura. Tra i grandi assenti spicca invece il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca. «Ho unito il passato remoto al presente e mi auguro che tutto questo patrimonio di amicizie mi seguirà anche per il futuro», ha poi aggiunto Lembo, ringraziando i presenti e ricordando gli amici.

«C’è un unico rammarico: non essere giunti alla scoperta della verità»

Un rimpianto per Corrado Lembo c’è. Porta il nome di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore ucciso nel 2010 e i cui assassini sono ancora senza volto. «C’è un unico rammarico: quello di non essere giunti ancora alla scoperta della verità nel caso Vassallo. Non perché sia un caso eccezionale, ma perché è un caso umano dai mille risvolti e devo dire che finora abbiamo arato tutto il campo del conoscibile e del conosciuto in questo settore», ha infatti dichiarato il capo della Procura di Salerno che, dopo 4 anni, si appresta a raggiungere la merita pensione per dedicarsi, come lui stesso ha dichiarato, alla sua famiglia, i suoi figli ed i suoi nipotini. Lembo ha lasciato al suo successore indagini importanti che sono ancora alla ricerca di un nome e di un volto, come nel caso di Vassallo. «Questo ci dimostra ancora una volta la difficoltà esterma del nostro lavoro, che non deve trovare però scorciatoie più o meno gradite alla pubblica opinione ma deve sempre essere informato ai canoni costituzionali secondo cui l’ammissione di colpevolezza si basa su un processo, sull’acquisizione delle prove e la verifica delle possibili alternative probatorie». Da qui quello che sembra essere, a tutti gli effetti, un attacco al Governo attuale: «A volte non può avere compimento nell’arco dei due anni stabiliti: sono state affrontate diverse piste, ma confido ancora nel lavoro poiché ancora in pieno svolgimento. Continua il lavoro dei miei colleghi, di qualità e profondità perché non bisogna rimanere alla superficie delle cose e delle prove. Ricordiamo sempre che le prove nascono in un ambiente in cui c’è l’uomo e quindi l’esplorazione di questa realtà, per quanto semplice all’apparenza se vista dall’esterno, diventa difficile quando ci si confronta con questa realtà con onestà e passione». Ed è proprio il delitto di Vassallo che Corrado Lembo dovrà lasciare nelle mani del suo successore, Leonida Primicerio secondo voci che si fanno sempre più fondate. Rammarico si ed orgoglio per ogni singolo processo da lui seguito: «Non credo si debba fare gerarchia tra le operazioni. Ho sempre sostenuto che anche il processo più piccolo, con meno riflessi mediatici, sia importante perché al centro della nostra azione ci sono sempre stati gli uomini e la loro integralità. Abbiamo sempre mantenuto il rispetto della persona: in un’occasione ci fu un errore nella trascrizione del nominativo di una persona, ed io non ebbi alcuna esitazione nel prendere un foglio di carta e trascrivere che si trattava di un caso di quasi omonimia non esattamente valutato dal mio ufficio. Quando si è in buona fede e quando si svolge in modo onesto il proprio lavoro bisogna andare fieri di quelli che ci aiutano a svolgere questo lavoro». Tanti sono stati i lavori portati a termine con successo da Corrado Lembo, nonostante sia stato a capo della Procura della Repubblica solo 4 anni. Pochi, forse, ma abbastanza per meritare un posto d’onore non solo al terzo piano del Tribunale di Salerno ma nel cuore di ogni avvocato, come giusto che sia per chi svolge con fedeltà, con passione e con umiltà. Caratteristiche, queste, che rispecchiano a pieno Corrado Lembo che da domani dirà ufficialmente addio alla sua professione.

