Swingando al Liceo Musicale Alfano I

Scritto da , 19 Gennaio 2020
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Oggi dalle 10,30 alle 13,30 è Open day per l’istituto scolastico guidato da Elisabetta Barone, che accoglierà studenti e genitori delle scuole medie in vista della scadenza delle pre-iscrizioni

Di OLGA CHIEFFI

Che immagine offre il portone della scuola, quando si varca? Quello di una grande bocca parlante, che sembra suggerire “vieni, è importante”, un abbraccio, il cui calore, la cui stretta forte, a volte severa, ti accompagnerà per sempre. Pensieri da libro “Cuore”, che forse, oggi qualche scuola, pare abbia messo da parte o addirittura irride, ma che ci piace riproporre “Ama dunque, rispetta sopra tutti – scriveva il padre ad Enrico Bottini –  fra i tuoi compagni, i figliuoli dei soldati del lavoro; onora in essi le fatiche e i sacrifici dei loro parenti; disprezza le differenze di fortuna e di classe, sulle quali i vili soltanto regolano i sentimenti e la cortesia”, proprio in questo periodo in cui tutti gli istituti si apprestano a celebrare l’ Open Day  e ad accogliere e guidare la gioventù, “la meglio gioventù”. Oggi toccherà al liceo Alfano I di Salerno, sono tanti gli indirizzi dell’istituto salernitano guidato da Elisabetta Barone è Liceo Scientifico con opzione scienze applicate, Liceo delle scienze umane e Liceo Economico sociale, Liceo linguistico con indirizzi particolare dal tradizionale al corso Esabac, all’opzione per Film adaptor, ma noi lo conosciamo in primis quale liceo musicale e liceo coreutico. I maestri musicisti saranno tutti presenti per stregare nuovi talenti ed avvicinarli ai linguaggi della musica e della danza. Due le orchestre che accoglieranno studenti e genitori, in vista della scadenza a fine mese delle pre-iscrizioni. La mattinata sarà inaugurata dall’orchestra sinfonica diretta dal violinista Matteo Gigantino, che interagirà anche con il coro della scuola, preparato da Rosa Spinelli. Sarà il cosiddetto tema dei diamanti del Palladio di Karl Jenkins, ad aprire il programma dell’orchestra, seguito dal tema della colonna sonora del film “Merry Christmas Mr. Lawrence” firmata da Ryuichi Sakamoto, che accompagna le dolorose vicende raccontate da Nagisa Ôshima: la dicotomia culturale fra il mondo occidentale rappresentato dai prigionieri occidentali e quello orientale incarnato dal campo di prigionia giapponese naturalmente fra il pentagramma. Il coro entrerà in scena sulle note di Adiemus ancora di Jenkins, un mix di generi molto intenso, per continuare con Les Choristes e la nostalgica canzone “Voi suo ton Chemin”, che racconta la storia di  un compositore fallito, il quale con la sensibilità misurata di un grande e dignitoso perdente, viene assunto come sorvegliante in un istituto di rieducazione per minori ma, alla severità del cinico direttore, contrappone la dolcezza delle sue lezioni di musica. Altre due splendide colonne sonore chiuderanno il programma dell’orchestra sinfonica, il Love Theme di Nuovo Cinema Paradiso, di Ennio Morricone, dalla emozionante vena nostalgica, ma sulle tracce di Andrea Bocelli e di “Se” e “The Beauty and beast” di Alan Menken un canto d’amore oltre ogni barriera. Il piatto forte sarà servito dai fiati e dalle percussioni, dirette dall’ oboista Antonio Rufo . Per i ragazzi l’ouverture del Pulcinella di Igor Stravinskij,  la quintessenza del Neoclassicismo, di quel suo geniale gioco di metamorfosi che gli permise di mantenere inalterate le linee melodiche dei frammenti originali, attenendosi anche per i bassi allo stile di Pergolesi, ma deformandone tutti gli altri parametri. Quindi, il buon anno del liceo verrà dallo swing, con un piccolo portrait di Glenn Miller, musicista simbolo dello sbarco, con il boogie, il suo celebrato In The Mood, divenuto un vero e proprio inno della liberazione nel mondo, colonna sonora della fine della guerra e di un’epoca, e simbolo dell’inizio di un’altra era, quella della libertà, e Moonlight Serenade, con quel loro inconfondibile suono ottenuto con l’impasto delle voci dei clarinetti e dei sassofoni, due pagine che servirono a far capire agli europei che la guerra era veramente finita. Ora, chi voleva, da questa parte dell’Atlantico, poteva anche scoprire, o riscoprire, il jazz, quello ritmato e un po’ melenso dell’ “era dello swing”, e quello dei suoi dintorni, a cominciare dall’impareggiabile Duke Ellington, che vedremo tratteggiato nella sigla della sua orchestra, Take the “A” Train, firmata da Billy Strayorn, l’arrangiatore pianista ombra del Duca che, prendendo spunto da un modo di dire per cui la stazione metropolitana di linea “A” sulla 155ma strada era solo a 15 minuti dalla parte centrale di Manhattan compose questa mirabile pagina.  Con i ragazzi saranno a disposizione del pubblico tutti i maestri del liceo musicale, da Francesco Ausiello fagotto a Pasquale Occhinegro flauto, e ancora Camilla D’Arco Sax, Marco Cuciniello contrabbasso, Angelo Spinelli violoncello, Francesco Di Costanzo violino, le percussioni con Rosario Barbarulo, Gerardo Sapere e Antonio Palmieri, Rino Barbarulo, Maurizio Tedesco e Vincenzo Pisani per la brass section, Antonio Papa, il mago dei corni, i maestri dei clarinetti, Giuseppe Genovese, Luigi Scelza e Antonio Casella e l’arpista Valentina Milite, per un allegro matinèe.

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