Super green pass, i ristoratori: “Restrizioni sempre per le solite categorie”

Scritto da , 26 Novembre 2021
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di Monica De Santis

Dal 6 dicembre entra in vigore il super green pass. Ovvero l’obbligo per i cittadini italiani e non di essere vaccinati se si vuole accedere a cinema, teatri, musei, piscine, palestre, stadi, bar e ristoranti. Ed è proprio il mondo della ristorazione salernitana che ha commentato in maniera negativa questa nuova stretta imposta dal Governo, soprattutto in un periodo come questo, con l’avvicinarsi delle vacanze di natale, che si sa è un periodo dove le attività commerciali tutte iniziano a lavorare un po’ di più.

“Speriamo che questa storia del Covid-19 finisca presto, c’ è tanta paura nella gente, tanti avventori preferiscono limitare le uscite soprattutto nel week end dove ci sono più assembramenti, un soggetto con il green pass non è affidabile, un soggetto con i tamponi si, non capisco questa scelta del governo.” Commenta Mauro Avallone, titolare del Fame Zero Vietri Sul Mare.

Critica anche la posizione di Emilio Manzi del ristorante pizzeria Il Duca… “Ormai viviamo in una situazione critica, per tanti è impossibile già oggi usufruire degli spazi esterni causa temperature, ci saranno tanti addetti ai lavori che oggi usano il tampone e non potranno avere vita sociale, ci siamo ridotti a casa, lavoro”.

Critiche al Governo Draghi e al nuovo decreto che come detto entrerà in vigore dal prossimo 6 dicembre, arrivano anche da Vincenzo Penna, titolare del BalckRoses… “Il governo decidesse di rendere obbligatorio il vaccino, perchè non si prende questa responsabilità dopo 2 anni? Ogni mese una normativa nuova, abbiamo già perso avventori, clienti, dipendenti che non vogliono vaccinarsi, siamo sempre noi a pagarne le spese, ma le tassazione sulla PMI è sempre la stessa”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Donato Giudice titolare dell’Elite Bar & Pub… “Il doppio green pass sará sicuramente negativo per la ristorazione, per i bar e per cinema, teatri, discoteche e palestre. Escludendo chi preferisce fare il tampone avremo meno avventori, non si parla di singoli ma di comitive intere, nessuno lascia a casa un amico, soprattutto in questi giorni di festa dove non si rinuncia a stare insieme, al max ci si organizza per pranzare o cenare a casa creando assembramenti e zero controlli”. Pone l’attenzione sulle distinzioni tra le varie categorie commerciali, invece, Antonio Oliva di Vanity… “Un’arma pericolosa questo super green pass, questo è il periodo dell’anno in cui le attività commerciali, soprattutto del settore della ristorazione, della movida lavorano di più. Ora mettono in mezzo questo super green pass che ovviamente porterà le persone a non uscire o perchè si spaventano a causa del terrorismo che fanno sull’aumento dei casi covid, o perchè non sono vaccinati e quindi con il semplice tampone non potranno più andare nei locali. Non mi sembra giusto. Anche perchè queste restrizioni come sempre toccano solo alcune categorie ed invece lasciano fuori la chiesa che tolta il primo lockdown non ha mai avuto restrizioni, i supermercati dove gli assembramenti sono all’ordine del giorno e dove non si misura neanche più la temperatura, le salumerie ed i centri commerciali. Ancora una volta il Governo ha fatto un decreto utilizzando due pesi e due misure, intanto noi abbiamo speso soldi per adeguare i nostri locali, però continuano a non volerci far lavorare”.

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