Promuovere lo sviluppo regionale attraverso il settore turistico

di Andrea Bignardi

Promuovere lo sviluppo regionale attraverso il settore turistico. È stato questo l’obiettivo della prima edizione della Conferenza dei distretti turistici campani tenutasi ieri presso la stazione Marittima di Salerno. Tutto esaurito per un’iniziativa il cui obiettivo è stato quello di avviare una pianificazione strategica per lo sviluppo turistico della regione Campania, come evidenziato dal presidente dei distretti turistici regionali Enzo Marrazzo. Una programmazione, quella sul turismo, che vedrà l’importante contributo in termini finanziari della Comunità Europea, come evidenziato dall’europarlamentare Andrea Cozzolino. “Bisogna attrezzare una politica comunitaria non più incentrata su piccoli spot ma basata sull’interazione col territorio”, ha affermato l’esponente dem. L’assessore al Turismo Dino Matera, ha invece rivendicato i passi avanti compiuti dalla Regione nel settore. “Siamo progrediti soprattutto per quanto riguarda i trasporti – ha commentato Matera – I distretti rivestono in prospettiva un’importanza ancora maggiore, basti pensare al fatto che in Italia su quarantacinque distretti presenti ventiquattro sono nella nostra regione”. Anche l’ateneo salernitano è stato presente alla manifestazione, nella persona del rettore Vincenzo Loia, che ha commentato: “Il turismo é un settore che traina l’economia. Ciò non significa che non si possa fare di più in termini di valorizzazione – ha affermato il rettore dell’Unisa – È necessario maggior sostegno da parte dello Stato al turismo. L’università sta facendo la sua parte con una maggiore attenzione nell erogazione di corsi di Laurea triennale e magistrale”. “Un successo di pubblico inimmaginabile – ha dichiarato il sindaco di Salerno Enzo Napoli a margine dell’iniziativa, sottolineando la necessità per il capoluogo di assumere un ruolo da protagonista nell’articolazione dei distretti – La nostra città deve saper coniugare i vari punti della rete turistica e non solo soffermarsi su questa o quella struttura”. “Quella dei distretti campani è un’occasione per le nostre imprese, per le agenzie di viaggio, che possono mettere in rete le tante tipicità di cui il mercato internazionale ha fame e che la Campania sa esprimere come nessun altro territorio”, ha poi aggiunto la presidente di Fiavet (Federazione Italiana Agenzie di Viaggio) Ivana Jelinic. La manifestazione, coronata da stand espressione dei differenti territori protagonisti dei distretti, è stata inframmezzata dalla cerimonia di assegnazione del premio Anema e Core agli artisti Peppino Di Capri e Beppe Vessicchio, al segretario nazionale dell’Aci Gerardo Capozza ed all’imprenditore Paolo Scudieri. “La Campania è un qualcosa di unico nel mondo – ha commentato Di Capri, che al termine della premiazione si è soffermato a scattare selfie con tantissimi fan dai capelli brizzolati – Iniziative come questa fanno capire che chi è dall’altra parte del mondo deve assolutamente venirci a visitare”.




Simone Valiante: «Comanda e decide sempre De Luca. Nel Pd non hanno avuto coraggio»

