Scafati. Festa patronale sotto tono, le proposte della Polizia Municipale

Scritto da , 29 Luglio 2016
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Di Adriano Falanga

Con il concerto di Michele Zarrillo, a cui sono seguiti gli spettacolari fuochi d’artificio lanciati da Palazzo Mayer, si sono conclusi martedi sera i giorni di festa dedicata alla Patrona della città, Santa Maria Delle Vergini. Cinque giorni di festa e tradizione, che affondano le radici in quella lontana domenica di luglio del 1713, quando tradizione vuole che la statua della Vergine, trainata da un carro di buoi e destinata ad un paese vicino, si fermasse sul ponte in piazza, adiacente la parrocchia, non volendone più sapere di ripartire. Da allora, quella statua scolpita probabilmente da Nicola Fumo, si è sposata con gli scafatesi. In realtà, il culto di Maria Sempre Vergine era in essere già da decenni prima. Una festa che capita in un momento molto particolare per la città, che vede la sua amministrazione vivere un lungo periodo di destabilizzazione politica, oltre alle ben tristemente note vicende giudiziarie legate al filone d’inchiesta Camorra-Politica-Imprenditoria, che vede coinvolti il sindaco Pasquale Aliberti, la moglie consigliere regionale Monica Paolino, il fratello Nello Aliberti, lo staffista Giovanni Cozzolino, la segretaria comunale Immacolata di Saia e il consigliere di maggioranza Roberto Barchiesi. Una città che vive confusa tra il precario equilibrio politico, le fortissime polemiche e gli scontri tra le parti, e un allarme ambientale legato alla puzza del canale San Tommaso e del sito della Helios che negano il diritto di vivere normalmente ai residenti di Cappelle. Il tutto aggravato dall’incertezza delle indagini in corso di commissione d’accesso prefettizia e antimafia. A Settembre ricorrerà un anno esatto dal momento in cui l’inchiesta guidata dal pm Montemurro prese il via. Da allora, una lunga serie di interventi fino alla richiesta di arresto per il primo cittadino e il fratello, respinta dal Gip per un vizio di forma. Tutto questo non aiuta la città, che di contro ha bisogno di certezze, stabilità, positività e una normale dialettica politica. Neanche il “tirare a campare” sul filo del tredicesimo voto utile della maggioranza è producente. Ad ogni modo, come conferma il Tenente della Polizia Municipale Pasquale Cataldo, che ha coordinato i caschi bianchi in questi giorni di intensa festività, la festa quest’anno ha registrato un sensibile calo dell’affluenza di cittadini. “Siamo partiti dal dato certo che la festa patronale così com’era rischiava di esaurirsi: il calo delle presenze registrate, il calo dell’interesse è un dato di fatto, come tutte le attività che si svolgono in pubblico ha avuto delle luci e ombre – spiega l’ufficiale dei caschi bianchi – Maggiore e più qualificata è stata la presenza della polizia municipale sul territorio. Più impegno per contrastare fenomeni di degrado urbano e di microcriminalità attraverso un’attività coordinata, svolta assieme ad altre forze dell’ordine. La sicurezza di tutti gli scafatesi è fondamentale: sentirsi insicuri significa apprezzare meno la città. Eppure nell’ambito di una seria programmazione, di una revisione profonda sia organizzativa che strutturale quella festa patronale, anche per gli aspetti commerciali, può trovare grande slancio e rilancio”. E il rilancio della festa parte da una maggiore attenzione alle attività commerciali fisse, rispetto agli ambulanti. Dai caschi bianchi era nata una proposta che mirava ad allargare il perimetro della festa, senza ostacolare i negozi stabili e soprattutto in virtù di un maggior controllo e migliore viabilità. Una proposta che nonostante abbia avuto molti riscontri positivi, è stata alla fine accantonata per le rimostranze di una minoranza di commercianti.

1-pasquale cataldo“Rilevato che negli anni passati le bancarelle sono state sistemate a ridosso delle vetrine dei negozi in sede fissa, ostruendo completamente  la visuale degli stessi e in alcuni casi consentendo anche la sistemazione di furgoni, tavolini e accessori vari davanti alle abitazioni e ai negozi, impedendo anche il raggiungimento dei negozi stessi da parte dei clienti e le abitazioni dei residenti – spiega ancora Cataldo – Tenuto conto che ai commercianti a posto fisso la festa non porta nulla, anzi toglie. In via sperimentale si potevano delocalizzare le bancarelle in modo che si permetteva una organizzazione migliore dei servizi igienico-sanitari, sui problemi di decoro urbano, i cumuli di rifiuti, talvolta nauseabondi, insomma tutto il corredo, visibile ed invisibile che molti scafatesi vorrebbero evitare”. L’idea era di creare un percorso alternativo in via Galileo Galilei, zona biblioteca comunale, mentre nella centrale via Melchiade sarebbero state allocate solo le bancarelle di generi alimentari. Negli anni scorsi è capitato anche che abusivi vendessero borse tarocche fuori la porta di una pelletteria regolare. “Una delle conseguenze di questa scelta alleggerirebbe il braccio di ferro tra gli abusivi, che arrivano fin dal primo giorno della festa, e la polizia municipale; migliorerebbe la viabilità urbana nei giorni interessati dalla festa, offrendo alle migliaia di visitatori e cittadini ampie zone di parcheggio ed eviterà spostamenti in città in occasione degli eventi pirotecnici serali e in occasione del concerto del cantante” aggiunge il Tenente, che quest’anno ha sostituito il comandante Alfredo D’Ambruoso, in ferie. A far saltare il progetto in particolare le attività di ristorazione e bar, che non vendendo beni di consumo non trovano concorrenza negli ambulanti ma anzi, questi favoriscono l’afflusso di visitatori. “Rinnovamento, idee nuove e persone nuove che non mancano, si può e si deve fare a cominciare da una così fantastica festa patronale che deve e può tornare ad essere la summa delle nostre aspettative in ossequio alla tradizione ed alla sua memoria laica e religiosa” il monito di Cataldo.

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