“Salerno può avere una vocazione turistico-culturale d’elité”

Scritto da , 8 Settembre 2013
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di Andrea Pellegrino

Salerno? Può avere una vocazione turistica – culturale d’elité. L’analisi è del professore Pino Cantillo, docente universitario è già assessore comunale delegato alla cultura e alla pubblica istruzione durante la prima giunta De Luca. Da osservatore Cantillo pensa che Salerno abbia le carte in regola per sviluppare un turismo di qualità, allargando però l’offerta e gli orizzonti culturali. Sul piano politico dice: “Non sono contro la politica. Anzi sono convinto che non si possa fare a meno della politica. La società civile non è migliore della politica”.
Professore Cantillo, la conformazione che oggi ha la città di Salerno?
“Dagli anni ’70 in poi si è discusso sulla vocazione di Salerno. C’è stato un momento in cui si è pensato che la città potesse sviluppare l’assetto industriale: Salerno come polo di sviluppo industriale. Ma questa strada non ha portato buoni risultati. L’altra vocazione è sicuramente quella turistica – culturale: poteva essere e può essere la scelta più realizzabile e concreta. Ovviamente valorizzando ciò che è stato fatto ma spingendo verso una vocazione culturale più di elitè. Questo con una offerta più internazionale anche sviluppando e individuando alcune specializzazioni e specialità di questo territorio. Naturalmente il teatro Verdi, per intenderci, non basta”.
Così come non si può rincorrere sempre Napoli
“Non ha senso la concorrenza a Napoli. Bene invece l’apertura di alcuni spazi come il teatro (stranamente) intitolato a Ghirelli. Ma bene così. Questo dovrebbe avvenire in più aree del territorio salernitano. Si può moltiplicare l’offerta anche attraverso la sperimentazione o prendendo spunto dall’esperienza di Filiberto Menna. Ancora l’arte, anche l’utilizzo di Santa Sofia deve essere più costante. La mia idea è che occorra una agenzia capace di coordinare tutte queste attività e che esca anche al di fuori dei confini cittadini ma che tenga presente la funzione di Salerno di collegamento. Questo anche in considerazione dei tagli delle risorse da parte degli Enti: una agenzia potrebbe indirizzare meglio i fondi verso determinate iniziative”
Luci d’Artista?
“Penso che ad oggi sia il miglior appuntamento culturale. Sono stato anche a Torino: qui non viene coinvolta l’intera città. Credo che a Salerno non ha senso utilizzare tutti gli spazi. Penso che dovrebbe essere accompagnata da una serie di eventi: numericamente ha il suo tornaconto, economicamente non penso che il guadagno sia poi tanto”.
Si avvicina invece l’evento San Matteo…
“Che non può essere definito un evento. E’ una festa religiosa non può rientrare tra gli eventi di Salerno”
Passiamo alla trasformazione di Salerno. Cosa pensa?
“Bisogna dare atto a Vincenzo De Luca che durante il primo e il secondo mandato ha operato bene soprattutto nelle periferie. Qui sono stati compiuti diversi interventi di recupero e riqualificazione. Cosa che invece, ad esempio, non è avvenuto a Mariconda che è stato un quartiere trascurato. Bisognerebbe proseguire su questa strada. Poi ci sono interventi che non condivido…”
Tipo?
“Quello del Crescent. Si tratta di un intervento molto pesante che chiude il fronte del mare. Non credo neppure che porterà ricchezza alla città. Mentre condivido la nascita di porticcioli: è una buona strada per il turismo”
Cittadella giudiziaria. Il dibattito è aperto tra chi sostiene il primo progetto (con la nascita della cittadella a Fuorni) chi invece pensa sia giusta l’attuale collocazione
“Penso che quella attuale sia la zona giusta. E credo che se completata potrebbe essere anche architettonicamente interessante. Non mi è piaciuto, invece, il progetto di Piazza Malta, così come non mi piacciono gli interventi, o meglio le costruzioni, che stanno interessando le colline salernitane”
Sui box di Piazza Cavour, invece?
“Non si può realizzare a mio avviso al di sotto del lungomare. Tra l’altro sono contrario alla realizzazione di box interrati. Preferisco costruzioni in verticale nella zona industriale della città”.
Cosa pensa della vendita di Piazza Mazzini?
“Sono contrario. Anche se accanto al parcheggio realizzerei uno spazio verde. In verità quel che occorre in via prioritaria è una stazione degli autobus. La metropolitana sarà importante sicuramente ma c’è la necessità anche di garantire il trasporto pubblico su gomma”
La S di Vignelli?
“E’ la S di Sapri. Ormai è praticamente scomparsa. Non serve a nulla. Il simbolo c’è: è quello di San Matteo”
Dopo De Luca?
“Bonavitacola. Non c’è altro”

UNIVERSITA’
Salerno è stata sempre distante dalla sua Università, è vero?
“Si. Sarà la distanza dal Campus. L’Università non è entrata mai a Salerno e nella concezione del salernitani. La scelta della Valle dell’Irno ha portato a questo. Il progetto iniziale, quello di Filiberto Menna, all’epoca preside della Facoltà di Magistero, prevedeva due poli a Salerno città: l’uno umanistico nel centro storico, dove sarebbe stato possibile anche recuperare e valorizzare alcuni edifici; l’altro scientifico a Santa Margherita. Salerno così avrebbe avuto la sua Università in città. Ma fu il partito Comunista che disse no alla proposta e volle, d’intesa con i democristiani, il campus nella Valle dell’Irno”.

GIORDANO
Sì alla proposta di Cronache (di intitolazione di una strada o una piazza a Vincenzo Giordano) anche dal professore Cantillo. “Giordano è stato un sindaco con una grande capacità amministrativa. Ha un valore simbolico e politico: era riuscito ad interrompere un ciclo storico portando la sinistra a Palazzo di Città. Umanamente è stata sempre una persona semplice”.

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