Rotazione della classi per mancanza di spazi al Liceo Caccioppoli

Scritto da , 20 Settembre 2021
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di Monica De Santis

Il ritorno in classe se da un lato è stato festeggiato da molti studenti e molti docenti, dall’altro lato resta ancora un miraggio per alcuni. E’ quello che sta accadendo a Scafati, al liceo Caccioppoli, dove a causa della mancanza delle aule, il dirigente scolastico si è visto costretto, a disporre la rotazione delle classi. Ma non solo, per garantire la sicurezza, il distanziamento e tutte le altre norme previste dal comitato tecnico scientifico, in materia di contrasto al Covid – 19, sono stati impegnati tutti gli spazi occupabili, mettendo a rischio l’efficacia di una didattica innovativa e inclusiva, nonché l’ampliamento delle offerte formative e culturali che i quattro indirizzi presenti potrebbero e vorrebbero attuare. A denunciare questa situazione che purtroppo non è stata gradita ne dai docenti e neanche dagli studenti è stata l’intera comunità scolastica del Liceo Scientifico “R. Caccioppoli” di Scafati che attraverso una lettera, che da questa mattina sarà pubblicata anche sul sito della scuola vuole accendere i riflettori sulle condizioni dell’istituto di Scafati nella speranza che gli organi preposti, in questo caso l’Ente Provincia, possano trovare una soluzione idonea ed immediata, così da poter garantire a tutti il ritorno a scuola e a riavere anche gli spazi necessari per poter svolgere tutte le attività formative previste dal programma. Nella lettera la comunità scolastica del Liceo Scientifico “R. Caccioppoli” di Scafati scrive che “Quello della mancanza di aule non è un problema nuovo per l’istituto. Dopo le battaglie del 2015 per la costruzione di 4 aule nello spazio dell’ex biblioteca, ancora oggi l’istituto non riesce a garantire adeguata accoglienza a tutti i suoi iscritti, né a vedere completato il progetto della palestra la cui prima pietra fu messa nel lontano 2011 alla presenza dell’allora Presidente della Provincia. Fin dal 2015, dopo sit in fuori Palazzo Mayer e proteste cui hanno partecipato alunni, docenti e genitori, per qualche anno la scuola media “Tommaso Anardi” ha concesso 4 aule agli studenti del biennio liceale e altre ben 11 classi liceali, con turnazione annuale, hanno trovato sfogo nella sede succursale di via Sant’Antonio Abate, nei pressi di un’industria conserviera, con un costo annuale di certo non esiguo, utilizzabile non prima della fine della lavorazione delle industrie conserviere, di solito a metà ottobre, con non pochi disagi più volte rimarcati da docenti, alunni e personale Ata per percezione di esalazioni maleodoranti e di rumori di autocarri in manovra di carico e scarico e di motori a servizio degli impianti industriali. – proseguono nella loro nota – Le istituzioni locali e provinciali, avvicendatesi nel corso dell’ultimo ottennio, sono state più volte investite del problema, ma nessuna azione intrapresa è mai stata definitivamente risolutiva, concreta ed efficace. Lo scoppio della pandemia ha poi rincarato la dose e anche l’ospitalità della scuola media è venuta meno, dal momento che gli spazi ivi disponibili erano vitali per l’organizzazione funzionale della scuola media stessa. Nell’ultimo anno e mezzo la didattica a distanza prima e la Didattica digitale integrata poi hanno sopperito al problema, ma oggi con la richiesta del Ministero di garantire lezioni in presenza, pur mantenendo sempre la mascherina indossata, in quanto non è possibile garantire le previste condizioni di distanziamento, tenuto conto della grandezza delle aule e dl numero degli alunni per classe, e non avendo alcuna possibilità di reperire altri spazi all’interno dell’edificio, la situazione è al collasso! – scrivono ancora – L’ultima doccia fredda per la popolazione scolastica del Liceo è arrivata, difatti, il 7 settembre di quest’anno: la sede succursale di via Sant’Antonio Abate non è più disponibile! Il Dirigente responsabile dell’Ufficio scuola della provincia ha comunicato ufficialmente al Sindaco e, per conoscenza, alla dirigenza scolastica che le condizioni ambientali constatate con sopralluoghi negli ambienti di via Sant’Antonio Abate non consentono la ripresa delle attività didattiche nella succursale con grave danno per l’Istituzione scolastica. Quali misure adottare allora per consentire il diritto allo studio e alla salute della platea scolastica del Liceo? – conclude la comunità scolastica del Liceo Scientifico “R. Caccioppoli” di Scafati – Per ora né l’amministrazione comunale né l’istituzione provinciale, investite del problema, hanno offerto un aiuto concreto. La dirigenza scolastica, unitamente al collegio dei docenti e al consiglio d’istituto ha operato al meglio per garantire la ripresa delle attività anche per gli allievi del Liceo di Scafati con una determina di rotazione delle classi nelle aule, ingressi con orari scaglionati e con una organizzazione del tempo scuola che preveda l’introduzione della sesta ora di lezione per tutti gli indirizzi. Nell’attesa che le istituzioni competenti mettano in atto una confluenza e una vera sinergia che porti a una soluzione definitiva del problema, anche quest’anno il Liceo s’arrangia come può!”

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