Crolla il turismo nel salernitano ma regge in Costiera Amalfitana

di Erika Noschese

Ancora una stagione amara per il turismo campano. I dati forniti dall’Abbac – l’associazione nazionale dei B&B e affittacamere – e dell’osservatorio Otei, parlano infatti di una stagione turistica in chiaroscuro con punte del meno 20%, rispetto allo scorso anno, in alcuni territori. Nello specifico, a Salerno città l’Abbac ha registrato un 15/20% in meno rispetto al 2018 mentre si è registrato un netto aumento per quanto riguarda la platea delle strutture considerate non regolari; calo registrato anche in Cilento con il 20% in meno rispetto allo scorso anno. E’ andata meglio, invece, in Costiera Amalfitana dove la flessione è stata davvero minima o insignificante; dicorso simile anche per Amalfi e Positano che restano al top nella classifica seguite da Vietri sul Mare, Maiori e Minori. Dati, questi, che da un lato allarmano e demoralizzano gli operatori e dall’altro fanno invece sperare nel mese di settembre, con le ultime settimane estive. A penalizzare le zone costiere sia fattori esogeni quali il successo di destinazioni più a buon mercato per il turismo balneare, soprattutto per le vacanze degli italiani, sia fattori endogeni come le storture del territorio con poca organizzazione turistica, carenti infrastrutture e servizi, scarsa professionalità, abusivismo ricettivo, percezione di insicurezza e difficile mobilità. Alla base dell’ennesimo crollo registrato dalle strutture turistiche, salernitane e campane, anche le difficoltà collegate ai dati allarmanti sulla balneabilità di alcune importanti aree costiere che hanno destato preoccupazione. Migliorano, invece, le esperienze di viaggio dei turisti che recensiscono online malgrado diverse problematiche. «Speriamo in settembre che possa mitigare i guasti di una stagione che per la prima volta, come già annunciato dalle previsioni, ha registrato una flessione», ha dichiarato il presidente Abbac Ingenito che parla di segnali incoraggianti grazie alla frequenza dei voli e alle maggiori opportunità culturali offerti ad un target sempre più alto di viaggiatori ma – aggiunge – «si può fare molto di più». come ad esempio, «una calendarizzazione annuale di mostre ed eventi, migliore promozione verso mercati nuovi e rafforzamento dei canali tradizionali oltre ad una forte azione contro abusivismo, illegalità e sicurezza». Nel bilancio complessivo di questa estate 2019 vengono messe nel conto anche le mancate scelte compiute sinora della Regione, che non si è ancora dotata di un piano di sviluppo regionale, con carenze strutturali relativi a portali di informazione, strumenti di assistenza e gestionali dell’organizzazione turistica. «Molti enti non dialogano tra loro, poche vere sinergie con i privati, eventi non coordinati e promossi in tempi e modalità non corretta mentre restano sul tappeto le gravi difficoltà di mobilità, basti pensare alla Circumvesuviana, alle ridotte corse integrative delle vie del Mare, alla fruizione di spazi e parcheggi e al traffico insostenibile verso località che come per la Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana dovrebbero essere tutelate e protette considerata la loro fragilità», ha aggiunto Ingenito secondo cui è necessario «un dialogo franco e diretto, per cogliere le oportunità di un segmento economico sempre più rilevante in Campania. Si deve fare di più e meglio su risorse europee, cogliendo l’opportunità della nuova programmazione Ue e utilizzando le cifre già stanziate e non utilizzate per il turismo, puntando ad una vera cabina di regia, che coinvolga tutti gli attori della filiera». Tante, troppe le problematiche che mettono in ginocchio il turismo come le tasse, troppe, e le imposte da parte dei Comuni per la tarsu, spendita non direzionale delle imposte di soggiorno per i Comuni che la applicano e servizi non all’altezza di destinazioni anche prestigiose. «Va bene l’aeroporto di Capodichino con i tanti voli e rotte offerte, come pure l’avvio speriamo a breve a pieno regime del secondo aeroporto di Salerno ma si deve lavorare ad una sinergia istituzionale e privata che punti alla qualificazione dell’offerta, al rafforzamento di infrastrutture, al potenziamento dei collegamenti del trasporto pubblico, per evitare ad esempio lo spopolamento nelle aree interne con un progetto concreto di incentivazione turistica e sostenibile e puntando ad una destagionalizzazione vera fatta con pacchetti turistici integrati che coinvolga tutti i settori da quello naturalistico, termale, escursionistico e religioso oltre a quello accessibile».




