Scafati. Gli assi nella manica di Aliberti per stringere i tempi e decadere. Il ricorso al tar di Fdi

Scritto da , 20 novembre 2015
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Di Adriano Falanga

Fatta la legge (forse) trovato l’inganno. La maggioranza insiste e pur di abbreviare i tempi avrebbe trovato il modo di accorciare i già risicati tempi per portare la decadenza a compimento entro metà dicembre, entro il quale sarà possibile per il sindaco ricandidarsi. La soluzione l’avrebbe trovata la consigliere Brigida Marra, chiedendo, e facendo approvare, l’inserimento di un emendamento al deliberato votato martedi sera. In sostanza, il testo chiarisce che il consiglio comunale dovrà essere convocato, in seduta straordinaria, entro dieci giorni dalla rinuncia del sindaco a rimuovere la causa dell’incompatibilità, successivamente saranno concessi ulteriori dieci giorni, dopodichè il primo cittadino può essere dichiarato decaduto. E ieri pomeriggio, alle 16.06 Aliberti ha protocollato la sua rinuncia a rimuovere il contenzioso specificando di: «non avere intenzione di produrre al Consiglio comunale nessuno scritto, né ulteriori documenti e di rinunciare fin da adesso… ad ogni effetto di legge, al termine di 10 giorni (concesso dal comma 2 dell’articolo 69 del Decreto legislativo 267/2000, ndr) al fine di formulare osservazioni e/o eliminare la sopravvenuta causa di incompatibilità». Da questo momento Coppola, secondo l’emendamento della Marra, deve convocare il consiglio entro dieci giorni. Così facendo, si rientra per un pelo nei termini dei due anni, sei mesi e un giorno. Non è chiaro però se il tutto sia legalmente fattibile, il Tuel recita che al sindaco vengono concessi dieci giorni per presentare le sue osservazioni ma non è chiaro se questi debbano obbligatoriamente passare tutti. Insomma, Coppola deve o non deve aspettare l’intera decade per convocare le assise? Un quesito legale non per nulla trascurabile, perché da qui potrebbero innescarsi tutta una serie di ricorsi delle opposizioni, che potrebbero portare all’annullamento degli atti e al conseguenziale commissariamento.
Altro jolly in mano alla maggioranza è la sfiducia a Pasquale Coppola.  La sua rimozione porterebbe a sedere a capo dei consiglieri comunali l’attuale vice e capogruppo forzista Teresa Formisano. Chiaramente, la fedelissima del primo cittadino non esiterebbe a convocare immediatamente le assise  per bruciare i tempi e chiudere l’iter per la decadenza. Un’opzione che prende piede nel momento in cui dall’opposizione c’è il sostegno di Filippo Quartucci e Michele Raviotta. Occorre solo “recuperare” Roberto Barchiesi.
* ha collaborato Gennaro Avagnano

 

Fratelli d’Italia ricorre al Tar contro l’iter attivato per la decadenza del sindaco 

SCAFATI. Decadenza del sindaco Aliberti: oltre alla logica pioggia di veleni ed accuse reciproche, arriva anche il ricorso al Tar presentato dal gruppo Fdi. Secondo il consigliere comunale Mario Santocchio: “La scelta di rendere il documento subito valido – immediatamente esecutivo – è puramente funzionale alla volontà del sindaco di far rientrare l’iter procedurale nei tempi stabiliti per l’eventuale ricandidatura alla fascia tricolore. Il problema è che per rendere una delibera subito esecutiva, per legge, c’è bisogno di specificarne i motivi. Una cosa che nella delibera in questione non è stata fatta. Ecco perchè stiamo valutando la presentazione di un ricorso in sede giudiziaria”. Ricorso che sarà presentato a breve. Intanto spunta anche un cavillo tecnico preoccupante: sulla decandenza per legge il sindaco ha di tempo 10 giorni dopo la dichiarazione in aula per decidere se rimuovere il ricorso al Tar (causa di incompatibilità) oppure no. In consiglio, per un lampo di genio “improvviso” dell’avvocato Brigida Marra, nella delibera è stata specificata invece la possibilità del sindaco di ripensarci anche prima dei 10 giorni previsti dalla norma. Un modo per garantire al sindaco di decadere entro il 16 dicembre, data utile per ricandidarsi. Una modifica – quella proposta dall’avvocato Marra – che va in contrasto con la legge (Tuel) che prevede la decadenza in caso di incompatibilità. (C.V.)

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