Salerno, baby stupratori: scuola e volontariato

Scritto da , 17 Luglio 2013
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Erano finiti in un’aula di tribunale con le accuse di violenza sessuale, rapina, estorsione e lesioni. Dovranno affrontare un percorso di recupero i due baby stupratori finiti in manette lo scorso febbraio in seguito alla denuncia della vittima degli abusi, una ragazzina di appena 12 anni. A deciderlo, ieri, è stato il giudice del tribunale per i minori che ha accolto l’istanza avanzata dal legale dei due giovanissimi imputati, l’avvocato Maurizio De Feo che ha chiesto a carico dei suoi assistiti la sospensione del processo con messa alla prova. Si tratta di un’innovazione nel processo penale minorile; con tale provvedimento il processo viene sospeso per 18 mesi e il minore viene affidato ai servizi minorili dell’amministrazione della giustizia che, anche in collaborazione con i servizi socio-assistenziali degli enti locali, svolgono nei suoi confronti attività di osservazione, sostegno e controllo. Il provvedimento tende pertanto a non interrompere i processi di crescita del ragazzo, puntando al suo recupero sociale attraverso la scuola ed il volontariato. In caso di esito positivo della prova, il giudice con sentenza “dichiara estinto il reato” e il minore imputato viene prosciolto dai fatti addebitatigli; l’esito negativo comporta invece la prosecuzione del procedimento. Si tornerà quindi in aula il 27 gennaio 2015 quando i due giovanissimi potrebbero essere dichiarati prosciolti da ogni addebito. I fatti, oggetto del procedimento giudiziario, risalgono all’autunno 2012 quando nel mirino dei due giovanissimi finì una ragazzina di appena 12 anni, rapinata e stuprata dai due bulli. Secondo l’impianto accusatorio formulato dalla Procura i due per convincere la 12enne a sottostare alle loro voglie la picchiavano: calci, schiaffi e pizzichi, poi la minacciavano con un coltello e la perseguitavano inviandole sms sul telefonino affermando che, se non avesse dato loro quello che chiedevano, sarebbero andati a prenderla fin sotto scuola. Poi, quando la strategia del terrore non era sufficiente a farsi consegnare quello che volevano, la rapinavano strappandole la borsetta ed impossessandosi dei suoi soldi. I violenti atti di bullismo perpetrati ai danni della 12enne comprendevano anche gli abusi di natura sessuale. Almeno cinque gli episodi ricostruiti dal sostituto procuratore Antonella Ciccarella: secondo l’impianto accusatorio formulato dalla Procura la ragazzina era adescata dai due mentre si trovava in compagnia delle amiche o alla piazzetta di Torrione o al Parco del Mercatello. Minacciata con un coltello la minore era costretta a seguire i due 16enni che la conducevano in un luogo isolato dove, sempre sotto la minaccia dell’arma e tirandole con violenza i capelli, abusavano di lei costringendola a rapporti orali. Quindi la scaraventavano a terra allontanandosi. Sempre la stessa la tecnica utilizzata dai due che, dopo aver raggiunto la comitiva delle amiche della minore, usando la solita violenza consistita nel tirarla con forza anche per i capelli, costringevano la 12enne a seguirli nonostante il frapporsi delle amiche. Alcuni episodi ricostruiti dalla Procura si sarebbero consumati nei bagni del parco del Mercatello, altri in un parco isolato e abbandonato sotto il “Ponticello dei drogati”. Qui, dietro ad un cespuglio sarebbe andato in scena l’orrore: i due prima avrebbero strappato il cellulare alla 12enne spegnendolo e, poi, l’avrebbero costretta a compiere atti sessuali orali su entrambi.

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