Il M5S per la prima volta in consiglio comunale: “Napoli deve dimettersi”

di Erika Noschese

E’ il Movimento 5 Stelle la vera novità di questo consiglio comunale. I pentastellati, per la prima volta, fanno il loro ingresso ufficiale a Palazzo di Città. A sostegno della candidatura a sindaco della dirigente scolastica Elisabetta Barone, i 5 Stelle hanno portato a Palazzo Guerra due consiglieri: Claudia Pecoraro e Catello Lambiase. E ieri, in occasione della proclamazione degli eletti, tra i presenti c’era anche il senatore Andrea Cioffi che parla di “grande soddisfazione”, pur chiedendo ancora le dimissioni del sindaco Vincenzo Napoli.

Il Movimento 5 Stelle entra per la prima volta a Palazzo di Città…

“Da questo punto di vista è una grande soddisfazione, abbiamo per tanti anni lavorato, combattuto fin dal 2011 e ora vedere che due componenti del Movimento sono entrati in consiglio comunale è un bel segnale; da questo punto di vista sono molto contento. Da un altro punto di vista, spero che questo consiglio comunale duri il meno possibile”.

A proposito di questo, è ancora in corso l’inchiesta della Procura di Salerno sui presunti appalti truccati. I lavoratori delle cooperative sociali sono stati licenziati e va avanti la loro mobilitazione, sotto i portici di Palazzo di Città me nel frattempo Salerno sembra quasi una città immobile…

“Salerno è una città immobile ma il problema non è tanto l’inchiesta della Procura quanto il disvelo di questo sistema che crea un incredibile e potentissimo vulnus di carattere politico. La condanna che esce fuori da parte dei cittadini onesti e non della magistratura è così rilevante che è il motivo per il quale continuiamo ancora oggi, a maggior ragione, a chiedere al sindaco Napoli di dimettersi. È opportuno che quel sistema venga disvelato in tutti i suoi aspetti. Alcune persone dicono che il sindaco Napoli è una brava persona, non lo metto assolutamente in dubbio e proprio perché queste persone sostengono ciò, il primo cittadino dovrebbe dimettersi per salvare la sua faccia e non quella di persone che sono dietro di lui”.

A breve il primo consiglio comunale, cosa si aspetta dai consiglieri del Movimento 5 Stelle?

“Sicuramente un’opposizione molto dura, netta, chiara. Faremo delle proposte, nell’interesse collettivo sui quali speriamo possano convergere anche i consiglieri eletti in maggioranza e lo stesso sindaco Napoli che si sentono persone con un orgoglio e una dignità, sono convinto che ce ne sono. E se dovessero arrivare proposte fattive e concrete dalla maggioranza saremo pronti a votarle ma l’opposizione sarà dura e senza sconti”.

 

La storia del M5S in città

E’ il 2011 quando Andrea Cioffi si candida sindaco per il Movimento 5 Stelle. Per Cioffi solo 1.676 e con l’1.86% delle preferenze non riesce a superare la soglia di sbarramento per entrare in consiglio comunale. Da allora, di strada ne è stata fatta, tanto per Cioffi quanto per il Movimento. Il salernitano è infatti entrato in parlamento mentre i 5 Stelle continuano la loro strada, macinando anche successi.

“Da qualche ora (ieri per chi legge ndr) c’è stata la proclamazione ufficiale del nuovo consiglio comunale”, ha dichiarato invece Angelo Tofalo, deputato salernitano, dopo la proclamazione dei consiglieri eletti. “Il MoVimento 5 Stelle per la prima volta sarà presente nell’assise comunale salernitana e si impegna a mantenere gli impegni presi con gli elettori durante la campagna elettorale: saremo una opposizione inflessibile tutta volta alla difesa del bene pubblico ed al miglioramento della qualità della vita dei cittadini salernitani”, ha poi aggiunto Tofalo.

 

Claudia Pecoraro: “Io sarò la sentinella di legalità e trasparenza all’interno di questo consiglio”

“Farò di tutto per essere la sentinella di legalità e trasparenza all’interno di questa Consulta municipale”. Parla così Claudia Pecoraro, a margine della proclamazione degli eletti al Comune di Salerno. Il Movimento 5 stelle per la prima volta sarà presente nell’assise comunale salernitana e, ha aggiunto la consigliera d’opposizione, “si impegna a mantenere gli impegni presi con gli elettori durante la campagna elettorale: saremo una opposizione inflessibile tutta volta alla difesa del bene pubblico ed al miglioramento della qualità della vita dei cittadini salernitani”. Su Palazzo di Città pende ancora l’inchiesta della Procura di Salerno sui presunti appalti truccati: “Ci tengo a dire che l’obiettivo che il M5S si era dato di ricostruzione delle basi sul territorio è oggi ufficialmente iniziato, ricostruire una percezione sul tessuto sociale di contatto con la cittadinanza che era mancato, anche all’interno del Movimento stesso – ha detto la Pecoraro – La tegola dell’inchiesta è pesante, in questo momento. E’ importante l’insediamento del consiglio comunale perchè è l’organo di democrazia partecipata della città, a presidio della legalità e della trasparenza ed è esattamente ciò che vorrei essere in questo consiglio comunale: io voglio essere sentinella per portare verità e trasparenza su tutti gli atti che saranno prodotti”.