di Andrea Pellegrino

«A Salerno con De Luca ha prevalso il modello del “comando io e decido io” e il Pd romano non ha avuto coraggio». Simone Valiante, già deputato del Partito Democratico, a liste chiuse commenta le prossime elezioni europee. Lui aveva offerto la propria disponibilità (non raccolta dal Pd) alla candidatura, dopo la clamorosa esclusione dalla lista del Partito Democratico alle scorse elezioni politiche del 4 marzo. Per ora Valiante si dedicherà ad un nuovo progetto professionale in attesa di sviluppi politici. Onorevole Valiante, si avvicinano le elezioni europee…«Un appuntamento cruciale per il futuro dell’Europa. Per chi, come me, viene dalla “generazione Erasmus” vede dinanzi a sé una grande incompiuta ma continua a credere nel progetto degli Stati Uniti d’Europa». Passiamo al Partito Democratico e alle sue liste…«Le liste del Pd sono fatte da nomi rispettabilissimi ma francamente non mi appassionano, anche perché non ho ancora capito, in questo momento di grande confusione della politica italiana e di oggettiva difficoltà delle forze di Governo, quale è l’alternativa che mette in capo il Pd e quale progetto di Paese ha in testa». A proposito di liste, lei mesi fa ha offerto la sua candidatura. Offerta non raccolta…«Sulla mia candidatura ho detto abbastanza. A Salerno con De Luca ha prevalso il modello “comando io e decido io” e questo famigerato “partito romano”non ha avuto il tempo o forse il coraggio di qualche scelta innovativa. C’è poi una grande disorganizzazione di fondo. Basti pensare che l’area politica del segretario politico nazionale di fatto non esiste e non ha espresso candidature organizzate, ma fatti occasionali come la giusta riconferma di Andrea Cozzolino e la candidatura voluta dal Pd salernitano di Anna Petrone. Il risultato finale sarà l’elezione di qualche renziano ortodosso della prima e dell’assessore regionale della giunta De Luca. Nulla di male, nel caso di specie persone rispettabilissime, ma assolutamente nulla di nuovo. Ma soprattutto qual è il progetto di Europa, di Campania, di classe dirigente che questo partito immagina per il futuro? Non ho sentito una parola. Vedremo quello che dirà Zingaretti il 29 aprile a Napoli. Ma la questione interessa a pochi, pare. Il Pd, nonostante tutto, so che andrà meglio del previsto. Certo, mi sembra troppo poco per tornare a governare l’Italia è guardare al futuro con una nuova prospettiva. Forse, però, anche questo interessa a pochi. Nessuno si illuda però, il test amministrativo da qui al prossimo anno disegnerà la nuova Italia e su quello si misurerà la tenuta del Pd, non certo sul dato delle Europee. E mi pare che stiamo molto indietro». Progetti per il futuro? «Oggi più che mai serve lavorare ad un progetto di territorio valido. Nel frattempo fino al 27 maggio mi dedicherò in “dolce esilio” al mio lavoro pugliese».




Europee: il Partito Democratico salernitano schiera Petrone e Roberti

Sono due i salernitani che correranno per il PD alle elezioni europee per la circoscrizione sud Italia: Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia e antiterrosimo e assessore della giunta De Luca con delega, tra le altre, alla sicurezza, e Anna Petrone, ex consigliere regionale del Pd e alla sua seconda candidatura a Strasburgo e Bruxelles, che questa volta compete per la vittoria. Ecco tutti nomi della lista “Partito Democratico. Siamo europei” per l’Italia meridionale: Franco Roberti, Giuseppina (Pina) Picierno, Andrea Cozzolino, Elena Gentile, Giosi Ferrandino, Gerarda Ballo, Nicola Brienza, Caterina Cerroni , Nicola Caputo, Lucia Nucera, Franco Iacucci, Nanna Marra, Massimo Paolucci, Leila Keichoud, Eduardo Piccirilli, Anna Petrone, Ivan Stomeo, Mariella Verdoliva.




Europee, Pd, tutto come previsto: ecco Roberti, Petrone e gli uscenti. Paolucci torna alla casa madre, Conte pronto a seguirlo

