Scafati. Borse lavoro: “non estrema la linearità del bando”.

Di Adriano Falanga

Tra gli atti acquisiti dalla commissione d’accesso, anche quelli relativi al Piano di Zona, alla Scafati Solidale e ai diversi servizi offerti. In particolare l’attenzione è puntata anche sulle Borse Lavoro, dove sembrano emergere diverse anomalie. Punti di criticità che avevano già catturato anche l’attenzione del cda dell’Istituzione Scafati Solidale, che sui criteri di assegnazione di questi tirocini formativi avviati presso imprese aderenti, avevano voluto ricevere delucidazioni. Il cda ha approfondito l’argomento in più riprese nel febbraio del 2015, quando fu invitato e ascoltato anche un funzionario del Piano di Zona, per capire le modalità di assegnazione del bando 2013, poi prorogato nel 2014 e 2015. Le borse lavoro sono tirocini formativi riservati a tre categorie di utenti: disabili, ex detenuti e soggetti svantaggiati. Per quanto attiene alla categoria dei disabili, il funzionario chiarì ai vertici dell’Istituzione scafatese che i criteri di assegnazione erano stabiliti dal regolamento del Piano di Zona, che stabilisce le graduatorie attraverso una commissione composta dal coordinatore del Piano e due membri avente requisiti di psicologi o assistenti sociali. Un regolamento che però non disciplinava i criteri di assegnazione per le categorie svantaggiate, tanto che le borse furono attivate per 12 detenuti e una cinquantina di disabili. Particolare curioso è l’assenza di soggetti svantaggiati, questo perché, secondo quanto chiarito al cda dal funzionario del Piano di Zona, ci sarebbero state difficoltà ad individuare i parametri di assegnazione, o meglio, a capire come poter stabilire chi è disagiato o meno. Qui vengono registrate le perplessità del Cda, che invita il Piano di Zona ad attivarsi per l’inclusione di questa terza categoria. Successivamente, l’organo si riunisce per analizzare e valutare la graduatoria dei beneficiari del tirocinio formativo. Presenti il presidente Andrea Granata, il vice presidente Raffaele Di Rosa e il componente Luca Celiberti. Ascoltato nuovamente in audizione il funzionario del Piano. De Rosa in questa sede ritiene opinabile che le borse lavoro siano state assegnate a un discreto numero di invalidi la cui percentuale risulta essere superiore ai due terzi, motivo per il quale i costituiti ricevono già un assegno di indennità dell’Inps. Non solo, perché il beneficio è stato attivato anche per soggetti invalidi al 100% (probabili destinatari anche dell’assegno di accompagnamento) mentre altri due risultano avere addirittura un reddito Isee superiore ai 12 mila euro e un’invalidità del 75%, chiaro indice di fruizione di assegno di indennità, evidenzia il cda. Non avendo potere in capitolo, i vertici della Scafati Solidale sottolineano chiaramente la “non estrema linearità delle modalità del bando espletato”. La documentazione è stata acquisita dal pool di funzionari prefettizi guidati dal vice Prefetto Amendola e dello staff di esperti composto tra gli altri dal maggiore Apicella, dalla dottoressa D’Ovidio, dal comandate della Guardia di Finanza Fusco e dal capitano Avagnale supportati dagli uomini della Direzione Investigativa Antimafia guidati dal comandante Iannaccone.