 

Il consigliere Catello Lambiase: “Il mio impegno tra disciplina e responsabilità per la città”

“Il mio impegno da consigliere tra disciplina e responsabilità al fianco dei cittadini salernitani”. Lo ha dichiarato il consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle Catello Lambiase durante la proclamazione degli eletti al Comune di Salerno. “E’ con grande emozione che apprendo l’ufficialità della nomina a consigliere comunale: da oggi avrò la possibilità di rappresentare i cittadini salernitani che, con il loro voto, mi hanno affidato un compito così importante: portare le loro istanze nell’organo della massima espressione democratica di Salerno. Vivo questo compito come un grande onore – ha dichiarato il consigliere comunale Catello Lambiase in quota Movimento 5 Stelle, durante la cerimonia di proclamazione di questa mattina a Palazzo di Città –  ma allo stesso con grande senso di responsabilità: l’impegno che profondero’ nel portare a termine gli impegni presi in campagna elettorale sarà lo stesso che ha contraddistinto il mio percorso di vita ed il lavoro di medico. Lo perseguirò con la disciplina e l’onore che merita l’espletamento di ogni carica pubblica”.

 

 




I giallorossi incamminano l’Italia a grandi passi verso il Conte bis

di Andrea Bignardi

Si va verso il governo Conte bis. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo l’interminabile giornata di consultazioni al Quirinale, ha convocato per stamani alle 9.30 il presidente del consiglio uscente che guiderà anche il prossimo esecutivo giallorosso. L’intesa tra Partito Democratico e 5 Stelle, almeno in linea di massima, è venuta fuori nel corso della giornata di ieri, dopo una lunga serie di trattative iniziate già nello scorso fine settimana. La svolta decisiva è stata rappresentata dal responso della direzione del Pd tenutasi ieri mattina, che con una standing ovation (eccezion fatta per Boschi e Orfini) ha accolto la decisione del segretario Nicola Zingaretti di far assumere proprio a Giuseppe Conte la guida della nuova “creatura” giallorossa. Ed è proprio il baricentro molto spostato a sinistra del nuovo esecutivo a preoccupare gli esponenti del centrodestra, che hanno manifestato al presidente Sergio Mattarella la loro contrarietà al governo Conte Bis; su tutti il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi che ha manifestato “preoccupazione” per il “pericoloso scenario che sta delineandosi” evocando la necessità di “ridare parola agli italiani”. Ovviamente anche il leader della Lega e capo del Viminale uscente Matteo Salvini, grande sconfitto della rideterminazione degli equilibri parlamentari, ha espresso piena contrarietà al governo giallorosso schierandosi per il ritorno alle urne. “L’unica cosa che accomuna Pd e Cinque Stelle e l’odio contro la Lega”, ha affermato il ministro dell’Interno uscente. La convergenza tra dem e grillini non ha però lasciato “indenni” le delegazioni dei partiti. L’ex ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda ha infatti annunciato le sue dimissioni dal gruppo parlamentare del Pd proprio in seguito all’ ufficializzazione del supporto del suo partito ad un Conte bis. Domani sarà una giornata importante, in cui dovrebbe vedere la luce la squadra di governo, e non poco rilevante sarà il dibattito tra le due nuove orze della maggioranza, con il Pd che punterà alla conquista della carica di vicepremier e di alcuni ministeri chiave, in primis Esteri ed Economia. L’entusiasmo delle forze politiche del “nuovo” centrosinistra è stato però subitopiena contrarietà al governo giallorosso schierandosi per il ritorno alle urne. “L’unica cosa che accomuna Pd e Cinque Stelle e l’odio contro la Lega”, ha affermato il ministro dell’Interno uscente. La convergenza tra dem e grillini non ha però lasciato “indenni” le delegazioni dei partiti. L’ex ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda ha infatti annunciato le sue dimissioni dal gruppo parlamentare del Pd proprio in seguito all’ ufficializzazione del supporto del suo partito ad un Conte bis. Domani sarà una giornata importante, in cui dovrebbe vedere la luce la squadra di governo, e non poco rilevante sarà il dibattito tra le due nuove orze della maggioranza, con il Pd che punterà alla conquista della carica di vicepremier e di alcuni ministeri chiave, in primis Esteri ed Economia. L’entusiasmo delle forze politiche del “nuovo” centrosinistra è stato però subito stroncato da una dichiarazione netta di Beppe Grillo, fondatore del Movimento 5 Stelle, che ha rifiutato l’ipotesi della partecipazione del Movimento ad una scientifica «spartizione» delle cariche del nuovo esecutivo, lasciando non pochi dubbi sull’evoluzione dello scenario politico. «Oggi – ha dichiarato Grillo – è l’occasione di dimostrare a noi stessi ed agli altri che le poltrone non c’entrano nulla: i ministri vanno individuati in un pool di personalità del mondo della competenza, assolutamente al di fuori dalla politica. Il ruolo politico lo svolgeranno i sottosegretari».

Contenti a metà: «Col Pd ci saranno difficoltà ma ci fidiamo di Di Maio»

di Adriano Rescigno

Sostanzialmente, contenti a metà. Questo è quello che traspare di parlamentari salernitani pentastellati. Andrea Cioffi, senatore, è ottimista e punta sui punti in comune:«Siamo contenti che ci siano delle forze politiche che avranno l’onore e l’onere di scrivere un programma. Non possiamo perdere tempo, la combinazione con il Pd avrà le sue difficoltà visto che siamo due forze non proprio omogenee ma questo non ci impedirà di portare avanti temi che ci accomunano, agevolando la vita dei lavoratori ed anche delle imprese che devono assumere». Da Sarno, l’onorevole Virginia Villani: «In queste ore molto delicate di confronto democratico con il Pd, non posso che confermare la piena ed incondizionata fiducia al nostro capo politico Luigi Di Maio e ai delegati. Il MoVimento 5 Stelle deve anche alla sua diplomazia, alla sua risolutezza e alla sua determinazione, la crescita degli ultimi cinque anni. E’ necessario restare uniti e al fianco di Di Maio, evitando di cadere in facili strumentalizzazioni. In questo momento l’obiettivo è garantire un dialogo costruttivo e proficuo così che il MoVimento 5 Stelle possa continuare a costruire l’Italia che stiamo realizzando, a misura di cittadino e nel rispetto dell’equità sociale», conclude la Villani mentre Beppe Grillo nella prima serata di ieri ha tuonato il suo veto: «No a ministri che provengono dalla politica»

