Scafati, manifesti choc contro il Sindaco Aliberti. Tira una brutta aria

Scritto da , 8 novembre 2015
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Di Adriano Falanga

Ancora un manifesto, abusivo e anonimo, contro il primo cittadino Pasquale Aliberti. La foto è la stessa di poche settimane fa, quando fu aggiunta la scritta “scaduto”. Anche allora, come ieri mattina, pochi manifesti, poi rimossi. Giusto il tempo di una foto. Questa volta però la frase è di quelle forti, non certo sarcasmo, ma un vero atto d’accusa: “Hai messo tu la bomba, camorrista”. L’autore ha voluto richiamare all’attentato bombarolo presso l’abitazione di famiglia del capogruppo Pd Vittorio D’Alessandro, ad un anno esatto dall’accaduto. “Continua la violenza dei miei nemici. Questo il manifesto affisso questa mattina. Cosa devo ancora aspettarmi?” scrive sui social Pasquale Aliberti. “Se il sindaco è un camorrista allora lo sono anche io” tuona l’assessore a Sport e Bilancio Diego Chirico. “La cosa brutta e’ che l’opposizione tace – accusa Mimmo Casciello – La facciamo una marcia opposizione?”. Prende le distanze dal manifesto Vittorio D’Alessandro e non solo, sottolinea che “mai ho denunciato un mandante politico dietro la vicenda che ha colpito la mia famiglia. E sono pronto ad essere smentito” spiega, prendendo le distanze anche dal contenuto quindi. “Qualcuno intende screditare l’opposizione – secondo il M5S – facendo quindi un doppio gioco, ambiguo e profondamente scorretto”. Stupita dell’accaduto Margherita Rinaldi, segretaria del Pd: “noi ci mettiamo la faccia sempre e le nostre motivazioni contro il sindaco sono e saranno sempre politiche e programmatiche”. Scherzo di un buontempone? Forse. Fatto sta che dopo l’avvio delle indagini della direzione distrettuale antimafia a carico del primo cittadino, della moglie Monica Paolino, della segretaria comunale Imma Di Saia, del fratello Nello e dello staffista Giovanni Cozzolino, il clima a Scafati è diventato velenoso, pesante, scatenando un gioco alle accuse ambiguo e destabilizzante. Lettere anonime contro i consiglieri d’opposizione denuncianti presunti abusi edilizi da un lato, manifesti, sempre anonimi, contro il sindaco dall’altro. A farne le spese la città e le sue Istituzioni, sempre più minate nella credibilità e nella fiducia. E tutto lascia presagire che nulla è finito, ma ci sarà ancora seguito.

 

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