“Un libro sotto le stelle”, domani ad Albanella la seconda giornata

Domani martedì 21 agosto, alle ore 20, ad Albanella, nell’ambito della XV edizione della rassegna “Un libro sotto le stelle”, organizzata dal Comune con la collaborazione dell’associazione Meridiani con il patrocinio della Regione Campania e della Provincia di Salerno, sarà presentato “La culla del terrore. L’odio in nome di Allah diventa stato”, l’ultimo saggio del giornalista e inviato di guerra Toni Capuozzo. Nel corso della serata, verrà consegnato il premio speciale “Storie Eccellenti” a don Tonino Palmese, vicario episcopale per la carità e la pastorale della diocesi di Napoli nonchè presidente della Fondazione Polis. A seguire, saranno insigniti del Meridiani Award 2018 Emilio Fede, direttore e storico inviato Rai in Africa, ed Enzo Nucci, corrispondente Rai per l’Africa sub-sahariana. La manifestazione, presentata da Nunzia Schiavone, termina domenica.




Autoscuole, il regolamento della discordia

Erika Noschese

Non accenna a placarsi la polemica sul consiglio provinciale tenutosi nella giornata di mercoledì che vedeva, tra i punti all’ordine del giorno, l’annullamento in autotutela della delibera e l’approvazione del nuovo regolamento circa le autoscuole. A scatenare le polemiche e mettere sul piede di guerra titolari delle autoscuole e i rappresentanti provinciali dei sindacati Unasca, Confarca e Unica il nuovo regolamento che, di fatto, liberalizza le autoscuole, senza alcuna distanza da rispettare tra un’attività e l’altra.

Ma cosa dice, in sostanza, il nuovo regolamento?

In tema di autoscuole la normativa statale non ha mai previsto distanze minime per il rilascio del titolo e che l’unica forma di contingentamento era, appunto, quella riferita al numero di abitanti. La polemica, fondamentalmente, è scoppiata proprio in virtù di questa normativa in quanto, il precedente regolamento provinciale prevedeva sia il rispetto del rapporto tra autoscuole/abitanti sia il rispetto delle distanze minime tra autoscuole.

E allora perchè la revoca?

La normativa sulla concorrenza ha escluso ogni possibilità di limitazione correlata al rapporto tra domanda ed offerta, incluse quelle che prevedano distanze minime. Per queste ragioni, il regolamento provinciale del 2011 ha riformulato il testo eliminando ogni limitazione non correlata ad “esigenze imperative di interesse generale”. Stando a quanto riferito, diverse sarebbero infatti le autoscuole, tra Eboli e Scafati, a cui non sarebbe stato concesso il nulla osta per il mancato rispetto della distanza minima tra un’attività e l’altra, salvo poi rivedere la cosiddetta legge Bersani che annulla anche i 200 metri di distanza per il rispetto della normativa sulla concorrenza. Una situazione complessa che, lo scorso 20 febbraio, ha visto il dirigente Domenico Ranesi esprimere parere sfavorevole in quanto il rispetto di una distanza minima dall’autoscuola piùvicina si configura come limitazione in violazione di legge all’accesso ed all’esercizio dell’attività di autoscuola, precisando però di non aver espresso alcun parere di regolarità tecnica e sottolineando che precisando che quello che si evince nella delibera va riferito esclusivamente alla proposta di deliberazione.

Autoscuola Gargano: «Non abbiamo nulla da dire»

«Non abbiamo nulla da aggiungere». Liquida così il titolare dell’autoscuola Gargano, ad Albanella che annuncia ora l’intenzione di prendere seri provvedimenti circa quanto sta accadendo. La scuola guida in questione, infatti, si è sentita tirata in ballo dopo la querelle post consiglio provinciale. Ad onor del vero, occorre specificare che con la vicenda in questione nulla hanno a che vedere se non per il nulla osta che è poi stato successivamente concesso, dopo una prima istanza di rigetto della domanda. Tante e diverse sono state le accuse lanciate sino ad ora ma non contro la scuola guida in questione. Se non fosse chiaro, infatti, ad essere tirati in ballo, in tutta quest’incresciosa vicenda, non sono altro che i dirigenti provinciali che – stando alle accuse lanciate e di cui abbiamo già parlato – avrebbero rivisto più volte la normativa in questione.