di Andrea Pellegrino

E’ pronta la lista del Partito democratico per la circoscrizione meridionale (che raggruppa le regioni Campania,Puglia, Abruzzo, Basilicata e Molise) per le Europee del 26 maggio. Sono stati definiti i diciotto candidati del Pd. Capolista, così come annunciato da Nicola Zingaretti, sarà l’ex procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, attuale assessore regionale alla sicurezza della giunta De Luca. Segue Pina Picierno, renziana, eurodeputata uscente. Così come Andrea Cozzolino che tenta di restare a Bruxelles. Tra i campani confermato Giosi Ferrandino, uscente e già sindaco di Ischia. E’ subentrato al Parlamento Europeo a Gianni Pittella, eletto in Senato. Stessa conferma per Nicola Caputo, casertano e sostenuto dalla pattuglia deluchiana. Unica salernitana, così come annunciato nei giorni scorsi, è Anna Petrone, già consigliere regionale del Partito Democratico. C’è anche Massimo Paolucci, uscente, transitato in Mdp all’epoca della scissione con Matteo Renzi. Una presenza che avrebbe fatto storcere il naso all’ex premier e al gruppo renziano che si sono astenuti sulle liste. Paolucci che tra l’altro sarà lunedì (ore 17,30 al bar Moka) a Salerno per presentare il suo libro “Un sognodi sinistra. Tra Europa e Mezzogiorno”. Con lui ci saranno il consigliere comunale di Salerno, Antonio D’Alessio, il professore Carmine Pinto e l’ex ministro Carmelo Conte. A coordinare i lavori sarà invece la deputata di Leu, Michela Rostan. Tra l’altro, la presenza di Paolucci apre la strada di ritorno al Pd anche al deputato salernitano di Leu Federico Conte, promotore dell’iniziativa di lunedì alla sala Moka di Salerno. Astensione del gruppo Lotti – Guerini e Giachetti (di cui fa parte anche il salernitano Piero De Luca) alle liste proposte da Nicola Zingaretti che non ha incassato, però, nessun voto contrario. «Pieno sostegno a Zingaretti – dice Tino Iannuzzi, membro della direzione nazionale del Pd – per il suo stile di dialogo e confronto, rispetto per tutte le posizioni dentro il partito, per lo sforzo di ricostruire una comunità. Le liste sono qualificate ed aperte e vanno nella giusta direzione di costruire uno schieramento aperto ed inclusivo, capace di dare voce ad esperienze e sensibilità diverse, con capilista autorevoli. Occorre prestare grande attenzione al mondo delle partite Iva, del lavoro autonomo, dei giovani professionisti, al mondo cattolico, ai temi della sostenibilità ambientale e della Green economy, del Mezzogiorno con la difesa ferma dell’unità nazionale e la giusta opposizione a scellerati disegni di regionalismo differenziato».




Pagani. Venerdì l’eurodeputato Andrea Cozzolino incontra i suoi sostenitori

L’eurodeputato napoletano del Partito Democratico Andrea Cozzolino sarà ospite nella città di S. Alfonso venerdì sera, alle 19, presso una nota struttura ricreativa della città. Una visita fortemente voluta dal politico napoletano che vuole così salutare i suoi sostenitori paganesi dopo la bella affermazione avuta nelle scorse primarie per la scelta del candidato governatore della coalizione di centrosinistra che sfiderà Caldoro nella prossima scadenza di maggio. Andrea Cozzolino aveva già espresso belle parole per il lavoro svolto sul territorio dai suoi sostenitori, un lavoro di rinnovamento e di apertura che ha così permesso che le primarie, nella città di S. Alfonso, si svolgessero in un clima privo di condizionamenti.




Primarie Pd: a Battipaglia vince De Luca con 658 preferenze

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Battipaglia è con Vincenzo De Luca. Nella città del Tusciano, infatti, l’ex-sindaco di Salerno ha ottenuto ben 658 preferenze; si è fermato a 207 voti, invece, l’eurodeputato Andrea Cozzolino; una fetta irrisoria di 10 crocette, poi, per il socialista Marco Di Lello; gli scrutatori dem, poi, hanno annullato due schede.

877 battipagliesi hanno varcato le soglie dei quattro seggi allestiti in città: nella prima cabina elettorale, in via Silvio Pellico, 227 voti sono andati all’ex-primo cittadino di Salerno, 57 al parlamentare europeo e una preferenza per il coordinatore nazionale del PSI; nel secondo seggio, nei garage dell’associazione “Il Quartiere”, a via Olevano, 202 preferenze se l’è aggiudicate De Luca e 58 Cozzolino; nella quarta cabina, collocata all’interno dell’hotel “Belvedere”, 135 preferenze per l’amministratore salernitano, 31 per il deputato di Strasburgo e 5 per Di Lello.