Franco Roberti esorta Lembo ad entrare in politica: «Ora sei un uomo libero»

Assolutamente no. Senza mezzi termini, il procuratore capo di Salerno, Corrado Lembo spazza via ogni dubbio circa i suoi prossimi incarichi, dopo l’addio ufficiale. A più riprese, infatti, è stato ipotizzato il suo ingresso nel mondo della politica, dopo che lo stesso figlio Andrea ha fatto da apripista, con la candidatura alla carica di sindaco a Campagna. «No, assolutamente. Nonostante anche questo tema sia stato largamente affrontato dalla libera stampa. Anche se mi solleticherebbe il fatto di impegnarmi in un settore per me nuovo, ma credo che la mia vita si sia svolta e si svolgerà su altri binari», ha detto infatti Corrado Lembo. Un invito, quello di entrare nel mondo della politica, rivolto al capo della Procura della Repubblica anche da Franco Roberti, ex procuratore antimafia ed antiterrorismo ed attuale assessore alla Sicurezza della Regione Campania. «Corrado e io siamo nello stesso concorso ma prima di tutto siamo amici, molto più che colleghi ed in tutti questi anni di cose insieme ne abbiamo fatto», ha dichiarato Roberti rivolgendosi all’amico fraterno, Lembo. «E’ un passaggio difficile e molto impegnativo ma tu hai la possibilità e l’esperienza per essere ancora utile alla comunità; hai la possibilità di contribuire, in una misura importante, al bene del Paese, con la tua esperienza», ha poi aggiunto l’assessore regionale, sottolineando a Lembo la possibilità concreta di entrare in politica in quanto “uomo libero”, dopo l’addio al mondo della magistratura perchè «essere liberi da questi incarichi – ha concluso Franco Roberti – non è cosa da poco, significa non essere più obbligati ad un doveroso riservo che deve essere la caratteristica del magistrato in servizio ma tu in quanto uomo di cultura puoi dare un grande aiuto. Non farci mancare il tuo appoggio ed il tuo sostegno».

Andrea Lembo: «Qualsiasi cosa tu faccia, falla con onore»

«Qualsiasi cosa tu faccia nella vita falla con onore. E’ stato il suo insegnamento più grande». Così Andrea Lembo saluta, dinanzi ad una commossa platea, suo padre, il procuratore capo della repubblica di Salerno. Un interno, quello dell’ex candidato sindaco di Campagna, non in programma. Ma la giusta conclusiva per una giornata degna di nota. Sono state proprio le parole di suo figlio Andrea a far versare a Corrado quelle lacrime trattenute fin dall’inizio. Lacrime di felicità, per un successo non solo nel mondo della magistratura ma per la sua famiglia che lo ha sempre sostenuto ed incoraggiato. «Sono soltanto un giovane avvocato. Ho sempre cercato di frequentare questo posto in incognito da quando mio padre è venuto qui. Il mio è il saluto di un figlio che ha avuto una grande fortuna, non perché mi abbia privilegiato o consentito di prendere scorciatoie: mio padre è sempre stato quello che ha detto ai suoi figli che dovevano impegnarsi il doppio proprio per questa ragione». Poco dopo la cerimonia, Andrea Lembo ha voluto ringraziare pubblicamente suo padre, con un post sui social: “43 anni da servitore integerrimo dello Stato. Una vita da uomo esemplare. Grazie papà, per ciò che hai dato al Paese e alla mia educazione. Spero di riuscire a trasmettere a mio figlio tutto ciò che ho avuto il privilegio di apprendere da te”.

 