L’ospedale mai nato ad Amalfi Lo scandalo prosegue

di Andrea Pellegrino

Uno spreco miliardario vista mare. Siamo al “San Michele” di Pogerola, l’ospedale mai nato della Costiera Amalfitana, costruito, finanziato ma mai aperto ad Amalfi. Qualche anno fa è entrato di diritto tra gli sprechi dello Stato. Un danno economico da 12 miliardi delle vecchie lire, oltre gli allestimenti interni e gli annessi e connessi, la struttura venne portata quasi a termine nel ’92 ma, nonostante fosse dotata di costosissime apparecchiature e nonostante l’assunzione in servizio di personale medico e paramedico per oltre 100 unità, non è mai entrata in funzione. Oggi è nel completo abbandono, con una parte che è al servizio – come deposito – del Comune di Amalfi. Negli anni tutte le proposte di riconversione sono state scartate dalle varie amministrazioni comunali che si sono succedute ed oggi l’immenso immobile che sovrasta Amalfi e gran parte della Divina Costa cade a pezzi. «Sono decenni che come presidente del tribunale del malato – spiega Andrea Cretella – mi batto per utilizzare questo immobile come residenza per gli anziani. Un posto incantevole, stupendo, una vista mozzafiato e aria pura. Venti anni fa riuscii a strappare l’impegno all’allora assessore regionale alla sanità Ettore Liguori ma l’allora conferenza dei sindaci boicottò l’iniziativa». Tre piani, circa cinquanta stanze, alcune delle quali già allestite, all’epoca, per la degenza dei pazienti della Costiera Amalfitana. «Il Comune – prosegue Cretella – avrebbe potuto chiedere la gestione o l’acquisto per la riconversione, invece, non è stato fatto nulla». Il caso di Pogerola torna ciclicamente ogni campagna elettorale ma dal ’92 ad oggi non si è mosso nulla. Anzi ad oggi le condizioni dell’immobile sono disastrose. Nel 2000 si occupò dell’incompiuta la Commissione d’inchiesta del Senato sul sistema sanitario che, nella relazione presentata al Parlamento, inserendo il presidio ospedaliero di Pogerola tra le strutture sanitarie non funzionanti, lo definì testualmente “una sorta di fabbrica di primari perché preso a motivo e pretesto per bandire concorsi di primariati i cui vincitori venivano poi trasferiti altrove”. Vennero infatti assunti, con regolare concorso, sotto la gestione (1989-1993) del ministro della sanità Francesco De Lorenzo, otto primari stipendiati regolarmente nonostante la prolungata inattività presso l’ospedale inutilizzato che vennero poi spostati in altri ospedali avviando la propria carriera da primari in un contesto di attività fittizio, da qui la denuncia della commissione. Almeno un piano della struttura, da qualche anno, viene utilizzato dal Comune come deposito di materiale mentre lo stabile invecchia e diventa sempre più inutilizzabile per qualsiasi attività. «In una parte della struttura – prosegue Cretella – così come testimoniano le foto che mi sono state inviate, ci sono bidoni, campane e contenitori per la raccolta differenziata e per la raccolta di oli esausti. Chiederò, nei prossimi giorni, chiarimenti all’amministrazione comunale».