Singolare, invece, s’è rivelato il caso del terzo seggio elettorale, all’interno del centro congressi “San Luca”, dove Andrea Cozzolino aveva incontrato i suoi alla vigilia del voto, e dove i consensi ottenuti dall’europarlamentare si son rilevati sensibilmente più ampi: qui, infatti, il deputato di Strasburgo ha ottenuto 64 preferenze, riuscendo a oltrepassare la percentuale del 35%, pur non raggiungendo De Luca, che s’è aggiudicato 91 voti; 4 crocette per Di Lello.

Non sono riusciti, dunque, a scalfire il pacchetto voti dell’ex-primo cittadino di Salerno – che ha ottenuto una percentuale superiore al 75% – i democrat della minoranza battipagliese: Angelo Reggente e i suoi, infatti, avevano deciso nelle ultime ore di supportare Andrea Cozzolino. Il boccone più amaro l’ha dovuto ingoiare di certo Egidio Mirra, ex-consigliere comunale, che in città era stato lo sponsor principale dell’europarlamentare. Più soddisfatta, invece, la maggioranza: il segretario cittadino Davide Bruno, che, pur lasciando libertà di scelta ai suoi, aveva scelto di sostenere l’ex-sindaco del capoluogo salernitano. «Si tratta di un grandissimo risultato – ha dichiarato il coordinatore locale ai nostri taccuini – che dimostra come con un’organizzazione completamente nuova rispetto al passato si possa avere un’ottima partecipazione da parte del territorio».

 




Cozzolino: «Riporteremo questa provincia in Campania»

 

di Carmine LANDI


BATTIPAGLIA. 
Alla vigilia delle fatidiche primarie del centrosinistra, Andrea Cozzolino approda a Battipaglia. Ieri pomeriggio, l’eurodeputato è stato accolto dai fedelissimi della Piana del Sele e dei Picentini all’interno di una delle sale del Centro Congressi “San Luca”.

La campagna elettorale del parlamentare europeo, dunque, tocca in extremis uno dei territori più delicati dell’intera provincia di Salerno: «la crisi di questi anni – ha dichiarato Cozzolino – ha avuto un effetto particolare a Battipaglia, intaccando sensibilmente il tessuto industriale cittadino e colpendo l’universo occupazionale del comune della Piana del Sele».

L’eurodeputato sottolinea più volte la volontà di creare un legame particolare con il territorio attraversato dal Tusciano, inquadrando il tutto in un declamato desiderio di ricollocare il Salernitano nelle più importanti sfere della politica campana: «conto molto – ha spiegato Cozzolino – sul risultato che domani otterremo a Salerno, e in particolare sugli esiti che verranno fuori dalla provincia salernitana, che è un territorio con specificità straordinarie, in cui, però, talvolta sembra tutto compresso».

Le parole del dem, in effetti, sembrano avere quasi una carica motivazionale: «non siete voi che avete bisogno della Regione Campania – ha affermato l’europarlamentare – ma è la Regione Campania che ha bisogno di voi, e a chi da Salerno ci accusa di voler inaugurare una nuova stagione di sconfitte, rispondiamo che, al contrario, è nostra intenzione fare di tutto per riportare questa provincia in Campania».

Cozzolino, però, non parla esclusivamente ai battipagliesi e ai salernitani, ma approfitta dell’appuntamento del San Luca per chiarire meglio le finalità della sua politica: «a livello nazionale – ha dichiarato l’eurodeputato – stiamo assistendo a dei fenomeni che paiono voler riaccendere in noi qualche speranza per uscire dalla crisi; in una fase tanto delicata, dunque, il nostro compito è di lavorare affinché la Regione Campania ci consenta di aggrapparci a questo possibile spiraglio».