«Nessun abuso commesso da noi»

Erika Noschese

Il consiglio provinciale tenutosi nella mattinata di mercoledì ha trascinato con sé una scia di polemiche circa il terzo punto all’ordine del giorno: l’annullamento in autotutela della delibera e l’approvazione del nuovo regolamento per ciò che concerne il nulla osta all’apertura delle autoscuole. A tentare di chiarire la sua posizione è Domenico Ranesi il dirigente che ha concesso all’autoscuola Gargano, ad Albanella, di poter avviare la sua attività di fronte ad un’altra autoscuola.

Dottor Ranesi, in consiglio provinciale è stato votato l’annullamento della delibera e l’approvazione del nuovo regolamento. Una decisione, questa, che ha messo i titolari sul piede di guerra annunciando battaglia.

«Il mio punto di vista è quello del consiglio provinciale. Di più non posso aggiungere».

Pare ci siano state richieste per ottenere la concessione, non firmate da lei in quanto non rispettavano la distanza dei 200 metri.

«A me non risulta alcun diniego. Nessuna autoscuola ha chiesto di avere l’autorizzazione ed è stata bocciata sulla base del fatto delle distanze. L’autoscuola Gargano (quella di Albanella che ha poi dato vita alle polemiche ndr) è stata la prima ad avercelo chiesto, pur non rispettano la distanza dei 200 metri. Noi, in prima battuta, abbiamo detto di no, interpretando erroneamente un vecchio regolamento. Poi, dopo una richiesta più approfondita, abbiamo verificato che il vecchio regolamento non valeva più. Per cui alla luce della nuova normativa, la Bersani, abbiamo deciso di concedere il nulla osta e dunque l’autorizzazione. Da qui è nata tutta la polemica e abbiamo anche cambiato il regolamento, rendendolo conforme alla normativa esiste».

Il regolamento di cui parla però non sarebbe mai stato visionato dai titolari delle autoscuole e dai sindacati che si stanno occupando della vicenda.

«Il regolamento, emendato dal consiglio provinciale e poi ieri (mercoledì per chi legge ndr) è stato approvato nella sua forma definitiva. Nessuna distanza perché la legge non lo consente in quanto sarebbe una limitazione della concorrenza». Le sigle sindacali ora annunciano azioni penali. «Io non sono nessuno per dire se ci sono gli estremi per avviare azioni legali. Io ho solo interpretato la legge nel modo più corretto, poi magari abbiamo sbagliato ma non voglio entrare in polemiche»

La replica/ Nico Mazzeo: «Il dirigente ha modificato la legge a suo piacimento diverse volte»

«Io ho una visione di contrasto, così come i miei colleghi, rispetto a quella dei dirigenti provinciali». lo ha dichiarato il responsabile provinciale di Confarca, in merito alle decisioni prese in consiglio provinciale circa l’approvazione del nuovo regolamento che, di fatto, liberalizza le autoscuole, senza alcun vincolo di distanze. «In questo momento storico, visto che la Provincia si è determinata prima in un modo e poi ha modificato la sua valutazione, noi non possiamo fare altro che aspettare quello che sarà il giudizio dei tribunali. Mi associo alle parole di Antonio Anastasio, siamo pronti a qualsiasi procedimento, anche penale, per una valutazione generale», ha poi aggiunto Mazzeo, spiegando che alla stesura del regolamento avrebbero dovuto partecipare anche i sindacati. E in merito alle dichiarazioni del dirigente provinciale che ha concesso il nulla osta alla scuola guida di Albanella, dice: «Il dirigente, come in tutte le iniziative intraprese fino ad oggi, ha lavorato in totale autonomia senza confrontarsi con nessuno. Noi non crediamo che questo sia giusto e stiamo valutando tutte le iniziative. Se c’è un riscontro penale lo valuteremo, parleremo con gli avvocati e con i rappresentanti della categoria perché siamo in tanti, nella provincia di Salerno. L’ente Provincia non solo non ci ha considerato ma ha bypassato qualsiasi tipo di iniziativa, con un dirigente che più volte ha modificato i suoi atti, continuando su questa linea».

In merito alle dichiarazioni del dirigente che parla di una prima interpretazione erronea della legge che, in prima istanza, ne ha vietato l’apertura?