Provincia di Salerno: presentato volume sulla figura di Diego Tajani

di Antonio Iovino

Valorizzare la memoria storica, per riuscire a superare le problematiche odierne, come quella enorme della mafia, che è possibile battere partendo dai più giovani e valorizzando figure come Diego Tajani, un personaggio storico assolutamente attuale: questo è ciò che è emerso durante la presentazione del libro di Maurizio Mesoraca, già senatore e ora Presidente dell’Università Popolare Mediterranea di Crotone Upmede dell’Associazione Diego Tajani, intitolato “Diego Tajani, un cambiamento atteso un secolo e i nodi irrisolti dell’Italia”. “Il libro – afferma l’autore Mesoraca – parte da un grande personaggio eletto nel collegio di Amalfi – Salerno nel 1874. Costui è stato uno dei personaggi più famosi della storia del Parlamento italiano, intanto perché ha sollevato una serie di nodi, di questioni, che sono di estrema attualità. Egli fu avvocato, magistrato e parlamentare e in tutte e tre queste funzioni, ha assunto decisioni molto importanti. Nel 1875, Tajani, si alza nel Parlamento italiano e pone la questione della mafia in un memorabile discorso; all’epoca parlava della Sicilia perché eravamo agli albori del fenomeno, tant’è vero che si parlava di “maffia”, con due f. Da quel momento, nessuno ha potuto più dire che in Italia non c’era la mafia, magari ci hanno provato più tardi al nord, sostenendo che essa fosse un prodotto esclusivamente del meridione, ma poi questi signori hanno dovuto scoprire che essa esiste anche in Lombardia, nel Veneto, in Emilia Romagna ecc. Io ho assunto questo personaggio proprio perché costui pone questioni come quella della mafia o del Mezzogiorno, che sono attualissime”. Sempre Maurizio Mesoraca, poi, spiega il titolo del suo libro: “Parlo di nodi irrisolti poiché, dal 1875, da quando Tajani pone queste questioni, alcuni di questi nodi si sono aggrovigliati e spesso taluni si sono aggravati”. Mesoraca prosegue dichiarando che, a differenza di fenomeni come il brigantaggio e il terrorismo, la mafia ancora non è stata sconfitta, diventando, anzi, un fenomeno internazionale. I primi due, infatti, sono stati prontamente arginati e debellati, il terzo no, arrivando perfino a contaminare il mondo religioso e trovando, tra chi ha il compito di combatterlo, individui collusi. Infine, l’autore del libro, afferma che per sconfiggere questa piaga “è necessario tagliare i nodi tra il mondo della politica, il mondo dell’economia, il mondo delle istituzioni, che assume la mafia come uno strumento per il consenso; noi, invece, dobbiamo assumere, questa, come una battaglia di resistenza, di liberazione, perché sennò è difficile estirpare il fenomeno. Molta gente, ormai, è stata conquistata e assume la mafia come un fenomeno qualsiasi; è quindi importante andare nelle scuole per favorire le condizioni di un nuovo modello di sviluppo ed ecco perché, Tajani, è una figura molto importante per il presente”. Sull’evento e sul personaggio al centro dello stesso, si è espresso anche il Presidente dell’Università Popolare Interculturale, Walter Iannotti, il quale ha dichiarato: “I temi che centrava Diego Tajani nel 1800 in realtà si ripetono nel Mezzogiorno d’Italia e, come dice anche Maurizio Mesoraca, influiscono anche sulle responsabilità delle regioni del nord; ciò è dimostrato anche dalla cronaca recente e dall’insediamento, sempre più quotidiano, di malavita al nord».