Speranza che, a parer dell’europarlamentare, Caldoro non sarebbe mai riuscito a donare ai campani: «a maggio – ha esemplificato Cozzolino – ci sarà l’Expo, ma Caldoro, non avendo elaborato alcun programma a riguardo, sta perdendo l’occasione di creare un ponte tra l’importante manifestazione e la Campania, impedendo alla nostra regione, di conseguenza, di assurgere a un importante posizione in una kermesse internazionale che rappresenta un’opportunità che non avremo mai più».

«All’indomani del 10 maggio (probabile Election dayNdA) – ha proseguito l’eurodeputato – vogliamo venire in soccorso del mondo del lavoro, facendo in modo che le forze del nostro territorio possano interloquire con la Regione Campania, e in tutto ciò sarà basilare l’utilizzo dei fondi strutturali». Proprio sulla questione delle risorse mai spese, Cozzolino punta ulteriormente il dito contro l’amministrazione Caldoro: «l’attuale governatore ci ha portato a fare quello che non era mai successo né con Grasso, né con Rastrelli e né con Bassolino, dal momento che dovremo restituire due miliardi di risorse comunitarie all’Europa. Questo non dovrà accadere mai più, ed è una sfida decisiva che voglio fare mia».

L’ex-ds, inoltre, parla di esigenze di rinnovamento: «non stiamo affidando a un “uomo solo al comando” il futuro della Campania, ma ad un team che possa rivelarsi in grado di rinnovare la Campania scommettendo su un cambio di verso nei trasporti, nelle politiche ambientali, nella ricerca e negli investimenti. In tal senso, sarà un sfida dura il governo della provincia di Salerno: ad esempio, il centrosinistra provinciale avrebbe potuto evitare di fare centinaia di nomine in così poco tempo».

Parlando di squadra, è proprio ai suoi che Cozzolino muove le ultime raccomandazioni: «la forza della nostra candidatura è fisica, e si avverte nell’aumento di consensi che sto provando nelle centinaia di comuni che sto toccando; proprio per questo, domanivi chiedo di dare una prova straordinaria di responsabilità, di coesione, e di partecipazione popolare e democratica, perché domani ci guarda l’Italia intera, e noi dobbiamo dimostrare che qui non ci sono anomalie; preferisco un risultato negativo purché sia frutto del voto reale dei cittadini e non della furbizia, e questo dipende da ognuno di voi».

 

DALL’EURODEPUTATO ANCHE ANNUNZIATA, VALIANTE E RUSSOMANDO

Valiante - Cozzolino - Russomando 1A fare gli onori di casa c’erano Egidio Mirra, ex-consigliere comunale, che in città rappresenta il più fervido tra i sostenitori dell’eurodeputato, e Luca Lascaleia, ex-segretario cittadino, ora responsabile dei rapporti istituzionali all’interno della segreteria provinciale. Ha partecipato all’evento anche l’attuale coordinatore cittadino dei dem, Davide Bruno, che ha lasciato libertà di scelta ai suoi: tuttavia, pare che, nonostante la presenza del numero uno cittadino, il segretario e la maggioranza siano intenzionati a dare il proprio sostegno all’ex-sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Presente, ovviamente, anche l’opposizione in- terna della sezione cittadina, che, timonata da Angelo Reggente, voterà Cozzolino: tra di loro, figurava anche l’ex-vicesindaco, Vincenzo Tancredi. Oltre a Mirra, era presente e voterà l’eurodeputato anche Salvatore Anzalone, braccio destro dell’ex-sindaco Giovanni Santomauro. Hanno preso parte all’incontro anche democrat che in passato hanno seduto al tavolo consiliare con altre casacche: c’erano, infatti, gli ex-consiglieri comunali Antonio Guerra (ex-Udc) e Michele Milano (ex-Forza Italia). Presente anche Vincenzo Pedace, ex segretario provinciale dei Giovani democratici.

