Scafati. Cda Acse, asse Aliberti-Raviotta. Mascolo presidente, Casciello vice.

Scritto da , 12 Luglio 2016
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Di Adriano Falanga

Chi la dura la vince, alla fine riesce a portare un incarico a casa anche Mimmo Casciello. Per lui la poltrona di vice presidente Acse, ruolo occupato fino a poche settimana fa da Ciro Petrucci, finito sul registro degli indagati per voto di scambio politico mafioso dalla DDA di Salerno. Dopo l’azzeramento chiesto dall’assessore Raffaele Sicignano di concerto con il gruppo ex di maggioranza Identità Scafatese, è stato rinominato il nuovo consiglio di amministrazione. Presidente è Gaspare Mascolo, dato in quota Cotucit, ma nome gradito anche allo stesso Casciello (che essendo consigliere comunale non può ricoprire quel ruolo). Mascolo è stato già amministratore delegato della Scafati Sviluppo, nominato dalla giunta di centrosinistra di Francesco Bottoni, nel momento in cui Michele Raviotta passò con questi, corsi e ricorsi storici dunque. Componente e quota femminile sarà l’avvocato Maria Teresa Starace (sotto, in foto accanto a Mimmo Casciello), già figurante tra i legali fiduciari dell’ente, che ha difeso più volte in numerose vertenze giudiziarie, e data come espressione del gruppo Formisano-Marra-Del Regno. Cosa strana, i decreti di nomina sono stati firmati dal vice sindaco Giancarlo Fele, questo perché il primo cittadino Pasquale Aliberti, seppur nel pieno dei suoi poteri, era ufficialmente impegnato. “Abbiamo apprezzato il lavoro svolto con ‪trasparenza e ‪passione dal C.d.A. uscente e la disponibilità dei componenti tutti a rimettere il proprio mandato nelle mani del sindaco quando, a seguito del dibattito interno alla maggioranza sulle prospettive, si chiedeva da più parti di far ripartire l’azione di governo – scrive in una nota Pasquale Aliberti – I membri oggi nominati sono ancora una volta ‪‎professionisti a cui bisogna riconoscere capacità, competenza, passione, gioventù e titoli. Ringrazio la maggioranza per avermi dato ancora una volta piena autonomia nella scelta e la possibilità di decidere tenendo conto della professionalità e degli equilibri complessivi. Da adesso ci aspettiamo segnali forti sul tema della ‪raccolta differenziata per una Città più pulita con la collaborazione dei cittadini. Lavoriamo insieme per una Scafati ‪‎migliore”.

1-starace3-mimmo-casciello-e1412015364444Sulla stessa scia il Vice Sindaco di Scafati, Giancarlo Fele: “Ringrazio l’ex Presidente D’Angolo per l’impegno e l’onestà che negli anni ha messo a disposizione dell’ACSE. Auguro buon lavoro al nuovo C.d.A, di raggiungere l’obiettivo di migliorare ancora di più la percentuale di raccolta differenziata nella nostra Città”. Confermate le voci di corridoio che volevano Casciello verso una poltrona della prima partecipata scafatese, al consigliere comunale, che da tempo ha rinunciato all’indennità di presenza di 34 euro lordi, andranno adesso i circa 7500 euro annui di retribuzione. Provvidenziale è stato l’intervento della sua consorte, che settimana scorsa sarebbe entrata nell’ufficio del primo cittadino, e davanti a testimoni lo avrebbe pesantemente accusato di “prendere in giro” il marito, avendogli più volte promesso un assessorato, puntualmente poi negato. “Le nomine sono il frutto dell’inciucio che si è concretizzato con il Cotucit – sbotta dall’opposizione Mario Santocchio – le altre frutto del manuale Cencelli”. Promette un esposto all’Anac e al Prefetto Santocchio, perché a suo dire la nomina di Casciello violerebbe l’art.63 del Tuel.

PROTESTA IL PD

1-cucurachi-960x742“Quella di Casciello e ‘ illegittima in quanto lo stesso incompatibile ed inconferibile. Spero che abbia valutato bene prima di accettare, perché potrebbe essere una manovra del sindaco per liberarsene -così Marco Cucurachi, esponente consiliare dei Democratici – Quella di Mascolo e’ inopportuna in quanto ricopriva l’incarico di vertice nel 2008 quando venne affidato l’incarico progettuale a Giugiaro e sappiamo tutti come è andata. Si ritorna alle nomine che hanno portato la STU al fallimento. Quando c’era Mascolo il superconsulente era Voccia De Felice, fedelissimo del sindaco, fautore della disfatta economico finanziaria della reindustrualizzazione, nonche’ coinvolto in vicende giudiziarie al vaglio della Procura Distrettuale Antimafia. Di che vogliamo parlare. Pensiamo al futuro e lasciamoci alle spalle tutto’ ciò”.

 

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