Campagna, Monaco vince e ferma Lembo jr

Andrea Pellegrino

La lunga notte elettorale dei candidati di Pontecagnano Faiano e Campagna si conclude con il batticuore. A Campagna si chiude la partita al primo turno con Roberto Monaco che ferma la corsa di Andrea Lembo, raggiungendo un’alta percentuale. Nel comune picentino Giuseppe Lanzara, candidato di centrosinistra, fino a tarda notte, ha sfiorato altissime percentuali posizionandosi in pole position rispetto a Francesco Pastore, candidato del centrodestra. Lo scrutinio ha evidenziato fin da subito un sostanziale scarto tra il candidato sindaco del centrosinistra e quello del centrodestra mantenendo, però, fino all’ultimo la possibilità di ballottaggio. Non va bene per gli altri candidati sindaco del comune picentino. Angelo Mazza, candidato con la lista “Movimento Libero” (che ha preso il posto di Giuseppe Bisogno, ritiratosi all’ultimo momento), ha raccolto ben poco, così come Francesco Longo di Sinistra Italiana e Giovanni Ferro. Attesa per il risultato definitivo dei voti dei candidati al Consiglio comunale, con un occhio particolare ad Ernesto Sica, sindaco uscente e candidato al Consiglio comunale con la Lega di Salvini. Attesa anche per conoscere i risultati ottenuti dai partiti che hanno composto le coalizioni. Pontecagnano Faiano è l’unico comune della provincia di Salerno dove sono scesi in campo quasi tutti i simboli tradizionali dei partiti, ad eccezione del Movimento 5 Stelle. A Campagna la sfida è stata tra l’attuale primo cittadino Roberto Monaco (sostenuto da civiche di centrodestra), Andrea Lembo (che guida una coalizione civiche del centrosinistra) e la candidata del Movimento 5 Stelle, Virginia Luongo. Qui non riesce l’impresa dei Cinque Stelle (unica lista certificata in provincia di Salerno), che raggiungono poco più del dieci per cento. «Siamo abituati a lavorare. Tra me ed il popolo è sempre esistito un certo feeling, confermato anche in questa tornata elettorale», il primo commento del sindaco Roberto Monaco, che ha sfiorato il 60% e si è confermato quindi primo cittadino di Campagna. Scelgono la continuità i cittadini e a quanto pare non è servito neanche l’intervento del vicepresidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola durante l’ultimo incontro in piazza con Andrea Lembo, che ha chiuso la campagna elettorale con un ospite d’eccezione. Poco più del 30% per il figlio del procuratore capo di Salerno. In provincia si è votato in 19 comuni. Tra le riconferme quelle di Rocco Giuliano a Polla e di Franco Gismondi a Calvanico e di Luigi Mansi a Scala. A Pellezzano è Francesco Morra il nuovo sindaco che batte Claudio Marchese. Qui inizialmente gli sfidanti erano in tre per poi ridursi a due dopo l’esclusione della lista capeggiata dall’ex sindaco Giuseppe Pisapia.

 
MONACO ROBERTO
ELETTO SINDACO
6.294 59,80
LISTA CIVICA – INSIEME PER CAMPAGNA   1.509 14,60
LISTA CIVICA – CAMPAGNA SI RINNOVA   1.169 11,31
LISTA CIVICA – PUNTOEACAPO   860 8,32
LISTA CIVICA – PER LA FAMIGLIA   826 7,99
LISTA CIVICA – OBIETTIVO COMUNE   700 6,77
LISTA CIVICA – AZZURRI CAMPAGNA   690 6,67
LISTA CIVICA – CAMPAGNA C’E’   638 6,17
LISTA CIVICA – CAMPAGNA CHE VOGLIAMO   471 4,55
Totale liste     6.863 66,40
 
LEMBO ANDREA   3.294 31,29
LISTA CIVICA – LEMBO SINDACO   1.005 9,72
LISTA CIVICA – NUOVO CORSO   673 6,51
LISTA CIVICA – CAMPAGNA UNITA   621 6,00
LISTA CIVICA – CONSENSO DEMOCRATICO   368 3,56
LISTA CIVICA – 135 KM2   294 2,84
LISTA CIVICA – CAMPAGNA PROGRESSISTA   10 0,09
Totale liste     2.971 28,74
 
LUONGO VIRGINIA   937 8,90
MOVIMENTO 5 STELLE   501 4,84



Campagna, «Con noi un’amministrazione amica di tutti i cittadini»

