Iannone: «Salerno è la mia città e quella della mia famiglia Con Sarno la svolta»

Scritto da , 5 Settembre 2021
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di Andrea Orza

Presto Ema e Aifa daranno conferma dell’obbligatorietà del vaccino, oggi ancora ad uso emergenziale e suffragato dalle decisioni del libero arbitrio. In molti ricorderanno il processo a Socrate, in cui fu una maggioranza di circa 40 su 500 a decidere la sua condanna a morte. La regola secondo cui è sempre la maggioranza a prevalere su quello che vogliono i meno è uno dei dilemmi politici ancora discussi. Non a caso, i cittadini non vaccinati si ritroveranno presto a vivere in un sistema discriminatorio, una sorta di bullismo ateniese moderno. Il Senatore Antonio Iannone spiega come il “fondamentalismo vaccinale” non faccia che complicare un’ideologia contemporanea già colma di criticità. Fdl come ragiona sulle possibilità tratte dalle dichiarazioni del presidente Mario Draghi, specie sull’utilizzazione del green pass, l’obbligo vaccinale e la somministrazione della seconda dose? “Per noi il discorso del presidente ha assunto delle sfumature surreali. Essendo l’unico Partito all’opposizione del Governo, sin dal primo momento, abbiamo riferito le nostre valutazioni sul green pass. Già allora, al termine della discussione fummo contrariati per la troppa “approssimazione”. Per noi politici, oltre a prevedere la volontà della moltitudine, dovremmo provvedere anche al benessere del singolo cittadino. Con questo mi riferisco alla quotidianità minata dal bambino che si appresta al nuovo anno scolastico all’adulto tenuto fuori dalla cornice vaccinale. Il disappunto è il sentimento che mi anima all’ordine del giorno, specie se molte considerazioni vengono sostenute al cospetto di tutto quello che non è stato fatto. Noi rappresentando il pensiero dell’opposizione patriottica che vuole il bene della nazione abbiamo avanzato le nostre proposte ma siamo rimasti inascoltati”. Cosa prevede il rientro settembrino? “Con un corollario simile, l’apertura delle scuole e dei maggiori istituiti organizzativi mancheranno di rigore strutturale e amministrativo e prima di ogni altra cosa non avranno spazio a disposizione. Siamo perplessi, uno scenario simile è inammissibile specie se si guarda alla buona uscita, seppur ancora incerta, delle altre Nazioni. Per carità! Iuxta propria principia, a ciascuno il suo, ma qui in Italia la minoranza si trova a vivere in un girone dantesco senza precedenti. La verità è molto più vicina a noi di quanto siamo abituati a pensare. Mezzi e spazi pubblici, la mancanza di un supporto domiciliare, nessun tracciamento del virus, sono quelle tematiche che vivranno ancora il dilemma dell’incertezza, la salute dei cittadini è alla mercé del caso. Ripeto: la politica ha anche il compito di prevedere non solo di sentenziare.” Lei senatore, come vive il ritorno alla città, qual è il modo giusto di rapportarsi alla dimensione comunale? “L’accelerazione della demografia moderna comporta l’alienazione tipica della metropoli. Salerno è la mia città, la mia famiglia qui nasce la mia passione che sin da giovanissimo ho coltivato. I giovani hanno bisogno di trovare un’identità politica e Fratelli d’Italia in questo si distingue per la priorità data al supporto delle nuove generazioni. Con sarno siamo certi di dare una svolta alla città di Salerno”.

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