Scafati. “Vengo anch’io, no tu no”. I sogni sfumati di Mimmo Casciello

Scritto da , 4 Luglio 2016
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Di Adriano Falanga

La (non) rimodulazione della giunta consegna alla città due amletici quesiti: E’ stato Mimmo Casciello a rifiutare l’assessorato (per amore della città, naturalmente) oppure è stato Pasquale Aliberti ad averglielo negato? No, perché la differenza non è affatto sottile, la rinuncia dipende da te, la negazione dagli altri. Non c’è che dire, affettuosamente al povero consigliere, primo eletto tra le liste civiche a sostegno del primo cittadino, possiamo dedicare la canzone del compianto Enzo Jannacci “vengo anch’io, no tu no”. Sarà anche un gesto di responsabilità il suo, ma ancora non è chiaro perché ad essere chiamato al sacrificio è sempre e solo lui, soprattutto quando lo stesso, astutamente, ha svelato il mistero del “subentro di Grandito”. Insomma, l’ex vicesindaco non c’entrava nulla, Casciello ad Aliberti piace solo come consigliere comunale. In un momento di comprensibile delusione, l’alibertiano aveva anche scritto su Facebook che lunedi avrebbe protocollato le sue dimissioni. Poi, evidentemente tornato in se, ha smussato i toni (ed è questo quello che forse piace di più al sindaco): “Dimissioni? Sul tavolo, senza alcuna esitazione, qualora avessi la percezione di aver deluso la fiducia dell’ elettorato e quella della mia famiglia”. Rincara la dose Marco Cucurachi: “avrei voluto farti gli auguri per la nomina a Vice Sindaco, avrei voluto complimentarmi con Te per la nomina ad Assessore, invece sono costretto a farti gli auguri perché si nu grand suonatore e piattin. (cioè, la figura meno importante in una banda musicale, ndr)”. In aiuto di Casciello il collega Diego Del Regno: “quando ti parleranno di piattini ricorda loro da quando tempo li stanno suonando e che a furia di suonarli hanno finito per avere i migliori complessi. In realtà i veri perdenti sono proprio quelli che godono a vederti fare un responsabile passo indietro e vorrebbero vederti umiliato e deluso. Sono gli stessi che credono si faccia politica con le poltrone, quelle a cui tu tante volte hai rinunciato”. In questo caso però, la poltrona gli è stata negata, ad essere precisi.

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