Scafati. Avviata la decadenza, i retroscena del consiglio comunale

Scritto da , 19 novembre 2015
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Di Adriano Falanga

Il consiglio comunale è finito con l’avvio del procedimento per la decadenza di Pasquale Aliberti. La città già dormiva quando martedi notte, ben oltre l’una, l’assise ha accertato il contenzioso decidendo di procedere con l’iter. E’ corsa contro il tempo adesso. La legge concede al sindaco dieci giorni per rimuovere, nel caso voglia, la causa di incompatibilità. Dopodichè il consiglio comunale sarà chiamato ad esprimersi altre due volte, a distanza di dieci giorni almeno l’uno dall’altro. Molto difficile chiudere tutto entro il 15 dicembre, giorno ultimo che segna l’esatta metà del secondo mandato di Aliberti, oltre il quale non è possibile ricandidarsi. La legge, come ricorda l’opposizione in aula, è chiara: non è possibile fare un terzo mandato. “E’ tutta una palese messa in scena per aggirare il divieto del terzo mandato – griderà Mario Santocchio – Non vogliamo giocare a carte truccate, siamo disposti a votare la sfiducia, pur di non ingannare la legge”. Santocchio puntualizza anche il come sia in essere il “sistema Aliberti” o meglio la polemica sulla precarietà dei dirigenti comunali, tutti (o quasi) assunti a tempo determinato. “Questo crea un rapporto di soggezione politica sindaco-dirigente. Non è un caso se il responsabile dell’ufficio Urbanistica e del settore Avvocatura siano entrambi dei precari, o fai così, o via da qui” termina Santocchio. Sulla stessa scia anche gli altri due consiglieri di Fdi. “L’ufficio Urbanistica ha risposto alla richiesta della Scia in appena cinque giorni – dirà il capogruppo Cristoforo Salvati – mentre i tempi medi per un cittadino normale sono di mesi, se non anni”. Perde il suo “aplomb” istituzionale verso la maggioranza Angelo Matrone, a lungo accusato di fare, con Michele Raviotta, da stampella: “Non mi presto però a questi patetici giochini per raggirare la legge”.

Il Partito Democratico, con Michele Grimaldi, Marco Cucurachi, Michelangelo Ambrunzo e Nicola Pesce ribadiscono che “Aliberti deve dimettersi, e non per le sue vicende giudiziarie, ma per i suoi fallimenti politici”. A parlare a nome della maggioranza è la capogruppo forzista Teresa Formisano: “gli attacchi dell’opposizione, a volte anche violenti e volgari come lo sono stati i manifesti anonimi affissi in città contro il sindaco, ci spingono ancora di più a credere nella nostra scelta di votare la decadenza. Saranno gli elettori a decidere”. Siccome la discussione è incentrata su di lui, da regolamento il primo cittadino può assistere ma non prendere parte alla discussione. Difficile per lui, abituato a tenere banco con la sua spiccata dialettica politica. Toccherà a Brigida Marra arringare la minoranza in favore del sindaco. Ne avrà per tutti, da Cristoforo Salvati, accusato di usare due pesi e due misure: “ha prima difeso Bortoletti ricordando che è solo indagato e non condannato dopo i tre gradi di giudizio, e adesso chiede le dimissioni del sindaco anch’esso solo indagato, come lo è Bortoletti (ex commissario Asl, ndr)”. Ribadisce le accuse ai democratici la Marra, di strumentalizzare pubblicamente le vicende giudiziarie di Aliberti e l’attentato con bomba carta subito dall’ex capogruppo Vittorio D’Alessandro. Una strenua difesa delle motivazioni del primo cittadino durata oltre 12 minuti, come evidenzierà Pasquale Coppola, dicendo pubblicamente che poco prima la segretaria comunale Immacolata Di Saia lo aveva tacciato di essere il leader dell’opposizione: “come vede segretaria, io sono imparziale nel mio ruolo”.

Un emendamento della maggioranza al deliberato sulla decadenza introduce anche la possibilità di convocare i prossimi consigli in via straordinaria, andando ad abbreviare i tempi. “Non vedo il motivo e non capisco neanche il perché la delibera debba essere immediatamente esecutiva” così Pasquale Vitiello, facendo da eco alla minoranza. Alla fine si vota comunque, senza aver spiegato i motivi dell’urgenza. Si apre così una nuova fase politica scafatese, e indifferentemente dall’esito della decadenza, andrà a cambiare molti equilibri precostituiti. Segno evidente è il voto a favore di Filippo Quartucci e Michele Raviotta, mentre contro hanno votato Coppola e Vitiello. Assenti Cirillo e Barchiesi per la maggioranza.

LA CURIOSITA’, SPUNTA UN PINOCCHIO NELL’AULA CONSILIARE

Chiunque sia entrato nella sala consiliare martedi sera non ha potuto non notare l’enorme Pinocchio posizionato proprio all’ingresso. Altro quasi tre metri, forse il manichino era  reduce da uno dei tanti eventi culturali che ospita la biblioteca Morlicchio, dove è situata l’aula consiliare. Resta che la sua posizione e la sua imponenza hanno strappato decine di ironici sorrisi. “Sembra che voglia ammonire chi stasera racconterà la bugia della tettoia e del ricorso al Tar – è invece il commento di Scafati in Movimento – portando a termine un palese imbroglio ai danni dei cittadini e soprattutto ingannando la legge e le Istituzioni”.

Chiunque sia entrato nella sala consiliare martedi sera non ha potuto non notare l’enorme Pinocchio posizionato proprio all’ingresso. Altro quasi tre metri, forse il manichino era reduce da uno dei tanti eventi culturali che ospita la biblioteca Morlicchio, dove è situata l’aula consiliare. Resta che la sua posizione e la sua imponenza hanno strappato decine di ironici sorrisi. “Sembra che voglia ammonire chi stasera racconterà la bugia della tettoia e del ricorso al Tar – è invece il commento di Scafati in Movimento – portando a termine un palese imbroglio ai danni dei cittadini e soprattutto ingannando la legge e le Istituzioni”.

 

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