Scazzottata a Fuorni: detenuto getta olio bollente sul “compagno”

Scritto da , 11 gennaio 2018
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Pina Ferro

Litiga con un compagno di sezione e gli versa addosso dell’olio bollente. In due finiscono in ospedale. Ci risiamo! Ennesima scazzottata tra detenuti bella casa circondariale di Fuorni. E’ accaduto nella mattinata di ieri nella sezione che ospita i detenuti comuni, in particolare nel braccio della prima sezione detentiva. La giornata, all’interno del penitenziario salernitano era cominciato come sempre, poi all’improvviso è scoppiato il caos. Ad suonarsele di santa ragione sono stati dei carcerati partenopei. Il personale in servizio all’improvviso ha sentito delle urla, prontamente intervenuto ha trovato i due detenuti che si azzuffavano e che mostravano oltre a tumefazioni varie dovute ai pugni anche delle vistose ferite da ustioni. Uno dei due detenuti nel corso del litigio ha gettato addosso al compagno di sezione dell’olio bollente. Il tutto è avvenuto sotto gli occhi di altri detenuti. Gli agenti hanno sedato la rissa e riportato la calma. Restano da chiarire i motivi che hanno indotto i detenuti a passare dalle parole alle mani e successivamente alla utilizzazione dell’olio bollente. I detenuti sono stati soccorsi: portati al pronto soccorso dell’ospadale di via san leonardo sono stati medicati e sottoposti alle cure del caso. Uno presentava solamente il volto contuso e delle ecchimosi giudicate guaribili in pochi giorni di prognosi e per le quali non è stato necessario il ricovero presso la struttura sanitaria. Al detenuto a cui era stato rovesciato addosso l’ olio bollente sono state diagnosticate varie ustioni su più parti del corpo ed attualmente è ricoverato in ospedale per le cure che il caso richiede. Le ustioni possono essere fonte di infezioni e non solo. Dalla vigilia di Natale fino a Ieri si sono avuti vari episodi di emergenza all’interno della casa circondariale di Fuorni. Episodi che fanno nuovamente alzare la voce al personale addetto, costretto a lavorare tra mille difficoltà. Episodio che porta a focalizzare l’attenzione sulla positività della convivenza in regime aperto: il perimetro della detenzione non è più quello della cella, bensì quello della sezione, all’interno della quale la vita penitenziaria viene connotata da libertà di movimento, ovviamente secondo precise regole di comportamento che ne condizionino l’andamento. A quanto pare non si sta rivelando, almeno a Fuorni un buon sistema per far vivere <Nessuno(a)>meglio i reclusi. Cosa questa che in passato sottolineata dalla Uil Pa. In tal modo negli istituti la polizia penitenziaria non riesce più ad avere più il controllo sui detenuti.

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