Salerno. Crescent: il progetto pagato dal Comune

Scritto da , 28 Maggio 2015
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di Andrea Pellegrino

Una parte delle spese di progettazione del Crescent sarebbero dovute essere a carico dell’impresa aggiudicatrice dei diritti edificatori per la costruzione della mezza luna. Ed invece dal bando d’asta e dalle allegate convenzioni quadro prodotte dal Comune di Salerno alla convenzione attuativa finale, un passaggio è stato modificato. Così, rispetto al contributo «proporzionale, quale partecipazione alle spese per la redazione del Pua e delle progettazioni definitive, da quantificare in via definitiva in applicazione della convenzione d’incarico fra il Comune ed il team di progettazione», previsto dalla convenzione quadro, le spese di progettazione sono state «comprese nell’acquisto dei suoli» e quindi nei diritti edificatori del primo lotto funzionale di Santa Teresa. Insomma una bella cifra che la società che ha acquistato i diritti del Crescent (la Crescent srl, che vede come impresa capofila la Rcm Costruzioni della famiglia Rainone), ha sostanzialmente risparmiato. Il contributo per i progettisti Ricardo Bofill e “Lotti associati” sarebbe stato compreso nei 14.733.333 euro sborsati per l’acquisto dei diritti edificatori delle due aree dove è stata realizzata la mezzaluna ad oggi ancora sotto sequestro per ordine della Procura della Repubblica di Salerno. Dall’ultima liquidazione datata 14 gennaio 2014 che assegna alla “Lotti & associati” e alla società Bofill 800mila euro circa, quale saldo per la progettazione definitiva e coordinamento della sicurezza in fase di progettazione dell’edificio Crescent si ribadisce il concetto: «La parte spettante ai soggetti aggiudicatari del bando è stata garantita nel corrispettivo posto a base di gara». Ma la determina smentirebbe il bando originario dove le spese di progettazione sono da quantificare a parte. Alcuni legali – che da tempo seguono la vicenda – ipotizzano che anche questo caso, ben presto, possa finire all’attenzione dell’autorità giudiziaria. Secondo gli avvocati, infatti, viene violata una norma del codice degli appalti che stabilisce «la pubblica amministrazione paga un progetto esclusivamente se finalizzato alla realizzazione di un’opera pubblica”, mentre il Crescent è un investimento di natura privata.

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