«Il peggior esecutivo della storia» La destra parte in contrattacco

«Siamo a un passo dal peggior governo che l’Italia abbia mai avuto». Non usa mezzi termini il deputato di Forza Italia Gigi Casciello, che rende emblematico il dissenso degli azzurri sul nuovo governo giallorosso. «Il tempo di ribadire che c’è futuro solo per un centrodestra che non ceda a populismi e sovranismi e che non c’è altro centrodestra se non quello fondato da Berlusconi con la centralità di Forza Italia», ha proseguito il parlamentare forzista che però ha concluso con maggiore ottimismo: “Il cammino sarà faticoso ma anche la notte più lunga non è eterna». Della stessa lunghezza d’onda anche il consigliere provinciale azzurro Roberto Celano. «Per me è un’alleanza innaturale, ridicola, che smentisce lo stesso motivo di essere di Cinque Stelle – ha affermato Celano – Sono diventati un partito buono per ogni stagione, credo che il centrodestra possa avere ripercussioni positive da questa stagione perché si sgonfieranno presto sia i grillini che il Partito Democratico, che sono tenuti insieme soltanto dal poltronismo». Parole durissime contro la costituzione del governo Conte-bis sono giunte anche dal senatore di Fratelli d’Italia Antonio Iannone, che ha annunciato, sulla scia di quanto affermato recentamente dalla leader nazionale della fiamma Giorgia Meloni, una mobilitazione da parte del coordinamento salernitano che sarà pronto a scendere in piazza. «Vergogna assoluta, la retromarcia peggiore della storia – ha commentato Iannone – Come già ha detto il nostro leader Giorgia Meloni scenderemo in piazza nel momento in cui il governo chiederà la fiducia a Montecitorio. Lo facciamo con la credibilità di un partito che non ha fatto né patti con in Nazareno né con i Cinque Stelle. A spaventare Fratelli d’Italia è la «svolta in favore dei cosiddetti diritti civili e di tante oscenità che sono nella testa del Pd e della sinistra dei Cinque Stelle, oltre alla patrimoniale». «Altra problematica che potrebbe riemergere è quella dell’immigrazione, ritorneranno i business delle Ong», ha poi concluso il senatore Antonio Iannone.

 




«Il mio primo pensiero sarà rivolto alle persone ed ai loro bisogni»

Emanuele Landi

Un successo atteso ma che merita in ogni caso di essere festeggiato. Al Collegio Plurinominale Campania – 03 che comprendeva Portici, Torre del Greco, Salerno e Battipaglia si registra la vittoria del senatore uscente Andrea Cioffi che ha mantenuto il seggio a Palazzo Madama con il 42,53%, avendo ottenuto 123.893 voti. Una vittoria che responsabilizza tutto il Movimento 5 Stelle e che gratifica Cioffi per tutto il percorso finora effettuato.  Senatore ci racconta le sue sensazioni per la vittoria? «Provo tanta responsabilità per il ruolo  che mi è stato affidato anche qui a Salerno ed una sorta di orgoglio per tutti quei salernitani che volevano la fine di questo regime». Che emozioni prova per il ritorno al Senato? «Di sicuro un misto di gioia, di senso di responsabilità e non nascondo una certa soddisfazione anche a livello personale. Il risultato è importante, c’è soddisfazione per un percorso di contrasto di una serie di cose che non è iniziato oggi. La prima perizia di parte che feci contro una variante al piano regolatore risale al 2002, quando il M5S non esisteva ancora». Se l’aspettava questo successo? «A giudicare da tutte quelle persone che ho incontrato durante il periodo di campagna elettorale si avvertiva un po’ di disagio, perché i partiti erano scollegati alla realtà e lo sono ancora. Nessuno investe più nei problemi reali delle persone, che siano giovani o anziani, piccole o medie imprese. Siamo di fronte ad uno scollamento totale: le persone, infatti, vogliono che i politici si interessano ai loro problemi». Quale sarà il primo passo da affrontare? «La prima cosa da fare sarà occuparsi di cose concrete. Tutta quella gente che incontravo per strada, nei mercati, durante il volantinaggio chiedevano proprio questo, che qualcuno si interessasse a loro. Questa è la risposta che vogliamo dare a queste persone: rimettere al centro della politica l’interessarsi della gente» Il crollo del Pd e la situazione del centrodestra. Attendeva questi risultati? «Mi aspettavo che il PD implodesse visto quello che hanno combinato a livello nazionale. In verità pensavo che il loro risultato si attestasse intorno al 20-21 % e non al 18 %, una bella mazzata. Questo è il risultato di tutto ciò che Renzi e Berlusconi hanno fatto finora».




Provenza all’uninominale nel collegio Salerno Città A Battipaglia scende in campo l’attore Nicola Acunzo