MA SCAFATI SOLIDALE FU DECAPITATA DALL’ANTICORRUZIONE

Raffaele-CantoneAttualmente la Scafati Solidale è in una posizione di stallo, in quanto il presidente Andrea Granata è stato revocato tre mesi fa da un provvedimento emesso dall’Anac di Raffale Cantone (in foto). L’autorità nazionale anti corruzione ha infatti evidenziato profili di illegittimità nella nomina di Granata, in quanto ex consigliere comunale nel primo sindacato Aliberti. Ma ex consiglieri sono anche i componenti Di Rosa e Celiberti, ma la loro posizione è stata ritenuta legittima in quanto, secondo Statuto, non godono di poteri gestionali. Nel Gennaio scorso ci sono state le dimissioni del dirigente responsabile di Scafati Solidale, Vittorio Minneci. Il funzionario ha ufficialmente lasciato perché stanco, definendo le politiche sociali “lavoro usurante”. Al suo posto, dopo una chacchierata manifestazione d’interesse, Aliberti ha nominato il giovane assistente sociale Gaetano De Lorenzi, già in carico proprio al Piano di Zona. Nonostante però ufficialmente nessuna revoca è stata trasmessa dal primo cittadino a Di Rosa e Celiberti, questi preferiscono non convocare il cda, nonostante il vice presidente in carica da statuto avrebbe questi poteri. Secondo indiscrezioni, infine, avrebbe fatto un passo indietro, ancor prima di essere nominato, il coordinatore infermieristico Angelo Romano, indicato a larga preferenza dalla maggioranza alibertiana come nuovo presidente dell’Istituzione Scafati Solidale.




Scafati. Rivoluzione ai Servizi Sociali, lascia il dirigente Vittorio Minneci

Di Adriano Falanga

Lascia i Servizi Sociali il dottor Vittorio Minneci. Responsabile dell’ufficio da diversi anni, Minneci si occupa anche di Polverificio, Biblioteca e Cultura. La notizia è venuta fuori quando sull’Albo Pretorio compare la manifestazione d’interesse per un posto di “responsabile del settore Scafati Solidale”. Una posizione organizzativa del tutto nuova, facile a sollevare dubbi. Del resto, ci si poteva chiedere, il sindaco ha revocato l’assessorato alle Politiche Sociali, puntando sul consigliere delegato, e avendo già l’Istituzione Scafati Solidale, con tanto di cda, a sua volta sotto il coordinamento amministrativo dell’ufficio guidato da Minneci, quale era il motivo per cui introdurre una nuova figura organizzativa, con tanto di spese per il Comune? Facile gridare al conflitto di poteri. E’ stato poi lo stesso Minneci a chiarire il motivo: “ho chiesto io di lasciare i servizi sociali. In questi anni ho dato molto al settore e ricevuto altrettanto. Abbiamo conseguito importanti risultati, ma oggi sento di non riuscire a seguire tutto. Le Politiche sociali sono per me usuranti, soddisfacenti, ma molto impegnative”. Dovrebbe però conservare le altre competenze Minneci, ecco il motivo di un responsabile della sola Scafati Solidale. Chi gli succederà dovrà occuparsi solo di quello. “Ringrazio comunque il sindaco per la fiducia che mi ha riposto, nessun disguido, nessun problema, solo motivi personali, come spiegato”. La decisione di Minneci però non era nota a tutti, anzi, i consiglieri di maggioranza e alcuni assessori erano all’oscuro. E in tanti hanno chiesto al primo cittadino i motivi di questa selezione pubblica. “Il dottor Minneci nell’ambito della nuova riorganizzazione ha chiesto di lasciare le Politiche Sociali e di essere affidato a nuovo incarico” conferma Pasquale Aliberti. Quanto alla copertura economica e alla scelta di selezione tramite avviso pubblico, il sindaco chiarisce: “Parliamo di Posizione organizzativa e non di Dirigenza. Per quest’ultima la norma ci consentirebbe di avere solo il 20% di quelli in carica. Nessuna polemica con chi lascia perché riteniamo abbia operato al meglio e nel rispetto delle regole”. L’ufficio Scafati Solidale viene scorporato nel momento in cui il primo cittadino ha anche deciso di tenere per se la delega assessoriale. Delegherà un consigliere comunale, per suo conto, a seguire la tematica ma i poteri di firma e la possibilità di produrre atti faranno sempre ed esclusivamente a lui capo. A rilevare la delega è in pole Teresa Formisano, che pure dovrà vincere il “ballottaggio” con Bruno Pagano. L’ex assessore Annalisa Pisacane ha perso la competenza dopo la recente rimodulazione di Giunta, trovandosi oggi a seguire la Pubblica Istruzione.

