Sita, nuovi guai: Vinella contesta gli enti e l’accordo di venerdì. Riparte la mobilità

Scritto da , 5 Marzo 2013
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Stavolta la tempesta arriva dopo la quiete. L’amministratore di Sita Sud, Giuseppe Francesco Vinella, cestina l’accordo sottoscritto in Regione e ribadisce l’avvio della procedura di mobilità per l’intero personale aziendale. Nella giornata di ieri, stesso giorno in cui la Provincia di Salerno, in Giunta, ha deliberato l’obbligo di servizio e il via libera alla bigliettazione aziendale in proprio per l’impresa di trasporto pubblico, l’ad di Sita ha inviato l’ennesima comunicazione alla Regione Campania e alle tra Province di Salerno, Napoli e Avellino, sottolineando le numerose discrepanze registrate in merito alla questione delle lettere d’obbligo di servizio e l’atteggiamento degli enti appaltanti. Parte da lontano, Vinella, nella sua ricostruzione dei fatti, risalendo a quel famoso 7 febbraio, quando furono stabiliti gli invii delle lettere d’obbligo di servizio, in ottemperanza alle disposizioni della legge 1370 del 2007, da parte degli enti affidanti con l’impegno degli stessi a riconoscere le compensazioni “secondo le attuali modalità e percorrenze”. Di tutto questo, però, nulla è stato fatto. Anzi, il concetto principe di queste settimane è stato quello della rimodulazione dei servizi. «E’ del tutto evidente – scrive Vinella – che si continua a differire la formale adozione di atti e provvedimenti per il corretto ed efficace espletamento del servizio. Dal 7 febbraio Sita sud ha subito ulteriori 30 giorni di ingenti perdite senza che gli enti affidanti abbiano fornito idonee ed adeguate risposte a quanto finora prospettato da questa società». Già lo scorso 19 febbraio, la ditta aveva tenuto a sottolineare, in merito all’imposizione degli obblighi di servizio, «il diniego della Provincia di Avellino (che, con una nota inviata ieri lo ha imposto fino al 30 aprile 2013, annunciando poi l’affidamento del servizio ad un vettore diverso, ndr) la contraddittorietà dell’azione amministrativa della Provincia di Napoli nonché l’inerzia della Provincia di Salerno, la quale ritiene di poter prescrivere l’obbligo di servizio pubblico “senza costi extracontrattuali” (contratto inesistente) a carico della stessa amministrazione provinciale. E’ chiaro – scrive ancora Vinella nella sua nota – che tra gli enti affidanti non esiste alcun “accordo” in merito all’imposizione degli obblighi di servizio pubblico, questione che per contro, dovrà essere necessariamente attuata con decorrenza dal primo gennaio 2013 da tutti gli enti affidanti sulla base delle attuali percorrenze anche per consentire il mantenimento del livello occupazionale dei lavoratori ed in applicazione dei costi risultanti dalla contabilità della Sita sud». Già, perché con la lettera d’obbligo di servizio della Provincia di Salerno deliberata ieri, ci sarebbe un sostanziale taglio di 500 mila km e circa una cinquantina di esuberi, con conseguente riduzione delle corse su tutti i collegamenti della provincia salernitana. «L’adozione degli obblighi di servizio – ricorda ancora Vinella – prescinde del tutto dall’adozione della riprogrammazione dei servizi di trasporto». La Sita ribadisce di essere disponibile ad un confronto, ma solo entro i limiti espressi dall’ultima nota firmata dallo stesso Vinella «non potendo tollerare ulteriormente tale gravosa e pregiudizievole situazione». Ora, le strade da intraprendere sarebbero due: o la procedura di mobilità o l’applicazione dei contratti di solidarietà per il personale aziendale, composto di 463 unità. Di questo si discuterà questa mattina, alle 10, presso la sede di Sita in località Cupa Siglia, quando l’amministratore delegato incontrerà i sindacati e il direttore Simone Spinosa. Quest’ultimo si dice «sconcertato dalla situazione e dalla nota giunta dalla Provincia di Avellino». «Onestamente – prosegue ancora Spinosa – non ci capisco più niente, è una situazione incresciosa che ben presto toccherà a tutti i vettori del trasporto pubblico della Campania».
Il segretario della Fit Cisl, Sergio Galdi, commenta: «Lavoreremo affinché nemmeno un posto di lavoro sia perso. Dobbiamo uscire presto da questa condizione assurda».

 

5 marzo 2013

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