Scafati. Aliberti: “attenzione mediatica su vicenda politica”. Barchiesi: “nulla di cui vergognarmi”

Scritto da , 9 Luglio 2016
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Di Adriano Falanga

“Scafati non è la Città che provano a rappresentare. La camorra esiste e va combattuta: noi abbiamo provato a tenerla lontana con ‪azioni concrete note a tutti. Piena ‪‎fiducia nella magistratura”. Così Pasquale Aliberti, sindaco di Scafati, il giorno dopo l’ennesima operazione dell’antimafia, che ha visto allargare il cerchio degli indagati nell’inchiesta che già vede iscritti sul registro lo stesso primo cittadino, la segretaria Immacolata Di Saia, lo staffista Giovanni Cozzolino, la moglie del sindaco e consigliere regionale Monica Paolino e il fratello Nello. Quest’ultimo ha ricevuto anche un’ulteriore perquisizione dagli uomini coordinati dal capitano Iannaccone. Si dice sereno e tranquillo Aliberti: “Non ho ‪‎mai avuto rapporti personali, amicali o di caffè con esponenti della ‪‎malavita locale. Non ho mai chiesto di essere sostenuto da nessun ‪‎camorrista. Sono convinto che anche gli atti prodotti dai miei Dirigenti siano assolutamente ‪legittimi perché professionisti autonomi e con grandi capacità – ribadisce il primo cittadino – Dispiace l’attenzione mediatica e il coinvolgimento in questa vicenda politica dei miei ‪‎familiari, ancora di più dei miei ‪‎cittadini, quelli che mi hanno sempre sostenuto e che in queste ore continuano ad esprimermi vicinanza e affetto”. Aliberti non fa nessun riferimento alle novità che il blitz ha portato nelle indagini, e cioè l’avviso di garanzia ricevuto dal suo consigliere Roberto Barchiesi, e dal dimissionario vice presidente Acse Ciro Petrucci, che pure è stato candidato nelle liste a supporto del primo cittadino. “È mio dovere, in questo momento particolare e dolorosissimo della mia vita, stare vicino alla mia famiglia, ai miei figli – scrive sul suo profilo Facebook Roberto Barchiesi – Ho piena e incondizionata fiducia nella Magistratura, e una forza immane dentro di me: la forza di chi non ha niente da vergognarsi”.

2-roberto barchiesiDovrà chiarire, il Barchiesi, ciò che il pentito Alfonso Loreto, divorziato da tempo da una sua nipote, ha raccontato su di lui e sulla lista che lo ha visto eleggere al consiglio comunale nel 2013. Sarebbe stato picchiato per ben due volte il consigliere comunale, fino a spingerlo a presentare le dimissioni, poi ritirate, nel 2014. Scompare invece il profilo di Nello Aliberti dal noto social network. Dalle fila della maggioranza e dalla giunta pochi si sbottonano, e non tutti ostentano la tranquillità mostrata dal primo cittadino. C’è preoccupazione ed ansia, a rompere gli indugi è (come sempre accade) Brigida Marra: “Da avvocato non posso che avere rispetto e fiducia nelle istituzioni e soprattutto, nell’attività della magistratura. Allo stesso tempo però da consigliere, non posso non controdedurre a quella parte di opposizione che pure costituita da giuristi, accecati dall’odio verso l’uomo continua ad assumere un comportamento da veggente rispetto alle attività di indagine e a rilasciare dichiarazioni aventi un contenuto di condanna definitiva nei confronti del nostro Sindaco e di quest’amministrazione, chiedendo ancora una volta le sue dimissioni. Questo credo sia il modo peggiore di fare politica”. Replica così alle accuse della minoranza la forzista, dando una valenza tutta politica alla loro richiesta di dimissioni. “L’alternativa si costruisce sulle proprie capacità e non sulle difficoltà e momenti difficili dell’avversario – prosegue la Marra – Rispettosa pertanto, dei principi di diritto del processo penale, continuerò a ritenere fino ad un eventuale sentenza penale di condanna definitiva questo Sindaco sempre e in ogni sede, innocente”.

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