Cava, rocambolesco incidente: auto in bilico su un sottopassaggio. La foto

CAVA DE’ TIRRENI. Poco prima della mezzanotte, una Toyota yaris di colore nero preveniente da viale Benedetto Gravaguolo nell’immettersi su via Principe Amedeo ha velocità sostenuta ha perso il controllo nell’immboccare la curva, ed è finita sul lato opposto. La vettura ha abbattutto la ringhiera del sottopassaggio, finendo la sua corsa in bilico, tra il marciapiede e le scale. Nessun ferito nello spettacolare incidente. A bordo dell’auto quattro giovani rimasti illesi.




Speciale Mario Torelli, erede di Maiuri: «Orgoglioso di essere cittadino pompeiano»

Oggi , il professor Mario Torelli, accademico dei Lincei e Premio Balzan per l’archeologia, sarà insignito della cittadinanza di Pompei e gli sarà consegnato il Premio internazionale “Amedeo Maiuri”, quasi a sancire che i meriti di Torelli vanno a coronare l’insegnamento dello stesso Maiuri che a Rodi aveva guidato, dal 1913 al 1924, la missione archeologica italiana nel Dodecaneso, quando quell’arcipelago era sotto la sovranità italiana. Nel ricevere l’annuncio dei due ambiti riconoscimenti l’illustre archeologo ha manifestato l’orgoglio di sentirsi “civis pompeianus”, membro onorario dell’antica comunità campana che, sparendo all’improvviso per l’eruzione  pliniana del 79 d. C., sarebbe diventata muta testimone di quella catastrofe, conquistandosi l’immortalità e trasformandosi, per dirla con la parole di Tucudide, in  “possesso per l’eterno”. Ma gli interessi scientifici di Torelli sovrastano la stessa Pompei, e lo dimostra il fatto che l’illustre accademico ha voluto destinare una parte  del suo Premio Balzan al progetto di ricerca sulle pinakes di Locri, il cui primo volume uscirà a metà del mese prossimo. Discorrendo di cose campane, va ricordato che il professor Torelli ebbe modo di visitare da scienziato Pompei sin dal 1957, sessant’anni fa, nel corso di una visita memorabile agli scavi. In quella occasione  Amedeo Maiuri e Matteo Della Corte accolsero i “pompeianisti” più autorevoli del tempo, da Ranuccio Bianchi Bandinelli a Giuseppe Lugli, alla presenza del giovane Werner Johannowsky. Allora la città dissepolta non recava i segni delle devastazioni successive e del crollo della “Schola armatarum”, preludio ai più gravi dissesti successivi che hanno suggerito alla Comunità Europea di finanziare la campagna di restauri in corso sotto la guida del Soprintendente Massimo Osanna, allievo di Torelli. L’appuntamento al Comune di Pompei è fissato alle 9.30 di oggi e sarà il sindaco a consegnare al professore Torelli  il diploma della cittadinanza pompeiana.
“Il solo attestato tra i molti del genere -si affretta a dichiarare l’insignito- che mettrò in cornice!”. Più tardi, alle 18, sarà inaugurata la mostra “Amedeo Maiuri da Rodi a Pompei. Una vita per l’archeologia”, curata da Umberto Pappalardo utilizzando foto e documenti appartenenti al Fondo Maiuri. L’esposizione evidenzierà come all’archeologo ciociaro stessero a cuore non solo Pompei ed Ercolano ma anche tutti gli altri centri che egli aveva toccato nelle sue “Passeggiate campane” che erano stati momenti esaltanti di un’unica, grande narrazione, cominciata già nel VII sec. a. C., quando le popolazioni italiche a sud del Vesuvio avevano le loro aristocrazie coalizzarsi contro la soffocante oppressione di Etruschi e Greci e avevano posto mano alla creazione delle “Città nuove”, poi divenute simbolo della loro rinascita.

 

Innovatore e originale nei suoi studi

Mario Torelli è eminente figura di studioso e ricercatore nel campo dell’archeologia, ha insegnato nelle Università di Cagliari e di Perugia e tenuto seminari in molti dei più prestigiosi atenei tra Europa (Regno Unito e Francia) e nord America.
Ha inoltre ricevuto la laurea honoris causa alle Università di Tubinga in Germania e di Jaén in Spagna, ed è membro di rinomate istituzioni culturali europee ed americane, in Italia valga per tutte l’Accademia nazionale dei Lincei. Note le sue peculiari doti di acume critico, di dominio delle fonti, di vastità dottrinale, di capacità interpretativa, che gli hanno consentito l’assegnazione del riconoscimento tra le cui motivazioni spiccano il carattere decisamente innovatore degli studi da lui svolti per la civiltà antica, dal mondo greco a quello etrusco e a quello romano. Non di secondo piano la sua attività esplorativa sperimentale, proficua anche in ambito più rigorosamente metodologico, non disgiunta da una globale visione d’insieme dell’indagine rispetto al quadro storico di riferimento, tradottasi nelle soventi originali ricerche e scoperte nei diversi settori in gioco: epigrafia, iconologia, antropologia, economia, aspetti sociali, ideologici e ­­istituzionali delle civiltà via via analizzate.­

 

