Scafati. Nasce una terza forza consiliare: i no voto. Novità sulla Tari per famiglie in difficoltà

Scritto da , 29 Luglio 2016
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Di Adriano Falanga

A Scafati è letteralmente stravolto l’ordine politico del consiglio comunale. Nasce infatti una terza formazione, che nonostante non rientri nei “canoni” previsti ed ammessi dal regolamento, costituisce oggi forse la vera forza di governo. E’ il gruppo dei “non voto”, quello che antepone alle proprie tesi e argomentazioni i se, i ma e i però. Perché dall’ultimo consiglio comunale il dato politico che ne emerge è piuttosto curioso, ai limiti della stravaganza. Pasquale Aliberti riesce anche nel “miracolo del tredicesimo”, e supportato dalla segretaria Immacolata di Saia riesce a far passare la modifica al Bilancio con soli 9 voti a favore (più il suo) su 24 consiglieri eletti. Accade che, se per votare il bilancio di previsione necessita la maggioranza assoluta, per modificarlo è possibile farlo con la maggioranza relativa. Sembra un paradosso, e la segretaria comunale Immacolata Di Saia è stata brava a sfruttare il “vuoto” legislativo in materia. C’è poco da festeggiare certo, l’assenza del Cotucit di Michele Raviotta, raccontano le malelingue, non è un caso. Il civico “salvatore” della maggioranza avrebbe voluto dimostrare il suo dissenso alle continue trattative che il sindaco porta avanti con Identità Scafatese. Raviotta identifica in Raffaele Sicignano (assessore al Bilancio) il loro uomo in giunta. Il senso sarebbe stato: visto che questi hanno un assessore e noi no, il bilancio te lo fai votare da loro. Un discorso a parte merita questo gruppo di dissidenti a metà: Stefano Cirillo, Daniela Ugliano e Bruno Pagano. Non partecipano alle riunioni di maggioranza, non votano il bilancio, non accettano di gestire la cosa pubblica con Aliberti però non stanno in minoranza. Il che potrebbe anche avere un significato politico, se non fosse che questa posizione in realtà garantisce al sindaco una maggiore stabilità rispetto al Cotucit, che di contro ha deciso di prendere una posizione netta e passare in maggioranza. E Aliberti lo sa bene, e ci marcia sopra. Sarà pur vero che governa con 9 consiglieri su 24, ma di contro, l’opposizione non ha certo 15 voti a disposizione. Perché se è vero che solo in nove gli votano il riequilibrio di bilancio, è anche vero che non ha avuto contro i restanti voti. Insomma, i dissidenti di IS, a cui si aggiungono Alfonso Carotenuto, Pasquale Coppola e un altro paio di astensionisti più o meno casuali della minoranza, costituiscono di fatto la terza forza consiliare, che tiene in gioco Aliberti. I cosiddetti indipendenti, che pur conservando una legittima linea politica, fanno si che la città possa andare avanti senza maggioranza. E tutto sommato, ad Aliberti non spiace. Governare con meno consiglieri comunali con cui trattare ogni volta è il sogno di ogni sindaco, tanto, in assenza di voti, ci sono sempre loro a garantire il quorum: i senza voto. E così si stravolge l’equilibrio delle cose, e 9 consiglieri riescono ad essere maggioranza su 24. La matematica è senz’altro un’opinione.

LA DIFESA DI DANIELA UGLIANO – LA PROPOSTA TARI DI BRIGIDA MARRA

1-identita scafateseLa rottura tra Pasquale Aliberti e Identità Scafatese è più umana che politica. Ad essere incrinati sono i rapporti tra i suoi consiglieri, e tutto sommato, la faccenda ha semplicemente comportato la nascita di due maggioranze, una di 11 con la quale governare ufficialmente e un’altra di 3 (a cui si aggiunge anche il presidente del consiglio Pasquale Coppola) con cui portare avanti un gioco forza sulle proposte. Un impegno maggiore, ma questo alla fine garantisce la governabilità, e la poltrona. Alle polemiche però risponde Daniela Ugliano, affidando al social network il suo pensiero: “A chi si permette di dire che cambiamo maglia per interesse, chiedo e pretendo di sapere quale sarebbe questo interesse, se non quello di fare le scelte migliori per la nostra città. A chi invece vorrebbe che nell’immediato prendessimo una posizione o meglio ci collocassimo in opposizione chiedo: lo vuoi solo per far cadere questa amministrazione e sciogliere allegramente un consiglio comunale?”. Insomma, non con la maggioranza, ma senza andare a casa. Una terza forza consiliare praticamente. Poi un giorno capiremo cosa significa togliere la fiducia politica a una compagine ma nel contempo volerla ancora al governo. La Ugliano sbotta anche verso chi ha polemizzato riguardo il loro non voto (erano assenti dall’aula) sull’emendamento Tari voluto da Brigida Marra e votato anche dalla minoranza. “Come mai i consiglieri comunali che tanto encomiano, non hanno voluto votare un emendamento a vantaggio delle fasce deboli solo qualche settimana fa. Chiederei anche da dove derivano i 500 mila euro in più che ci ritroviamo come fondo Tari: dall’attenzione che Identità Scafatese ha posto nel bloccare le tasse alle tariffe dell’anno precedente (ovviamente più il recupero della Geset) senza permettere che pagassero in più le fasce deboli”.

marraDal canto suo la Marra si mostra soddisfatta: “Ho avuto modo in questi anni mio malgrado di conoscere diverse realtà di famiglie con bambini dove sono purtroppo, venuti a mancare prematuramente uno dei coniugi e pertanto, è emersa una situazione difficilissima. La proposta che ovviamente ho condiviso anche con Teresa Formisano, Carmela Berritto, Diego del Regno e Dalila Borriello  prevede in pratica l’esenzione del pagamento della tarsu per due anni dalla data di decesso di uno dei coniugi che lascia l’altro/a vedovo/a senza occupazione e senza alcuna forma di assistenza previdenziale e ovviamente, con figli minori – continua la forzista – Sicuramente, non risolverà il disagio di queste famiglie e solleverà il loro dolore ma, credo che sia un piccolo passo per farli sentire meno abbandonati”.

E IL PD RICORRE AL TAR

“Mercoledi sera in Consiglio Comunale si e’ approvato  l’assestamento di bilancio con la maggioranza dei presenti e non con la maggioranza qualificata di tredici consiglieri comunali -si legge in una nota del Partito Democratico – Sono gli effetti dell’ applicazione del Codice Di Saia che oramai fa scuola e supera, nell’ordine gerarchico delle Fonti del Diritto, anche la legge. La verità’ e’ che la maggioranza ha approvato il bilancio consuntivo 2015  e previsionale 2016 con 13 voti e avrebbe dovuto approvare l’assestamento con gli stessi numeri per un semplice ed elementare principio di Analogia Legis. Invece la maggioranza non esiste più, anche i benefattori della città, Raviotta e Quartucci,  ieri erano  inspiegabilmente assenti, ed il sindaco, indagato per camorra,  invece di dimettersi, concerta con la fedelissima Di Saia interpretazioni dello Statuto e del Regolamento che gli consentono di rimanere in piedi. Tutto questo mentre la città è a terra, messa al tappeto da un’ azione amministrativa condizionata dalla camorra e fallimentare sotto il piano politico. Ma noi ci rialzeremo, nonostante l’accanimento di chi sta facendo morire Scafati, presto, insieme a tutte le forze sane che per fortuna sono tante, noi ci rialzeremo.”

 

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