1-scafati solidaleUna vera rivoluzione delle politiche sociali quella portata avanti da Aliberti, che vede anche la decisione di non rinnovare il cda della Scafati Solidale ma di individuare nuovi componenti. La selezione in questo caso è “affidata” alle indicazioni della maggioranza. Tra coloro che hanno espresso interesse a indicare un componente c’è Roberto Barchiesi, che punterebbe su di un infermiere già candidato non eletto in lista con lui nel 2013, e appena uscito dal Nucleo di Valutazione. Un altro nominativo vorrebbe indicarlo Bruno Pagano, che vedrebbe bene l’entrata di un esperto sociologo già in forze al Piano Di Zona. Indicazioni non vincolanti per il primo cittadino, che ha piena facoltà di legge nella scelta dei componenti. Quanto al nuovo responsabile del settore Scafati Solidale, gli interessati devono inoltrare domanda al sindaco, secondo le modalità indicate nell’avviso pubblico pubblicato sull’albo on line. Termine ultimo per la presentazione delle domande il 22 febbraio. L’incarico sarà part time di 24 ore settimanali fino al 30 settembre, salvo proroghe. Il trattamento economico complessivo è quello previsto per la cat. D posizione economica D1 del CCNL Regioni ed Autonomie Locali, oltre alla retribuzione di posizione riconosciuta dal Comune di Scafati.




Scafati Solidale. Aumentati i gettoni di presenza. Tutte le novità del nuovo Statuto

Di Adriano Falanga

Scafati Solidale, arriva in consiglio comunale il nuovo statuto. Una revisione fortemente voluta dallo Cda su pressing, pare, del componente Luca Celiberti. Snelliti alcuni punti, in particolari voci di “mission” che si scostavano dalla natura di Istituzione dell’ente, che si occupa di servizi sociali e che pesa sul bilancio comunale per circa 600 mila euro (previsione 2015). La sua natura di Istituzione, e non di partecipata, fa si che l’ente non abbia obblighi di presentazione bilanci veri e propri. Più volte finita sotto accusa dalle opposizioni per la scarsa trasparenza sulle operazioni effettuate, in ultimo le polemiche estive sul contributo “Una tantum” su cui è intervenuto, facendo luce sui dubbi mossi dal M5S, proprio Celiberti. Il nuovo Statuto è ancora in fase di approvazione nelle commissioni consiliari “Affari Sociali” e “Statuto e Regolamenti” e quindi, soggetto a modifiche. La nuova bozza prevede l’adeguamento dello cda secondo la legge sulle quote rosa. Attualmente, siedono nel consiglio dell’ente il presidente Andrea Granata, il vice presidente Raffaele De Rosa e il componente portavoce Luca Celiberti. Salta all’occhio il non adeguamento alle quote rosa, vista l’assenza di sesso femminile.

I tre membri sono tutti ex consiglieri comunali, tutti ricandidati e tutti non rieletti. Altra novità della nuova bozza è l’adeguamento dei gettoni di presenza, o meglio il rimborso spese che i componenti percepiscono ad ogni seduta. Fino ad oggi pari a 30 euro per il presidente e 15 per i due componenti. La bozza prevede 30 euro per tutti. Palazzo Mayer ha di recente impegnato la somma di 5 mila euro quale rimborso previsto per il 2015. L’articolo 23 prevede il controllo economico della gestione ad opera del Collegio dei Revisori dell’ente, come tutti gli altri settori. Da sottolineare che i Revisori nel parere al Bilancio di previsione 2015 avevano evidenziato proprio la mancanza del Bilancio della Scafati Solidale. Manca anche una bacheca digitale sul sito dell’istituzione. Tutte voci che possono ancora essere aggiustate in commissione e dar vita così ad una maggiore trasparenza, ancora di più, della Scafati Solidale.