Erika Noschese

Il Movimento 5 Stelle si prepara alle politiche del 4 marzo prossimo mettendo in campo un volto noto. Ma non della politica, bensì della televisione. Si tratta di Nicola Acunzo, attore 42enne nato a Varese ma residente a Battipaglia, sin da bambino. Varese sarà dunque il candidato civico che tanto hanno cercato i pentastellati di Beppe Grillo. L’attore varese – ma salernitano d’adozione, sarà il candidato scelto per il collegio uninominale di Battipaglia. Interprete di commedie, agli inizi della carriera per Mario Monicelli, poi per Vincenzo Salemme, Acunzo ha deciso di scendere in campo per i pentastellati nel maggioritario alla Camera. In attesa delle altre scelte per i collegi, il Movimento 5 Stelle non resta fermo ma sembra essere già entrato nel pieno della campagna elettorale per affrontare questi 45 giorni che separano dal 4 marzo. A partire da sabato, infatti, Roberto Fico sarà a casa di un cittadino di via San Domenico, al Vomero per proseguire così un percorso che coinvolgerà i singoli condomini delle zone in virtù della sua candidatura: il presidente della Commissione Parlamentare di vigilanza Rai, infatti, sarà candidato al maggioritario. Ovviamente per vincere la sfida degli uninominali il Movimento 5 Stelle punterà soprattutto sulla schiera dei parlamentari uscenti più in vista: da Carla Ruocco – che nel collegio di Roma 1 potrebbe trovarsi a ‘duellare’ con il premier Paolo Gentiloni del Pd – a Paola Taverna, da Nicola Morra a Roberto Fico (a Napoli contro Paolo Siani), passando per Alfonso Bonafede, Riccardo Fraccaro, Danilo Toninelli e Carlo Sibilia, solo per citarne alcuni. Intanto, sembra ormai fatta anche per il collegio Uninominale per Salerno Città il cui posto dovrebbe andare a Nicola Provenza, dottore in gastroenterologia ed endoscopia digestiva, che ha poi coltivato la sua passione per il pallone, nelle vesti di allenatore. A poche settimane dalle elezioni, il cerchio sembra quasi chiuso, ormai.




Un fiume di candidati per il Cinque Stelle Si vota anche oggi, il sistema è andato in tilt ci»

Due gli uscenti che si sono ricandidati alle parlamentarie del Movimento 5 Stelle. Si tratta di Andrea Cioffi che ritenta la corsa per il Senato e di Angelo Tofalo, deputato uscente. Per il resto la carica di aspiranti senatori ed onorevoli è davvero imponente. A Salerno città ci sono Nicola Provenza ed Oreste Agosto – in corsa per il Senato – già sfidanti alle primarie per la candidatura a sindaco (poi sfumata per entrambi) alle ultime elezioni amministrative. Due gli indipendenti: Carla Cioffi e Renato D’Anna, attivisti del gruppo Facebook “Figli delle chiancarelle”. Ed ecco tutti i candidati: Per il Senato: Ernesto Franco, Rosario Esposito, Giovanni Santaniello, Pasquale Milite, Giuseppe Militti, Giuseppe Granozio, Antonio Caiazza, Pasquale Roscigno, Luigi Magliano, Luigi Gilardi, Paolo Fortunato, Antonio Di Salvio, Antonio Matonte, Antonio Granato, Rodolfo Tito, Emiliano Tessitore, Vincenzo Nobile, Gerardo Moccaldo, Carmelo Giannattasio, Giovanni Corcione, Antonio Trotta, Domenico Di Ruocco, Valentino Balsio, Massimo Lauria, Agostino Scuoppo, Antonio Gallo, Ernesto Langella, Cosimo La Mura, Antonio Cioffi, Luigi Cava, Beniamino Vuocolo, Bruno Vitale, Angelo Ivone, Vincenzo Aversa, Angelo Ciervo, Antonio Galardo, Carmine Iannone, Giampiero Petracca, Cicatiello Sonia, Alessandra Pagliuca, Giulia Lamberti, Carmela Santarcangelo, Stefania Guarracino, Gerardina Di Cunzolo, Carla Cioffi, Virginia Villani, Daniela Landi, Carmela Bufano, Luisa Angrisani, Raffaella Piccolo, Annarita Di Tuoro, Flavia D’Amato, Felicia Gaudiano, Maria Rosaria Di Bello, Esterina Mucciolo, Donatella D’Agostino, Anna Scaramella, Mariangela Bastardo, Giovanna Gaito, Emilia Giordano, Nicola Provenza, Guido Ginetti, Remigio Cammarano, Pietro Di Gennaro, Francesco Zurolo, Catello Lambiase, Mario Ciaglia, Gabriele Baratta, Andrea Quaranta, Pietro Contaldi, Alfonso Fornaro, Francesco Virtuoso, Ruggiero Siniscalchi, Giuseppe Reina, Cosimo Amoroso, Ivano Esposito, Fabio Bergamo, Emiddio Esposito, Manzo Maurizio, Pasquale Farina, Mirko Cantarella, Giuseppe Buono, Livio Cuccurullo, Marco Petillo, Federico Salerno, Gian- franco Opromolla, Renato D’Anna, Lucio Bertolini, Vincenzo Buonomo, Domenico Lu- sciano, Armando desiderio, Alfonso Troisi, Vincenzo Buonomo, Domenico Lusciano, Vincenzo Giuliana, Salvatore De Vivo, Matteo Sonderegger, Ruggiero Siniscalchi, Luigi Gargiuolo, Cosimo Amoroso, Ivano Esposito, Giuseppe Pironti, Salvatore Fiore, Agostino Clavelli, Carmine Del Forno, Pier Paolo Salsano, Giuseppe Bruno, Giuseppe Benevento, Giovanni Lambiase, Adriano Mongiello, Claudio Romano, Agostino Romano, Claudio Gallotta, Ferdinando Grimaldi, Antonio D’Ascoli, Vito Salerno, Alfredo De Caro, Giuseppe Morrone, Vincenzo Masullo, Giuseppe Calabrese, Lorenzo Lentini, Nicola Fierro, Carlo Mandara, Pino Apicella, Alessandro Baldino, Venanzio Pagano, Andrea De Simone, Maurizio Citro, Enrico Farro, Fabio Orga, Martino Monaco, Adelmo Cammarota, Fabio Lambiase, Massimo Grieco, Domenico Avallone, Luigi Greco, Antonio Potignano, Giovanni Rosati, Andrea Cioffi, Gabriele Gasparro, Vincenzo Amaro, Marco Costanzo, Claudio Nigro, Mariano Pellegrino, Alfonsina Di Napoli, Cosimo Panico, Alfonso Giordano, Francesco Argento, Luigi Larocca, Oreste Agosto.