I microcomparti trascurati

L’importante è studiariare in maniera analitica tutti i microcomparti territoriali che hanno influenzato l’andamento dei rapporti delle comunità italiche campane per reagire lo strapotere etrusco e greco.
Questo il pensiero dell’illustre cattedratico che non giustifica una Pompei studiata in modo isolato dal contesto dell’area vesuviana e del fiume Sarno. Più volte, il massimo esponente italiano dell’archeologia classica ha ricordato che  le aristocrazie di queste comunità  italiche per reagire, come si diceva, allo strapotere etrusco e greco si organizzano in maniera tale da costruire città nuove città, dando vita al sinecisismo.. Tant’è che Nocera, Nola ed altri insediamenti portano nel nome il concetto di città nuova.
Ecco perché per comprendere Pompei è necessario studiare le altre città dell’area, come Stabia, Ercolano, Sorrento e soprattutto Nuceria Alfaterna che fu capitale della confederazione sannitica meridionale di cui Pomepi fece parte e fu porto.
«E’ assurdo che la conoscenza del territorio sia a macchia di leopardo, con realtà da Sarno a Nuceria, ad esempio, che non sono state studiate in modo approfondito», ha ricordato Torelli.  E per questo ancora che è possibile e deveroso uno sfruttamento turistico di tutte queste realtà, costruendo un ideale distretto a cavallo delle due province di Napoli e Salerno.
Del resto, gli esperti di turismo hanno sottolineato la necessità di allungare la permanenza dei visitatori in zona  e quello di allargare la visita di Pompei a quella degli altri centri limitrofi sarà utile a tutti, a partire dalla stessa Pompei, superando sciocchi campanilismi.premio balzan mario torelli 2014 Torelli2014




Nocera. Procuratore capo, almeno in 5 per una poltrona.

NOCERA INFERIORE. Prorogata fino al 15 ottobre la data entro la quale presentare la domanda per la nomina a procuratore di Nocera Inferiore. Mancano ancora poche settimane e lascerà il suo posto Gianfranco Izzo. Tra coloro che avrebbero fatto domanda per essere nominati a capo della procura nocerino ci sarebbero due procuratori aggiunti Erminio Rinaldi e Antonio Centore della procura salernitana, il sostituto pm  di Salerno Maurizio Cardea (già sostituto a Nocera), e due sostituti nocerini, Amedeo Sessa e Roberto Lenza.Non facile la scelta del Csm. Nel gioco delle correntie delle valutazioni tutto e possibile anche che venga inviato qualche procuratore dal Lazio o dal napoletano. Al pensionamento del procuratore Domenico Romano, mentre tutti avrebbero scommesso su Alfredo Greco, alla fine la spuntò Izzo che era a capo della procura di Frosinone.L’ufficio inquirente nocerino è diventato ambito quasi quanto quello di Salerno che in più ha la Dda. Il carico di lavoro tra la procura di Nocera e quella salernitana è sostanzialmente uguale, a far la differenza è la mole di lavoro per ciascun magistrato. Dopo che al tribunale, e quindi anche agli uffici inquirenti, era stata estesa anche la competenza su Cava de’ Tirreni e sulla Valle dell’Irno, erano aumentati notevolmente i fascicoli per ciascun pm nocerino e diminuito per quelli salernitani, in alcuni casi con un rapporto di uno a tre a favore di quelli del capoluogo. A Nocera, la situazione è insostenibile vista l’alto tasso di criminalità dell’area e la complessità delle indagini ma soprattutto visto l’esiguo numero dei magistrati sia inquirenti che giudicanti. Con l’estensione della competenza su altri territori, sottratti agli uffici giudiziari salernitani, non c’è stata, come la logica avrebbe voluto, un aumento dei togati nocerini, semmai anche riducendo quelli di Salerno, ma a Nocera è arrivato un solo giudice in più e nessun pm.Due candidati “forti” potrebbero essere i due “aggiunti” salernitani, Rinaldi e Centore.
Ma c’è chi riflette sullla necessità, per il nuovo procuratore, di affrontare una situazione non facile e quindi meritevole di attenzione. Per questo potrebbe essere avvantaggiata la soluzione interna, scegliere, cioè, chi già sappia “dove mettere le mani”. L’interesse potrebbe essere quello di rendere subito operativo il “capo”, senza che debba prima conoscere il territorio nelle sue molteplici sfaccettature. A questo punto in pole potrebbero esserci Sessa e Lenza. Il più noto tra i due è certamente Roberto Lenza che da anni è attivo dalle indagini sugli stupefacenti a quella sulla pubblica amministrazione, dalle truffe all’Inps nel bracciantato agricolo a quello dei falsi lavoratori dell’Inps, dalla criminalità economica a quella spicciola.
Se ci fossero le quotazioni degli scommettitori, Lenza avrebbe la quota più alta.

Roberto Lenza

Roberto Lenza




Ecco la giunta di De Luca, Bonavitacola vice

di Andrea Pellegrino

Vincenzo De Luca entra a Palazzo Santa Lucia e vara la nuova giunta. Questa mattina ha varcato il Palazzo da un ingresso secondario, ha preso possesso della stanza e ha presentato, nel corso di una conferenza stampa la nuova giunta. Il deputato salernitano Fulvio Bonavitacola sarà vice con deleghe all’Urbanistica e all’Ambiente. Ora dovrà lasciare il posto a Montecitorio. Nell’esecutivo regionale prevale la presenza femminile. I nuovi assessori  sono Serena Angioli (Fondi europei), Livia D’Alessio (Bilancio), Valeria Fasciobe (Start up e internazionalizzazione), Lucia Fortina (Scuola e parti opportunità), Chiara Marciani (Formazione e lavoro), Sonia Palmieri (Patrimonio e risorse), Amedeo Lepore (attività produttive).   De Luca conserva per sè le deleghe a Trasporti, Cultura, Agricoltura oltre alla Sanità che è commissariata. Quattro i consiglieri del presidente: Sebastiano Maffettone, Francesco Caruso, Paolo De Ionna e Mario Mustilli. Nessun incarico per il già rettore dell’Unisa Raimondo Pasquino.