Spiagge libere gestite da otto unità della protezione civile

di Erika Noschese

Spetta alla protezione civile individuare, con urgenza e mediante la comparazione di un istituto di vigilanza, otto unità per la sorveglianza delle spiagge libere, nel rispetto delle norme anti covid. Di fatto, il decreto firmato dal presidente del consiglio dei ministri lo scorso 17 maggio ha introdotto nuove misure di contenimento del contagio per la gestione della cosiddetta fase due dell’emergenza, per regolamentare l’avvio di attività precedentemente sospese, in particolare quelle relative agli stabilimenti balneari. L’ordinanza numero 50 dello scorso 22 maggio firmata dal presidente della Regione Vincenzo De Luca punta l’attenzione proprio sull’adozione di un piano comunale per la gestione delle spiagge libere, con il rispetto del distanziamento sociale. In queste settimane, infatti, numerosi sono stati gli appelli lanciati dal sindaco Vincenzo Napoli ma, complice forse i nuovi casi di Coronavirus che si sono registrati nella città capoluogo, l’amministrazione comunale corre ai ripari con una delibera ad hoc. Per la particolare vocazione turistico-balneare del territorio comunale, infatti, è stata più volte rappresentata la necessità di tutelare con opportune misure l’utenza che afferisce durante la stagione balneare e, proprio in virtù dell’attuale quadro epidemiologico, in attuazione dei principi di gradualità ed adeguatezza, risulta opportuno e necessario, per l’amministrazione Napoli, prevedere ed introdurre una temporanea e più rigorosa regolamentazione della fruibilità delle spiagge libere del litorale del territorio che consenta l’applicazione rigorosa delle misure di contrasto alla diffusione del Coronavirus. Da qui la necessità di adottare, quale misura preventiva per la gestione delle spiagge libere, un piano per l’individuazione di addetti alla vigilanza. La protezione civile del comune di Salerno dovrà provvedere dunque ad individuare otto unità per la gestione dell’arenile salernitano da suddividere operativamente sulle stesse. Sarà poi compito degli addetti alla vigilanza essere d’ausilio ai volontari. L’aumento dei casi nella città capoluogo sembra dunque aver spinto l’amministrazione comunale a cercare di mettere in atto un piano per la gestione delle spiagge libere nella città capoluogo.
Un piano che era stato già ipotizzato fin dalle prime riaperture delle strutture balneari ma mai messo in atto.