Scafati. Pip, rimborso negato alla ditta dopo l’aumento dei prezzi: ricorsi al Consiglio di Stato

Scritto da , 17 novembre 2015
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Pip a Scafati, rimborso negato alla ditta dopo l’aumento dei prezzi: arriva l’Appello al Consiglio di Stato per una ditta. La società aveva perso il ricorso – lo scorso marzo – presentato davanti al Tar di Salerno nei confronti di AgroInvest e del Comune di Scafati. In particolare i rappresentanti legali della ditta avevano chiamato i giudici amministrativi a decidere circa il decreto ingiuntivo con il quale era stato ingiunto alla società Agroinvest di pagare, in favore della ditta la somma di 64mila euro a titolo di restituzione degli importi versati. I problemi sono iniziati quando nel 2007 il Comune di Scafati aveva approvato la graduatoria definitiva per l’assegnazione delle aree del PIP di Sant’Antonio Abate nella quale la ditta in questione si era utilmente collocata. AgroInvest, pertanto, aveva stipulato, in nome e per conto del Comune di Scafati, la convenzione preliminare, finalizzata al successivo trasferimento, con la quale aveva assegnato alla ditta un lotto di circa mq 1000, per il corrispettivo (presuntivo) di 108mila e 192 euro salvo conguaglio all’esito dell’esproprio e della realizzazione delle opere infrastrutturali. La ditta aveva così versato 81mila euro di acconto. Poi, Agro Invest aveva dato attuazione al PIP, completando tra l’altro le procedure espropriative, mediante emissione dei decreti di esproprio, in nome e per conto dell’Amministrazione Comunale e quindi il Comune di Scafati, pertanto, era divenuto proprietario di tutte le aree, ricomprese nel perimetro del PIP, previo versamento, da parte di Agro Invest, in qualità di delegata, delle indennità spettanti ai privati espropriati. Agro Invest, in vista della stipula dell’atto definitivo di trasferimento aveva comunicato il nuovo prezzo unitario delle aree PIP di Scafati, pari ad 151 euro invece dei 90 iniziali. L’aumento era scaturito sia dai maggiori costi degli espropri, a seguito della quantificazione delle relative indennità, da parte della Corte di Appello di Salerno a causa sia dall’indisponibilità dei finanziamenti regionali, per mancata stipula dei relativi mutui, da parte del Comune di Scafati. La ditta davanti all’aumento dei prezzi, aveva comunicato di non voler proseguire nell’iniziativa economica in corso, con richiesta di restituzione delle somme versate, pari ad 81mila euro. Agro Invest, aveva proceduto all’immediata restituzione della somma di 16mila euro comunicando che la restituzione delle ulteriori somme, a saldo, sarebbe stata effettuata all’atto della riassegnazione del lotto. Dopo circa cinque anni di attesa però, la ditta ha presentato il decreto ingiuntivo, a titolo di restituzione delle somme versate, in esecuzione della convenzione di assegnazione, oltre rivalutazione ed interessi. Inizialmente il comune di Scafati non si era costituito in giudizio rispetto a questa vicenda ma poi, tirato in ballo da AgroInvest, l’Ente aveva subito obiettato di non aver mai gestito né i soldi degli espropri né quelli derivanti da nuove assegnazioni. Ecco perchè quindi, era iniziato uno scambio di reciproche accuse in aula, sulla gestione del Pip. Alla fine a spuntarla erano state entrambe, AgroInvest e l’amministrazione a discapito dell’imprenditore colpevole, per i giudici amministrativi di aver accettato i “patti” iniziali sulla restituzione delle somme. Una sentenza che non è andata giù al rappresentante della ditta che quindi ha presentato ricorso al Consiglio di Stato costringendo l’Ente a nominare altri due avvocati – Negri Paolo e Castaldo Francesco – per la spesa complessiva di altri 5mila euro.                                    Rosanna Battaglia

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