Amalfi. Via ai lavori per la gestione centralizzata delle aree di sosta

Sono partiti i lavori per la riqualificazione degli impianti tecnologici di controllo della sosta nei parcheggi pubblici di Amalfi, con la realizzazione del sistema di gestione automatizzato e centralizzato delle aree di sosta. Per tale intervento, che porterà al controllo informatizzato dei posti auto presenti e sarà importante architrave per la gestione informatizzata dei flussi di auto, l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Daniele Milano ha disposto un finanziamento di 366mila euro. L’impatto principale del sistema in fase di realizzazione sarà quello di dettare maggiore ordine per i visitatori in arrivo in città, che saranno aiutati da pannelli informativi collocati all’arrivo in città ed in alcuni punti chiave di Amalfi. I pannelli comunicheranno la disponibilità, o meno, di posti auto nelle varie aree di sosta, contribuendo a governare già dall’esterno della città l’imponente traffico che arriva nei periodi di punta. Prosegue, così,la rivoluzione della sosta avviata di concerto con la società in house del Comune “Amalfi Mobilità”, guidata dall’amministratore Antonio Vuolo. Le previste innovazioni tecnologiche innalzeranno sostanzialmente la qualità del servizio, infatti, come sottolinea il sindaco Milano: “Anche questo nuovo intervento è ispirato al principio che la gestione della sosta sia non solo un semplice servizio pubblico, ma anche uno dei primari servizi di accoglienza della città turistica. Finora abbiamo voluto la conoscenza delle lingue e della storia locale da parte dei nostri parcheggiatori, l’attivazione di servizi di pagamento della sosta tramite app, prenotazione per i bus tramite portale dedicato, il rinnovo di tutti i parcometri. Ora passiamo alla centralizzazione del servizio, che ci aiuterà a gestire i flussi di auto. Stiamo rivoluzionando il sistema perché sia sempre più efficiente,ma anche perché diventi pietra angolare del progetto di controllare a monte il traffico con la ZTL territoriale, anche in base alle disponibilità di spazi per le auto”.Il presidente di Amalfi Mobilità, Antonio Vuolo, aggiunge: “Si tratta di un progetto che ha richiesto un grandissimo lavoro ed un attento studio, che introduce novità sostanziali che risolveranno molte delle criticità che abbiamo rilevato nel corso del tempo relativamente alla gestione della sosta”. In sostanza, il nuovo sistema consentirà di rendere finalmente conoscibile il numero di posti auto a pagamento nei parcheggi di Amalfi, concorrendo ad orientare, in tal modo, anche le scelte di chi intende dirigersi in auto in Costiera.




Amalfi, pullman investe 12enne. Gravemente ferito

È di pochi minuti fa la notizia di un pullman di grandi dimensioni che avrebbe investito un 12enne, schiacciandolo nella ringhiera a protezione procurando gravi ferite. L’autobus in questione beneficeranno dei permessi di deroga. Il fatto si è  verificato all’altezza dell’hotel Luna di Amalfi, punto in cui la careggiata diventa ulteriormente ristretta.




Mezzi con rifiuti parcheggiati tra le case I residenti sul piede di guerra

Brigida Vicinanza

Ancora problemi e disagi per i residenti nella zona di Amalfi, soprattutto per quelli delle frazioni che continuano a fare i conti con la tragica situazione dei rifiuti. A quanto pare ieri mattina è stato richiesto dai residenti di una frazione del comune costiero, l’intervento dei carabinieri e dei vigili urbani in quanto i mezzi autocompattatori erano parcheggiati, senza aver scaricato ancora l’immondizia, proprio sulla strada, portando in tutte le strade un odore nauseabondo insopportabile tra tutti i cittadini. Una situazione, quella della ditta dei rifiuti del comune di Amalfi, che continua a tenere banco anche dopo la visita dei Noe a Palazzo di Città di qualche settimana fa. Liquidi che sversano in strada, rifiuti e olezzi insopportabili. Anche questo era stato denunciato nell’esposto presentato alla Procura dall’associazione “Mani Pulite” e dal presidente Andrea Cretella. L’indagine, partita dai disagi e finita nel capitolato d’appalto da parte del Comune di Amalfi, è ancora in corso e non si esclude che i magistrati possano sentire a breve alcune persone interessante e anche chi aveva firmato la denuncia. Un pericolo per la salute pubblica, in quanto soprattutto nella stagione estiva c’è un rischio infezioni maggiore, con le temperature alte. Il presidente Cretella, aveva chiesto infatti che venisse concesso alla ditta che si occupa del conferimento un parco per i mezzi adeguato affinchè si potessero liberare le strade dall’ingombro dei mezzi parcheggiati ovunque, ma soprattutto i residenti dai cattivi odori e dal rischio sulla salute. Si attendono, dunque, i risvolti dell’indagine, che potrebbero mettere pace almeno tra i residenti.




