Sarno: «Nel mondo del lavoro l’equiparazione tra uomo e donna ancora non vi è»

Scritto da , 16 Maggio 2021
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di Pina Ferro

Ogni giorno affrontiamo il tema della difficoltà del ruolo della donna nel mondo del lavoro. In quest’ottica ed al fine di offrire uno spaccato dal di dentro che sia l’effettiva rappresentazione di quanto accade e non una fredda narrazione, abbiamo inteso intervistare Valentina Lamberti, praticante avvocato presso lo studio del noto penalista salernitano Michele Sarno. Avvocato Lamberti ci può dire quali sono state le tappe che l’ hanno portata alla scelta di diventare avvocato? «Sin da piccola ho avvertito il desiderio di difendere i diritti delle persone. Molto spesso ho assistito, nella vita quotidiana, al realizzarsi di ingiustizie insopportabili, e sulla base di ciò ho desiderato diventare avvocato. L’avvocato, colui che è chiamato dai deboli per far valere i propri diritti». Nella sua famiglia ci sono altri avvocati? «No. Sono stata la prima e sono fiera di esserlo perché tutto quanto ho costruito l’ho fatto con grande sacrificio e grazie al supporto della mia famiglia che mi ha sostenuta fortemente ed ancora oggi mi accompagna nella mia crescita professionale». Nella sua attività ha incontrato difficoltà legate al suo ruolo di donna? «Purtroppo, nonostante da più parti si sbandieri la equiparazione tra uomo e donna nel mondo del lavoro, tanto non risponde ancora alla realtà e su questo si dovrà compiere un lungo percorso. La donna (e come nel mio caso la professionista), è troppo spesso svantaggiata da situazioni legate al proprio ruolo di madre e moglie. In una società in cui non si sono fatti apprezzabili passi in avanti nella direzione di facilitare il ruolo della donna (madre e moglie), comprenderà con quanto sacrificio ogni donna deve coniugare la propria carriera con il suo status. Se poi a questo aggiunge che, allorquando una donna con grande sacrificio raggiunge dei risultati, attraverso il dileggio calunnioso, troppo spesso, non le si riconosce il risultato in relazione al merito ed al suo talento, ma al suo essere donna, potrà comprendere la reale drammaticità del contesto lavorativo in cui si muovono le donne». Lei oggi collabora con lo studio dell’avvocato Michele Sarno impegnato in importanti processi nazionali. Come è arrivata a questa collaborazione? «Dopo la laurea ho intrapreso una serie di colloqui finalizzati ad individuare il professionista che rispondeva alle aspettative della mia realizzazione. E, dopo vari incontri che mi avevano lasciato sfiduciata in quanto gli interlocutori parlavano della professione in modo gelido e distaccato, ho conosciuto il mio dominus che mi ha colpito per la grande passione e la grande umanità. In quel momento ho capito che era la persona giusta per la realizzazione dei miei obiettivi». Lei oggi segue processi importanti, all’esito di questa esperienza, cosa può dire ai suoi giovani colleghi? «Di non arrendersi e non mollare mai. Ci saranno giorni difficili, incontrerete persone che vi demoralizzeranno, ma non credete ai detrattori ed affidatevi solo a chi sa tutelare i vostri sogni e sa custodirli per restituirveli più forti per essere realizzati. Io ho avuto la fortuna di incontrare un maestro che sta contribuendo alla realizzazione dei miei». A chiusura di questa bella chiacchierata, lei è madre, cosa vorrebbe dire a suo figlio? «A mio figlio Andrea, come ogni madre, comunico con gli esempi, con gli sguardi e le carezze tutte le mie emozioni. Gli direi: “Vivi la vita con libertà. Credi nei tuoi sogni e tenta di realizzarli nella consapevolezza che il bello dell’esistenza non è tagliare il traguardo, ma il modo onorevole con cui si è compiuto il percorso».

 

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