Squecco si difende e respinge le accuse davanti al Gip

Scritto da , 24 Gennaio 2021
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di Pina Ferro

Roberto Squecco si difende dalle accuse a suo carico. E’ durato alcune ore l’interrogatorio di garanzia a carico dell’imprenditore del settore delle onoranze funebri e trasporto infermi, di Capaccio arrestato nei giorni scorsi e rinchiuso nella casa circondariale di Fuorni. Alla presenza dell’avvocato Mario Turi, Roberto Squecco ha risposto a tutte le domande che gli sono state poste sia dal giudice per le indagini preliminari Gerardina Romaniello che dal sostituto procuratore della Direzione investigativa antimafia, Fittipaldi. Al momento nulla è trapelato su cosa abbia riferito l’imprenditore in merito ai capi d’accusa a suo carico. Al termine dell’interrogatorio di garanzia, l’avvocato di Squecco ha chiesto al gipuna misura menbo afflittiva del carcere. Sulla richiesta di arresti domiciliari il giudice che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare dovrebbe esprimersi nelle prossime ore. Per il momento Squecco resta rinchiuso nel carcere di Fuorni. Intando da domani cominceranno gli interrogatori delle persone sottoposte al regime degli arresti domiciliari. Lunedì saranno sentiti: Giuseppe Pinto, 45 anni di Capaccio, Giuseppina D’Ambrosio, 70 anni di Capaccio, cognata di Squecco; Donato Potolicchio, 47 anni di Acerno; Stefania Nobili, (moglie di Squecco) 49 anni di Capaccio; Assunta Salerno, 41 anni di Acerno, moglie di Potolocchio; Mario Squecco, 45 anni di Capaccio, nipote di Roberto; Michele Montefusco, 45 anni di Eboli; Domenico Sorrentino, 58 anni di Pompei; Elena Vitale 42 anni di Capaccio, moglie di Mario Squecco. . Dopo il divieto di dimora a Salerno della dirigente dell’Asl, Gerarda Montella, responsabile delle risorse umane arriva un nuovo provvedimento a suo carico. La direzione dell’Azienda sanitaria locale Salerno a seguito dell’operazione della Dda di Salerno che vede coinvolta la dipendente Asl, ha disposto a far data dallo scorso 21 gennaio la sospensione dal servizio della dirigente responsabile del settore Risorse umane. L’indagine ha preso il via dagli avvenimenti successivi alla vittoria elettorale di Franco Alfieri. Questi, alla guida di una coalizione di centro sinistra, fu eletto sindaco di Capaccio Paestum il 9 giugno 2019. Qundo fu decretata la vittoria di Alfieri i cittadini assistettero ad un carosello di ambulanze. I mezzi di soccorso, di Squecco, sfilarono per le strade di Capaccio a sirene spiegate. Un episodio pubblicizzato su Facebook e che fu oggetto di numerose segnalazioni. Roberro Squecco, nonostante i problemi avuti in passato con la giustizia, continuava ad avere dirette interlocuzioni con le amministrazioni pubbliche, gli enti, i clienti, i collaboratori ed i fornitori, non giustificabili con il suo ruolo di dipendente di una delle societa’ funebri controllate e di volontario delle associazioni/onlus a lui riconducibili. Per gli inquirenti, Squecco ha una pericolosita’ sociale “qualificata” in quanto interno al clan Marandino ma anche “generica”, poiche’ vive abitualmente con i proventi di attivita’ delittuose. Alla meta’ degli anni ’90 risalgono, infatti, le denunce a suo carico per truffa, ricettazione, violazione delle norme tributarie, traffico di carte clonate, nonche’ le operazioni di distrazione di beni e capitali poste in essere in danno dei creditori delle societa’ da costui amministrate

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