Erika Noschese

A pochi giorni dal voto continuano senza sosta i comizi pubblici dei candidati alla carica di sindaco nei comuni che il prossimo 10 giugno si recheranno alle urne per il rinnovo del consiglio comunale. Nella giornata della festa della Repubblica è stato il turno dell’unica candidata del Movimento 5 Stelle, Virginia Luongo, scesa in campo a Campagna. Come facilmente prevedibile, non sono mancati attacchi agli avversari politici, il sindaco uscente Monaco e il figlio del procuratore capo di Salerno, Andrea Lembo. «Noi vogliamo un’amministrazione amica di tutti. Non vogliamo personaggi che sbandierano sui social foto di opere mai realizzate o realizzate solo pazialmente», ha attaccato Virginia Luongo. «Il problema delle accozzaglie è che noi non ci schieriamo contro le singole persone ma siamo in campo per distruggere un sistema politico che non ci rappresenta perchè non si può pensare al singolo individuo ma al bene della comunità. Dobbiamo contribuire tutti a distruggere questo sistema politico che non funziona» ha poi aggiunto la pentastellata, riprendendo le parole dei suoi competitors circa la rivoluzione che «non arriverà da nessuna direzione, parte da noi come singoli individui nelle nostre azioni quotidiane e nell’educazione che trasferiamo ai nostri figli». Il comizio si è poi concluso con la spiegazione dei punti più importanti del programma elettorale, targato 5 Stelle che la Luongo intende portare avanti in caso di vittoria il prossimo 10 giugno quando i cittadini si recheranno alle urne.




Lembo jr. sfida Roberto Monaco: «Pronto a sbugiardarlo»

Lo aveva annunciato attraverso un video di presentazione del primo comizio nel centro storico di Campgna e lo ha fatto. Andrea Lembo rilancia la sfida al sindaco uscente Roberto Monaco e lo reinvita ad un confronto pubblico su, a detta del candidato sindaco per il centrosinistra: «Tutte le bugie che ha raccontato nel corso dei comizi». E mentre Lembo era in piazza Guerriero ad aprire la campagna elettorale, in località Quadrivio di Campagna c’era proprio Monaco che a carroarmato viaggia per consolidare la carica a Palazzo di Città. «I politici durante la campagna elettorale dicono che tutto va bene, che troveranno. Restituiremo alla città un futuro possibile, una nuova prospettiva. C’è una nuova generazione forte, piena di capacità e competenze. Loro hanno i candidati forti? Noi abbiamo i candidati giusti. Si parla solo del chi sta con chi, ma dei temi chi ne parla? – tuona Lembo – Del riutilizzo degli edifici confiscati alla criminalità organizzata, della sicurezza e di come si affronta questo tema, noi abbiamo previsto una convezione per l’incremento delle forze dell’ordine; manca l’acqua nelle case, molte zone della città soffrono di carenza idrica: vi prometteva nei suoi comizi che ci si poteva fare la doccia in determinate ore del giorno, andate a chiedere alle persone che risiedono nelle zone alte se è così. E’ arrivato il momento della trasformazione che Campagna merita, quella di un centro direzionale di primo rilievo all’interno della Piana del Sele, vanno recuperati gli spazi di civiltà dove possono svilupparsi gli anticorpi per resistere ai tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata sul territorio. Non fatevi imbrogliare, questi vogliono rubarsi altri cinque anni di stipendio, ma noi siamo tanti e cresceremo giorno dopo giorno e non glielo permetteremo. Questa coalizione cambierà Campagna. Usate il voto per il coraggio di cambiare».