Al centro San Luca c’erano anche Emilia Longobardi, della segreteria regionale del Pd, Sergio Annunziata, vicesindaco di Atena Lucana, Marco Cucurachi, membro democrat dell’assise consiliare di Scafati, Gennaro Fiume, consigliere comunale del Pd a Contursi Terme, Gigetto Maiorano, ex-consigliere dem del comune di Bellizzi, Pasquale Cetta, capogruppo consiliare del Pd di Capaccio, e qualche altro fedelissimo di Olevano sul Tusciano e di Albanella. Accanto a Cozzolino, naturalmente, sedevano il deputato cilentano Simone Valiante che ha serra- to i suoi attorno all’europarlamentare, e il primo cittadino di Giffoni Valle Piana, Paolo Russomando.




Il Pd si spacca: è guerra tra Bruno e Reggente

 

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Guerra in casa dem. L’ultima riunione della direzione cittadina del Partito democratico, che s’è tenuta lunedì scorso, ha sancito ufficialmente la spaccatura tra la maggioranza, guidata dal segretario Davide Bruno, e la minoranza, timonata da Angelo Reggente.

Il casus belli, a seguito del quale sono figurativamente volati gli stracci all’interno della nuova sede di via Domodossola, riguarda l’annosa quaestio della depurazione battipagliese: Francesco Gatto e altri ragazzi dell’area bruniana, infatti, hanno predisposto, col consenso del segretario, un documento sui depuratori incontrandosi in sezione per diversi giovedì. La minoranza del partito, a quel punto, ha manifestato il proprio disappunto per essersi ritrovata dinanzi un carteggio elaborato al di fuori dei tavoli di concertazione interni al partito; il segretario, allora, ha fatto capire che la scelta di realizzare dei progetti in separata sede trae origini dai continui veti dei competitor interni a fronte di ogni proposta della maggioranza.

Il busillis, a quel punto, ha semplicemente fatto traboccare un vaso – quello dei malumori della maggioranza dell’era in cui il segretario era Luca Lascaleia – già stracolmo: Bruno, infatti, è stato accusato di aver reso negligente il partito; il coordinatore renziano, allora, ha fatto notare di aver mosso diversi inviti al dialogo all’attuale minoranza, senza però riuscire a cogliere alcun riscontro positivo.

«Il Pd di Battipaglia – ha dichiarato Reggente attraverso un post su Facebook –  è un non-partito, dal momento che, se si dovesse votare oggi, sarebbe più che probabile non vedere nella competizione la lista del PD: anche questa sera la maggioranza non è riuscita a garantire il numero legale».

Sul caso del discusso documento, inoltre, il leader della minoranza ha scritto parole molto dure: «stasera si è capito ancora una volta che le iniziative che prende il partito oramai vengono decise altrove, poiché, pur non vedendosi per mesi interi, si arriva alle riunioni con documenti scritti da altri ed in altre sedi. Come disse un famoso presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, “io non ci sto” a far gestire e piegare l’autorevolezza del PD agli interessi ed alle vendette di pochi noti che hanno già dimostrato alla città il proprio “valore”».

Ai nostri taccuini, poi, Reggente ha motivato in maniera più dettagliata le dichiarazioni che spaccano il Pd: «al momento, il nostro partito non è in grado di proporre alcuna discussione alla cittadinanza, avendo promosso soltanto una manifestazione nel giro degli ultimi 7 mesi».

Al capo dell’opposizione interna, inoltre, non sono andate giù le modalità con cui, nelle ultime settimane, il partito s’è interfacciato con la triade commissariale, composta da Gerlando Iorio, Ada Ferrara e Carlo Picone, che regge le sorti dell’azione di governo in città: all’incirca un mese e mezzo fa, infatti, all’interno della direzione, si propose la preparazione di un carteggio di interrogazione ai commissari circa il futuro della gestione dell’istituto che ospitò la scuola “E. De Amiciis” e le eventuali possibilità di dissesto, riguardo alle quali s’è parlato a lungo in città negli ultimi mesi. «In quell’occasione – racconta Reggente – stabilimmo che a interloquire con Iorio sarebbe andata esclusivamente la maggioranza, pur portando con sé un documento elaborato dal partito; ieri, però, abbiamo saputo che Bruno ha già incontrato i commissari senza aver preparato il foglio di cui s’era parlato».

