«Siamo gente di mare, non ci arrendiamo»

Scritto da , 11 febbraio 2018

 

di Andrea Pellegrino

dall’inviato POLLICA – «Siamo gente di mare,non ci arrendiamo». Dario Vassallo rivolge lo sguardo al Porto realizzato dal fratello ed accoglie amministratori, politici e gente comune giunti ad Acciaroli per marciare«per Angelo». Tra qualche giorno la Procura chiuderà le indagini sul primo fascicolo aperto sull’uccisione del sindaco pescatore. Qui sarebbero tre gli iscritti sul registro degli indagati. Il più noto:Bruno Humberto Damiani, scagionato anche dalla prova principe del Dna. Così il delitto Vassallo, allo stato, resterebbe senza responsabili. A meno che – lancia l’appello il figlio Antonio: «chi saparli». Basterebbe, infatti, un minimo elemento per aprire un nuovo fascicolo e proseguire le indagini.«Abbiamo il diritto di conoscerela verità», incalza Antonio Vassallo: «Noi proseguiremo la nostra azione e cercheremo tutti gli elementi utili per far proseguire il lavoro degli inquirenti».Alle 14,30 il porticciolo si riempie e, poco dopo, il corteo che raggiungerà il luogo dell’uccisione, siavvia a partire. Tra i primi ad arrivareci sono i sindaci di Peschici, i rappresentanti della Regione Emilia Romagna, ed Antonio Bassolino,ex governatore dellaCampania, che mantiene la promessa:«Sono qui perché è un dovere esserci». Poco dopo sono alcuni sindaci, con tanto di fascia tricolore, a raggiungereil borgo marinaro. Tra di loro Pino Palmieri, Eros Lamadia,Costabile Spinelli (candidatoanche al Senato con il centrodestra),poi Tommaso Pellegrino e Carmelo Stanziola, che è anche consigliere provinciale. Preferisce restare al lato e non parlare il primo cittadino di Pollica, StefanoPisani: «Ci sono i familiari, preferisco che parlino loro».Dal Pd, invece, arrivano i «canisciolti». C’è Simone Valiante, accompagnato dal padre Antonio. Il deputato uscente (tra gli esclusi eccellenti di questa tornata elettorale),tra l’altro, è promotore di un appello lanciato al governo affinché le indagini proseguano. Sui colleghi assenti, dice: «Chi è assenteha sempre torto». «Certo – prosegue – bisognerebbe chiedere conto anche alla propria coscienza del fatto che spesso si è detto che Angelo è un esempio, poi gli esempi vanno praticati e vanno ricordati. Non basta ricordarli nei momenti immediati. Detto ciò, ci sono tanti esponenti, come il sottoscritto, che sono qui a testimoniare anche una storia di servizio alla comunità, alle istituzioni. Io però credo che ci siano anche altri modi per ricordare Angelo, come questa petizione firmata da tanti parlamentari soprattutto del Partito Democratico e autorevoli esponenti del mio partito, a cominciare dal segretario nazionale, ministri di questo governo che possono fare la loro parte anche non venendo qui ma sostenendo la petizione e dicendo anche loro che questo sforzo non deve rimanere invano ma questa verità bisogna continuare a cercarla fino in fondo». C’è anche l’ex senatore Alfonso Andria che porta il suo sostegno alla famiglia Vassallo e si vede anche l’ex consigliere regionale Dario Barbirotti. Ma tutto l’apparato democrat (e deluchiano) è completamente assente. Dalla segreteria provinciale non arriva nessuno. «Avevamo lanciato un appello al ministro della Giustizia – spiega Vassallo jr – che è del Pd, così come avevamo lanciato un appello al segretario nazionale del Partito democratico. Ma non abbiamo avuto risposta». Quanto alla marcia, Antonio Vassallo chiarisce: «Non c’è nulla politico, chiediamo solo che si prosegua sulla strada della verità». Anche Luigi de Magistris manda il suo sostegno, con la fascia tricolore del Comune di Napoli affidata all’assessore Clemente. Da Salerno arriva il consigliere comunale dei giovani salernitani – DeMa, Dante Santoro. Poi c’è la truppa dei Cinque stelle, con la candidata del collegio in testa Alessia D’Alessandro. Con lei ci sono Michele Cammarano (consigliere regionale) ed il deputato Angelo Tofalo. L’emozione raggiunge il suo culmine sul luogo dell’uccisione. Qui la moglie ringrazia tutti ed il fratello ed il figlio del sindaco Pescatore annunciano che «non si fermeranno», fino a quando non saranno individuati i responsabili.

 

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