Scarano:«Le battaglie per la legalità si fanno nel rispetto delle regole»

di Pina Ferro

“Le battaglie per la legalità si fanno con la legalità ed il rispetto delle regole e per me quattro posti di lavoro salvati valgono ben più di venti deleghe”. Ad affermarlo è Gennaro Scarano, delegato regionale della Uil Trasporti Campania. Il rappresentante sindacale scende in campo a seguito di alcune esternazioni fatte da Gugliemo Loreto, nei giorni scorsi in merito ad una vicenda che lo ha visto protagonista. Scarano non lancia accuse, si limita a ricostruire alcuni fatti. «Loreto con alcune dichiarazioni fa apparire la Uiltrasporti inefficiente o lontana dalla ricercadella legalità e del rispetto delle regole. – precisa Scarano – Loreto, da delegato della Uiltrasporti, è stato oggetto di un primo licenziamento dopo i fatti noti a chi legge. Alcune operatrici durante il servizio avevano subito punture da aghi o taglienti chiudendo i contenitori dei rifiuti speciali che queste maestranze devono solo “ritirare e trasportare” oppure con qualche ago rinvenuto tra i moppini utilizzati per il lavaggio dei pavimenti, vi fu un primo fermo spontaneo delle maestranze che protestarono presso il Dec del Ruggi». Fu immediatamente convocato un incontro tra le parti ed alla presenza del responsabile della sicurezza aziendale fu chiarito definitivamente le maestranze non dovevano assolutamente mettere le mani nel sacco ma devono solo ritirare gli stessi e trasportarli, la chiusura dei sacchi e compito degli ausiliari ospedalieri. «Da quel momento si eliminarono di fatto molti dei rischi legati alla attività lavorativa…..- spiega Scarano – . Nonostante la prima sospensione del servizio, e contro la volontà della scrivente, il signor Loreto riteneva tale incontro insoddisfacente per il mancato raggiungimento di un legittimo aumento dell’orario di lavoro decise autonomamente di ripetere la sospensione del lavoro in quanto nonostante l’incontro con il Dec il giorno dopo ancora i contenitori dei rifiuti in alcuni casi si presentavano aperti». La Uil trasporti la aveva consigliato di non ritirare i sacchi aperti e informare il Dec «contestualmente il signor Loreto senza che ne desse alcuna comunicazione al sottoscritto interveniva diffondendo a mezzo tv di chiarazioni che la società riteneva lesive per l’immagine della stessa. Il giorno successivo alla seconda protesta spontanea la società utilizzando l’istituto della sospensione cautelativa impediva la prestazione lavorativa a tutti coloro che avevano preso parte alla protesta successivamente reintegrati dopo le controdeduzioni fornite lasciando sospeso solo il signor Loreto per la quale l’azienda aveva già deciso il licenziamento. Successivi incontri con la società e le pressioni fatte anche da tutti i colleghi di Loreto la società poneva come condizione – si ne qua non – la revoca del mandato di delegato per il signor Loreto da sottoporre al cda per tentare di recuperare il signor Loreto. La spinta dei lavoratori e l’azione del sindacato concordate con Loreto che veniva informato e che aveva due possibilità, affrontare il tribunale con il supporto della uiltrasporti o cedere la carica di delegato ad altri si procedeva a firmare verbale di accordo per la revoca del licenziamento ma in tale occasione venivamo a conoscenza che altre tre maestranze erano oggetto di licenziamento, due per insubordinazione in quanto seppur invitati a rientrare in produzione dichiaravano di voler seguire la stessa sorte di Loreto ed un altro perche ometteva di informare la società di sue assenze inviando poi certificazione mediaca. Loreto accettava le condizioni imposte firmando di suo pugno il verbale di accordo….». «Loreto che dopo tale accordo si sentiva “ tradito” decideva di revocare la delega alla uiltrasporti seguito da quasi tutti gli iscritti ad altra organizzazione autonoma. – precisa ancora Scarano – Il secondo licenziamento subito dal Loreto non so perché sia avvenuto sono stato informato da altri e mi è molto dispiaciuto ma passare come organizzazione sindacale inefficiente o traditrice non lo accettiamo assolutamente l’azione della scrivente è stata sin dal passaggio di cantiere orientata all’aumento dell’orario di lavoro tanto da non firmare da subito il verbale di accordo sottoscritto in fase di passaggio di cantiere poiché riteneva che le società potessero e dovessero distribuire più ore per i servizi a disposizione , verbale invece firmato da altre organizzazioni sindacali anche autonome, inoltre la scrivente come ben noto a tante maestranze ha sempre ritenuto che questi servizi messi a gara possano essere invece essere internalizzati trasformando queste maestranze in dipendenti ospedalieri e non più precari appaltati la qual cosa porterebbe anche grandi risparmi alle aziende committenti».