Per la Camera: Tony Manuel Sprechino, Roberta Oricchio, Gerardo Giannella, Roberta Pecoraro, Pietrangelo Giorgio, Flavio Ferrara, Francesca Calabrese, Gerardo Bosco, Almerico Resciniti, Vito Avallone, Ludovico Scarpato, Roberto Della Greca, Anna Bilotti, Salvatore Villano, Carmine Di Blasi, Fabrizio Della Rocca, Tiberio Lecce, Giuseppe Tancredi, Salvatore Marco annunziata, Raffaele Carbone, Alberico Sorrentino, Mario Sabetta, Livio Scirocco, Fabio Paolucci, Adele Bamonte, Carmine Pacifico, Angelo Tofalo, Giuseppe Scarconio, Andrea Milo, Francesco Scuoppo, Francesco Prisco, Angelo Feola, Giovanni Fontana, Antonio D’Amico, Maria Assunta Manzione, Luigi Gorga, Carlo Montefusco, Francesco Pascale, Carlo Ciotti.

Luigi Di Maio: «Anche io candidato ma nel mio territorio, come vuole la regola»

Con le Parlamentarie del Movimento 5 Stelle che tra ieri ed oggi sono in procinto di scegliere i candidati per le elezioni politiche del 4 marzo prossimo sputa anche l’aspirante premier Lugi Di Maio: «Sono iniziate le parlamentarie con cui gli iscritti del MoVimento 5 Stelle scelgono i candidati che saranno in lista. E tra questi candidati ci sono anche io, nel mio collegio della Camera Campania 1 perchè la regola è che ci si candida nel proprio territorio e non dove conviene. Le nostre regole valgono per tutti e ne siamo orgogliosi. Buon voto a tutti!». Di Maio, dunque, intende giocarsi un ruolo alle Politiche 2018 ma non risparmia accuse e frecciatine ai suoi avversari politici che hanno scelto di candidarsi altrove.

Gli esclusi/ Cafiero e Ferrigno fuori dopo la candidatura alle amministrative

Dalla lunga lista di candidati il Movimento 5 Stelle ha decretato due esclusioni. Si tratta di Rosa Cafiero e Gaetano Ferrigno, candidati alle scorse elezioni amministrative con la lista civica di Dante Santoro. Ad annunciarlo è proprio Ferrigno, escluso a causa della sua ineleggibilità in quanto candidato alle scorse elezioni amministrative, in una lista civica «elevata al rango di “forza politica”, dall’ennesima regola partorita da qualche brillante mente dello staff, ergo, pur avendo rispettato tutte le re- gole presenti al momento della mia scorsa candidatura, mi ritrovo adesso al di sotto di chi nel movimento non ha mai militato o di qualche iscritto di recente!», ha detto infatti l’or- mai ex aspirante candidato, annunciando però che continuerà a votare per il m5s non senza nascondere un pizzico di delusione. Amarezza che, come facilmente prevedibile, condivide con l’altra esclusa.




“De Luca? Vecchietto invidioso”

Marco Giannattasio

«Noi oggi siamo qui come prima tappa del 2018, ma è anche la tappa che precede villaggio Rousseau l’evento che organizzeremo a Pescara. Oggi, portiamo Rousseau in piazza, ovvero il nostro sistema operativo, il cuore del Movimento 5 Stelle e l’eredità di Gianroberto Casaleggio. Oggi apriamo con un corso di formazione già fatto in altre tappe sul territorio nazionale, al fine di introdurre le varie funzioni del software in particolare l’ultima uscita, la “blockchain”, coerentemente con il recente dibattito sulle criptovalute». Lo ha dichiarato Angelo Tofalo, portavoce alla Camera dei deputati, nel corso della presentazione della piattaforma Rousseau che ha visto la partecipazione dei senatori Paola Taverna, Nicola Morra, Andrea Cioffi e la deputata Enrica Sabatini. «In questi incontri, vogliamo ricordare quello che siamo: una realtà politica che sta trasformando il nostro Paese, un movimento politico che senza finanziamento pubblico è riuscito a passare da 0 a 8,7 milioni di voti, ottenendo il 25% dl consenso del nostro Paese», ha dichiarato la deputata Sabatini. In occasione dell’incontro tenutosi ieri, sono state presentate le varie funzioni del programma Rousseau, a cominciare da Lex iscritti con la quale è possibile presentare proposte di legge, mentre con le tre funzioni di Lex Parlamento, Regioni ed Europarlamento è possibile modificare, commentare o integrare le proposte di legge presentate dai portavoce del movimento nelle istituzioni. Vi è anche la possibilità di scegliere i candidati e le priorità del programma tramite il voto. «Se tutti riuscissimo ad elevare la nostra conoscenza saremmo più capaci di interagire, ed è possibile grazie alle funzioni di E-learning o Activism. Tramite Rousseau noi facciamo quello che tempo prima facevano le scuole di formazioni dei partiti, noi ripartiamo da alcuni cardini che sono la formazione continua riducendo e abbattendo i costi e creando una rete di informazioni condivisa e collettiva», ha dichiarato il senatore Andrea Cioffi, il quale dopo l’introduzione della Deputata Enrica Sabatini, ha svolto un’attività di formazione circa gli appalti pubblici, lanciando sporadicamente critiche al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio definendolo «capace di parlare ma non di agire». “Vincenzo De Luca e’ un povero vecchietto invidioso” – continua Andrea Cioffi Cioffi, poi, ironizzando, definisce il presidente della Giunta regionale campana un “reuccio ma non di Roma”, ma di Salerno da ventiquattro anni” perche’ “non fa altro che manifestare quella sua invidia giovanile quando lui era, o almeno diceva di essere, un uomo che voleva cambiare il sistema voleva far la rivoluzione”. «Il Movimento 5 Stelle è nato per riconquistare la qualità della vita a partire dall’ente più vicino al cittadino ossia il comune. Tali piccole entità sono una tradizione nel nostro Paese poiché avendo oltre ottomila enti comunali, la dimensione del politico è quella che si realizza a partire dal bar dove la mattina ci si incontra per prendere il caffè, specialmente nel Mezzogiorno. Rousseau è un modo per salvaguardare questa tradizione dalla rapidità tipica della società odierna. A tal proposito il sistema operativo e le chat sono il nuovo mezzo per creare dibattito politico», ha detto invece Nicola Morra. Tale trattazione ci consente di comprendere come Rousseau che appare così innovativo, potrebbe essere inteso invece come un mezzo che permette al politico di riprendere il tradizionale rapporto con i suoi elettori. A concludere l’assemblea il Deputato Angelo Tofalo: «Rousseau è qualcosa di unico al mondo, presente solo in Italia e unicamente grazie al Movimento 5 Stelle. Un’ idea fantastica si è concretizzata poiché, ora, qualunque cittadino può presentare la sua proposta di legge all’interno di questa piattaforma e attraverso dei portavoce, democraticamente eletti sulla stessa piattaforma. Lo stesso cittadino si può candidare e può vedere la propria idea concretizzata dalle istituzioni ed attuata all’interno della comunità statale».