«Allora, il dirigente ha sbagliato dal 2007 ad oggi. Tra l’altro, nell’ultimo anno, ha interpretando la legge in modo diverso, diverse volte per questo abbiamo fatto il ricorso al Tar: non capiamo quale regolamento è stato preso in considerazione, in che termini e che modi, modificando ogni volta a suo piacimento la norma».

Unasca/ David Nola: «Azioni legali per tutelare la categoria»

«Noi siamo rimasti interdetti per la modalità con cui è stata fatta quest’azione perchè, fino a pochi giorni prima, non si sapevo cosa avrebbero fatto in consiglio provinciale e cosa avrebbero rigettato». Lo ha dichiarato David Nola, del sindacato Unasca, intervenuto in merito alla querelle sorta post consiglio provinciale. «Nello stesso giorno, poi, hanno approvato un nuovo regolamento, privo dell’emendamento che andava ad aiutare le famiglie che hanno investito in quest’attività, cercando di tutelarle. Con la caduta di quest’emendamento, questo diventerà sempre più difficile», ha detto ancora David Nola, spiegando – ancora una volta – che la legge Bersani permette ora ad un’autoscuola di aprirsi anche di fronte ad un’altra già presente, senza alcun vincolo o impedimento. «Stiamo valutando con i nostri avvocati quali azioni legali possiamo intraprendere per tutelare la categoria», ha aggiunto. Dall’Unasca, infatti, hanno spiegato che il regolamento non è stato presentato ai sindacati prima dell’approvazione, non aprendo un tavolo per le trattative e la stesura del nuovo regolamento. «Noi, di fatto, non abbiamo idea del regolamento approvato dai consiglieri. Per ipotesi, possiamo pensare che si tratti di quello precedente ma non abbiamo ancora alcuna certezza in merito. Se dovessero esserci gli estremi per una denuncia per abuso d’ufficio, anche nei confronti degli stessi consiglieri provinciali, noi non ci tiriamo indietro e procediamo tranquillamente». Un pensiero, quello di Nola che va di pari passo con quello di Antonio Anastasio che, subito dopo il consiglio provinciale, ha annunciato l’intenzione di intraprendere azioni penali non solo per abuso d’ufficio ma anche per eventuali altri reati che potrebbero emergere da questo procedimento. In attesa della sentenza del Tar, i sindacati annunciano l’intenzione di intraprendere tutte le azioni necessarie per tutelare il lavoro di chi, da anni, è presente sul territorio, e che ora – grazie alla Bersani – si potrebbe trovare costretto a dover rinunciare alla propria attività, a causa della concorrenza.

L’accusa/ Antonio Anastasio: «Il “presidente” della Provincia è Ranesi»

«Il “presidente” della Provincia Ranesi sta semplicemente tentando di togliere di mezzo la questione, per evitare di affrontarla nel corso del prossimo consiglio provinciale». Lo ha dichiarato Antonio Anastasio che si sta battendo affinché si eviti la liberalizzazione delle scuole guida. Anastasio, con una sottile ironia, definisce Ranesi – il dirigente reo di aver firmato la concessione per l’autoscuola di Albanella – il “presidente”, rimarcando che il ruolo principale non sembra rivestirlo Giuseppe Canfora ma il dirigente in questione. «Inizialmente, la concessione non era stata concessa poi, forse ricordandosi di un errore, è stato concesso il nulla osta. Un errore che è stato portato avanti per 7 anni? Perchè solo con la Gargano e non con gli altri?», si chiede ancora il responsabile provinciale di Unica Consorzi. Intanto, nei prossimo giorni, Unica, Confarca e Unasca hanno annunciato l’intenzione di dar vita ad uno sciopero.

Le dichiarazioni/ «Si tratta di terrorismo politico», autoscuole sul piede di guerra 

