Scafati. Decadenza, scambio di accuse tra Aliberti e Coppola, avanti a suon di protocolli

Scritto da , 25 novembre 2015
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Di Adriano Falanga

E’ botta e risposta tra il sindaco e il presidente del consiglio comunale, e il nocciolo sembra essere sempre la decadenza. Aliberti scrive a Coppola chiedendo la convocazione d’urgenza, per il 27 novembre, del consiglio comunale. Si deve votare l’assestamento di bilancio, e la legge indica entro il 30 novembre la data, pena il commissariamento dell’ente. Nella missiva, il sindaco non lesina di ricordare al presidente del consiglio comunale che riceve una indennità affinché svolga il suo ruolo con diligenza, per cui si chiede la presenza a Palazzo di Città. La proposta di deliberazione per la seconda discussione sulla decadenza è già pronta e depositata in segreteria per essere messa all’ordine del giorno, è chiaro quindi che entro il 27 assieme all’assestamento di bilancio (obbligatorio per legge) sarà discussa anche la decadenza, fatto salvo la volontà di Coppola di inserire anche questo argomento. Già, perché da un lato c’è la maggioranza e l’ufficio Avvocatura che premono per discuterne entro il 29, mentre dall’altro lato c’è l’opposizione che chiede a Coppola il pieno rispetto della legge, che impone di aspettare dieci giorni dalla prima delibera consiliare e quindi consiglio convocabile dopo il 29. Nel frattempo il presidente del consiglio risponde ad Aliberti, e con “profonda indignazione” lo invita al rispetto dei ruoli, lamentando un’ingerenza nei suo confronti. “Fra le competenze del sindaco non rientrano di certo il darmi lezioni o di vigilare sulla mia presenza al Comune” scrive Coppola, indirizzando tutto, anche stavolta, al Prefetto. Non solo, il capo dei consiglieri comunali specifica che volendo convocare il consiglio per l’assestamento al Bilancio non può farlo, in quanto in segreteria ancora non è depositato nessun atto, finanche la proposta di delibazione con tanto di parere dei Revisori dei Conti. “Pertanto, nella sua funzione di sindaco – conclude Coppola – avrebbe fatto meglio a rivolgersi ad altri per eventuali rimedi o inadempienze, e non al sottoscritto”.

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