Scafati. Nomine Acse, IS: “do ut des, chi ha votato il bilancio ha presentato il conto”

Di Adriano Falanga

“Avevamo suggerito un criterio più partecipativo e democratico nella nomina dei nuovi componenti del CdA, che si basasse su una maggiore professionalità e competenza. Dobbiamo prendere atto che il criterio di scelta continua ad essere sempre lo stesso, quello della attribuzione politica”. Boccia il nuovo cda Acse Identità Scafatese. “E’ evidente che chi ha votato il Bilancio ha presentato il conto ed ha incassato il premio; c’è anche chi, pur avendolo votato e presentato il conto, non ha incassato ed oggi è scontento. Un “do ut des” che non abbiamo mai condiviso, un modus operandi che, a quanto pare, non è stato invertito”. Non usano mezze misure i dissidenti Stefano Cirillo, Bruno Pagano e Daniela Ugliano. “In particolar modo esprimiamo molte perplessità sull’ingresso   nel CdA dell’ACSE del consigliere Casciello. Perplessità che vanno oltre il mero giudizio di legittimità e che riguardano soprattutto l’opportunità politica di tale scelta. Ci sembra, infatti, un grave conflitto di interessi unire il controllore (consigliere comunale) ed il controllato (vicepresidente Acse) nella stessa persona – prosegue la nota del gruppo ex maggioranza – Per quanto riguarda gli altri due membri facciamo solo una serena riflessione. Non ci sembra che siano volti nuovi, essendo già stati investiti da nomine in altre occasioni e in altri contesti sempre perché vicini agli stessi esponenti politici”. Gaspare Mascolo fu nominato A.d. della Scafati Sviluppo nel 2008, quando l’Idv guidata da Michele Raviotta andò in soccorso al sindaco Francesco Bottoni, in crisi di maggioranza. Quel nome fu proposto proprio dal gruppo Idv, come frutto dell’accordo (o dell’inciucio) che riuscì a salvare la poltrona di Bottoni. Mascolo, lasciò poi la linea politica dell’amministrazione di centrosinistra, sposando il progetto Giugiaro voluto da Pasquale Aliberti. Servì a poco, perché il primo cittadino cambiò radicalmente il cda della Stu. Oggi, “stessa spiaggia stesso mare”, Mascolo ritorna alla guida di una partecipata, nel momento in cui il Cotucit di Raviotta e Quartucci è passato in maggioranza. Un passaggio non causale, ma provvidenziale, o meglio “salvavita”, per l’amministrazione Aliberti. Secondo l’opposizione la nomina di Casciello violerebbe il Tuel perché inconferibile, essendo nel contempo anche consigliere comunale.

2-aliberti-casciello-300x336“Caro Mimmo Casciello quando non ti ho nominato assessore in Giunta ho visto la solidarietà dei miei avversari e l’‪‎ironia di chi ti rimproverava perché “ti avevo messo ancora una volta a suonare i piattini” – così Pasquale Aliberti – Dopo la nomina, ampiamente meritata, come vice presidente dell’ACSE, gli stessi che ti esprimevano solidarietà ci hanno attaccato per presunta incompatibilità e ‪minacciano i nostri dirigenti di eventuali denunce alla Procura. Mimì ti volevano bene o no? Ti volevano ancora e solo musicista, suonatore di piattini”. Ad ogni modo, per andare sul sicuro il neo cda della partecipata, appena riunitosi, ha deciso di “limare” i poteri del consigliere comunale, praticamente “svuotandolo” di ogni competenza. “Al vice presidente in quanto consigliere comunale non possono essere assegnate deleghe e/o poteri di rappresentanza da parte del Consiglio di Amministrazione, per escludere cause di inconferibilità e incompatibilità” si legge nel verbale. Una postilla necessaria, ma a questo punto nasce spontanea la domanda: E allora che senso ha averlo nominato vice presidente, se in assenza del presidente lo stesso non può sostituirlo? Insomma, a Casciello è andata la nomina “ad honorem”. Anche perché secondo Mario Santocchio “non può ricevere emolumenti, ai sensi dell’art.63 del Tuel. E’ lo stesso motivo per cui Casciello non percepì nulla come amministratore delegato in Agroinvest – puntualizza l’esponente di Fdi – e a nulla servì l’aver rinunciato a percepire il gettone di presenza come consigliere comunale. Perché è per questo motivo che Casciello rinunciò. Ma non servì a nulla”. Quindi, incarico Ad Honorem e pure a gratis, a quanto pare. “Non esiste nessuna causa ostativa che possa impedire di ricoprire contemporaneamente il ruolo di consigliere comunale e quello di membro del cda dell’Acse – replica Casciello – questo perché la legge si riferisce esclusivamente a ruoli di vertice, gestionali. Sarei stato incompatibile se avessi fatto il presidente. Ad ogni modo, compatibile o no poco mi interessa, sarà il tempo che dirà sì o no, il sottoscritto al posto delle denunce preferisce lavorare per cercare di tenere pulita la città e far risparmiare i contribuenti”.