Scafati. Aliberti “Coppola come Don Abbondio”. La replica: “andrò dal Prefetto”

Scritto da , 3 novembre 2015
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Di Adriano Falanga

“Il sindaco è tranquillo sulla decadenza, non so perché, ma sono certo che qualcosa ha in serbo”. Aliberti dalle mille sorprese, così lo dipinge un suo collaboratore tra i corridoi di palazzo Mayer. La lettera di sollecito al Presidente del consiglio Pasquale Coppola non ha sortito nessun effetto, i sei firmatari sono rimasti senza riscontro alla loro richiesta di anticipare al 3 novembre l’assise. Non c’è urgenza invece secondo Coppola, e come potrebbe esserci del resto, considerato che qualsiasi deliberato su Pip e Ospedale non produrrà nessun effetto immediato o quanto meno nuovo. Che il pronto soccorso di Nocera non sia raggiungibile in 5 minuti è un dato di fatto incontestabile, e poi già la commissione straordinaria pro ospedale lo certificò grazie ad una perizia della Polizia Municipale, nel 2014. Oggi abbiamo come “fatto nuovo” la chiusura delle indagini sull’ex commissario Bortoletti, che non è certo una sentenza definitiva. Sul Pip si chiede il rinnovo di una convenzione scaduta da molto tempo, su cui mai il Comune ha mostrato interesse a rinnovare. Una convenzione pare utile per lo sblocco di un finanziamento da 24 milioni di euro per il Pip, soldi dati per sicuri fin dal Febbraio scorso. Insomma, oltre la decadenza del primo cittadino non c’è urgenza concreta, e non ci sarebbe neanche per la stessa decadenza, se non fosse che questa deve essere dichiarata prima di metà dicembre, onde permettere al primo cittadino la sua terza ricandidatura. E’ comunque un susseguirsi di telefonate, lettere istituzionali (e anche anonime) all’indirizzo di Coppola, che resta irremovibile dalla sua posizione, sicuro di essere nel giusto. Aliberti lo ha paragonato a Don Abbondio, in riferimento al timore verso i “bravi” che gli impongono di non sposare Renzo e Lucia. E i Bravi sarebbero le forze d’opposizione. Coppola tira dritto e si dice non essere condizionato da nessuno: “Chiederò un incontro con il Prefetto per spiegare le mie giuste ragioni ma anche denunciare la forte ingerenza istituzionale dei consiglieri comunali in ciò che compete esclusivamente a me – poi rispondendo ad Aliberti –  I Promessi sposi sono la storia di un matrimonio d’amore contrastato, non un matrimonio d’interesse. Invito tutti i consiglieri a pensare di meno a strategie politiche come la decadenza e più ai veri e reali problemi della città, lì dobbiamo concentrarci per ripagare i nostri elettori e i cittadini della fiducia accordataci” l’invito del presidente del consiglio comunale.

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