“Campagna” elettorale, top&flop dei candidati Sotto tono i grillini

Eugenio Verdini

Candidati e liste in campo, la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale e l’elezione del sindaco è in pieno fermento in città. Scintille soprattutto nei due schieramenti maggiormente accreditati, anche per la presenza di decine di candidati pronti a calamitare consensi ed attenzioni. Meno sfavillante la campagna elettorale, fino a questo momento, del Movimento 5 Stelle, ma probabilmente il tutto è legato anche alla circostanza di avere in campo un’unica lista, quella del movimento a sostegno della candidatura di Virginia Luongo. Andrea Lembo, il candidato uscito dalle primarie del Pd, alla guida di uno schieramento ufficialmente di centrosinistra, dove comunque non manca la presenza di altre aree e di civicità, negli ultimi due giorni ha tenuto altrettanti appuntamenti elettorali. Giovedì sera comizio a Serradarce, una delle frazioni di Campagna; ieri sera nuovo appuntamento, a Galdo, con al fianco alcuni dei candidati delle sue liste. Giovedì scorso, invece, sempre in una delle frazioni di Campagna, ma a Varano, il sindaco in carica, Roberto Monaco, aveva proceduto alla presentazione ufficiale delle sue otto liste. Una presentazione particolarmente attesa, specie dopo che il primo cittadino aveva incassato l’adesione alla sua proposta da alcuni dei big della politica cittadina, a cominciare da Raffaele Naimoli, leader della minoranza nel corso della consiliatura che sta per chiudersi. Insomma, atmosfera classica da campagna elettorale, con gli schieramenti divisi tra chi, come Monaco, porterà all’attenzione di cittadini ed elettori gli obiettivi raggiunti nel corso del mandato amministrativo e le premesse di sviluppo messe in campo. E chi, come nel caso di Andrea Lembo e Virginia Luongo, saranno concentrati nel disegnare ipotesi alternative alla gestione del territorio, con disegni e programmi che guardano ad obiettivi diversi. Sostanzialmente tre campagne elettorali che viaggiano su binari lontani tra di loro, che potrebbero confluire nella stessa stazione quando ci fosse un confronto pubblico tra i candidati, ammesso che si realizzi l’occasione.




Tutte civiche a Campagna, con l’insidia Movimento 5 stelle

Quindici liste, centinaia di aspiranti consiglieri comunali e tre candidati alla carica di sindaco di Campagna: ecco l’offerta elettorale per gli oltre 11mila aventi diritto al voto per il prossimo 10 giugno. Ed ecco anche il calendario degli appuntamenti con gli elettori, aperti ieri sera dal candidato uscito dalle primarie del Pd, Andrea Lembo, che ha avviato la sua campagna elettorale, anche se incontri ed appuntamenti per i tre candidati a sindaco si erano già registrati, seppure in maniera informale, nei giorni scorsi. Il sindaco uscente, Roberto Monaco, sarà sostenuto da ben 8 liste e c’è chi giura che potevano essere anche di più, a testimonianza di un consenso strutturale. Il suo avversario di centrosinistra, Andrea Lemmo, sarà sostenuto da 6 liste, mentre la candidata del Movimento Cinque Stelle, Virginia Luongo, capeggerà la sola lista del movimento, come è nelle tradizioni elettorali dei pentastellati. In ogni caso, a spulciare tra i candidati scesi in campo per la composizione del nuovo Consiglio Comunale, appare evidente che le liste siano state confezionate sfondando i recinti delle appartenenze politiche, con diverse opzioni bypartisan. Più scelte civiche, insomma, che partitiche. Al vaglio degli elettori, come al solito, saranno programmi e credibilità dei candidati. Monaco, Lembo e Luongo hanno abbondantemente anticipato i temi dei loro messaggi all’elettorato, evidentemente rivolgendosi a diverse sensibilità. «La nostra sarà una campagna elettorale particolare, un viaggio con e tra i cittadini, a cui racconteremo quanto realizzato in cinque anni di amministrazione comunale, con i benefici che tutti stanno vedendo giorno dopo giorno», aveva detto nei giorni scorsi il sindaco uscente, Roberto Monaco. Il primo cittadino metterà in campo quanto realizzato nel corso del suo mandato, con i risultati che ha sottolineato spesso, dall’efficientamento energetico ai risparmi per le famiglie, dal successo nella raccolta rifiuti alla crescita culturale della città. Punta invece sull’alternativa Andrea Lembo, con un messaggio chiaro: «Vogliamo consegnare ai cittadini di Campagna la possibilità di voltare pagina e chiudere un capitolo politico che per troppo tempo ha visto sempre gli stessi protagonisti e, purtroppo, sempre gli stessi problemi». Nella partita per l’elezione del nuovo sindaco entra anche il Movimento 5 Stelle, con Virginia Luongo candidata alla carica di primo cittadino, sostenuta dalla lista del movimento. «Abbiamo lavorato con entusiasmo ed impegno per costruire una lista ricca di competenze e personalità rappresentative del territorio – ha spiegato la giovane candidata pentastellata -.La nostra lista è composta da otto uomini ed otto donne con esperienze, competenze ed età differenziate. Il nostro programma elettorale è costituito da cinque macro aree fondamentali che corrispondono ai principali bisogni che i nostri concittadini hanno manifestato».