«E’ stato un atto di terrorismo politico». Parla così Francesco Galderisi, il titolare dell’autoscuola Pastena 1 in seguito a quanto accaduto in consiglio provinciale, con l’approvazione del nuovo regolamento che di fatto liberalizza le nuove aperture, senza alcun vincolo di distanza. La decisione ha fatto storcere il naso a parecchi titolari come l’autoscuola Marino o la Sprint, di via Michele Vernieri. La querelle è nata dopo la concessione rilasciata all’autoscuola Gargano di Albanella, apertasi proprio di fronte ad un’altra attività dello stesso tipo. «La liberalizzazione ci sta rovinando tutti. Ha tolto il lavoro anche a chi ce l’aveva perchè abbiamo già il problema degli iscritti, a causa del calo delle nascite ed è già molto circoscritto. Se arrivano nuove autoscuole, non togliamo il lavoro a chi non ce l’ha ma anche a chi un lavoro ce l’ha, grazie magari ad un’attività avviata da anni», ha dichiarato invece la titolare dell’autoscuola Marino che mette in discussione anche l’altro requisito, il parco veicoli completo: «Non è giusto ma dobbiamo adeguarci alla legge. Non possiamo far altro». Dello stesso parere anche il titolare della scuola guida Sprint: «E’ una grande stupidaggine. Se prima ci voleva un certo numero di abitanti, almeno 22mila, ora con la liberalizzazione l’autoscuola sembra diventata un mercato rionale. Svolgo quest’attività da 50 anni e ad oggi è una vergogna. Non possiamo avere due attività uguali l’una di fronte l’altra, la distanza dovrebbe essere anche superiore ai 500 metri. Poi, il parco veicoli completo è impossibile averlo». La legge Bersani sembra dunque aver messo in allarme i titolari delle scuola guida che rifiutano quanto approvato in consiglio provinciale dai consiglieri di maggioranza e minoranza, non senza polemiche, caos e confusione generale. «A noi non è giunto alcun regolamento. Pretendiamo di leggerlo», ha spiegato ancora Francesco Galderisi che – tra l’altro – fa parte del sindacato Unasca e si sta battendo affinché si intervenga in merito alla questione prima della sentenza del Tar, attesa per fine settembre inizio ottobre. L’Agicom, infatti, si sta occupando della tutela dei consumatori, senza tenere effettivamente in considerazione le difficoltà che si ritroverebbero a vivere, invece, le autoscuole presenti sul territorio da anni.




Noi con Salvini giovani: nominate due coordinatrici

Due nuovi coordinamenti per il movimento giovanile Noi con Salvini Salerno. Nei giorni scorsi, il segretario provinciale giovanile Tiziano Sica ha provveduto a nominare Simona Lima (foto destra), quale coordinatrice comunale di Albanella e Valentina Cortese (foto sinistra) coordinatrice comunale di Capaccio. “Il nostro movimento giovanile continua a crescere”, dichiara soddisfatto Tiziano Sica. “Il nostro obiettivo è avere un coordinatore in ogni Comune del Salernitano e stiamo lavorando per questo. Alle nuove coordinatrici non posso che augurare loro buon lavoro. C’è tanto da fare per il territorio e il nostro movimento sta lavorando affinché possa mettere in atto sempre nuove iniziative a sostegno dei più deboli e degli indifesi”,ha aggiunto il segretario provinciale giovanile. La famiglia del movimento giovanile saleritano, dunque, continua ad espandersi a macchia d’olio e ad ottenere sempre più consensi e adesioni sul territorio salernitano, nonostante le varie critiche che quotidianamente ricevono.




Due incidenti sul lavoro mortali nel salernitano

Il primo a San Gregorio Magno, dove per cause ancora in corso di accertamento da parte dei carabinieri Vincenzo Parrilli, 88 anni, e’ morto schiacciato dal peso della sua motozappa. Secondo prime ricostruzioni, il mezzo, che pesa 20 quintali, si e’ ribaltato mentre l’agricoltore percorreva una strada interpoderale in discesa. Tra le cause possibili, una manovra sbagliata che ha determinato il ribaltamento del mezzo agricolo. I vigili del fuoco, che hanno provveduto a estrarre il corpo dell’uomo.Il secondo incidente sul lavoro ad Albanella, dove un operaio di 49 anni, Giuseppe Bisogno, originario di Cava dei Tirreni, e’ morto dopo essere caduto dal tetto di una fabbrica di smaltimento e produzione di materiali plastici in localita’ Matinella. L’uomo stava eseguendo dei lavori di manutenzione quando e’ precipitato all’interno dello stabile da un’altezza di 10 metri. L’operaio e’ morto sul colpo a causa delle gravi lesioni riportate alla testa. A dare l’allarme gli operai della fabbrica. Sul posto i carabinieri e i medici del 118 che hanno constatato il decesso dell’operaio.