Scafati. Fdi: “mai con gli alibertiani”. Asse con il Pd. Rinaldi: “Non escludiamo nulla”

Scritto da , 3 novembre 2015
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Di Adriano Falanga

Cristoforo Salvati, capogruppo e candidato sindaco per Fratelli D’Italia, non lo ha nascosto ma anzi, l’ha definita una “coalizione di salute pubblica”. Le forze d’opposizione guardano entrambe nella stessa direzione e consapevoli che battere Pasquale Aliberti richiede per forza di cose un confronto, non escludono neanche una coalizione di larghe intese già dal primo turno. “Puntiamo alla costruzione di un gruppo che possa dialogare anche con le forze sane dell’opposizione, siamo disposti a ragionare con quella parte di sinistra pulita, giovane ma lontana dai palazzinari” spiegava pochi giorni fa il portavoce di Fdi Alessandro Arpaia. Una posizione rafforzata anche da Mario Santocchio e Cristoforo Salvati, contrari a qualsiasi accordo con il centrodestra alibertiano. “C’è un buon rapporto con il Pd, quello lontano dal familismo e dai palazzinari” così Salvati, dicendo pure di essere disposto a fare un passo indietro per la scelta di un candidato unico lontano dalle vecchie logiche di partito. Insomma, l’opposizione attende il suo “messia”, un nome nuovo, radicato in città, lontano dai partiti, capace di contrastare l’armata alibertiana al terzo mandato. “Noi non escludiamo niente. Attendiamo gli sviluppi di questa grottesca vicenda per poi valutare la migliore soluzione possibile nell’interesse della città – spiega Margherita Rinaldi, segretaria cittadina del Pd – Ovvio che tutte le forze contrarie a questa Amministrazione debbano, per senso di responsabilità, dialogare dato che l’intento è comune, ma al momento può essere prematuro ogni ragionamento che, aldilà di varie dichiarazioni d’intenti, va approfondito in concreto”. Un “ni” al primo turno, quasi certamente un sì in caso di ballottaggio. Non si sbilancia Marco Cucurachi, che pure si è reso protagonista della foto estiva che lo ritraeva assieme a Salvati in Grecia. Un incontro cordiale e causale, che in molti hanno però visto come una “previsione” di un probabile accordo elettorale. “E’ tutto molto prematuro”, così un laconico Marco Cucurachi oggi.

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