Salerno Pulita, operai senza soldi né sicurezza: è stato d’agitazione

Scritto da , 30 Gennaio 2013
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Congeniti ritardi nella corresponsione degli stipendi, difficoltà economico-finanziarie della società partecipata e carenza di sicurezza nello svolgimento delle proprie mansioni lavorative. Sono questi i motivi per i quali, da ieri, i lavoratori della Salerno Pulita sono in stato d’agitazione.
«Lavoriamo in situazioni estreme – dicono i dipendenti a tempo indeterminato e determinato della società municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti a Salerno – Non c’è sicurezza per quanto riguarda la raccolta perché spesso e volentieri nei sacchetti ritroviamo di tutto». E ieri mattina, agitazione è stata presso la “base” di Salerno Pulita nella zona industriale della città, dove i lavoratori si sono ritrovati per fare il punto della situazione e per dire basta ai tanti problemi che stanno vivendo da tempo. Tra di essi anche i 181 dipendenti interinali di cui si serve la partecipata del Comune di Salerno che chiedono chiarezza in merito al proprio futuro lavorativo, anche alla luce del fatto che, visti i loro anni di servizio svolti per la Salerno Pulita, ad oggi dovrebbero avere già un contratto a tempo indeterminato. A cambiare non è stato il loro status di lavoratori, bensì, soltanto le quattro società di somministrazione (tra cui Trenkwalder e Tempor) che sono scappate a gambe levate dopo aver avuto a che fare con il management di SalernoPulita.
Tra i promotori dello stato d’agitazione anche il sindacato Confsal Fesica che, in una nota, spiega che l’indizione dello stato d’agitazione «è stata causata del grave clima di tensione sociale che si è venuto a creare fra tutti i dipendenti»per una serie di problematiche congenite ed ancora irrisolte. Tra di esse i continui e ingiustificati ritardi nel pagamento degli stipendi ai dipendenti, i conti non proprio floridi della Salerno Pulita, la poca considerazione, anzi la praticamente nulla attenzione 
alla tutela della salute e della sicurezza degli operatori sui luoghi di lavoro. Proprio su questo aspetto, i dipendenti di Salerno Pulita, hanno voluto sottolineare quelle che sono le condizioni in cui sono costretti a lavorare quotidianamente, a partire dalla carenza dell’igienizzazione e della messa in sicurezza dei mezzi; le pietose e malsane condizioni in cui versano le postazioni di lavoro dei bagni pubblici comunali; indumenti di lavoro e delle dotazioni di sicurezza inadeguati; controlli blandi per quel che riguarda l’errato conferimento dei rifiuti da parte dei cittadini che, nei sacchetti, mettono quanto di loro piacimento senza procedere alla differenziazione. Una condizione, quest’ultima, che mette vede fortemente esposti i lavoratori durante le operazioni di raccolta, a rischi da agenti biologici , chimici e di ogni genere, molto pericolosi per la salute.Allo stesso modo, manca la verifica del rapporto tra personale destinato, carichi di lavoro ed ampiezza delle zone di spazzamento stradale competenti.
Oltre l’aspetto prettamente pratico ed inerente il loro quotidiano lavoro, i dipendenti lamentano anche una mancanza di chiarezza da parte della società per quel che concerne un piano di ristrutturazione aziendale che miri alla qualità dei servizi e delle condizioni di lavoro. 
Sulla base di questi presupposti, la Confsal Fesica ha inoltrato al Prefetto di Salerno Gerarda Maria Pantalone la richiesta di convocazione del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca e del presidente di SalernoPulita, Pellegrino Barbato. Una richiesta inoltrata anche all’Ispettorato del Lavoro e al dipartimento dell’Asl per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché alla Procura della Repubblica per gli accertamenti di competenza in caso di omissioni d’atti d’ufficio da parte dei preposti organi di vigilanza.

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