Cinque Stelle, ai nastri i candidabili Fi, tutti in fila per una candidatura

di Andrea Pellegrino

Oggi alle 12 scade il termine per dichiarare la propria disponibilità a candidarsi con il Movimento 5 Stelle. Entro fine gennaio sarà, poi, una votazione online a sancire le candidature per il listino proporzionale. I collegi uninominali saranno invece decisi dai capi politici, quindi da Di Maio e Grillo. Tra gli uscenti salernitani ritentano la candidatura Angelo Tofalo (Camera) ed Andrea Cioffi (Senato). Si ferma, invece, il deputato uscente Mimmo Pisano. Pronti a scendere in campo, invece, Salvatore Milione, Raffaella Vitale, Vito Avallone, Livio Scirocco. Ancora Francesco Virtuoso, Ernesto Langella, Pasquale Milite. Ha presentato la sua disponibilità alla candidatura anche l’avvocato Oreste Agosto, già indicato – alle scorse amministrative – alla carica di sindaco di Salerno, prima dello stop alla lista comunale. Intanto c’è già il primo candidato ufficiale. Si tratta di Raffaele Adinolfi, già consigliere comunale di Salerno ed attuale responsabile del “Popolo della Famiglia”. Il suo nome sarà non solo nel collegio uninominalesalernitano ma anche come capolista nel proporzionale. Lo hanno deciso i 504 delegati del Popolo della Famiglia riunitisi in assemblea nazionale a Roma. Raffaele Adinolfi, già coordinatore regionale, è stato anche inserito tra i 3 membri della “commissione nazionale candidature”. Avrà quindi anche la responsabilità della predisposizione delle liste in tutta la Campania. «Saremo fieri, dice Adinolfi, di dare rappresentanza e voce ai milioni di italiani del Family day traditi dai partiti tradizionali con l’approvazione di leggi contrarie alla nostra cultura ed alle nostra millenaria tradizione. Ormai è evidente, prosegue Adinolfi, che la presenza dei cristiani nei diversi partiti tradizionali non è più sufficiente a garantire la tutela di quei valori comuni che costituiscono il perno della nostra millenaria civiltà. Occorre un soggetto unitario, autonomo ed indipendente». Nomi a iosa in Forza Italia. Al momento si contano oltre trenta aspiranti parlamentari. Nei prossimi giorni dovrebbe riunirsi il direttivo provinciale, su input di Gaetano Amatruda e del professore Aniello Salzano. Troppo complesso il puzzle delle candidature, con la certezza, però, che l’ultima parola – almeno per quanto riguarda il listino proporzionale – sarà di Silvio Berlusconi. Tra i nomi in fila: Fortunato, Di Giorgio, Pasca, Sica, Marrazzo, Di Brizzi, Celano, Casciello e naturalmente gli uscenti Fasano e Cardiello. Ancora Antonio Fasolino, indicato dal gruppo Caldoro e le quote rosa: Rossella Sessa, Sonia Senatore, Licia Polizio e Caterina Miraglia. In campo dovrebbe scendere anche l’ex assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano mentre la prima posizione in lista dovrebbe essere occupata da Mara Carfagna, candidata in cinque collegi. Restano da sciogliere, infine, i nodi Tommasetti e Lombardi, le due new entries “valutate” dal Cavaliere. Più complessa la partita sull’uninominale, dove i forzisti dovranno convivere con gli alleati. Almeno due i collegi che dovrebbero spettare agli alleati. Si pensa, al momento, a Nino Marotta nel collegio di Battipaglia e ad Alberico Gambino nell’Agro. Resta da chiarire la posizione dell’uscente Guglielmo Vaccaro, punta di diamante in Campania di Energie per l’Italia di Parisi.




Senatori ed onorevoli, si chiude!

