Salerno, apprezzamenti pesanti alle fidanzate: 3 persone accoltellate. Tre fermi

Scritto da , 18 Marzo 2013
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Un apprezzamento di troppo alle fidanzate. La rissa degenera quando spunta un coltello. Tre accoltellati, di cui uno ricoverato in gravi condizioni, e tre fermati. Questo il bilancio di una notte di follia consumatasi, per futili motivi, nei pressi di Piazza della Concordia, a meno dieci minuti dalla mezzanotte di sabato sera. Secondo la dinamica dei fatti, le tre ragazze sarebbero state avvicinate da tre giovani salernitani a bordo di un’automobile nei pressi del parcheggio di Piazza Mazzini. Nel più classico dei tentativi di approccio, hanno fermato la corsa della propria vettura e sono scesi per avvicinarsi alle ragazze. I tre non si sarebbero accorti, inizialmente, della presenza dei rispettivi fidanzati che, sopraggiunti, avrebbero naturalmente cercato di difendere le rispettive ragazze. Prima le parole grosse, le urla, poi spuntano un coltello ed un tirapugni. I fendenti e i colpi di cazzottiera all’indirizzo dei tre fidanzati delle ragazze, arrivano in un attimo. Una furia senza apparente motivo abbattutasi su di loro per il semplice motivo di aver difeso le proprie ragazze dalle attenzioni, anche piuttosto insistenti, di tre sconosciuti. 
Un pestaggio durato alcuni minuti e a cui hanno posto fine le urla delle giovani donne: i tre aggressori sono risaliti a bordo della propria automobile e sono sfrecciati via nella notte facendo inizialmente perdere le proprie tracce. Subito allertati i soccorsi e le forze dell’ordine, Davide Bevilacqua, Guido Natale e Gennaro Prudente, tutti di età compresa tra i 22 e i 23 anni e originari di Nocera Inferiore, sono stati immediatamente trasportati in ospedale. Ad avere la peggio, tra i tre ragazzi nocerini, è stato il giovane Davide Bevilacqua, classe 1990, che ha riportato una profonda ferita d’arma da taglio: un fendente gli ha squarciato il torace. Bevilacqua è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, durato alcune ore, ed è attualmente ricoverato presso il reparto di Chirurgia d’urgenza del San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, in prognosi riservata. Le sue condizioni sarebbero molto gravi, ma i medici avrebbero scongiurato il pericolo di vita per il 23enne di Nocera. Gli altri due amici, Guido Natale e Gennaro Prudente, dopo gli accertamenti clinici e le cure prestate sempre dal personale sanitario del reparto di chirurgia d’urgenza del Ruggi, sono stati dimessi. Il primo, ferito al braccio, se l’è cavata con una prognosi di cinque giorni; il secondo, colpito con un fendente alla gola che, fortunatamente, non ha colpito la giugulare è riuscito ad avere una prognosi di dieci giorni.
Per risalire agli autori della tanto brutale quanto immotivata aggressione, si sono subito messi a lavoro gli agenti della Squadra mobile della questura di Salerno, diretti dal dottore Claudio De Salvo che in poche ore sono riusciti a fermare tre persone, le cui posizioni sono al vaglio degli investigatori. I tre sono stati condotti presso la questura di Salerno: si tratterebbe di tre altrettanto giovanissimi salernitani, di età compresa tra i 21 ed i 23 anni, dunque coetanei delle vittime dell’aggressione. Gli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero di turno, Marco Colamonici, sono ora impegnati su un duplice fronte: ricostruire la dinamica dei fatti e dunque capire come e perché sia effettivamente nata la discussione prima e la rissa poi ed in secondo luogo per stabilire, tra gli aggressori, le rispettive responsabilità. Già perché chi ha sferrato il fendente con cui è stato gravemente ferito Davide Bevilacqua, rischia l’accusa di tentato omicidio che potrebbe essere considerato anche plurimo alla luce del colpo inferto anche al giovane Prudente, colpito alla gola, a pochi centimetri dalla giugulare. Resterebbe, comunque, il reato di lesioni gravi. Nelle prossime ore, si avrà contezza di quanto accaduto la scorsa notte in piazza della Concordia e si saprà se e quanti dei tre salernitani fermati siano stati poi posti in stato d’arresto. Al momento, la polizia è ancora alla ricerca dell’arma con cui è stata compiuta l’aggressione.

 

18 marzo 2013

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