Ritorna in città la lirica d’Estate

Scritto da , 5 Giugno 2021
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di Olga Chieffi

Presentazione del cartellone lirico, ieri mattina, in presenza e in teatro, per ritornare ad emozionarci insieme. Si acquista gioia a cominciare dalla fine, dalla mancanza, da un taglio e ciò che è perduto ed è ciò che ci spinge ad operare a creare, a “giocare” termine caro alle arti, che presto, a cominciare da fine giugno, ricominceranno a popolare il teatro Verdi. Ospiti di Daniel Oren e Antonio Marzullo, il sindaco Enzo Napoli e il suo assessore alla cultura Antonia Willburger, unitamente ad Igina Di Napoli direttrice di Casa Del Contemporaneo, di stanza al teatro Ghirelli, ove negli spazi all’aperto si terranno le opere, hanno illustrato il cartellone, gemma dell’estate salernitana che ci accompagnerà da 7 luglio al 24 settembre, per poi in autunno, riaprire ufficialmente le porte del massimo cittadino, con diversi concerti e récital che faranno da preludio al gran finale di stagione. C’è grande ottimismo nelle parole del sindaco Enzo Napoli, poiché sarà la cultura a dare quella spinta in più per uscire dalla gelata subita nelle successive ondate pandemiche, e ritornare alla “Buona Vita!”, così come l’Assessore Willburger, ha inteso puntare sulla ricerca di nuovi spazi per offrire una risposta immediata ad un mondo dello spettacolo e dei suoi lavoratori che sono stati fermi per troppo tempo. A Daniel Oren abituato a interpretare i preludi, piace crearli con la sua illuminante parola. Se la fiammella è stata tenuta accesa con “Le Feste al Massimo” cui una platea internazionale e numerosissima ha partecipato in streaming, e il maestro ha dovuto inchinarsi facendo la commedia, ai palchi vuoti, in un “forno”, termine d’uso quando gli spettatori non riempiono la sala, ora è il momento di ritornare all’applauso, alla gente, a quel gioco filosofico di Michel Serres e della sua noise, quel clamore che ci colpisce, di cui non dominiamo l’origine, né la sua crescita incontrollabile, il rumore, il rumore di fondo, quel bailamme che non si arresta, i nostri segnali, i nostri messaggi, le nostre parole, che rappresenta l’agone, la performance, che senza la presenza del pubblico non ha senso. Titoli popolari, riempi-teatro a partire da Tosca, che riapparirà il prossimo 7 luglio. Ad evocare la Roma di Floria Tosca, personaggio e non persona dalla psicologia complessa, strumento e motore d’un teatrale “gioco degli opposti”, mano caritatevole ed omicida e di Vitellio Scarpia, il Barone, capo della Polizia segreta, “Bigotto satiro che affina colle devote pratiche la foia libertina e strumento al lascivo talento fa il confessore e il boia”, sarà Renato Giacchieri, il quale avrà a disposizione le eccezionali voci di Maria Josè Siri e Fabio Sartori, mentre il famigerato Barone sarà Roberto Frontali. Non mancherà Angelo Nardinocchi nella veste del Sagrestano, mentre a completare il cast l’Angelotti di Carlo Striuli e lo Spoletta del salernitano Francesco Pittari. Dal 25 al 28 agosto, sarà di scena il più celebre binomio dell’estetica naturalistica la Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e I Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, opere di frattura tra il “rilassamento” della grande opera romantica e l’urgenza presentita di un novello corso. Opere che hanno aperto il cosiddetto “decennio” dei manifesti, ma che tuttavia sembrano avvalersi di esterni corredi, piuttosto che di ragioni morali profonde. Sarà Riccardo Canessa a firmarne la regia, con sul palcoscenico voci del calibro di Ekaterina Semenchuk nel ruolo di Santuzzam Martina Belli quale Lola, e due felici ritorni, Carlo Ventre e Franco Vassallo che daranno voce a Turiddu e Alfio. I Pagliacci verranno giocati nel segno di Enrico Caruso, ha rivelato Riccardo, ieri in sala, per il centenario della scomparsa del grande tenore che nella stagione del 1896-1897 debuttò al Verdi con I Puritani, interpretando poi, proprio il capolavoro di Leoncavallo, insieme alla Carmen e alla Favorita, in un cameo giocato nell’aria principe di Canio, “Vesti la giubba”. Ad interpretare Canio sarà Carlo Ventre che avrà la splendida Nino Machaidze al suo fianco quale Nedda, e ancora Franco Vassallo nel ruolo di Tonio, Francesco Pittari, in quello di Beppe, mentre Silvio sarà Biagio Pizzuti. Riflettori, quindi, puntati, dal 15 al 17 settembre su Rigoletto, il buffone gobbo che a Salerno ha avuto validissimi interpreti da Devid Ceccon, il “Rigolettone” al grandissimo Renato Bruson, con la sua amata trama che viene saldamente riassunta nella forma classica del quartetto, che rispetta i canoni estetici del primo Romanticismo, ancora osservante delle forme classiche, snodantesi intorno alla melodia principale del tenore, che deve essere molto esposto, vero bersaglio delle mire di Rigoletto, che mormora nell’ombra, mentre le due donne restano invece soggiogate dal fascino del ducaNel ruolo del titolo avremo al Ghirelli George Petean, con il duca di Mantova affidato al giovanissimo tenore Valentyn Dytiuk, Gilda avrà la voce di Hasmik Torosyan e a completare il quartetto la Maddalena di Martina Belli, per la regia di Pier Francesco Maestrini. Dal 24 al 28 settembre ritorna “Quel gran medico, dottore enciclopedico” di Dulcamara con il suo Elisir d’amore, sempre vivissimo, incantevole e inossidabile melodramma donizettiano che con il suo acuto e insolito alternarsi di effervescente comicità e di malinconiosa, sognante tenerezza non riesce mai a stancare, seducendo continuamente l’ascoltatore in ogni scena, in ogni battuta, perfino nel più breve dei recitativi secchi. Sarà un Elisir “areniano” per la regia di Stefano Trespidi, che saluterà Irina Lungu, nel ruolo di Adina, Ancora Valentyn Dytiuk quale Nemorino, Biagio Pizzuti in quello del vanaglorioso Belcore, Misha Kiria in quello del Dottor Dulcamara, mentre Miriam Artiaco sarà Giannetta. Ritorno in teatro per la Traviata dal 15 al 19 dicembre, che avrà sul podio Pier Giorgio Morandi e la regia di Massimo Gasparon, con Gianluca Terranova (il Caruso televisivo), nel ruolo di Alfredo, in coppia con Nino Machaidze, magica Violetta, e Massimo Cavalletti, che darà voce a Giorgio Germont. Fine anno, il 27 e il 28 dicembre sulle punte col più celebre dei ballet blanc il Lago dei cigni con le coreografie originali di Marius Petipa, e la musica di Peter Il’ic Cajkovskij, affidato al Corpo di ballo del teatro di San Carlo.

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