Blitz del Noe al Comune di Amalfi: si indaga sull’appalto dei rifiuti

Brigida Vicinanza

Blitz del Noe a Palazzo di Città di Amalfi martedì mattina presso gli uffici di segreteria e del responsabile dell’Ufficio Igiene e Sanità, su disposizione della Procura di Salerno. A quanto pare l’indagine è stata avviata da un esposto inoltrato mesi fa al Procuratore della Repubblica di Salerno, da parte dell’ associazione nazionale “Mani Pulite”. Nell’esposto veniva segnalato il mancato rispetto di alcune norme importanti del Capitolato di appalto da parte della ditta che ha il servizio in appalto da 2 anni, ovvero la mancanza di locali adibiti a spogliatoi, bagni, docce lavandini per i 35 operai ecologici, locali deposito per il ricovero degli automezzi, che vengono messi in sosta lungo il tratto di via della Frazione Tovere di Amalfi. Il tutto innescando un pericolo per la salute pubblica e soprattutto per la salute pubblica. Inoltre sembra che da parte degli organi di controllo del Servizio Igienico Sanitario del Comune di Amalfi (Comando Polizia Urbana, Ispettore Igiene, Responsabile del servizio, nei due anni di appalto (2016- 2017 il contratto di appalto scadeva il 31.12. 2017) non ci sia stata mai una contestazione e ne una sanzione come previsto dall’articolo 19 del contratto di appalto nei confronti della ditta. Nonostante tutto il dirigente del servizio e l’amministrazione comunale hanno provveduto a prorogare l’appalto del servizio per un anno (2018) pur sapendo che la ditta non rispettava le norme contrattuali sulla sicurezza del lavoro mettendo a grave rischio la salute dei dipendenti e dei cittadini. Intanto sono al vaglio degli inquirenti tutta la gestione dei due anni di appalto, compresa l’assunzione del personale. Pare, infatti, che non sia stata rispettata la legge regionale che prevede l’assunzione prioritaria dei dipendenti licenziati da altre società o consorzi del settore. Sono tante le segnalazioni da parte di cittadini, per i disservizi che vi sono sul territorio, in particolare la mancata pulizia delle strade interne, delle frazioni piene di erbacce e dei vari rifiuti. Una situazione insomma già annunciata e denunciata nell’esposto dell’associazione Mani Pulite e dal presidente Andrea Cretella, nonchè dai tanti cittadini. Adesso si attendono i risultati delle indagini, ma soprattutto altre mosse dal Comune di Amalfi. Un problema quello dei rifiuti che tiene comunque banco da tempo in tutta la provincia di Salerno e nei comuni della Costiera, che nei giorni scorsi hanno già dovuto affrontare il problema per quanto riguarda il conferimento da parte dello Stir di Battipaglia. A questo si aggiungono nuovi scenari che vanno a danno soprattutto dei cittadini, minando la salute pubblica. Ed è proprio sulla salute dei residenti che l’associazione “Mani Pulite” si batte quotidianamente. L’esposto che riguardava proprio il mancato rispetto di alcune norme che riguardano l’appalto della ditta di Amalfi,ha portato i risultati sperati.