Eugenio Verdini




Tofalo: «Con Virginia abbiamo premiato chi si è impegnato»

Erika Noschese

Il Movimento 5 Stelle, non cavalca l’onda del successo, non in pieno almeno. In vista delle elezioni del prossimo 10 giugno per il rinnovo del consiglio comunale, infatti, solo Campagna sarà “a 5 stelle”. Tentativo fallito, dunque, a Pellezzano e Pontecagnano nonostante i vari tentativi di dar vita ad una lista e giocarsi anche questa tornata elettorale. A confermarlo è il deputato Angelo Tofalo che, di fatto, smentisce la presenza di una lista già pronta ma non resa nota in attesa dell’ok dei vertici nazionali. «Ci sono stati diversi tentativi, a Pellezzano. Le persone si sono impegnate e hanno fatto un bel lavoro ma forse tardivo, anche in termini di documentazione», ha dichiarato infatti l’onorevole, spiegando di essere stato impegnato con le Politiche che non hanno poi permesso di rispettare le scadenze, nonostante la deroga. «Vorrei essere smentito nelle ultime ore ma so che la documentazione è già stata inviata, come a Campagna e dunque, nessuna sorpesa a Pellezzano». Situazione simile anche a Pontecagnano dove, a detta di Tofalo, ci sarebbe stata una grande mobilitazione, pur non raggiungendo gli obiettivi sperati. «Bisogna premiare chi si impegna per il territorio. A Campagna hanno fatto un lavoro incredibile, parallelamente alle Politiche e l’errore fatto a Pellezzano è che, forse, qualcuno si è fermato sul territorio, nella fase delle politiche». Dunque, solo Campagna proverà a raggiungere lo scranno più alto del Comune con una candidata pentastellata, Virginia Luongo «una donna – sostiene l’onorevole salernitano – veramente in gamba che ha messo in campo una lista forte. Noi abbiamo messo in campo un’unica lista contro una vera e propria armata: da un lato ci sono sei liste, dall’altra sette ma ho sentito che Virginia è molto apprezzata». «Stiamo cercando di crescere con le risorse e abbiamo progetti validi, con il massimo sostegno». Una situazione, quella dei 5 Stelle, che a livello nazionale non è ben definita in virtù di quanto sta accadendo per la formazione del governo. Non temete che possa influire negativamente a livello locale? «A livello locale è l’inverso. Ci accusano di fare i flop a livello locale ma credo che il messaggio che continuiamo a dare è premiare il progetto, con un’unica lista senza candidare parenti e amici». Degni avversari di Virginia Luongo sono Andrea Lembo ed il sindaco uscente Monaco. Chi temete di più? «Temiamo più il fatto che magari le persone non votino il programma ma l’amico, il familiare vista la presenza di tante liste. Mi auguro che i campagnesi possano cambiare registro e non votare le solite liste civetta. di destra e sinistra. Noi abbiamo un programma molto articolato e speriamo di essere premiati». Dunque, tutto pronto a Campagna per affrontare le elezioni del 10 giugni.