Scafati. Revoca di Coppola, maggioranza spaccata.

Scritto da , 12 novembre 2015
image_pdfimage_print

Di Adriano Falanga

Non tutta la maggioranza sembra essere d’accordo con la proposta di revoca del presidente del consiglio comunale. Il loro ultimo documento voleva essere solo l’ennesima richiesta di spiegazioni sulla scelta della data della prossima assise, e non un motivo per aprire una procedura che seppur non direttamente disciplinata, di fatto esiste e ha precedenti. La funzione della revoca del vertice dell’assemblea consiliare non è quella di sanzionare condotte politiche, ma piuttosto di ricomporre “l’ordinato assetto dei rapporti istituzionali tra gli organi di indirizzo politico-amministrativo del comune”. In parole povere, basterebbe una delibera consiliare per mandare a casa Pasquale Coppola. E’ vero che la Giurisprudenza tende ad annullare i casi in cui la revoca è avvenuta laddove non previsto da Statuto (ed è il caso di Scafati) ma è anche vero che alcune sentenze del Consiglio di Stato hanno legittimato questo tipo di provvedimento laddove è stato dimostrato che il presidente dell’assise abbia assunto decisioni senza considerare le indicazioni del sindaco e della maggioranza di governo. La maggioranza, con le ripetute missive all’indirizzo di Coppola, starebbe cercando quindi di dimostrare il come Coppola non segua le loro indicazioni, e la collaborazione tra queste figure istituzionali è prevista dallo Statuto. Motivo del contendere, i venti giorni utili che Coppola ha ritenuto opportuno aspettare per fissare la data del consiglio comunale, facendo venire meno così i termini necessari a Pasquale Aliberti di concludere l’iter per la decadenza in tempo utile per ricandidarsi. “Chi lo revoca? Per quale motivo? Forse non è chiaro che in assenza di decadenza si può governare anche fino al 2018 o senza di me alle elezioni del 2016”, così il primo cittadino, allontanando ogni nascente polemica. Si dice comunque tranquillo il presidente del consiglio comunale: “La maggioranza ha solo attestato la mia costante buona fede e imparzialità nel ruolo che ricopro. Hanno infatti riconosciuto che il sottoscritto fin dalla prima ora ha seguito sempre le indicazioni del sindaco e dei consiglieri, senza mai opporre una qualsivoglia resistenza”. Coppola entra nel dettaglio: “In questo caso però siamo di fronte a un fatto nuovo, che esula dall’ordinaria amministrazione della cosa pubblica, e cioè la decadenza. Un procedimento delicato, su cui pendono le sorti della città e del suo governo e per cui ho ritenuto, e ritengo tuttora opportuno, concedere il tempo necessario a tutti per poter approfondire e arrivare preparati in consiglio. Non potevamo discutere la decadenza avendo solo pochi giorni di tempo”. “Nella conferenza dei capigruppo avevamo indicato diverse date e fatto presente che sull’approvazione della convenzione Pip c’era urgenza – così la capogruppo di Forza Italia, Teresa Formisano – non vorrei che Coppola fosse intimorito dalle pressioni dell’opposizone”. Promette battaglia in aula Mario Santocchio, da molti ritenuto vicino al presidente del consiglio: “Non sussistono i presupposti per revocare Coppola. In ogni caso quando l’argomento verrà portato in consiglio Comunale ne discuteremo. La priorità dev’essere la risoluzione dei problemi della città e dei cittadini, certamente non quella di revocare Coppola perché’ non ha risposto ai desideri del tirannello”.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->