Scafati. Il sindaco: “Coppola ha l’alibertite”. La replica: “non ho nulla da temere, anzi…”

Scritto da , 7 novembre 2015
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Di Adriano Falanga

“Coppola è stato contagiato dalla stessa patologia di quella opposizione che mi considera il mandante delle bombe: “alibertite”. Conia un nuovo termine Pasquale Aliberti, cercando di spiegare così quella che a suo dire è una “patologia” della minoranza contro di lui, ritendendolo responsabile anche indirettamente di tutto ciò che di “losco” accade ai volti noti dello scenario politico locale. Il presidente del consiglio comunale ha parlato infatti di una regia politica dietro le lettere anonime contro la sua persona, lasciando intendere che il tutto nasce per fargli pressioni sulla data del consiglio comunale, da lui fissata al 17 novembre facendo saltare così i termini per la ricandidatura del primo cittadino. “Cercano di intimidirmi – ha spiegato Coppola – ma io non desisto, non ho nulla da nascondere”. Sulle denunce anonime Aliberti ha la sua visione: “Le denunce per abbattere gli avversari sono dei deboli o degli ignavi”. Se però è falso l’autore – il ragionamento del sindaco – non è detto lo sia anche il contenuto: “Da uomo delle Istituzioni farebbe bene a chiarire se i fatti gravi, perché eventualmente accertati, che lo riguardano, sono veri o meno”. Lo invita a chiarire, onde dissipare qualsiasi illazione sui presunti abusi che la Polizia Municipale intende accertare presso la sua abitazione in località 31. Sulla denuncia di una regia politica e di premeditazione mirata alla sua “destabilizzazione”, Aliberti aggiunge: “Il resto appartiene ad un atteggiamento da don Abbondio che non si sposa con la buona politica”, paragonandolo di nuovo al noto personaggio dei Promessi Sposi.

Coppola però è deciso, ha lasciato entrare i caschi bianchi solo nel giardino, lasciandoli fotografare l’esterno. “Ho in casa un bambino di pochi giorni – spiega – e sono stato già un galantuomo a lasciarli fotografare l’esterno. Mi preoccupa, e l’ho già detto, la solerzia di Vigili Urbani con cui danno seguito a denunce palesemente frutto di autore falso. Non ho nulla da nascondere, e sono pronto a fornire chiarimenti se solo mi fosse spiegato a cosa”. Secondo il presidente del consiglio comunale nei suoi riguardi non è stato ancora formalmente elevata nessuna contestazione. “Forse Aliberti ne sa più di me, o forse chi ha lasciato trapelare ai giornali notizie di abusi già accertati. Sono queste persone che dovrebbero fornire chiarimenti”. L’abitazione, chiarisce l’ex assessore alibertiano, è stata costruita dal papà oltre venti anni fa e donatagli così com’è oggi un paio di anni addietro. Ciò lascia intendere che eventuali abusi, semmai ci fossero stati, non sarebbero opera di Coppola. Intanto dalla maggioranza sarebbe pronto un nuovo documento (l’ennesimo) firmato da tutti i consiglieri e indirizzato al presidente dell’Assise. L’oggetto è ancora una volta il posticipo al 17 novembre del consiglio comunale. Una lunga querelle, questa che gira attorno alla decadenza, che tiene in scacco il dibattito politico delle ultime settimane. Un “balletto” di lettere, ufficiali e non, che ironicamente un ex assessore della prima giunta Aliberti ha definito la “deca dance”. Decisamente appropriato.

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