Il grosso della polemica in casa dem, ad ogni modo, si gioca attorno al caso relativo a Emilio Guerra, il membro del direttivo locale che è finito in arresto dopo l’accusa di esser coinvolto, attraverso la sua “G.Service”, nello scandalo, parallelo alla grande inchiesta su Mafia Capitale, relativo al traffico illecito di abiti usati – raccolti nei comuni della zona e destinati al riciclaggio – nell’Africa del nord: «lo statuto del Pd – spiega il leader della minoranza – parla chiaro: una persona va sospesa dal partito. Eppure, non abbiamo condiviso la scelta di convocare un direttivo dal mattino alla sera per decidere riguardo a una sospensione che non rientra nelle nostre competenze, bensì tra le prerogative della commissione di garanzia provinciale; inoltre, Emilio partecipava alle nostre riunioni fino alla sera prima, e affrontare, non appena accaduta, una vicenda simile, che, tra l’altro, non c’entra nulla con la politica, in presenza della moglie (Luisa Faruolo, moglie di Guerra, fa parte della direzione del pd, nda) testimonia umanamente un’indicibile assenza di tatto».

Angelo Reggente buona
SI VA ALLE ARMI ALLA VIGILIA DELLE REGIONALI. “Giochiamo a fare la guerra?”: il Partito democratico di questi giorni ricorda tanto le piazzette e i giardinetti in cui, da bambini, ci si riuniva per divertirsi a interpretare dei militari in erba, pronti a impugnare rami secchi raccolti in qualche aiuola alla stregua di potenti fucili a canna mozza. D’altronde, lo disse l’ex-segretario cittadino, Luca Lascaleia, durante l’ultima conferenza da coordinatore cittadino, lo scorso 10 luglio: «il Pd è nato nel 2007, quindi, se fosse un essere umano, oggi sarebbe un bambino di 7 anni».

Tante volte, però, i bambini dimostrano un livello di maturità superiore a quello di qualche adulto: vale lo stesso per il Partito democratico di Battipaglia?

Domenica prossima, in Campania, il partito più forte d’Italia ospiterà nelle proprie sedi tutti i cittadini intenzionati a partecipare alle primarie per eleggere il candidato governatore che correrà contro Stefano Caldoro per ottenere lo scranno di governatore della Regione: con quale appeal i dem battipagliesi, bruniani o reggentiani che siano, inviteranno i concittadini a sborsare 2 euro e a varcare le soglie dei quattro seggi per designare uno tra Vincenzo De Luca, Andrea Cozzolino, Gennaro Migliore, Marco Di Lello e Aniello Di Nardo?

A Salerno, l’ex-sindaco ha ordinato la partecipazione di almeno 15mila persone, e non si sa se stia parlando dei seggi per le le primarie di domenica o degli spalti dell’Arechi in occasione del big match del sabato successivo tra Salernitana e Benevento.

E a Battipaglia? In città non si sa neppure per chi voteranno i membri del direttivo locale, ché ora contarsene quattro richiede maggiore – e, evidentemente, maggiormente necessario – impegno rispetto alla scelta di un candidato.

Lo si sapeva fin dal congresso sezionale del 12 luglio – quando Bruno ebbe la meglio su Reggente per soli due voti (146 a 144) – che le due anime più influenti del centrosinistra battipagliese non sarebbero mai andate d’accordo; approdare a qualcosa di molto simile a una pubblica resa dei conti a poco meno di una settimana da uno dei momenti più delicati di sempre per i dem campani, però, è fin troppo masochistico anche per il Pd.

