Scandalo università, indagati il prof Salerno e altri tre docenti

Scritto da , 15 marzo 2014
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Avevano trovato il modo per riuscire   ad incassare finanziamenti milionari falsificando i conti dei progetti. Un complesso ed ampio giro di affari che coinvolgeva più atenei del sud Italia. Nel mirino   le università di Benevento e Salerno.  Quattro i docenti della Facoltà di ingegneria che sarebbe finiti nel mirino della Procura di Salerno. Si tratta di Saverio Salerno , Matteo Gatta, Ciro D’Apice e Antonio Raia. Nello specifico i docenti, secondo il teorema accusatorio, avrebbero falsificato i rendiconti dei fondi di ricerca attestando un numero di ore lavorare superiori a quelle realmente fatte. L’inchiesta, avviata in seguito alla denuncia di un ricercatore, ha portato al sequestro di numerosi   atti inerenti ai progetti contestati. Numerosi i documenti che i militari della Guardia di Finanza hanno acquisito per verificare  orari lavorativi, retribuzioni e tipologia di progetti. Ascoltati ricercatori, borsisti e dottorandi coinvolti nell’afffaire. Secondo le prime indiscrezioniè nutrito l’elenco dei professori dell’Università di Salerno e di Benevento indagati dalla Procura di  Salerno per i reati di falso e truffa ai danni dello Stato.Per gli inquirenti, l’operazione truffa andrebbe avanti da almeno dieci anni con la copertura di un muro di omertà che ha visto coinvolti ricercatori precari, dottorandi e borsisti al seguito dei professori responsabili dei progetti incriminati. Sistema che sarebbe stata smantellato da una denuncia  di un giovane praticante di laboratorio.. Sulla carta, per i progetti, che ottenevano finanziamenti milionari, venivano indicati nomi di curatori e quantità di ore che non corrispondevano al vero.  Le indagini avrebbero portato anche a intercettazioni e perquisizioni che hanno consentito agli inquirenti di acquisire elementi importanti. Gli uomini della Finanza hanno scoperto che i professori inquisiti, con la collaborazione attiva di componenti del personale amministrativo delle rispettive Facoltà e anche di altri soggetti esterni, riuscivano a ottenere finanziamenti pubblici per cifre superiori, spesso nella misura dei due terzi, alle risorse effettivamente necessarie alla realizzazione dei progetti di cui erano titolari. L’inchiesta viaggia spedita verso la chiusura indagini.

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