Stuprava i ragazzini della scuola calcio: arrestato Fulvio Ler

Scritto da , 26 Marzo 2013
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Li violentava minacciandoli con una pistola e gli imponeva il silenzio: in alcuni casi “barattava” le loro prestazioni con dosi di stupefacenti. Abusi andati avanti per 20 lunghissimi anni e terminati ieri quando, gli agenti della squadra Mobile di Salerno, gli hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare.
E’ finito dietro le sbarre del carcere di Fuorni Fulvio Ler, 53 anni, salernitano meglio noto come O’ boscaiolo e fondatore negli anni ‘70 di uno storico gruppo ultras. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per una serie di precedenti legati allo spaccio di stupefacenti, è stato incastrato dalla denuncia di un 26enne che, a distanza di tanti anni, ha voluto raccontare agli inquirenti il calvario della sua infanzia, spezzata brutalmente quando, a soli 7 anni, Ler cominciò ad abusare di lui.
Una penosa testimonianza raccolta dagli uomini della squadra Mobile di Salerno diretti dal vicequestore aggiunto Claudio De Salvo che hanno immediatamente aperto le indagini nel corso delle quali sono riusciti a ricostruire almeno altri cinque episodi di violenza ai danni di altrettanti ragazzini finiti nelle mire del 53enne che avrebbe iniziato le sue pratiche nel lontano 1993. Al vaglio degli inquirenti sono finite le intercettazioni telefoniche registrate dai carabinieri nel corso di una precedente inchiesta su un traffico di stupefacenti tra Salerno e la valle dell’Irno che vedeva tra i protagonisti proprio Fulvio Ler destinatario per questo della misura cautelare dell’obbligo di dimora.
 Intercettazioni ascoltate minuziosamente dagli agenti della squadra Mobile e dalle quali sono emerse una serie di frequentazioni dell’uomo con dei ragazzini.
Particolari che, nell’ambito della precedente inchiesta non sono stati presi in considerazione ma che, alla luce della denuncia del 26enne, hanno acquisito un significato diverso. In particolare in una conversazione intercettata e riascoltata dalla Mobile è emerso che il fratello di una delle vittime ha minacciato Ler affermando che se avesse continuato a molestare il congiunto gli avrebbe “spaccato la faccia”. Contestualmente gli agenti hanno dato il via ad un’attività investigativa fatta di pedinamenti ed osservazione che ha confermato i sospetti. Semplice la tecnica utilizzata dal 52enne per adescare le sue vittime, tutti ragazzini tra i 10 ed i 14 anni. Fulvio Ler si avvicinava loro conquistando tutta la fiducia dei minori e quella delle loro famiglie.
Spacciandosi come accompagnatore della scuola calcio frequentata dai minori, cominciava ad avere contatti con gli stessi sempre più frequenti fino a convincerli a seguirli all’interno della sua abitazione, nella zona orientale, dove il 53enne abusava di loro.
Alcuni episodi sono poi stati confermati dalle madri di due delle vittime.
Penosi i racconti resi agli agenti della Mobile. Uno in particolare tocca per la sua drammaticità. La vittima ha soli 13 anni. Subisce in silenzio gli abusi di Ler che, minacciandolo con una pistola, lo costringe a pratiche sessuali. Il ragazzino una notte ha una crisi di panico e, in lacrime, racconta tutto alla madre che, immediatamente sporge denuncia. Le serrate indagini affidate alla squadra Mobile hanno poi ottenuto una serie di riscontri. Nell’abitazione dell’uomo è stata infatti rinvenuta una pistola, la stessa con la quale i minori erano minacciati. Ieri il Gip del tribunale di Salerno Vito Di Nicola ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Elena Guarino e per Ler si sono spalancate le porte del carcere di Fuorni. Le indagini affidate alla squadra Mobile, comunque, proseguono serrate: gli inquirenti sono convinti di riuscire ad accertare altri episodi che aggraverebbero ulteriormente il quadro indiziario a carico del presunto pedofilo.

 

27 marzo 2013

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