Gentiloni blindato in Costiera Niente domande, solo relax

Adriano Rescigno

Un arrivo in punta di piedi per il primo ministro Paolo Gentiloni ad Amalfi, dove tra la voglia di mare di turisti e bagnanti è passato inosservato nonostante le consuete vetture blindate blu Montecarlo, che dietro una cortina di ferro silenziosa e di stampa non gradita si accinge a trascorrere il ponte del primo maggio in Costiera Amalfitana. Gentiloni è giunto all’ingresso della repubblica marinara intorno alle 17.25 iin auto, da Vietri sul Mare attraverso la statale 163 Amalfitana accompagnato da un rigido corteo di sicurezza mentre via mare si aggiungeva alla scorta presidenziale una motovedetta della seziona operativa navale della guardia di finanza. Giunto al lussiosissimo hotel Santa Caterina intorno alle 17.40 il premier accompagnato dalla consorte Emanuela Mauro e dal senatore Luigi Zanda, nemmeno il tempo di posare le valigie che già era in viaggio per Positano dove si è trattenuto per la cena. L’arrivo del primo ministro era atteso intorno alle 14.00 via mare, con attracco direttamente al molo privato della struttura alberghiera in cui trascorrerà probabilmente l’ultima mini vacanza da primo ministro. Alle 14.00 invece i Gentiloni, essendo clienti abituali, erano a pranzo il penisola sorrentina, a Vico Equense, da “Torre del Saracino” dove padrone indiscusso della cucina è lo chef stellato Gennaro Esposito. Silenzio, anche sul menù consumato e niente selfie con i clienti del ristorante. Onde evitare flash e domande indiscrete sul governo che verrà con un possibile accordo M5s – Partito democratico, su consiglio del servizio di scorta, il primo ministro ha lasciato il ristorante da una uscita secondaria. Copione che si ripete all’arrivo ad Amalfi con la stampa tenuta lontano dall’imponente servizio di sicurezza oltre trecento metri dal Santa Caterina, insomma, nemmeno la possibilità di immortalare l’ingresso del premier in hotel è stata concessa. Con i mala tempora che currunt per i dem è meglio evitarli i giornalisti almeno non si cade nell’imbarazzo del non saper rispondere. Oppure, senza avanzare le famose tesi complottiste al premier proprio non andava di farsi vedere con conseguente rottura delle cosiddette quindi meglio sguinzagliare le forze dell’ordine e problema cronisti risolto. Allontanati e schedati. Come già avvenuto lo scorso anno, in concomitanza con la presenza del premier Paolo Gentiloni giunto nel tardo pomeriggio ad Amalfi dove trascorrerà il ponte del primo maggio, il presidio ospedaliero della Costa d’Amalfi da ieri è stato dotato di un’ulteriore ambulanza di tipo a con anestesista rianimatore a bordo h 24, per ogni evenienza, alla luce dell’infarto che ha colpito lo stesso premier nel gennaio dell’anno scorso. Nulla è dato sapere del programma feriale dei Gentiloni dunque, gelosamente organizzato dalla scorta personale. In base alle abitudini adottate dal premier quando è in visita in terra d’Amalfi non è esclusa una passeggiata nel centro storico all’ombra del duomo con colazione alla Caravella oppure Da Gemma. Non è escluso nemmeno un momento in balia del glucosio tra le vetrine della rinomata pasticceria Pansa. Si prega di non disturbare.