Andrea Pellegrino

Senatori ed onorevoli, si chiude. O almeno si dovrebbe chiudere, salvo nuove decisioni del presidente della Repubblica sollecitato nelle ultime ore nel mantenere in vita la legislatura per tentare di approvare lo Ius Soli. Ma sarà comunque questione di giorni, poi la campagna elettorale inizierà. O meglio proseguirà con toni più aspri. E se per gli aspiranti senatori ed onorevoli è iniziata la corsa contro il tempo, per gli uscenti è tempo di trattative, condite anche da un pizzico di malinconia per i cinque anni già trascorsi. Alla fine, il fascino romano colpisce tutti ed è raro che qualcuno decida di saltare il giro. Nel salernitano capiterà nei Cinque Stelle dove Mimmo Pisano lascerà la politica per ritornare a pieno regime ad occuparsi della sua ditta. Per il resto, ad eccezione forse di Tonino Cuomo (Pd), tutti attendono una riconferma, semmai in collegi blindati. Gli attuali uscenti del Pd uscirono tutti dalle scorse parlamentarie. Quelle che finirono nelle intercettazioni dell’inchiesta sulla variante di Piazza della Liberta che oggi vede a processo anche il governatore della CampaniaVincenzo De Luca. Si parlava di Fulvio Bonavitacola che doveva essere sostenuto dagli “amici” nocerini. E così fu. Bonavitacola, poi, ha lasciato anzitempo lo scranno parlamentare per dedicarsi a Vincenzo De Luca, sedendo alla sua destra nell’esecutivo regionale. Con molta probabilità continuerà il suo incarico a Palazzo Santa Lucia. A lui subentrò Cuomo, che aveva precedentemente tentato di sfidare Massimo Cariello alla carica di sindaco di Eboli. Cuomo, in quota Orlando, è uno dei deputati dem che potrebbe saltare il giro, eccezion fatta per giochi di correnti interne. Ex lettiana, Angelica Saggese è stata una delle sorprese di questa legislatura. Oggi è la più accreditata a largo del Nazareno e per lei si prospetta un collegio blindato, come un vero e proprio big nazionale. Ha tentato la scalata anche Sabrina Capozzolo, inizialmente delfino di Franco Alfieri, poi distaccatasi dall’ex sindaco di Agropoli per poi ritornare alla casa madre. E’ stata anche in segreteria nazionale ma il suo nome sul territorio non si è fatto quasi mai sentire. Ora potrebbe lasciare il posto al suo mentore, intenzionato senza se e senza ma ad approdare a Roma, a costo anche di lanciare la sfida (così come è accaduto a Capaccio) a Vincenzo De Luca. Simone Valiante era consigliere provinciale quando scalò la “classifica” della lista parlamentare uscita dalle primarie. Quelle che lasciarono a bocca asciutta l’uscente senatore Alfonso Andria. Di recente Valiante jr ha sposato il progetto di Emiliano diventando un punto di riferimento dell’area Pd che fa capo al governatore della Puglia. Il suo posto a sud di Salerno o in Puglia dovrebbe essere garantito. Attende  la deroga Tino Iannuzzi, ormai reduce da più legislature. Iannuzzi è uno dei più presenti alle attività dell’aula ed ora vorrebbe trasferirsi a Palazzo Madama. Naturalmente salvo imprevisti. Se qualcosa dovesse andare storto al suo posto è già pronto Antonio D’Alessio, attuale consigliere comunale di Salerno. Ancora Michele Ragosta che negli ultimi mesi è passato in quasi tutti i partiti della sinistra per poi fondare l’ulivo e trovare nuova casa a pochi passi dal Partito democratico. Passando a destra, si mette male per Eva Longo, eletta mentre sedeva in Consiglio regionale. Il passaggio con Verdini pare che le abbia chiuso le porte del centrodestra, seppur in Forza Italia c’è sempre qualcuno pronto ad accoglierla. Diverse le sue foto con il Cavaliere ma a far storcere il naso a qualche dirigente azzurro pare siano stati i selfie con Vincenzo De Luca. Non si esclude, però, che la senatrice possa ritornare a Pellezzano, ritentando di indossare la fascia tricolore. Posto assicurato per Edmondo Cirielli, ormai leader nazionale del partito di Giorgia Meloni; attendono una riconferma i senatori Enzo Fasano e Franco Cardiello. Mara Carfagna, sempre più napoletana, dovrebbe trovare riparo proprio sotto al Vesuvio anche se c’è chi auspica un suo impegno a Salerno, semmai nel collegio proprio di Vincenzo De Luca. I Cinque Stelle? Deciderà Grillo. Angelo Tofalo avrebbe opzionato il collegio del capoluogo mentre degli altri non si hanno notizie, ormai da parecchio. Ma nonostante le dichiarazioni, sarà sempre il blog a decidere. Infine i due salernitani eletti fuori provincia. Si tratta di Guglielmo Vaccaro e Nino Marotta. Il primo, ex Pd, oggi è con Energie per l’Italia di Parisi e pronto a candidarsi nel collegio dell’Agro; il secondo ex Pdl, poi alfaniano, cerca nuova casa nel centrodestra dopo l’esperienza con il governo Renzi.




Collettori fognari e espropri in ritardo: è caos

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Collettore: Comune espropria, Etica tituba.

Il movimento civico, Etica per il Buon Governo, timonato dall’endocrinologa Cecilia Francese, ha infatti reso pubbliche alcune riserve legate al modus operandi della macchina comunale in fatto di procedimenti di esproprio per la realizzazione del collettore fognario di via Padova: è di pochi giorni fa – e fu pubblicata anche tra le colonne di questo quotidiano – la notizia relativa alla sottoscrizione di una convenzione con la Regione Campania per disciplinare i rapporti fra i due enti per l’opera in questione e per l’adeguamento del depuratore di Tavernola.

