Scafati. Decadenza, Coppola tra due fuochi.

Scritto da , 23 novembre 2015
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Di Adriano Falanga

Pasquale Coppola tra due fuochi. Il presidente del consiglio comunale, nonostante abbia scelto di non parlare per non aizzare i toni dello scontro politico, è il fulcro dell’intera questione decadenza. Solo lui dispone della facoltà di accelerare o ritardare il processo che porterà il primo cittadino Pasquale Aliberti a perdere la fascia tricolore. Se accelera, accogliendo le richieste della maggioranza, Aliberti riuscirà a ricandidarsi. Se invece decide di aspettare ogni giorno utile che la legge prescrive, Aliberti comunque decadrà, ma non potrà ricandidarsi. Il timer è impostato al 16 dicembre, è quello il giorno entro il quale tutto deve concludersi. L’avvocato Francesco Romano, responsabile del settore Avvocatura, ha già pronta la delibera e ha diffidato Coppola a convocare entro il 29 l’assise. Secondo l’emendamento approvato in consiglio comunale, il sindaco può rinunciare ai dieci giorni di tempo che la legge gli concede per le opportune riflessioni, mentre la minoranza è categorica, bisogna che trascorrano tutti, anche se il primo cittadino ha già depositato la sua rinuncia a rimuovere l’incompatibilità.

A diffidare Coppola è anche l’opposizione. “Abbiamo inviato una missiva al presidente del consiglio comunale e al Prefetto per chiedere il rispetto della legge 267/2000, a meno che non ci siano normative esclusive per Alberti per giurisprudenze autonome pro decadenza al tribunale di via Aquino” così il capogruppo di Fratelli D’Italia Cristoforo Salvati. Anche il M5s diffida formalmente Coppola a prendere decisioni diverse da quanto il Tuel prevede. “La legge va rispettata non aggirata né interpretata. Non bastava assistere ad una procedura (decadenza) creata ad arte e parte per aggirare la legge. Ora ci tocca anche assistere ad una interpretazione, o meglio di una forzatura ad hoc di una legge dello Stato – così da Scafati in Movimento – Dopo un emendamento presentato per raggirare e velocizzare un procedimento che già mira ad aggirarne una, ci ritroviamo costretti ad “avvisare” il presidente del consiglio comunale che ove si presti a questo gioco anticipando dei termini e delle scadenze già chiare nell’articolo 69 del Tuel, ci vedremo costretti a ricorrere alla segnalazioni alla Procura della Repubblica affinché si accerti se ci siano i presupposti per una configurazione di reato di abuso di ufficio o altra ipotesi di reato definibile e si individuino gli eventuali responsabili”.

Accusano anche la forzista Brigida Marra gli attivisti pentastellati: “Non bastava dover vedere in assise, massimo momento di democrazia, un avvocato e rappresentate istituzionale, quale è l’avvocato Marra, prestarsi ad un gioco delle parti che riteniamo politicamente scorretto. Ove anche il presidente del consiglio comunale si presti a questo gioco se ne assumerà le responsabilità nelle sedi opportune. Lunedì protocolleremo al Presidente del Consiglio la nostra richiesta e chiederemo a tutte le forze consiliari e non di controfirmare la nostra istanza”. E il primo si arriva già da Fratelli D’Italia. Coppola sceglie di non proferire parola, fonti a lui vicino addirittura lo vogliono in procinto di dimettersi, a seguito delle pesanti pressioni sulla sua figura, sia politica che istituzionale. C’è anche chi si dice certo che entro il 30 novembre verrà convocato il consiglio, cioè il primo giorno utile dopo i dieci che la legge lascia a disposizione del sindaco per le sue riflessioni. Una decisione che potrebbe accontentare tutti.

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