«Scongiurare il rinnovo dell’Aia», l’associazione “Presidio Permanente” annuncia battaglia

Scritto da , 7 novembre 2018
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di Er.No.

Scongiurare il rinnovo dell’Aia. E’ quanto chiede l’associazione Presidio Permanente che nei giorni scorsi ha depositato presso gli enti interessati e al dirigente dell’Uod Autorizzazioni ambientali e rifiuti di Salerno della Regione Campania, l’avvocato Anna Martinoli delle memorie aventi oggetto una lunga serie di note ed osservazioni relative alla Conferenza dei Servizi la cui seduta finale e decisiva è fissata per il giorno 9 novembre 2018. L’obiettivo è di portare all’attenzione del consesso assembleare una serie di criticità al fine di scongiurare il rinnovo di Aia in favore delle fonderie Pisano in assenza della sussistenza dei criteri e dei presupposti fissati dalla Legge. I membri di Presidio Permanente hanno voluto evidenziare la mancanza e/o l’inidoneità di atti chiari e univoci da parte delle Autorità interessate sotto il profilo della salute pubblica. Tra i punto principali la decisione del Comune di limitarsi ad esprimere ancora una volta parere favorevole occupandosi esclusivamente dell’aspetto urbanistico-edilizio e dell’inquinamento acustico. Nessun cenno viene fatto all’inquinamento atmosferico e alla salute, nonostante le recenti relazioni Arpac continuino a rilevare un costante “pericolo per l’ambiente e la salute pubblica”. L’Associazione sottolinea ancora che si dovrebbe tener conto anche nell’ambito dell’attuale Conferenza dei Servizi che: “le fonderie sono industrie insalubri di prima classe, per cui in applicazione del cosiddetto principio di precauzione, è inappropriato, almeno dal punto di vista sanitario, equiparare la tutela ambientale a quella sanitaria. Ogni valutazione sull’ambiente è, sostanzialmente, condotta su larga scala con lo scopo di avvantaggiare la collettività nella sua globalità. Non attiene, però, necessariamente ad ambiti ristretti che potrebbero aver bisogno di ulteriori attenzioni precauzionali (puntuali) onde garantire la tutela sanitaria dei soggetti della popolazione lì eventualmente esposti, come, si considera, nel caso in esame”. Da Palazzo di Città dunque l’obbligo, con Asl e Arpac, di assumersi la responsabilità delle funzioni svolte e di pronunciarsi sull’impatto della fonderia sulla salute pubblica. All’uopo viene ricordato che già nel 2006, nell’ambito del Puc, fu lo stesso Comune di Salerno a definire la Fonderia Pisano “un vetusto impianto industriale, assolutamente incompatibile con il contesto urbano nel quale è inserito, cui potrebbe recare danno per inquinamento atmosferico”. Intanto, il comitato e associazione Salute e Vita ringraziano l’arcivescovo di Salerno, Monsignor Moretti per «le forti parole di denuncia pronunciate da un’autorità morale che non si può fare a meno di condividere», ha dichiarato Lorenzo Forte che annuncia l’assemblea in programma domenica 11 novembre, a Fratte e la protesta dinanzi al Tar il prossimo 21 novembre.

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