Due importantissimi interventi in fatto di edilizia pubblica, che saranno effettuati sul dolce velluto dei finanziamenti ministeriali e regionali: alla tesoreria di Palazzo di Città, infatti, arriveranno 3,5 milioni di euro dal Ministero dell’Ambiente e 300mila euro da Palazzo Santa Lucia. Per quel che riguarda il collettore, è già stato presentato lo scorso 1 aprile – a firma della Sogesid, convenzionaria del Ministero – il progetto esecutivo, e a stretto giro di posta si arriverà all’indizione della gara d’appalto. S’attende, po

i, il piano definitivo anche per il depuratore di Tavernola, ma è sulla gestione della vicenda relativa agli espropri riguardanti il collettore di via Padova che Etica ha dei dubbi. Dubbi espressi dalla presidente e dal fidato ingegnere del movimento, Pietro Benesatto, che hanno voluto dir la loro circa gli espropri che il dirigente dell’Ufficio tecnico, Giancarlo D’Aco, e il responsabile del procedimento, Angela Costantino, hanno notificato a Pompea Parisi e a Riccardo Sica, proprietari di due immobili che, ricorrendo gli estremi della pubblica utilità, saranno in parte occupati temporaneamente e in parte espropriati: «Il Comune di Battipaglia – affermano gli “etici” – comunica l’avvio del procedimento di esproprio per il collettore fognario, ma il procedimento è già in corso da molti anni, e la comunicazione ai proprietari andava fatta prima dell’approvazione del progetto, come impone l’articolo di legge pure citato nel provvedimento a firma del nuovo dirigente. A pena di nullità».

E in effetti i dubbi ci sono tutti, perché le planimetrie catastali a cui si fa riferimento erano già nel progetto preliminare, approvato nel 2011: « Se i proprietari – concludono i due – sono danneggiati dalla presenza del collettore, allora avrebbero potuto proporre una deviazione del tracciato che riducesse il disagio e quindi il problema non è solo formale. Per il resto, più l’opera è complessa, più enti sono coinvolti, più soldi girano e maggiori sono i rischi di non veder conclusa l’opera. Per questo è meglio ricorrere a soluzioni più fattibili, più economiche e più rapide, come il recupero del depuratore di Belvedere, ultimato e mai entrato in funzione, e l’impiego del depuratore ASI, che pare sia già collegato alla rete fognaria di Battipaglia».

Cecilia Francese comizioUNA VICENDA LUNGA MOLTI ANNI. Una vera e propria battaglia. Dall’epoca in cui la più importante poltrona di Palazzo di Città era occupata da Giovanni Santomauro, il movimento di Cecilia Francese sta portando avanti una dura lotta contro la mastodontica opera del collettore fognario.

Fin dal 2009, infatti, Etica per il Buon Governo sta indicando all’amministrazione comunale due strade ben diverse da quelle che poi, alla fine, sembra saranno intraprese, ossia la messa a nuovo dell’impianto di depurazione di Belvedere o del depuratore della zona Asi.

In quell’anno, ad agosto, la Francese, che era consigliere di minoranza, presentò un’interrogazione all’amministrazione Santomauro, chiedendo al sindaco quali fossero le sue intenzioni circa il problema depurazione: il primo cittadino rispose di aver lavorato per tutta l’estate per riuscire ad ottenere un finanziamento di 4,9 milioni di euro.

Nel 2011, poi, Etica rilanciò la quaestio e, attraverso Pietro Benesatto e Antonio Renna, presentò la prima mozione di iniziativa popolare della storia di Battipaglia: il Comune si sarebbe impegnato a definire un programma per la depurazione per tutti i battipagliesi e a impegnarsi per la restituzione delle tariffe Asis per la depurazione. L’amministrazione, allora, manifestò chiaramente l’intenzione di riprendere tra le mani un progetto risalente agli anni Settanta che prevedeva, appunto, la realizzazione di un collettore fognario che connettesse Battipaglia a Bellizzi prima e al depuratore di Salerno poi: un’opera da ben 90 milioni di euro, che agli “etici”, che hanno sempre considerato più agevolmente praticabile e più efficace la strada che porta a Belvedere e alla zona Asi, non è mai piaciuta.

La redazione del progetto, al costo di 37mila euro, fu affidata in maniera fiduciaria da Santomauro all’attuale senatore grillino, Andrea Cioffi, e la Francese manifestò il proprio disappunto: solo Andrea Cioffiper un incarico oltre i 40mila euro, in effetti, sarebbe stato necessario affidare il lavoro tecnico con una gara ad evidenza pubblica, è vero; eppure, l’articolo 91 comma 2 del Decreto Legislativo 163/2006 spiega che gli incarichi tecnici di importo inferiore a € 100.000 possono essere affidati nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza, e secondo la procedura prevista dall’articolo 57, comma 6, e dunque l’invito avrebbe dovuto essere rivolto ad almeno cinque soggetti. Santomauro fu arrestato, e al suo posto arrivò il commissario prefettizio, Mario Rosario Ruffo, che scelse di tirar comunque fuori dalla polvere il progetto – svanito nel corso dei mesi antecedenti – della grande opera.

«Rimettendo a nuovo quegli impianti – ha spiegato a più riprese la Francese – riusciremmo a soddisfare il fabbisogno non solo di tutta Battipaglia, ma addirittura di una collettività battipagliese-ebolitana, mentre l’attuale depuratore di Tavernola (che poi è quello che verrà ampliato con il progetto stipulato, NdA), che è l’unico funzionante, purifica i reflui di soli 15mila cittadini, costringendone altri 35mila a sversare direttamente nel Tusciano».

Verifiche a Belvedere e in area Asi, dunque, che Etica ha richiesto anche pochi mesi fa a Gerlando Iorio, Ada Ferrara e Carlo Picone – ai quali ha manifestato anche il problema relativo alle procedure di esproprio – e pare che i membri della commissione straordinaria abbiano manifestato la propria disponibilità a muoversi in tal senso.

Oggi, però, la strada intrapresa è maggiormente lunga e dispendiosa. E resta qualche enigma sospeso. E mezzo litorale battipagliese, anche per quest’anno, non sarà balneabile.