“Sai cosa penso: domani un altro giorno arriverà….”

Scritto da , 15 Marzo 2020
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Manuale per disadattati in cerca di un senso ai tempi del Coronavirus

 Di FRANCESCO ACONE

Cari amici,

siete quelli che si muovono, quelli che vi ostinate ad uscire, e siete quelli ‘contrari ad ogni misura, impegno e restrizione’. Siete anche quelli che si prendono abbondante dose di insulti ed improperi e siete causa di preoccupazione. In realta’ nessuno sa niente di voi come persone, e nell’ultimo mese avete assistito come tutti a un teatrino diffuso che leverebbe certezze e fiducia a chiunque. Nessuno vi conosce dicevamo, non sanno perche’ voi a casa proprio non riuscite a starci, non conoscono le vostre famiglie, le vostre situazioni personali, ed intanto ascoltate ossessivo questo ritornello “Io sto a casa” al quale sono certo vi viene istintivamente di rispondere “E statte a casa!”. Ci sono mille motivi giusti per scegliere di stare fuori, in giro e tra la gente, cio’ che nessuno potra’ ridurre concettualmente a mera abitudine in quanto e’ Vita! C’e’ tutto questo quindi ma c’e’ anche una piccola-grande verita’: per un po’ dobbiamo tutti evitare di uscire se non per l’indispensabile. Se mi chiedete perche’ vi rispondo perche’ Si! Perche’ ci sono momenti, rari, in cui non e’ che possiamo sapere tutto da prima compreso il finale, e dobbiamo solo adattarci. Adattarsi e’ pesante. Non e’ come lasciano intendere le faccine degli spot televisivi. Adattarsi non e’ obbedire e non e’ fare qualcosa per gli altri ma e’ fare qualcosa per se stessi. Non ve lo hanno spiegato perche’ non sono abituati a parlarvi. Questo coro condiviso di “Io sto a casa” in certi momenti sa di grande Fratello, di scuola e di appello ma ciononostante dovete adattarvi, fatelo ora, imparate e poi passerete all’incasso. Qual’e’ l’incasso? Avventurandovi nel limite, rinunciando a parte di quell’aria di cui avete bisogno come il pane, soffrendo, forse scoprirete delle capacita’ che non pensavate di avere. Forse scoprirete che siete piu’ forti di quanto pensiate, capaci di essere diversi. Forse. O forse sara’ solo una gran rottura per voi. Se iniziate il viaggio lo scoprirete. Sarete voi a riempire il viaggio di senso, voi a decidere l’itinerario dentro i paletti dati a tutti. Accettate la sfida sentite a me. E se in alcuni momenti vi sentirete oppressi, reclusi, se vi sembrera’ di impazzire avendone anche ben donde mettete su quel brano in cui Vasco canta :” Voglio trovare un senso a questa sera anche se questa sera un senso non ce l’ha.”. Aiuta. Poi, se proprio rimanere in casa più del solito vi sorprenderà inermi e incapaci di tenere la barra dritta col rischio di fare danni, ricordate che l’itinerario lo designate voi. Uscire si puo’ ed anche essere utili. A Salerno per esempio si cercano volontari per il servizio mensa dei senzatetto del San Demetrio.  Questa ed altre occasioni di aiutare la collettività, e fuori da quattro mura, ci sono. P.S. In questi giorni avrei voluto leggere le stoccate partite dalla penna di Marta Naddei…mancano.

Francesco Acone salernitano fotografo e influencer vive a Tirana da oltre un decennio. Il suo messaggio è per tutti noi, in questi giorni extra-ordinari, da cui raccogliere una seria lezione di vita.

 

 

 

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