Ritorna il Piano Solo Festival

Stamane, alle ore 10,30, la presentazione della XII edizione   nel Salone del Gonfalone di Palazzo di Città

E’ fissata per questa mattina, alle ore 10,30, nel Salone del Gonfalone del Comune di Salerno, la presentazione della dodicesima edizione del Festival Internazionale Pianistico “Piano Solo”, promossa dai pianisti Paolo Francese e Sara Cianciullo, sotto l’egida del Comune di Salerno,  con la collaborazione di Alberto Napolitano Pianoforti, conferenza alla quale parteciperà la direzione artistica, unitamente ad Ermanno Guerra, in rappresentanza dell’amministrazione comunale. Quattro gli appuntamenti, che verranno vissuti nell’ormai abituale e prestigiosa sede che è il Salone dei Marmi, di un cartellone di assoluto respiro internazionale, in un ferace confronto tra i diversi magisteri pianistici europei, tra Spagna, Francia, Italia e Polonia, sia nell’esecuzione che nei programmi, dal 10 al 24 maggio. La costruzione di questo cartellone sarà ancora una volta un galvanizzante in quel grande laboratorio che è il Maggio dei Monumenti salernitano. Il Festival che si accinge a partire offrirà, infatti, una proposta musicale poliedrica in cui i grandi autori della storia della musica saranno i migliori compagni di viaggio. La figura dell’interprete, tramite unico ed indispensabile, sarà assolutamente centrale in questi quattro rècital, tutti ad ingresso libero e alle ore 19. Il concerto pubblico, il recital può essere un momento particolare della vita culturale, e può essere momento qualitativamente non riducibile ad alcun altro; lo è quando il suono, in questo caso del pianoforte, strumento solista per eccellenza, diventa non solo portatore, ma rivelatore di tutte le ricerche fenomenologiche, storiche, critiche. La Salerno musicale ha ormai da ben oltre un decennio quale suo protagonista assoluto il pianoforte, uno strumento che racchiude in sé una parte vastissima della storia dell’Uomo, le sue doti creative, l’abilità tecnica, le emozioni, i pensieri. La direzione artistica del Festival, ha inteso calare sia i solisti che il pubblico, in quella profonda e vitale sensazione di ebbrezza, che si prova trovandosi ad essere “voce sola”, sul palcoscenico, la sensazione di essere trasportato dal sostegno dell’uditorio e sfidato dal suo commento, essere ispirato e creare al tempo istesso, una massa di suono d’infinita varietà, sensazioni inebrianti da vero conquistatore.