«Siamo convinti – ha dichiarato Lascaleia, nelle vesti di responsabile dei rapporti istituzionali del Pd provinciale, con una nota stampa – che anche nella nostra città sarà forte la partecipazione e il sostegno al PD e al centrosinistra per ridare voce da Battipaglia alla Campania migliore , per ricostruire nella città un futuro possibile per la nostra generazione»

 




Resa dei conti nel Pd campano

di Andrea Pellegrino

Si rischia di arrivare alla conta e alla resa dei conti. E si rischia anche di far saltare la segretaria regionale Assunta Tartaglione dal suo incarico. A quanto pare ieri si è avviata una raccolta di firme per convocare l’assemblea regionale del Partito democratico con all’ordine del giorno la questione delle primarie. Un atto, compiuto alle spalle della stessa Assunta Tartaglione, e che di fatto, se andrà in porto, metterà in minoranza la segreteria regionale, costretta così alle dimissioni. Il gioco è sui numeri: si cerca almeno il 51 per cento, poi in assemblea, per annullare le primarie fissate per l’11 gennaio, occorrerà il 60 per cento, così come da statuto. Ma nulla è ancora ufficiale. L’unica cosa certa è che c’è chi trama alle spalle di una segreteria ormai indebolita su tutti i fronti e non più capace di condurre questa delicata fase politica. Con l’obiettivo principale di fermare la corsa del sindaco di Salerno. A muovere i fili sarebbero Francesco Nicodemo e Lello Topo. Ago della bilancia dovrebbe essere il consigliere regionale Mario Casillo, ieri in compagnia di Vincenzo De Luca a Marigliano, all’incontro promosso dall’ex senatore Udeur Tommaso Barbato. Casillo dovrebbe essere uno dei fedelissimi della Tartaglione, che sostanzialmente spingerebbe per le primarie dell’11 gennaio, sostenendo la tesi del sindaco di Salerno. Di tutt’altra opinione l’area della Fonderia che vorrebbe mettere in campo Gennaro Migliore come candidato unitario, o mal che vada di maggioranza del Pd. Poi c’è Andrea Cozzolino che conduce la sua campagna elettorale per le primarie regionali e forse con il passare del tempo spera che queste si possano svolgere. L’eurodeputato Pd pare stia prendendo terreno. Ultima intesa quella con Giosy Ferrandino (sindaco di Ischia) che potrebbe prendere il suo posto a Bruxelles in caso di vittoria alle primarie. Cozzolino, infatti, avrebbe assicurato la sua presenza anche dai banchi d’opposizione in Consiglio regionale. Tempo scaduto per Michele Grimaldi che non risparmia accuse ai vertici regionali. Tra l’altro l’esponente di Scafati pare sia in rotta con Cozzolino, dopo aver appreso di accordi tra l’eurodeputato e alcuni ex cosentiniani a Caserta. «Apprendo – dice Grimaldi – che in queste ore alcuni autorevoli esponenti del Pd campano si starebbero attivando per raccogliere firme con l’obiettivo di sfiduciare il segretario regionale Assunta Tartaglione. Rimango convinto che in troppi confusero il congresso regionale del Pd con le primarie per la scelta del candidato alla Presidenza della Regione. E che quegli stessi troppi, oggi, perseverando nella miopia e nel tatticismo da vecchia politica, stiano confondendo la scelta del candidato alla presidenza della Regione con il congresso del partito. Il Pd – aggiunge – dovrebbe in queste ore parlare e discutere di programmi, idee, proposte. Soprattutto dopo i cinque anni di disastri della Giunta Caldoro». Vincenzo De Luca, invece, in serata è tornato all’attacco: «Perché si continuano a dire stupidaggini? Gli organismi dirigenti hanno stabilito la data dell’11 gennaio e quindi si andrà a votare l’11 gennaio, punto e basta. Perché continuare a rincorrere chiacchiere a ruota libera e a fare confusione? E’ evidente che c’è qualcuno che ha paura di De Luca, perché De Luca significa voltare pagina, significa dare una prova di efficienza amministrativa come quella che abbiamo dimostrato a Salerno».