Migliaia di persone ad Amalfi per festeggiare con Arisa

Migliaia di persone, la notte del 31 dicembre, hanno affollato Amalfi per il concerto di Arisa. Fans e curiosi provenienti da tutte le regioni d’Italia hanno fatto registrare, già da tempo, il sold out nelle strutture ricettive della città. Arisa, stella indiscussa della serata, ha fatto il suo ingresso in scena scendendo la scala monumentale del Duomo, dopo la fase di riscaldamento affidata alla Nientedimeno Swig Band, ha dato il via ad un intenso spettacolo per voce e piano. L’artista ha incantato con la sua armoniosità vocale e ha coinvolto il pubblico con la sua ironia. Le prime note che hanno colmato la piazza dominata dalle inconfondibili volte della cattedrale di Sant’Andrea sono state quelle di “Meraviglioso amore mio”, continuando poi per una lunga carrellata di successi che hanno compreso tra l’altro i due brani vincitori del Sanremo (Controvento e Sincerità), la hit dell’estate “L’esercito del selfie” cantata, assieme a due fan dopo un simpatico siparietto col pubblico, passando poi per “La Notte”, “Ho cambiato i piani”, “Malamorenò”, “La Notte” ed altri brani fino alla conclusione con “Pace”. Durante il concerto, Arisa ha omaggiato Pino Daniele cantando “ ‘O ssaje comme fa ‘o core”. Il dono speciale dell’artista ad Amalfi, nella notte di Capodanno, è stata per sua stessa ammissione una delle primissime esecuzioni live di “Vasame”, il brano che fa da colonna sonora al film “Napoli Velata” di Ferzan Ozpetec. Non sono mancati i momenti di grande ironia, che hanno visto l’artista giocare col pubblico, pungolarlo con qualche battuta in napoletano, fino al simpatico siparietto col sindaco di Amalfi Daniele Milano al quale, durante l’improvvisazione dei ritornelli di alcuni di brani tradizionali di liscio non pre- visti dalla scaletta e proposti al pubblico dopo che un fan aveva urlato “facci ballare!”, ha chiesto in cambio in omaggio una villa ad Amalfi con vista sul mare. Dopo il bel live dell’artista potentina, il Capodanno #NyeAmalfi2018, organizzato dal Comune di Amalfi, Assessorato agli Eventi retto da Enza Cobalto in collaborazione con SoliEventi ed il Comitato Natale e Capo- danno ad Amalfi, prodotto da Amalfi Events e con la direzione di Agostino Della Pietra, è andato avanti fino alle 5 del mattino con la musica dance del guest Dj Diego Ray e dei Dj resident Pio Mansi & Filippo Di Costanzo.




La Costiera e le luci

Andrea Pellegrino

Passi per i due milioni di visitatori, per gli hotel pieni e per il commercio in ripresa ma sostenere che le “Luci d’Artista” trainino la Costiera Amalfitana è abbastanza azzardato Sarà l’euforia del Natale, della festa di un club della Salernitana, ad aver fatto spingere il governatore della Campania sull’acceleratore della difesa del suo luminoso evento milionario. Non fosse altro che i numeri parlano chiaro ed alcuni elementi sono oggettivi. La Costiera Amalfitana vive di turismo quasi tutto l’anno. Ad eccezione, questo è vero, di alcuni mesi invernali che non sono sicuramente quelli natalizi. Amalfi, Positano e Ravello, sono riconosciute ancor prima dell’avvento delle “Luci d’Artista” in tutto il Mondo e sono state, sia in estate che durante il periodo natalizio, punto di riferimento di turisti stranieri. Ed in Costiera Amalfitana le parole del governatore non sono passate inosservate, anche con immancabili sfottò. C’è chi domanda ironicamente, ad esempio: «Se spengono le Luci, sparisce Positano?». E così via fino ad una legittima difesa di tutti i costaioli e degli imprenditori della Divina. Certo è, per dovere di cronaca, che il viavai di turisti mangia e fuggi dei weekend delle Luci d’Artista, qualche comune lo agevola. E’ il caso di Vietri sul Mare che, comunque, già di per sé, è noto per la sua ceramica e che attira ogni sabato e domenica, nelle ore mattutine, quasi tutto il pubblico che proviene da fuori regione delle Luci d’Artista. Ma da qui ad innalzarsi a “salvatore della Costiera” ci passa tutto il mare della Divina.